CONFRATERNITE – REGOLAMENTI
Fonte: ClAe, Parrocchia γ. Documenti vari – [1820- 1835 …]


[1][a]”REGOLAMENTO
[b]DELLE
[c]CONGREGAZIONI PIE LAICALI
[Timbro tondo con la dicitura: “CONFRATERNITA DI S. ANTONIO ABATE – CASTIGLIONE DI SICILIA”. Scritta a mano: Ginardi Gaetano [1].

[2] B

[3]Capitoli dei Congregati [ms]

[4] B

[5]Capitolo Primo

 [a]Siano obbligati i Fratelli, ogni domenica ad ore 22, portarsi dentro la Chiesa per recitare il [b]Rosario in suffragio dei Fratelli e delle Sorelle defunti, recitare altre devozioni solite a recitarsi e [c]fare quella meditazione che dirà loro il Padre della Congregazione, con l’obbligo di confessarsi e [d]comunicarsi ogni terza domenica di mese nella Chiesa relativa, nella cappella del Santo, esponendo [e]in detto giorno la Reliquia di esso Santo, eccettuando la Comunione Pasquale, che i Fratelli e le [f]Sorelle, usciti dalla Chiesa in processione in un giorno che designerà il Superiore, dovranno fare [g]nella Venerabile Madre Chiesa, e ciò in onore di Dio e del Glorioso Santo, ed in sollievo delle [h]anime dei Fratelli defunti.

Capitolo Secondo

 [a]Siano obbligati parimenti di creare, ogni prima domenica di settembre, gli Ufficiali, cioè il [b]Governatore, il Tesoriere, il Segretario, quattro consultori, il maestro dei novizi e due Segretari [c]della Congregazione, e questi con disposità d’elezione, cioè il Prefetto, primo e secondo assisten- [d]te, Tesoriere e Segretario per via di voti segreti, ed il Fratello che avrà più voti sarà il Go- [e]vernatore, passando di nuovo ai voti segreti per l’elezione del primo e secondo assistente, quello [f]che avrà più voti sarà il primo e l’altro il secondo, dovendo far prima dei voti la nomina dei [g]soggetti capaci dei superiori della Sedia passata in potere del Segretario, il quale poi racco-[h]glierà i voti di simile maniera, poi si farà l’elezione del Tesoriere e Segretario, ai quali poi tutti [i]si dona la facoltà e ad ognuno di loro conjuntim et non divisius, a suo bene placido eliggersi quat-[l]tro consultori, il maestro dei novizi e i due Segretari, ai quali Superiori si presterà dai congrega-[m]ti tutta l’ubbidienza, tanto nel regolare la congregazione quanto nell’imporre la penitenza, tenendo [n]il primo luogo in tal governo della Congregazione il Prefetto, in sua mancanza il primo assistente [o]ed in mancanza d’entrambi il secondo, in mancanza di tutti e tre il Segretario ed in mancanza di [p]questo il Tesoriere e del Tesoriere il Maestro dei Novizi.

Capitolo Terzo 

[a]Per non nascere poi discordia fra i Fratelli della Congregazione nell’amministrazione degli [b]Uffici, abbiamo stimato con questo terzo capitolo assegnare ad ognuno il proprio ufficio, così [c]l’ufficio di Governatore sarà di reggere la Congregazione con l’intelligenza dei suoi assistenti; l’uf-[d]ficio del Tesoriere raccogliere gl’introiti ed alla fine del suo ufficio rassegnare il libro d’introito [e] e d’esito al nuovo Tesoriere; l’ufficio del Segretario di ricevere i voti e di sbrigare i pezziai d’or-[6][f]dine del Superiore nell’esposizione della Congregazione; l’ufficio del maestro dei novizi d’istruire [g]i novizi nella regola e nel santo timore di Dio e di mortificarli; l’ufficio dei segretari cioè [h]uno di assistere ai servigi della Congregazione, e l’altro alla porta nell’entrare ed uscire che [i]faranno i Fratelli; infine l’ufficio dei quattro consultori, i quali dovranno essere quattro soggetti an-[l]ziani, prudenti ed intelligenti, sarà di consultare i superiori negli espedienti che dovranno o vor-[m]ranno prendere a favore della Congregazione, e questo per non generare una gran confusione la [n]diversità dei pareri degli altri Fratelli, i quali in nessun conto devono ingerirsi in tali risoluzioni.

Capitolo Quarto

[a]Negl’introiti di detta congregazione pervenuti dai congregati, come anche in cose attinenti a [b]congregazione, si escludono dal governo non solo il Procuratore della Chiesa e Rettori, ma anche [c]tutti gli altri Superiori presenti e che pro tempore saranno la giurisdizione dei quali si estende al [d]governo della Chiesa e della Confraternita del Santo, tanto negl’introiti che in tutt’altro, si come [e]è stato solito per il passato e non già a cose spettanti a detta Congregazione.

 Capitolo Quinto 

[a]Se forse qualcheduno dei Fratelli, sive directe sive indirecte, procurasse voti per sortire Uf-[b]ficiale, in tal caso si abbia da mortificare pubblicamente dai superiori della Congregazione, do-[c]vendo l’elezione degli uffici venire dal Cielo, e secondo dei Fratelli eletto Ufficiale non volesse pren-[d]dere il possesso sopplicherebbe prima gli ufficiali passati assegnando la causa legitima per otte-[e]nere la rimessa del suo officio e per elemosina pagherà mezzo rotolo di cera lavorata alla cappel-[f]la propria per uso di detta Congregazione.

Capitolo Sesto 

[a]Comechè questa Congregazione nuovamente eretta altro non è se non una collezione dei [b]Fratelli dell’antica confraternita, cioè per vivere con più fervore nel servizio di Dio ad uso della [c]Congregazione segreta a fine di maggiormente estirpare i vizii ed acquistare le sante virtù, che [d]però per il presente capitolo tutti i prescritti congregati si hanno protestato e protestano che col [e]nome di congregati non intendono spogliarsi di tutte queste preminenze che han goduto per il [f]passato come Fratelli della sudetta confraternita, tanto nel luogo della processione che nell’elezio-[g]ne del Procuratore e Rettori siccome per l’addietro si è costumato.

Capitolo Settimo 

[a]Ad oggetto di far fronte a tutte le spese necessarie per lo mantenimento del culto Divi-[b]no e per sovvenirsi qualche confrate bisognoso, viene pregato ogni confrate contribuire in una [c]cassa che si terrà sempre pronta nel locale delle riunioni quell’elemosina che vorrà.

[7]Capitolo Ottavo 

[a]Vogliamo dippiù che nella infermità di qualche Fratello vadano interpellatamente i Fratelli [b]a visitarlo; e se sarà in qualche necessità gli somministrassero qualche elemosina, o del proprio o [c]dell’introito di detta Congregazione a ben vista del Superiore; con doverlo dopo la morte associa-[d]re alla Chiesa della Congregazione tutti i Fratelli, nella morte dei quali si possa scuotere la cam-[e]pana di detta Chiesa a martorio, e se non interverrà all’officio qualche Fratello non leggitimamen-[f]te impedito, sia ammonito dal Superiore, benedire in articolo mortis la Cappa per uso dei Fra-[g]telli, ed adornare il cataletto della Congregazione con coltra e coscini che la Congregazione fa-[h]rà per uso dei Fratelli defunti.

Capitolo Nono

[a]Perché i nostri Fratelli devono essere di buon odore e fama e reputazione, vogliamo che [b]fuggano ogni sorta di giuoco, sì pubblico come privato ad evitandum scandalum, e giocando fatta [c]la correzione sarà lecito agli Ufficiali mortificarli pubblicamente nella Congregazione, come anche [d]sotto la medesima pena ed altre ben viste ai superiori li proibiamo a palesare o discorrere fuori la [e]Congregazione cosa alcuna di quanto si pratica in detta Congregazione.

Capitolo Decimo 

[a]Prima d’essere ammessi i Fratelli alla professione devono perseverare per lo spazio di mesi [b]quattro, e per solennizzare per tale professione devono portare una candela che restar deve per uso [c]della Congregazione. Quali professi se elasso il termine di mese uno integro legittimamente non [d]impedito e fatta la terza ammonizione mancheranno dalla Congregazione si cancellano dal Liâro [sic] [e]ed alla stessa pena soggiacer debbano di cancellazione quei Fratelli che contumaci non voglio [f]ubbidire al Superiore.

Capitolo Undecimo 

[a]Vogliamo che i danari entrati dalle elemosine domentre la Congregazione sarà in trafico [b]pell’Edificazione della Sepultura, andar devono in potere del Tesoriere, e dopo di tal trafico ver-[c]sarsi devono in una cassa facienda con tre chiavi, delle quali una tenerla deve il Tesoriere con [d]il libro d’introito ed esito, altra il Superiore sia Prefetto, e l’altra il primo assistente; non si pos-[e]sono in modo alcuno imprestare o a persone o a Chiese, ma che si applicassero essendovi qual-[f]che buona somma coll’espresso consenso dei Superiori remine [?] discrepante [?] in compra di Giogali [g]per serviggio di detta Congregazione o vero a favore di detta Chiesa, e facendo il contrario siano [h]obbligati gli Ufficiali sudetti a pagarli de proprio, ed in caso si abbolisse per qualche accidente [i]la Congregazione sudetta, tutti gli acconcî restar devono e s’intendano acquistati per la Chiesa [l]stessa dentro la quale è fondata la Congregazione alla quale, in caso di reviviscenza, sia obbligato [8][m]il Procuratore della Chiesa restituire detti giogali per uso della stessa; ed in caso d’abolizione il [n]Procuratore della chiesa che si consegnerà detti giogali debba riconsegnarli al suo successore sotto [o]la stessa legge.

Capitolo Duodecimo 

[a]Vogliamo che gli Ufficiali non possono concorrere nel medesimo ufficio se non passano [b]due anni numerati dal giorno che depone sudetto ufficio.

Capitolo Decimoterzo 

[a]Siano obbligati ancor i Fratelli della Congregazione ad intervenire more solito a quelle pro-[b]cessioni della Chiesa, con condizione che la Congregazione deve comprarsi quelle torce che sa-[c]ranno necessarie per uso di detti Fratelli, non essendo sufficiente il numero delle torcie che la [d]Chiesa ha costumato di sempre dare per uso di tal processione, nella quale vogliamo che i Fratel-[e]li congregati andassero a quel luogo che gli compete, e ciò per non recare qualche pregiudizio agli [f]antichi Fratelli della confraternita, e che i medesimi della Congregazione dessero il luogo agli an-[g]tichi in detta Congregazione, ed il primo luogo fosse degli Ufficiali e Prefetto, portando l’insegne [h]del Santo concesse da Monsignore Arcivescovo a tutta al Confraternita, previo sempre il permesso [i]del Governo per le processioni del dopo pranzo.

Capitolo Decimoquarto 

[a]Per la Sepultura edificanda nel luogo permesso dall’Arciprete Procuratore e Rettore della [b]Chiesa ai Fratelli della Congregazione, vogliamo e determiniamo che dovessero in essa seppellirsi i [c]soli Fratelli della Congregazione in infinitum et in perpetuum, senzacchè potesse seppellirsi altro [d]cadavere non ascritto a detta Congregazione, e con proprie spese l’edificano, possono anche seppel-[e]lirsi tantum, restando un’altra sepultura per i Fratelli della sudetta Congregazione non ascritti in [f]questa confraternita siccome appare nella scrittura della congregazione del luogo della sepultura. [g]Ed in un giorno dentro l’ottava dei morti benviso al sig. Arciprete si potesse aprire la sepultura [h]di detti congregati per celebrarsi le messe nell’altare eliggendo e questo in suffragio delle anime [i]dei defunti fratelli.

Capitolo Decimoquinto 

[a]Si prefigge nel presente capitolo a tutti i nostri fratelli che sette giorni precedenti alla fe-[b]ria sesta della Domenica di Passione dovessero far celebrare cotidianamente la messa cantata in [c]onore e gloria dei dolori della Beatissima Vergine, con celebrarne poi la festa, ed in detto giorno [d]farne la processione di penitenza con effigie di detta Signora Addolorata.

[9]Capitolo Decimosesto 

[a]Vogliamo che i presenti capitoli non solo siano osservati dai Fratelli, ma maggiormente dal [b]Prefetto ed altri Superiori, onde a quest’effetto si leggano e pubblicano in ogni terza domenica di [c]mese due capitoli successivamente.

Capitoli aggiunti d’ordine del Governo 

Capitolo Primo

 [a]Che il numero dei Confrati in quanto a coloro che vorranno ascriversi da oggi in avanti al-[b]la Congregazione non acceda il centinaio, e che per ogni nuovo Fratello preceder deve sem-[c]pre il permesso della Polizia.

Capitolo Secondo 

[a]Che la Confraternita sia sottoposta alle istruzioni de’ 2 maggio 1820 ed alle circolari del 1781 [b]e 1783 in quelli non preveduti ed in tutto ciò che oggi non è venuto in legitima ovvero in urto [c]con la Polizia vigente in Sicilia.

Capitolo Terzo 

Che i Confrati eseguano le loro funzioni in modo di non portarle al di là delle ore due [b]di notte e che si pratichino a porte aperte.

Capitolo Quarto 

[a]Che non vi sia l’obbligo di segreto per le cose passate in congregazione verso le pubbliche [b]autorità che han diritto d’interrogare i confrati.

Capitolo Quinto 

[a]Che l’elezione del Cappellano della confraternita nei modi legitimi sinora praticati si facci [b]in persona di un ecclesiastico idoneo all’esercizio del suo ministero, dovendo d’altronde ripetere le [c]analoghe facoltà spirituali del Vescovo Diocesano.

Capitolo Sesto 

[a]Che l’intervento dei confrati, necessario a deliberare anche all’oggetto della consillazione od [b]ammissione d’alcun dei confrati, non sia minore della terza parte del totale numero dei suoi com-[c]ponenti, tranne che questo sia al di sotto di 50 in qual caso sarà necessaria a deliberare la metà [d]della totalità.

Capitolo Settimo

[a]Che non vi si possono ascrivere donne.
[b]Che perciò le sudette adunanze siano in tutto il resto soggette al magistrato laico a cui solo spetta [10][c]conoscere delle cause d’elezione e cancellazione dei Procuratori ed Ufficiali delle medesime, [d]ad ogni altro che riguarda le adunanze. Che il magistrato laico è quello che deve esaminare le [e]regole, e capitoli di tali unioni senzacchè possa intromettersi la Corte Vescovile.
[f]Che i preti ecclesiastici non possono ed esercitar cariche nelle sudette adunanze.
[g]Che i medesimi privi di voce attiva e passiva nelle elezioni degli Ufficiali ed esclusi siano d’in-[h]tervenire nel tempo che si eligono. Che i sudetti ecclesiastici possono farsi congregati al solo [i]oggetto di goder dei suffragi e delle indulgenze, che i Superiori e gli altri Ufficiali di dette adu-[l]nanze debbonsi eliggere dai soli confrati laici né la corte ecclesiastica possa confermarli, spettan-[m]do ciò al magistrato laico quantunque nell’atto della fondazione abbia detto il fondatore che la [n]elezione dei medesimi si deve fare dalla corte ecclesiastica. Che i riferiti superiori ed Ufficiali [o]devono eliggersi di anno in anno e siano vietate le loro conferme, giacchè si è sperimentata molto [p]nociva e pregiudizievole la lunga durata di tali cariche.

Capitolo Ottavo 

[a]Che sia in ogni conto vietata la questua fuori Chiesa.

Capitolo Nono

[a]E finalmente che qualunque congregazione o adunanza debba tenersi aperta nel tempo che [b]si recitano le preci e si celebrano sacrifici con potervi entrare ogni ceto di fedeli di qualunque [c]età e condizione, e che non possa togliersi od aggiungersi cosa alcuna nei presenti capitoli senza [d]l’espressa autorizzazione del Governo.

[11]CONSIGLIO GENERALE DEGLI OSPIZI
DELLA
VALLE DI CATANIA

[a]Il Consiglio Generale degli Ospizi della Valle di Catania.
[b]Visti gli art. 90, 91 e 92 delle istruzioni del 20 maggio 1820,
[c]Viste le Ministeriali 23 luglio, 31 agosto e 30 novembre 1825 e 30 gennaio 1826 Num. 2509, [d]2995, 6411 e 319,
[e]Visto il Real Rescritto del 30 marzo 1830, partecipato con ministeriale foglio dell’8 4 n. 1239,
[f]Vista la ministeriale del 12 agosto 1830 n. 3928,
[g]Visto il Real Rescritto del 3 febbraio 1834,
[h]Vista la ministeriale del 24 luglio 1834 n. 3813,
[i]Visto il Real Rescritto dell’11 aprile 1835 partecipato con ministeriale dell’11 maggio n. 4651,
[l]Visto il Real Rescritto del 2 ottobre 1835 partecipato con ministerial foglio 12-11 detto n. 9298,
[m]Tenute presenti le sue circolari del 18 agosto 1824 n. 3664, del 1 settembre 1826 n. 1112 e [n]del 14 ottobre 1830 n. 4130, Provveder volendo alla regolare elezione ed approvazione degli [o]amministratori e cassieri delle confraternite e congregazioni del Valle ai termini della legge e [p]dei regolamenti in vigore,

DELIBERA

di doversi osservare ed eseguire esattamente le seguenti norme:

  1. [a]In conformità dell’art. 90 delle istruzioni del 20 maggio 1820, gli amministratori delle con-[b]fraternite e congregazioni verranno scelti nel mese di novembre di ciascun anno della rispettiva [c]corporazione legittimamente riunita nel modo prescritto dalle regole munite di regio assenso.
  2. [a]Comunque la rinnovazione dei superiori di varie confraternite sia fissata nei rispettivi capi-[b]toli, in epoche diverse in opposizione all’art. 90 delle istruzioni del 20 maggio 1820, essendo una [c]irregolarità che ne arrecherebbe delle altre nella reddizione dei conti, debbono ciò non ostante [d]tali superiori essere sempre eletti in novembre ed immettersi nell’esercizio delle loro funzioni al pri-[e]mo gennaio e non già nel corso dell’anno secondo i propri capitoli, e ciò giusta la dichiarazione [f]emessa da S. A. R. il Luogotenente Generale nel Consiglio dell’11 gennaio 1834 partecipata [g]in data del 3 febbraio seguente.
  3. [a]Per quelle congregazioni e confraternite nei cui capitoli non trovasi determinato il numero dei [b]confrati necessario per deliberare legalmente, questo non potrà essere minore della terza parte del [c]numero totale dei suoi componenti, e tranne che fosse minore di cinquanta in qual caso basterà [d]a deliberare la metà del medesimo, analogamente al disposto nel real rescritto del 3 marzo 1830.
  4. [12][a]Giusta quanto fu superiormente dichiarato con la ministeriale del 12 agosto 1830 sul dubbio [b]se in tal computo debbono escludersi dal numero totale dei confrati i Preti o coloro che non ab-[c]biano pagate le contribuzioni, si tenga presente la norma che, pel caso indicato, non debbano ri-[d]guardarsi come confrati tutti quelli privi del diritto di votare.
  5. [a]La durata degli offici sarà quella ordinata dai rispettivi capitoli regolamentari.
  6. [a]Si potrà dalle corporazioni domandar la conferma di tutti o di parte degli officiali per un [b]altro anno, qualora ciò non venga vietato dai loro statuti, dovendosi però in tal caso indispensabil-[c]mente indicare nella conclusione: 1. la circostanza che i capitoli non proibiscono la conferma, [d]2. gli ufficiali che si confermano, 3. l’espressa dichiarazione che la conferma ha luogo per un [e]altro anno oltre al primo in cui hanno assunto l’esercizio del rispettivo posto, non potendosi am-[f]mettere una più lunga durata.
  7. [a]In quanto ai cassieri si eseguirà il prescritto all’art. 93 delle istruzioni del 20 maggio 1820.
  8. [a]Le confraternite e congreghe che posseggono rendite, a parte del cancelliere il quale esercite-[b]rà le incombense annesse a tale ufficio secondo i propri capitoli, avranno per servizio dell’ammi-[c]nistrazione delle rendite sudette un segretario contabile, che dovrà proporsi in terna e che godrà [d]quell’annuo assegno che sarà stabilito nel rispettivo Stato Discusso. La durata di tali Segretari [e]Contabili non sarà annuale com’è quella degli officiali delle confraternite, e ciò a mente dello [f]art. 7 del real dispaccio del 1 agosto 179(?)1 e dalla dichiarazione superiore contenuta nella riverita [g]ministeriale del 24 luglio 1834 n. 3813.
  9. [a]Il modo della convocazione delle fratellanze e delle votazioni per la nomina dei nuovi ufficiali [b]sarà quello determinato nei rispettivi capitoli regolamentari.
  10. [a]Le confraternite non debbono riunirsi sotto la presidenza dei Sindaci locali, come erronea-[b]mente in qualche Comune alcuna volta si è praticato, essendo ciò in opposizione alle superiori [c]disposizioni in vigore, che statuiscono non dovere i Sindaci esercitare tal presidenza, per avere le [d]confraternite amministratori propri garentiti dagli Statuti roborati dal regio assenso, ciò ch’è stato [e]dichiarato in vari casi e fra gli altri con le riverite ministeriali del 23 luglio 1825 n. 2509, del [f]31 agosto e 30 novembre detto n. 2995 e 6451 e del 30 gennaio 1826 n. 359. Potrà bensì il [g]Consiglio affidare ai Sindaci degl’incarichi per ispeciale delegazione come quelli che sonosi loro [h]attribuiti nel presente regolamento ad oggetto di ottenre un maggiore accerto del servizio.
  11. [a]Prima di passarsi alla votazione per la nomina dei nuovi ufficiali si determineranno quali [b]siano fra i presenti i confrali che abbiano il diritto della voce attiva e passiva, escludendosi da tal [c]numero coloro che non abbiano pagato le contribuzioni volontarie e quelli che abbiano altri im-[d]pedimenti legali previsti dai regolamenti in vigore, non potendo costoro votare né prendere parte [13][e]alcuna nella seduta né essere eletti in alcun posto.
  12. [a]Si osserverà con ogni esattezza la prescrizione superiore stabilita a modo di massima, che [b]gli ecclesiastici non possono esercitare nelle confraternite ufficio alcuno, né quindi essere eletti a [c]verun posto e molto meno a quello di Cancelliere o di Segretario Contabile, mentre non possono [d]aggregarsi alle fratellanze che soltanto per godere dei pii suffragi. Essi parimenti sono privi del di-[e]ritto di dar voto e debbono essere esclusi d’intervenire nelle sedute in cui si procede all’elezione [f]degli ufficiali, giusta quanto fu prescritto nel real dispaccio del 2 marzo 1781. Può solo eccet-[g]tuarsi da tale esclusione lo Cappellano il quale non potrà dar voto, ma presterà la semplice as-[h]sistenza, ove sia questa espressamente voluta dai capitoli regolamentari muniti di regio assenso.
  13. [a]Saranno inoltre scrupolosamente eseguiti gli ordini che S. M. (D. G.) si è degnata emette-[b]re per via del real rescritto del 1 ottobre 1835 comunicato in data del 12 novembre detto, pre-[c]scrivente che nella elezione dei Superiori delle confraternite o di ogni altra simile corporazione [d]laicale non possono dar voto quei confrati e componenti la corporazione che, appartenendo alla [e]classe dei gestori con soldo o senza, sono tenuti di dar conto ai superiori stessi di loro gestione.
  14. [a]Per l’esatto adempimento per la prelodata Sovrana disposizione si osservi che dopo essersi [b]riunite le confraternite e congree o corporazioni laicali in numero legale, il Governatore e gli assi[c]stenti o coloro che sotto qualunque altra denominazione sono i Superiori e costituiscono la commis[d]sione della confraternita o congregazione o corporazione laicale ed i rispettivi Cassieri o Tesorieri [e]o qualunque altro officiale che sotto qualsiasi titolo e per qualsiasi ufficio sia tenuto a dar conto [f]di sua gestione, o nell’atto di passarsi alla votazione, si mettano in disparte, astenendosi di dar vo-[g]to per la elezione o conferma dei Superiori del prossimo anno, alla quale non devono in alcun [h]modo influire.
  15. [a]Compita la votazione, prima di sciogliersi la fratellanza, deve dal Cancelliere o da chi ne fa [b]le veci, stendersi l’analoga conclusione in doppio consimile, riportandosi in essa il risultato delle [c]elezioni o conferme, li quali due consimili originali di conclusione, oltre a quello che resterà per [d]minuta presso la rispettiva cancelleria, dovranno esser frimati da tutti i confrati presenti e votan-[e]ti che sanno scrivere, mentre per parte di quelli che sono analfabeti firmerà il Cancelliere o colui [f]che ne fa le veci, esprimendo i nomi ed i cognomi di coloro per parte dei quali egli firma. Le [g]dette due copie di conclusione col visto della commissione saranno rimesse all’approvazione del [h]Consiglio nel modo che sarà detto in appresso.
  16. [a]All’oggetto di non commettersi da talune confraternite ulteriori irregolarità ed inesattezza [b]nelle conclusioni, e perché siano tutte redatte in modo uniforme, onde possano più agevolmente [c]essere esaminate, si curi dai rispettivi Cancellieri di formarle secondo il modello che fa seguito [14][d]al presente regolamento segnato col N. 1.
  17. [a]Nel giorno 20 del mese di Novembre dovendo trovarsi immancabilmente già eseguite tutte [b]le elezioni, si rimettano le corrispondenti conclusioni in doppio dalle confraternite e congreghe di [c]ogni Comune al rispettivo Sindaco locale.
  18. [a]I Sindaci nell’ultimo giorni dell’istesso mese novembre spediranno al consiglio tali conclu-[b]sioni in doppio consimile, onde esser munite di conferma, accompagnandole, se occorre, con le loro [c]osservazioni, o con le suppliche dei ricorrenti in caso di reclami.
  19. [a]Tali reclami, che possono prodursi dai fratelli contro l’elezione degli ufficiali ovvero contro [b]le persone elette, dovendo essere economicamente discussi dal Consiglio prima di passare alla con-[c]ferma della conclusione, debbono farsi pervenire al medesimo immediatamente dopo l’elezione [d]e non più tardi di giorni dieci da che siasi eseguita, mentre s’intenderanno come non avan-[e]zati laddove, ritardandosene l’invio la conferma trovisi di già effettuita e restituita la conclusione [f]con l’approvazione corrispondente.
  20. [a]Contemporaneamente alla rimessa delle conclusioni cureranno i Sindaci di far conoscere se [b]alcuna corporazione non abbia adempito alla legge e per quale motivo, onde emettersi sul propo-[c]sito le convenienti provvidenze.
  21. [a]Saranno soggetti alla conferma del Consiglio il Superiore ed i Congionti che compongono [b]la commissione di ogni confraternita, come del pari il Cassiere, dovendo esser tutti nominati ogni anno [c]nella stessa conclusione.
  22. [a]Gli amministratori i quali riporteranno la conferma del Consiglio nel corso del seguente [b]mese dicembre, in cui si farà giungere alle rispettive confraternite per via dei Sindaci locali un [c]consimile della conclusione approvata, restando l’altro presso l’officina del Consiglio, dovranno [d]mettersi in possesso della loro carica nel primo giorno di gennaio dello imminente anno, lo stesso [e]dicendosi pei Cassieri, i quali però devono aver prestato la cauzione come di legge.
  23. [a]Con la immediata posta dopo il primo gennaio i nuovi superiori delle confraternite spedi-[b]ranno direttamente al Consiglio un certificato che contesti aver già essi e i rispettivi Cassieri as-[c]sunto l’esercizio delle loro funzioni. Nel caso che alcuno degli eletti siasi a ciò negato, se ne [d]esprimeranno i motivi, onde emettersi dal Consiglio le convenienti misure. Resta però ferma la [e]massima che nessuno degli ufficiali potrà abbandonare il suo posto senza che sia prima rimpiaz-[f]zato dal novello eletto, e ciò sotto la più stretta propria responsabilità.
  24. [a]Per riparare gl’inconvenienti che derivano dalla mancanza di riunioni legali dei confrati, [b]allorchè trattar debbono dell’elezione dei nuovi superiori, si esegua la Sovrana prescrizione emes-[c]sa col real rescritto dell’11 aprile 1835, comunicato in data dell’11 maggio seguente, cioè che in [15][d]tutti i casi in cui legalmente avvisati i fratelli delle confraternite e congreghe non si riuniscono in [e]numero legale secondo le norme stabiite agli art. 3 e 4 del presente regolamento e che siffatte [f]riunioni siano state per due volte intimate, allora il dritto di eleggere i nuovi Superiori resta de-[g]voluto al Consiglio sotto l’approvazione di S. E. il Luogotenente Generale.
  25. [a]Per l’osservanza di tal Sovrana risoluzione resta stabilito doversi curare dai Superiori delle [b]confraternite e congregazioni di far legalmente avvisare i fratelli a riunirsi per l’elezione dei novi [c]ufficiali nei primi giorni di ogni mese di novembre. Ove, dietro il primo invito, non siasi potuta [d]unire la fratellanza in numero legale, ciò che dovrà constare con un verbale negativo, saranno invi-[e]tati i fratelli per la seconda volta, prima sempre che spiri il giorno 20 novembre, termine fissato al-[f]l’art. 18, per la completa esecuzione di tutte le nuove nomine. Quante volte neppure nella seconda [g]riunione siasi potuto ottenere il numero legale la commissione passerà a redigere altro verbale ne-[h]gativo che dovrà sottoscriversi, del pari che il primo, da tutti i confrati presenti. In tal caso lo stes-[i]so giorno nella stessa seduta la Commissione con l’assistenza del Cassiere, il quale dovrà esibire [l]all’uopo il libro delle prestazioni volontarie, si occuperà a fare redigere in vista dal Cancelliere o [m]da chi ne fa le veci uno stato nominativo di tutti i confrati ascritti alla confraternita o congrega, [n]i quali in quel punto godono il diritto della voce attiva e passiva e non abbiano alcun legale im-[o]pedimento a poter votare e ad essere eletti secondo il prescritto agli art. 12 e 13 di questo rego-[p]lamento. Questo stato nel quale dovranno i[scriver]si l’epoca dell’ammissione d’ogni confrate ed i [q]vari uffici da ciascuno per l’avanti sostenuti nella fratellanza, firmato dalla commissione e dal cas-[r]siere e contrasegnato dal concelliere o da chi ne fa le veci, sarà rimesso al consiglio per via del [s]Sindaco locale di unita ai due verbali negativi di cui si è fatta parola nel termine fissato all’art. 17.
  26. [a]I Sindaci nell’ultimo giorno dello stesso mese novembre spediranno tale stato e i due ver-[b]bali negativi al Consiglio, come si è detto per le conclusioni all’art. 18, accompagnando al primo le [c]loro osservazioni sulla idoneità e condotta d’ogni confrate, onde il Consiglio, con la guida di tali [d]informazioni possa fissare la scelta dei nuovi amministratori e rassegnata alla superiore approvazio-[e]ne di S. E. il Luogotenente Generale.
  27. [a]I verbali negativi e lo stato dei confrati di cui si è fatta parola all’art. 25 saranno redatti [b]secondo i modelli di N. 2, 3 e 4 annessi al presente regolamento.
  28. [a]I Sindaci restano incaricati di curare che si dia il più esatto e puntuale adempimento per [b]la parte che li riguarda alle varie norme e prescrizioni contenute nel presente regolamento, il qua-[c]le sarà anche direttamente comunicato a tutte le confraternite e congregazioni del Valle per la ri-[d]spettiva intelligenza ed esecuzione.

 


[All’interno del fascicolo è inserita una copia di verbale di deliberazione del Commissario Prefettizio del Comune di Castiglione di Sicilia del 1931.Fotocopie. Quattro fogli uso protocollo dattiloscritti. Solo recto.]

“[1]COMUNE DI CASTIGLIONE DI SICILIA
COPIA DEL VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO
PREFETTIZIO = N. 91. =

[a]Oggetto: Transazione con le Confraternite S. Giacomo, [b]S. Antonio e S. Giuseppe. =
[c]L’anno millenovecentotrentuno, anno IX addì ventotto [d]del mese di Maggio in Castiglione di Sicilia e nel [e]Gabinetto del Commissario Prefettizio sig. Cav. Tuccari [f]Michele assistito dall’infrascritto Segretario Comu=[g]nale sig. Cav. Cimino Feliciano;
[h]Vista la istanza 22 Gennaio u. s. presentata dai gover=[i]natori delle tre locali Confraternite S. Giacomo – S. An=[l]tonio e S. Giuseppe, per derimere talune divergenze [m]sorte tra le
[n]Vista l’ordinanza 7 Luglio 1930 con la quale il sig. [o]Podestà del tempo intimò alle Confraternite di muni=[p]re le porte delle Cappelle Cimiteriali di una seconda [q]serratura diversa da quella esistente con obbligo di [r]consegnare la chiave al Custode del Cimitero per di=[s]sporne conformemente agli ordini che in seguito sareb=[t]bero dati dal Municipio;
[u]Che tale ordinanza venne impugnata con ricorso alla [v]Giunta Provinciale Amministrativa come lesiva dei di=[z]ritti e degli interessi delle confraternite e senza [aa]alcun XXXXXXXXX vantaggio del Comune, che potrebbe [2][a]anche senza la seconda serratura esercitare le funzio=[b]ni di controllo e vigilanza sulle cappelle, avendo le [c]confraternite offerto le chiavi delle medesime ad ogni [d]insindacabile richiesta da parte del Comune;
[e]Considerato che il ricorso anzidetto venne respinto [f]per mancata presentazione della domanda di designa=[g]zione di udienza con decisione della Giunta P. A. 30 [h]Marzo 1931, e che le confraternite rimborsarono già le [i]spesealle (sic) quali vennero condannate a favore del Comune
[l]Considerato che per tutt’altre ragioni di merito del=[m]l’ordinanza medesima è da tenresi (sic) presente e come base [n]di diritto inoppugnabile che la concessione allora, [o]fatta dal Comune alle Confraternite dei locali ove [p]sorsero le cappelle, ebbe certamente di base i capito=[q]li o gli statuti rispettivi di loro fondazione, dai [r]quali proviene alle confraternite stesse il diritto [s]di seppellirvi anche i loro dipendenti celibi e nubi=[t]li; e che in ogni modo non potrebbe oggi il Comune ri=[u]venire e conculcarne i diritti medesimi e a distanza [v]di quasi cinquant’anni dallaconcessione (sic) fattane a me=[z]no che non si tratti di innovazioni perfettamente estra=[aa]nee alla concessione e che potrebbero radicalemente [ab]mutare quanto fin’oggi consuetudinariamente è stato [ac]dalle confraternite praticato nei propri interessi;
[ad]Ritenuto che non si presenta una necessità assoluta [3][a]nel Comune ad avere una seconda chiave delle Cappel-[b]le quando per entrare nelle medesime bisogna prima [c]entrare nel Cimitero e in quest’ultimo non si entra [d]senza il permesso del custode ed in qualsiasi tempo [e]e per qualsiasi ragione; Visto il vigente regolamento [f]del Camposanto e le successive modifiche avvenute [g]con deliberazione del Consiglio 20 Agosto 1912 N. 58 [h]resa esecutiva dalla G. P. A. in seduta 10=2=1913N. 33656;

[i]D E L I B E R A

[l]1°=Di revocare l’ordinanza Podestarile del 7=7=1930 [m]con la quale veniva imposto alle locali Confraternite [n]S. Giacomo – S. Antonio e S. Giuseppe di appore una dop=[o]pia serratura alle porte delle proprie cappelle
[p]2°) Di conservare alle sudette Confraternite i diritti [q]finoggi dai rispettivi componenti goduti cioè di tu=[r]molare nelle cappelle la moglie e i figli celibi e nu=[s]bili giusta come dispongono le tavole di fondazione [t]delle confraternite stesse.=
[u]3°) Le nicchie per la tumulazione dei cadaveri saran=[v]no costruite secondo le disposizioni dell’art. 63 del [z]del Reg. di Polizia mortuaria 23=7=1892 N. 418 e i cada=[aa]veri da tumolarsi saranno chiusi in cassa metallica [ab]saldata a fuoco.
[ac]4°) Le confraternite si asterranno e per sempre di [ad]inscrivere come confrati onorari delle persone di ele=[4][a]vata; condizione sociale e per qualsiasi ragione.
[b]5°) L’art. 33 del Reg. di questo Cimitero resta modificato [c]nel senso che il diritto ad inumazione nelle cappel=[d]le viene stabilito dopo un anno dalla iscrizione dei [e]confrati negli elenchi dell’associazione. Appena veri=[f]ficatasi la iscrizione a registro le confraternite [g]dovranno farne immediata comunicazione alla Amministra=[h]zione Comunale per tutti gli effetti di legge. Il Comu=[i]ne, per la morte entro l’anno, può ammettere l’inumazio=[l]ne del confrate nella Cappella, qualora la morte risulti [m]da causa non prevista e prevedibile all’atto della [n]iscrizione.=
[o]5°) Per tutti i posti distinti che le confraternite cede=[p]ranno dal I Giugno 1931, pagheranno al Comune il 10% [q]dello importo degli stessi posti.=
[r]6°) per la migliore osservanza di quanto viene prescrit=[s]to nella presente transazione il Comune si riserva [t]ampio diritto di accertamento.= [Manoscritto]Letto confermato e sottoscritto [u]Il Commiss. Pref. f.o MTuccari. Il Seg/rio f.to FCimino – Pubblicata dal 30 [v]maggio a 6 Giugno 1931 senza reclami – N. 32533 – Div. II – Visto [z]ed approvato dalla Giunta P. A. nella seduta 28.8.1931 – [aa]Si ratifica – Catania 29.8.1931- IX P. il Prefetto f.o Fischetti [ab]Copia conforme – [ac]Castiglione Sic. 18 dicembre 1931 – X.
[ad][Firma autografa] F. Cimino 


[1] Governatore della Confraternita per moltissimi anni, fino alla morte avvenuta il –/08/1999. Questo regolamento è stato consegnato dall’arciprete don Gaetano Cannavò il 09/09/1999 al sac. Salvatore Treffiletti per essere conservato in Archivio. Probabilmente sarà stato dato all’arciprete dai parenti del signor Ginardi dopo la sua morte. Sono otto fogli a stampa fotocopiati per un totale di sedici pagine numerate a mano in alto a destra [dispari] e a sinistra [pari]. All’interno vi si trova allegato, sciolto, un verbale di deliberazione del Commissario prefettizio di Castiglione datato 28/05/1931. Si compone di quattro fogli fotocopiati su carta protocollo, dattiloscritti, tenuti insieme da una punzonatura.

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