Gennaio

Da “La Voce dell’Jonio”, A. XXXVI, n. 1 – 31 gennaio 1993, p. 15:
Duplice Articolo del prof. Angelo Manitta riguardante la strada Galluzzo-Verzella e i restauri nella chiesa S. Nicola:

“L’arteria di collegamento con il Comune etneo verrà allargata nel punto più tortuoso, la chiesa rinnovata
CASTIGLIONE, nuovo assetto
Restauri per la chiesa di S. Nicola e per la strada di contrada Galluzzo

CASTIGLIONE – Riprendono nuovamente i lavori di allargamento e sistemazione della strada n. 71 II nel tratto, sicuramente il più tortuoso, che va dalla contrada Galluzzo alla frazione di Verzella. L’appalto è di cinque miliardi. I lavori, già iniziati nello scorso mese di settembre dalla ditta G. Fresta e A. Vecchio di Catania, vennero poi sospesi dalla Sovrintendenza ai beni culturali per «vizio di forma di certa documentazione» come dice uno dei geometri della ditta. Benché il progetto complessivo prevedesse l’allargamento dell’intera provinciale, la Sovrintendenza tiene bloccata la realizzazione di altri due tronconi che certamente faciliterebbero il percorso fra Castiglione e Francavilla, oltre che accorciare le distanze fra Giardini e Randazzo, offrendo la possibilità di un maggior sviluppo al commercio, all’agricoltura e al turismo (agriturismo in particolare) dell’alta valle dell’Alcantara. I lavori devono essere completati entro il 1995 e i muri in pietra a secco attuali saranno sostituiti con muri in cemento, che certo stoneranno un poco con l’ambiente per nulla intaccato dalla urbanizzazione degli ultimi decenni.
Giambattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici. In parte aveva ragione perché in un certo senso la storia si ripete. Oggi una profonda crisi economica si presenta all’orizzonte. Anche alla fine del secolo scorso, quando venne costruita l’attuale rotabile, si assisteva ad una grave crisi agricola. Scrive alla fine dell’800 Mario Sardo, un cronista castiglionese: «L’appaltatore Sebastiano Patanè cominciò i lavori nella contrada Galluzzo e Sciambro, addì 5 aprile 1888, con suo grande vantaggio, perché i lavoranti si accontentavano di salario meschino, stante la cattiva annata».
Angelo Manitta”

CASTIGLIONE – In fase di restauro la chiesetta rustica di S. Nicola di Bari, sita a pochi metri dal fiume Alcantara quasi su uno strapiombo. Dopo la basilica della Madonna della Catena e della chiesa del Carmine, sotto l’infaticabile guida ed attenzione di don Gaetano Cannavò, parroco da oltre un decennio, è ora la volta del tempietto rustico di S. Nicola.
Il restauro è patrocinato dalla Sovrintendenza ai beni culturali della provincia di Catania. La copertura, fatta con travi di legno e tegole locali, permetterà certo di conservare meglio le tracce di affreschi che qualche anno fa sono state portate alla luce da Carlos D’Agostino, un artista di origine castiglionese, nato in Argentina. Benché gli affreschi sono ancora in parte coperti da uno strato di calce, appaiono chiare alcune figure: un Cristo Giudice, una Madonna dell’Odigitria, una figura di Santo, probabilmente S. Nicola. Pregevole, oltre al portone centrale a sesto acuto e alle monofore laterali in arenaria, è il rosone della facciata, che subito ci richiama alla mente, nella sua semplicità e linearità, le chiese romaniche. La costruzione, che è stata rimaneggiata più volte, è una sapida fusione di elementi bizantini e normanni.
Nel XVIII secolo la festa di S. Nicola veniva solennizzata il primo giorno dopo Pasqua «con affluenza di mota gente, essendovi anche la corsa del Palio», come ci riferisce uno storico dell’epoca. All’inizio di questo secolo invece la festa aveva scopi propiziatori. Vi veniva trasferito il Santo la domenica successiva alla Pasqua e la sua dimora nella chiesa durava fino a quando non facesse piovere. Non era raro però che lo si lasciasse lì per un intero anno, come ci dicono alcune testimonianze dell’epoca quasi come punizione perchè la pioggia tardava a venire. Altri tempi! Altri modi di pensare!
A. Man.

*   *   *

Marzo
Da “La Voce dell’Jonio”, A. XXXVI, n. 6 – 28 marzo 1993, p. 14:
[Pagina dedicata alla ‘cronache giarresi’. Duplice articolo del prof. Angelo Manitta: il primo sulla manifestazioni dei coltivatori sul ponte del fiume Alcantara, il secondo sui restauri della chiesa s. Marco]:

“Dopo le piogge torrenziali degli ultimi mesi e le abbondanti nevicate dei scorsi, che hanno messo in serie difficoltà la viabilità dell’alta valle dell’Alcantara, si potrebbe pensare che la siccità estiva sia scongiurata per sempre. La realtà invece è che appena giungerà il mese di giugno sarà nuovamente difficile reperire il prezioso liquido con gravi conseguenze per l’agricoltura. Perciò molti agricoltori del Comune di Castiglione e di Francavilla, che non si fanno illusioni, nei giorni scorsi hanno organizzato una giornata di protesta, interrompendo il traffico sulla strada provinciale n. 7 per sensibilizzare le autorità competenti a una celere soluzione del problema.
Un sovvenzionamento di due miliardi per la creazione di pozzi comunque era stato ottenuto qualche anno fa, ma per motivi burocratici e per l’opposizione, sembra, di alcuni ambientalisti si è resa impossibile la realizzazione dei progetti previsti. La posizione dei terreni è certamente particolare. Essi ricadono per lo più nella riserva dell’Alcantara e quindi bisogna sottostare a delle pesanti limitazioni. Ma davvero l’agricoltura della media valle dell’Alcantara deve morire?
L’on. Giovanni Burtone, assessore regionale al Territorio e Ambiente, intervenuto domenica scorsa alla manifestazione, ha assicurato agli agricoltori di esaminare la pratica con più attenzione, o comunque prendere le soluzioni adeguate al problema. Intanto la sezione locale dell’associazione ambientalista Italia Nostra invia un telegramma all’assessore on. Burtone. «Sollecitiamo per necessità immediato provvedimento contingibile e urgente per requisizione e utilizzo pozzi esistenti. Nostra opposizione ulteriori illegali alterazioni equilibrio idrico».
A.Ma.”

Da “La Voce dell’Jonio”, A. XXXVI, n. 6 – 28 marzo 1993, p. 14:
[Nella pagina dedicata alle ‘cronache giarresi’.]
“CASTIGLIONE
Castiglione di Sicilia, uno dei paesi più caratteristici e antichi della valle dell’Alcantara, incastonato fra boschi di castagni e noccioleti, è stato nel medioevo una roccaforte inespugnabile. Fondato, sembra alla fine del V sec. a. C., quando Dionisio di Siracusa espugna e distrugge Naxos, si è ampliato a partire dall’epoca normanna in seguito alla costruzione del castello. La pietà religiosa degli abitanti di Castiglione, nel passato uno dei paesi più popolati della valle, ha spinto gli ecclesiastici a costruirvi numerose chiese, molte delle quali sono medievali.
Fra queste è da annoverare la chiesa di san Marco che fino a non molto tempo fa era una delle tre parrocchie del paese, insieme a quella di santa Maria e dei Ss. Pietro e Paolo.
L’emigrazione ha praticamente spopolato negli ultimi decenni il paese, che dai 15.000 abitanti dell’inizio secolo è passato agli appena 4.500 attuali. Di conseguenza molte chiese sono rimaste inutilizzate o abbandonate a se stesse. E’ questo il caso di san Marco, la cui struttura fatiscente in più parti ha spinto il parroco don Gaetano Cannavò a tentare un restauro. Dopo debita richiesta alla Sovrintendenza ai Beni culturali della Provincia di Catania, che si è mostrata molto sensibile alla questione, è stato portato avanti un progetto di restauro che comprende il rifacimento totale del tetto per non compromettere almeno in maniera definitiva quanto ancora resiste al tempo (stucchi o deboli tracce di affreschi). I lavori, la cui direzione è affidata agli architetti Sciacca e Pavone della Sovrintendenza ai Beni culturali, sono iniziati con qualche settimana di ritardo a causa del cattivo tempo. L’appalto è stato affidato alla ditta Messina.
Angelo Manitta”

Marzo
La Soprintendenza di Catania ripristina la copertura della Chiesa S. Marco, crollata il 25 luglio 1992, nel primo pomeriggio, a seguito di un violento temporale. Dirige i lavori l’architetto Sciacca.
castiglione-di-sicilia

***

Giugno

Elezioni comunali. Risultati.
Da ‘La Sicilia’, martedì 8 giugno, p. 9:
CASTIGLIONE DI SICILIA

SINDACO

Voti %
1) Concetto Bellia
2) Vincenzo Grasso
3) Carmelo Oliveri
1142
966
710
30.53
34.28
25.20

PARTITI

Voti % SEGGI
1) Mov. dem. pop.
2) Dc
3) Pds
1096
1083
691
38.19
37.74
24.08
14
6
CONSIGLIO PRECEDENTE: Dc 56% – 12 seggi; Pci 23, 1% – 5 seggi; Msi 0.3% – 0 seggi; Pri 16,1% – 3 seggi; Psdi 4,5% – 0 seggi.”

Nella pagina precedente articolo di GAETANO GUIDOTTO:
Titolo A Castiglione sarà ballottaggio
CASTIGLIONE DI SICILIA – L’«onda sismica» che ha travolto in Italia i partiti tradizionali, sconvolgendo il panorama politico, non ha lasciato indenne da cambiamenti neanche Castiglione di Sicilia. La Democrazia Cristiana, che nelle precedenti amministrative aveva ottenuto la maggioranza assoluta con ben dodici consiglieri su venti, infatti non è riuscita ad evitare il ballottaggio fra il proprio candidato a sindaco Enzo Grasso, primo cittadino da parecchi anni, e il trentunenne ingegner Concetto Bellia, nuovo ad esperienze politiche, candidato nella lista civica Movimento Democratico Popolare per Castiglione, che tra l’altro, in questa prima tornata elettorale, ha preceduto il più quotato concorrente di ben 176 voti.
Un dato preoccupante per Enzo Grasso, che difficilmente al ballottaggio supererà il rivale, in quanto il candidato a sindaco pidiessino ha apertamente dichiarato, anche se ancora nulla è certo, che difficilmente la gente del suo partito voterà il candidato democristiano. Meno pesante lo scarto fra le due liste nelle elezioni dei consiglieri, anzi irrisorio, soltanto tredici voti di differenza ma che comunque assegnano quattordici consiglieri alla lista Movimento Democratico Popolare e soltanto sei alla Democrazia Cristiana.
Gaetano Guidotto”

[Al ballottaggio ha ottenuto la maggioranza il candidato Concetto Bellia.]

*   *   *

Agosto

***

Ottobre
Programma del cineforum organizzato dal circolo ‘Ossigeno’. Dattiloscritto, quattro facciate:
“[1] [4] CASTIGLIONE SICILIA
CENTRO SOCIALE    ARCI – UISP CIRCOLO “OSSIGENO”
P.ZZA CARMINE
INCONTR…ARCI   AL CINE FORUM

AUTUNNO ‘93
CINEMA  & FANTASTICO

[2] ARCI – UISP
Circolo “OSSIGENO”
Castiglione di Sicilia
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

23/10                     “Io speriamo che me la cavo”
30/10                     “Casa Howard”
06/11                     “Teste Rasate”
13/11                     “Che vita da cani”
20/11                     “Cry freedom”
27/11                     “Mio cugino Vincenzo”
04/12                     “FRANCESCO”
08/12                     “Benvenuti in Paradiso”
11/12                     “La moglie del soldato”
18/12                     “New Jack City”
31/10                     “Novecento” parte I
01/11                     “Novecento” parte II

SERATE BAMBINI
31/10                     “La bella e la bestia”
01/11                     “Investiga Topo”
————————–“PINOCCHIO”

[3]RISERVATO AI SOCI    A R C I
N° ________

LE PROIEZIONI AVRANNO INIZIO ALLE ORE 19,30
CASTIGLIONE 15 OTT. 1993

[Timbro lineare]ARCI UISP
CIRCOLO “OSSIGENO”
CASTIGLIONE DI SICILIA

Il Presidente
[firma autografa] V. Spataro”

*   *   *

Dicembre
Articolo del signor FRANCO PREVITE su ‘Il Popolo’, a. XLIX, Numero 286, Domenica -Lunedì 5-6 Dicembre:
“TERZA ETA’
Case di riposo, speculazione che offende la dignità.
Impostazione programmatica e risorse: gli impegni delle istituzioni
di  FRANCO PREVITE.
Fra ciò che è utile e, soprattutto ciò che è urgente in Italia vi sono due realtà crude ma vere, che stanno notevolmente modificando l’immagine dello Stato alle soglie del 2000. Sono in atto, anche se non ne sono evidentissimi i segni eclatanti, una strisciante, ma precisa costante eutanasia nei confronti delle persone anziane e una speculazione economico-finanziaria delle “case di riposo”.
La comunità nazionale, al di là di ogni schematismo ideologico o credo politico, deve farsi carico della difesa della vita umana in ogni fase e momento della esistenza, dal concepimento al declino, alla morte stessa, alla quale l’eutanasia è l’ultimo attacco ed offesa alla storia ed alla tradizione della coscienza civile del popolo italiano. Negli ospedali vi è un crescente “allontanamento” dell’anziano dalle strutture stesse parcheggiandolo nella propria casa quasi una “spedalizzaizone domiciliare” che in realtà si traduce in una sintomatologia emotiva che conduce alla depressione, primo disordine funzionale dell’età anziana, risultato che offende la dignità della persona. Solo una vera scelta culturale può opporsi efficacemente all’eutanasia, non certamente quella olandese che si è trasformata con “cautela” in legge.
Mons. Dionigi Tettamanzi, segretario generale della Cei, nel 1985, nel suo libro “Eutanasia – l’illusione della buona morte” ponendo in giusta evidenza la nuova violenza, esorta: «Oggi l’eutanasia si presenta con un volto nuovo, ponendo problemi inediti e sollecitando più ampie e gravi responsabilità». Il Papa al 54° corso della cattolica ci ricordava: «… Il profilarsi dell’eutanasia come ulteriore approdo di morte, dopo l’aborto, deve essere colto come un drammatico appello a tutti i credenti e agli uomini di buona volontà a muoversi con urgenza per promuovere con ogni mezzo e a tutti i livelli una vera scelta culturale nel cammino della nostra “società”. Purtroppo sono “voci” senza potere decisionale, che possono solo “incidere sulle coscienze”. Il problema etico-giuridico sussiste e con una certa apprensione.
Il fenomeno dell’emarginazione degli anziani non deve essere un bene utilitaristico da usare. L’ampiezza e la complessità degli interventi da realizzare richiede un impegno senza precedenti da parte delle istituzioni, sia sul piano dell’impostazione programmatica sia su quello del reperimento delle risorse finanziarie. Prevedere significa amministrare bene i problemi che necessitano urgenza. Gli anziani e le case di riposo sono fra quelli.”

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