Chiesa S. Pietro. Consacrazione della Chiesa 18 novembre 1717. Vicario Generale
Fonte: Conti S. Pietro 1685-1811 e 1814-1817, ff. 108-109r
f. 108r

Item per una Lapide di marmo di palmi 8. 4. per
mettersi sopra l’altare Maggiore per la consecratione
della Chiesa[1] lavorata e perciata dove
si mesiro li Santi Reliquij è portata in questa tutti
à spesi del Signor Abbate Gioeni dico
0. 0.

 f. 108v

Item per un avantaltare di marmo lavorato con suoi
fiancati per l’altare Maggiore per la consecratione
0. 0.
Item per parare detta Chiesa e fare una capanna di ta-
voli fuori[2] per la consecratione sudetta
0. 0.
Item per havere fatto disparare vinti un mila setti
cento mascoli cioè otto giorni innante di detta
consecratione venuta di Monsignor Ill.mo e quando
si fece detta consecratione[3]
0. 0.
Item due lapidi di marmoro bianchi con suoi discri-
tione di detta consecratione ed’ armi li quali sono posti
sopra sopra [sic] li confessionarij sotto il littorio dell’organo
alla porta grande[4]
0 0
Item per tela incirata sopra la lapide dell’altare
cassetta con le Santi Reliquij fodali con zagarella
tela d’abisso duodeci cruci di marmo mastria
di detti croci[5] portato di Messina
0. 0.
Item per 4. libri di pontificali dui Messai [sic] tre ri=
tuali con suoi parcimidi di vacchetta adorati
venuti tutti con la posta da Roma per detta con-
secratione[6]
0. 0.
Item per quantità di torci e candeli che ser-
virno per la processione quando si consecrò detta
Chiesa è per otto giorni continui d’oppo [sic] detta cose-
cratione che fu a 18 novembre giornata dedicata
a detta consecratione della Basilica Chiesa di S.
Pietro e Paulo in Roma[7] et oglio per quantità di
lampi
0. 0.
Item per otto cantara di deda comprata in Linguagrossa
per le luminarie continue le sere[8] dico
0. 0.
Item per il solito regalo alla famiglia di Monsignor
Ill.mo ed’ altri larghi reali in onore di detta con-
secratione
0. 0.
Item per un solio di felba lavorato di varij colo-
ri che servì per Monsignor Ill.mo
0. 0.

f. 109r

Item per un tapito che servì sopra il scabello dove
Monsignor Ill.mo consecrava le croce
0. 0.
Item per compra di tavoli e legnami per fare una
Barracca grande tutta parata è Mastri
0. 0.
Item per soldati Sacerdoti e Clerici ed’ altri che assistirno
tutta la notte per la guardia[9] spesa per il suo vitto
0. 0.
Item per una varetta di cartone tutta lavorata fatta
in Messina cassetta di cristallo dove si posiro
la notte li Santi Reliquij
0. 0.
Item per salme 9. di calce per lattare l’astrico della porta
grande sino al pavimento di marmo dove
Monsignor Ill.mo facea il scritto greco e croci[10]
0. 0.
Quali sopra detti spesi foro fatti dal Rev.mo Signor Ab-
bate Gioeni Arciprete per sua devotione[11]

f. 109v

Item onze otto per compra di piattina per haversi appa-
rato tutto il Coro e facciata sopra S. Giustino e S.
Carlo per la consecratione di detta Chiesa dico
0. 0.
Item onza una e tarì diecid’otto per compra di panella
d’oro et argento che si mese sopra le verdure ambe
due partite a spesi del Rev.mo Signor Abbate
0. 0.

[1] castiglione-di-siciliacastiglione-di-siciliaCosa significa? Non si dice di chi siano le reliquie messe nella lapide sopra l’altare maggiore. Se si parla di ‘consecratione della Chiesa’ dovrebbe esserci stata in quest’anno XIa Indizione 17171718 qualche Visita pastorale. Cfr. Conti S. ANTONIO 1685 – 1758 (II), f. 146v: “Die 17 Novembris 1717. In discursu Visitationis in Civitate Castrileonis supra dicta Computa Venerabilis Ecclesiae Sancti Antonij Abatis huius predictae Civitatis ab anno 1712 inclusivè usque ad annum presentem liquidentur per Reverendum Archipresbyterum – D. Petrus Marina”. Tutte le spese a seguire sono finalizzate alla ‘consecratione’! Dove potrebbe essere andata a finire questa ‘lapide di marmo di palmi 8. 4 [circa un metro e mezzo] … lavorata e perciata …’? La Chiesa, sia all’interno che all’esterno con il nuovo campanile, ha già acquistata dopo circa quindici anni della gestione dell’Abate Gioeni una nuova fisionomia. Ma bisogna sempre immaginarla almeno un metro e mezzo sopra l’attuale livello. Basta guardare la facciata e il cilindro del campanile subito sotto la finestra ormai chiusa.
[2] Per quale uso? ‘Fuori’ dovrebbe significare davanti alla porta maggiore …
[3] Quando si fece ‘detta consecratione’? Il diciotto novembre, festività liturgica della Dedicazione delle Basiliche dei Santi Pietro e Paolo? Vengono ‘disparati 21.700 ‘mascoli’, otto giorni prima, per la venuta di Monsignor Ill.mo (16 o 17 novembre 1717) e il giorno della consacrazione (18 novembre)!
[4] castiglione-di-siciliaQui sembra che l’organo si trovi sopra la ‘porta grande’! È sulla porta grande!!!
Cfr. Esito del 1709-1710 (f. 94r): “Item mi faccio esito di onze dieci pagati in conto di onze 24. a Gioseppe Merlini Organaro per trasportare l’orgo [sic] quale era vicino la sacrestia con le mantice dietro sopra detta sacrestia e mesolo sopra la porta grande come per Cautela fatta in Messina die quo – dico”. La stessa posizione di oggi! Le due lapidi in ricordo della consacrazione sono dunque poste ‘sopra sopra li confessionarij sotto il littorio dell’organo alla porta grande’. I due confessionili dovrebbero essere sui due lati della porta grande sotto il ‘littorio’. Che fine hanno fatto le due lapidi? Possibile siano sparite? Conservate in qualche ripostiglio? Sarebbe interessante poterle ritrovare e rimetterle a ricordo in qualche posto! Ma bisogna tenere conto dei venti anni di lavori di rifacimento della chiesa dopo i terremoti del 1817-1818!
[5] Sono le dodici croci di marmo apposte alle colonne per consacrare la Chiesa. Potrebbero essere quelle attuali? Sembrerebbero di vecchia fattura … Fatte a Messina dai D’Amato?
[6] Si fanno arrivare da Roma i libri liturgici perchè la cerimonia di consacrazione si svolga con grande solennità … Cfr. Biblioteca Villadicaniense, primo scaffale a vetro sulla destra (mensola in basso, libri liturgici).
[7] Finalmente la data (immaginabile!): il 18 novembre, ‘giornata dedicata a detta consecratione della Basilica Chiesa di S. Pietro e Paulo in Roma’! Dunque: il 18 novembre 1716 (=1717?) la Chiesa dei ‘Santi Pietro e Paolo’ viene solennemente consacrata da ‘Monsignor Ill.mo’, dopo i tanti lavori fatti eseguire in buona parte a proprie spese dall’Abate Gioeni. [Addita: venerdì 25 marzo 2011 – 09.25.09. Chi è ‘Monsignor Ill.mo’? Non è l’Arcivescovo Migliaccio ma il Vicario Generale. Cfr. Conti S. Marco 1685-1765 (II), f. 180r: “Ad Antonino Balsamo onze -. 22. 10. per havèr disparato numero 150. maschi, cioè 100. quando visitò la Chiesa Monsignor Vicario Generale, è 50 la notte di Natale”. La Chiesa di S. Marco è stata ‘visitata’ il 17 novembre. L’indomani avviene la solenne cerimonia della consecrazione. Ma nel 1717 non 1716! Perché: sempre nei conti della Chiesa S. Marco, allo stesso foglio, si scrive: “Per rotola quattro di cera onze 1. 8. 5., quale servì per portarsi il Venerabile della Matrice Chiesa in S. Marco quando si fece la Consecratione”(f. 180r). E questi conti cominciano “… doppo la Visita di Monsignor Ill.mo, quale fù à 17: novembre 1717 per tutto Gennaro 1719.” (f. 179v). L’equivoco del 1716 nasce forse dal fatto che questo esito viene così indicato: “Esito dell’anno XIa. Indizione 1716. e 1717.”. Ma l’undicesima indizione comincia il primo settembre 1717 non 1716!
[8] Per otto giorni continui dopo la consacrazione tutto è illuminato a festa …
[9] Prima della consacrazione si veglia nella Chiesa davanti alla ‘cassetta di cristallo dove si posiro la notte li Santi Reliquij’ …Non si dice di chi siano le reliquie.
[10] Cfr. rituale del tempo per la consacrazione della Chiesa (Biblioteca Villadicaniense).
[11]Per sua devotione’: espressione ricorrente per varie spese finora affrontate. Si può dire che questa cerimonia con tutta la sua solennità rappresenti il punto culminante della gestione dell’Abate Gioeni. Otto giorni di festa, il Vicario Generale, sacerdoti e chierici, fuochi d’artificio, luminarie e apparato della Chiesa … Per un paese che doveva allora contare forse non più di duemila abitanti sarà stato una grande occasione di festa e uno spettacolo inusuale. Cos’altro ci poteva essere al di fuori di quanto avveniva attorno alle istituzioni ecclesiastiche allora in grande fermento? Monastero in costruzione, altri due monasteri (agostiniani e carmelitani), ospedale, le varie chiese. Tutta l’economia agricola in buona parte ruotava attorno ad esse e l’aristocrazia non aveva altro modo di farsi notare che all’ombra di campanili e monasteri.

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