Nota
I documenti d’archivio relativi agli anni 1913-1936, a seguito dell’azione del processo di rimozione dell’arciprete Parroco Don Vincenzo Platania da parte di mons. Salvatore Russo, si ritrovano attualmente ancora depositati nell’archivio diocesano di Acireale.


Fonte: CLAE – “Coniglio – Conti Consuntivi 1884-1900” – Bilanci – Corrispondenza – Legato di maritaggio – Varia



I – Bilanci

CLAE – “Coniglio – Conti Consuntivi 1884-1900”. Nella carpetta con questa dicitura sul dorso sono presenti i conti dei seguenti anni:

1884
“Attivo
Titolo 1° – Entrate ordinarie
Capitolo Unico

Rendita sul Gran Libro del Debito Pubblico dello Stato, giusta il relativo Certificato di n. 1707
di netto £. 3274. –
Totale del Titolo 1° £. 3274. –

Titolo 2° – Entrate straordinarie

Cap. 1° Avanzi di cassa – gestione 1883

£.   306. –

Cap. 2° Crediti

Nulla

Totale dei titoli 1° e 2°

£. 3580. –

Passivo
Titolo 1° – Spese ordinarie
Capitolo 1°

Tassa di manomorta dovuta al R. Erario pel 1884

£. 195,84

Id.      Danneggiati dalle truppe Borboniche in Sicilia

£. 229,50

Ratizzo alla Deputazione Provinciale

£.   46,59

Spese d’Ufficio, cioè carta bollata e semplice, registri e posta

£.   12,75

al Segretario per suo onorario

£.   51. –

Premio annuale ai Fidecommissari

£. 204. –

All’Avvocato dell’Opera

£.   25. –

Totale del Capitolo 1°

£. 764,68

Capitolo 2° – Culto Divino

8. Alla Comunia dei Preti giusta le disposizioni testamentarie

£. 714. –

9. Al Predicatore quaresimalista

£. 204. –

10. Ai Sagristani delle tre Parrocchie

£. 204. –

11. Concorso pel sostenimento del sacro Culto nella madre Chiesa

£. 153. –

12. All’Amministratore della sudetta Chiesa per concorso nell’annuo stipendio allo stesso dovuto

£.   76,50

13. Per celebrazione di Divine messe giusta la volontà del testatore

£. 851,82

Totale del capitolo 2°

£. 2203,32

Capitolo 3°
Benficenza

14. Legato di maritaggio disposto a favore di una parente più stretta in grado col testatore Coniglio –

£. 306. –

Titolo 2° – Spese Straordinarie
Nulla
Osservazioni
art. 14.
La somma a manca si riporta fra i resti a pagare perchè il legato per l’esercizio 1884 non fu assegnato dalla Fidecommissaria. –
Ricapitolazione dell’esito

Titolo 1° Capitolo 1°

£.   764,68

id.              id .       2°

£. 2203,32

id.              id.        3°

id. 2°          .          –

Totale

£. 2968. –

Riporto dell’attivo –

£. 3580. –

Rimanenza in cassa

£.   612. –

Osservazioni
La rimanenza in cassa in £. 612. rappresenta l’ammontare dei legati di maritaggio per gli anni 1883 e 1884, i quali non furono assegnati dalla Fidecommissaria; ciò che sarà praticato nel venturo esercizio offrendosi concorrenti con i requisiti voluti dal pio Testatore Coniglio. –

Castiglione di Sicilia lì 31 Dicembre 1884
Il Fidecommissario Tesoriere
[firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo

Visto – Si approva
I Fidecommissari
[firme autografe]Arcip.e Vincenzo Sardo
Ant.no di Carlo

Seguono due fascicoli con i relativi mandati di pagamento. I mandati sono firmati dai Fidecommissari, dal segretario e provvisti della relativa quietanza su marca da bollo di centesimi cinque. Le messe ‘in suffragio dell’anima del fondatore Coniglio giusta le disposizioni testamentarie dello stesso’ sono celebrate dai sacerdoti: Lamonica D. Rosario, Di Carlo D. Mario, Calapà D. Francesco, Marziani D. Pietro. Il conto consuntivo, trasmesso in data 19 luglio 1885 con lettera n.° 14, viene approvato dal Prefetto di Catania il 10 febbraio 1887.


1885

Il conto rispecchia, con qualche piccola variante, quello dell’anno precedente. Questo il quadro finale, così come viene approvato dalla Deputazione provinciale di Catania il 10 febbraio 1887:

“Introiti

£. 3886

Esiti

£. 2968

Resti ad esigere

Resti a pagare

£. 306

Fondo di cassa

£. 918

Disavanzo

-“

Osservazione all’art. 14 (legato di maritaggio):
“La somma a manca si riporta fra i resti a pagare perchè il legato per l’esercizio 1885 non fu assegnato dalla Fidecommessaria”.
Osservazione sulla rimanenza in cassa:
“La rimanenza in cassa in £. 918. rappresenta l’ammontare dei tre legati di maritaggio per gli anni 1883. 1884 e 1885, i quali non furono assegnati dalla Fidecommisaria durante l’Esercizio 1885. – Detti legati però saranno distribuiti nel venturo anno 1886.”
Seguono i mandati pagamento a corredo del consuntivo 1885. I cappellani non sono più otto ma dieci. I sacerdoti che celebrano le messe sono: Rosario Lamonica, Di Carlo Mario, Marziani Pietro e Marziani Salvatore.


1886

Come il precedente. Posizione finale, così come viene approvata dalla Deputazione provinciale di Catania in data 3 maggio 1888:

“Introiti

£. 4192,00

Esito

£. 3347,39

Fondo di cassa

£. 844,61

Disavanzo

Resto ad esigere

Reste a pagare

£. 535,50″.

Osservazioni:

“Articolo 2° [tassa danneggiati dalle truppe borboniche]
Le lire 229,50 per la tassa danneggiati dalle truppe borboniche si riportano fra i resti a pagarsi, perchè sino alla chiusura dell’esercizio a cui si riferisce il presente Consuntivo, presso l’Esattore Comunale non esisteva carico alcuno per l’annualità 1886”.
Vengono attribuiti due legati di maritaggio di lire 306, sotto il Titolo 2° del Capitolo 3° (Spese Straordinarie) agli articolo 15 e 16:

15. Alla signora Vecchio Giuseppa, maritata Vecchio per legato di maritaggio attribuitole, quale parente del Testatore, con verbale del dì 8 Gennaio 1886  debitamente approvato

£. 306. –

16 Alla Signora Lanza Maria Catena fu Baldassare per la causale di sopra in forza anche del verbale suindicato

£. 306. -“

Osservazione sulla rimanenza di cassa:
“La rimanenza in cassa in quanto a £. 306 rappresenta l’ammontare del legato di maritaggio per l’anno 1885 che non fu attribuito durante l’esercizio istesso. £. 229,50 dovute al R. Erario per la tassa danneggiati dalle truppe borboniche. -”
Seguono i mandati di pagamento. L’avvocato della Pia Opera, come per gli anni precedenti, è il Sig.r Sardo Ruggeri cav. Giuseppe. I cappellani ‘componenti la Comunia dei Preti di questa Chiesa Parrocchiale’ sono otto, anche se nel mandato risultano nove. E’ ripetuto il nome del sac. Giuseppe Cimino. Sono state tagliate le marche da bollo di centesimi cinque delle quietanze riguardanti i sacerdoti Mario di Carlo e Salvatore Marziani. I sacerdoti che celebrano le messe sono gli stessi dell’anno precedente. I mandati di pagamento per i due legati di maritaggio sono preceduti dalla seguente certificazione rilasciata dal segretario e vistata dai due Fidecommissari:
“[Carta intestata “FEDECOMMESSARIA dell’Eredità del Sac. GIUSEPPE CONIGLIO”]
Il Segretario della Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio

Certifica

Che i legati di maritaggio per gli anni 1883 e 1884, furono dalla Fidecommissaria attribuiti con verbale del dì 8 Gennaro 1886, debitamente approvato addì 8 Febbraro detto anno, alle Signore Vecchio Giuseppa fu Angelo e Lanza Maria Catena fu Baldassare, quali parenti del fondatore Coniglio.
Perchè consti rilascia il presente da valere per uso amministrativo.
Castiglione li 20 Marzo 1886,

Il Segretario
R. Saglimbene [firma autografa]

Visto
I Fidecommissari
[firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
Ant.no di Carlo”


1887

Come il precedente. Posizione finale:

“Ricapitolazione dell’Esito

Titolo 1°  – Capitolo 1°

£.   528,89

”              – id.          2°

£. 2206,50

”              – id           3°

£. –

Sommano

£. 2735,39

Titolo 2° – Spese Straordinarie

£.   114,75

Totale dell’Esito

£. 2850,14

Riporto dell’attivo

£. 4118,61

Rimanenza in cassa

£. 1268,47

Lire mille duecento sessantotto e centesimi quarantasette.

Castiglione Sicilia, li 31 Marzo 1888
Il Fidecommissario Tesoriere
[Firma autografa] Arcip.e Vin.zo Sardo

Visto – Si approva
I Fidecommissari
e autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
A. di Carlo”

“Osservazioni.
Art. 2° – Le lire 229,50 per tassa danneggiati dalle truppe borboniche si riportano fra i resti a pagare, perchè sino alla chiusura dell’esercizio a cui si riferisce il presente Consuntivo presso l’Esattore Comunale non esisteva carico alcuno per l’annualità 1887.
Art. 14° – Le lire 306 per legato di maritaggio si riportano fra i resti a pagare perchè durante l’esercizio 1887 detto legato non fu attribuito ad alcuna delle parenti del Testatore Coniglio – Sarà assegnato nel corrente anno.
Art. 15. – Delle £ 229,50 dovute per tassa danneggiati dalle truppe borboniche si riportano solamente lire 114,75 perchè nessun’altra somma si ebbe in carico l’Esattore durante l’esercizio 1887. –
La rimanenza in cassa di £ 1268,47 in  quanto a £ 918 rappresenta l’ammontare dei legati di maritaggio per gli anni 1885 – 1886 e 1887 che non furono attribuiti durante l’esercizio 1887. – £ 344,25 dovute al R.° Erario per tassa danneggiati dalle truppe borboniche 2° semestre 1886 e 1°, 2° semestre 1887 e £ 6,22 effettiva economia sull’ammesso all’art. 3° del presente e del precedente Consuntivo 1886. – ”
Seguono i diversi mandati di pagamento. I Cappellani sono nove. I sacerdoti che celebrano le messe sono: Di Carlo Mario, Lamonica Rosario, Platania Gaetano, Calapà Francesco.


1888

Come il precedente. Posizione finale:
“Ricapitolazione dell’Esito

Tit. 1°           Capit.° 1

£.   512,13

”                   ”         2

£. 2206,50

”                   ”         3

£. –

Sommano

£. 2718,63

Titolo 2° – Spese estraordinarie

£.   114,75

Totale esito

£. 2833,38

Riporto dell’attivo

£. 4542,47

Rimanenza in cassa

£. 1709,09

lire millesettecento nove e c.mi nove

Castiglione, 31 marzo 1889
Il Fidecommissario Tesoriere
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo
Visto – Si approva
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
Ant.no di Carlo

Osservazioni
La rimanenza in cassa di £. 1268,47 in quanto a £ 918 rappresenta l’ammontare dei legati di maritaggio 1885, 1886 e 1887 che non furono attribuiti durante l’esercizio 1887. – £ 344,25 dovuti al R.à Erario per tassa danneggiati dalle Truppe Borboniche 2° semestre 1886 e 1°, 2° semestre 1887 e £ 6,22 effettiva economia sull’ammesso all’art.° 3° del presente e precedente Consuntivo 1886. –
Art. 2° Le £. 229,50 per tassa danneggiati dalle truppe Borboniche, si riportano fra i resti a pagare, perchè sino alla chiusura dell’esercizio a cui si riferisce il presente consuntivo, presso l’Esattore Comunale non esisteva alcun carico pel 1888. – [Altra grafia, in rosso: “Manca la quietanza del Ricevitore del registro”] [Alla voce “All’Avvocato della Pia Opera” è aggiunta tra parentesi la domanda “A che scopo l’Avvocato?”].
Art. 14 – Le £. 306 per il Legato a manca, si riportano fra i resti a pagare, perchè detto Legato non fu attribuito ad alcune delle parenti del Testatore durante l’esercizio 1888. Sarà assegnato nel corrente anno insieme agli altri.
La rimanenza in cassa di lire 1709,09 rappresenta in quanto a £. 1224 ammontare dei legati di maritaggio per gli anni 1885 – 86 – 87 e 1888, che non furono attribuiti durante l’esercizio istesso, £. 26,09 effettiva economia sullo stanziamento all’art. 3° del presente e precedente consuntivo; e £ 459 tassa danneggiati dalle truppe Borboniche 1887-88.”
Seguono i diversi mandati di pagamento. I Cappellani sono nove. I sacerdoti che celebrano le messe: Dicarlo Mario, Ferrara Sardo Francesco, Marziani Salvatore, Calapà Francesco.


1889

“Attivo

Titolo 1° – Entrate ordinarie
Capitolo unico
Rendita sul Gran libro del Debito pubblico dello stato, giusta il relativo                 Certificato di N.° 1707 – di netto – £. 3274
Totale del titolo 1°

£. 3274

Titolo 2° – Entrate Straordinarie
Capitolo 1° – Avanzi di cassa e residui
attivi – gestione 1885- 86- 87- 1888

£. 1709.09

Capitolo 2° – Crediti
Nulla
Totale dei titoli 1° e 2° £. 4983,09.

Osservazioni
Le lire 1709,09 rappresentano in quanto a £. 1224 – ammontare dei legati di maritaggio per gli anni 1885 – 86- 87 e 1888 che non furono attribuiti durante l’esercizio istesso – £. 26,09 effettiva economia sullo stanziamento all’art. 3° dei precedenti consuntivi e £. 459 – tassa danneggiati dalle Truppe borboniche 1887-88.

Passivo

1. Tassa di manomorta

£. 195,84

2. Id. danneggiati dalle truppe borboniche

£. 229,50

3. Ratizzo alla Deputazione Provinciale

£.   43,41

4. Spese d’ufficio

£.   12,75

5. Stipendio al Segretario

£.   51.

6. Premio ai due Fidecommissari giusta la volontà del testatore (3s)

£. 204.

7. All’avvocato della Pia Opera

£.   25.

Totale del Capitolo 1°

£. 761,50

(3s) E’ proprio vero che il testatore ha previsto un ‘premio’ per i fidecommissari? Sarebbe interessante poter trovare questa volontà in qualche parte del testamento!

Osservazioni
Art. 2° – Le £. 229,50 – tassa danneggiati – si riportano fra i resti a pagare perchè sino alla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il presente consuntivo, presso l’Esattore non esisteva alcun carico –

Capitolo 2°

Culto Divino

8. Alla Comunia dei Preti, giusta le disposizioni testamentarie

£. 714. –

9. Al Predicatore quaresimalista

£. 204. –

10. Ai Sagrestani delle tre Parrocchie

£. 204. –

11. Per concorso sostenimento del sacro Culto nella madre Chiesa

£. 153. –

12. All’amministrazione della sudetta madre Chiesa

£. 76,50

13. Per celebrazione di divine Messe giusta la volontà del testatore

£. 855. –

Totale del Capitolo 2° –

£. 2206,50

Capitolo 3°
Beneficenza

14. Legato di maritaggio a favore di una parente più stretta in grado col testatore Coniglio –

£. 306. –

Totale del Capitolo 3°

£. 306. –

Titolo 2° – Spese Straordinarie
Nulla
Osservazioni
Le lire 306 per il legato a manca si riportano fra i resti a pagare, perchè detto legato non fu attribuito ad alcuna delle parenti del testatore durante l’esercizio 1889 – sarà assegnato nel corrente anno insieme agli altri.

Ricapitolazione dell’Esito

Titolo 1° – Capitolo 1°

£.   517,24

Id. 2°          id. 2°

£. 2206,50

id. 3°          id. –

–              –

Sommano

£. 2723,74

Titolo 2° – Spese Staordinarie

£. –          –

Totale esito

£. 2723,74

Riporto dell’attivo

£. 4983,09

Rimanenza in cassa

£. 2259,35

Lire duemila duecento cinquantanove e c.mi trentacinque-

 

Osservazioni

La rimanenza in cassa è così distribuita:

1°. Legati di Maritaggio 1885 – 86 – 87 – 88 e 89

£. 1530.

Tassa danneggiati dalle truppe borboniche 1887 – 88 e 1889

£.   688,50

Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.     40,85

£. 2259,35

Castiglione, 31 Marzo 1890
Il Fidecommissario Tesoriere
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo

Visti – Si approva
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
Ant.no di Carlo”

Seguono i mandati di pagamento.I Cappellani sono nove. Come nel conto precedente è incluso nel numero anche l’arciprete. I sacerdoti che celebrano le messe: Mario Di Carlo, Francesco Calapà, Francesco Ferrara, Salvatore Triffiletti.


1890

Come il precedente. Posizione finale:

“Ricapitolazione dell’Esito

Titolo 1° – Capitolo 1°

£.   746,74

id.           id.          2°

£. 2206,50

id            id.           3°

£. –

Sommano

£. 2953,24

Titolo 2° – Spese straordinarie

£.   688,50

Totale esito

£. 3641,74

Riporto dell’attivo

£. 5533,35

Rimanenza in cassa

£. 1891,61

Lire mille ottocento novantuno e centesimi sessantuno.

Castiglione lì 31 Marzo 1891
Il Fidecommissario Tesoriere
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo

Visto – Si approva
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
Ant.no di Carlo”

“Osservazioni

Le lire 2259,35 riportate come avanzi di cassa sono così distinti:

Legati di maritaggio 1885 – 86 – 87 – 88 – 1889

£.1530

Tassa danneggiati dalle Truppe borboniche 1887, 1888 e 1889

£.  688,50

Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.    40, 85

In tutto

£. 2259,35

[art. 14 ] Le lire 306 per il legato a manca riportansi fra i resti a pagare perchè detto legato non fu attribuito ad alcuna delle parenti del testatore durante l’esercizio 1890. Sarà assegnato nel corrente anno insieme agli altri –

La rimanenza in cassa è così distinta:

Legati di maritaggio 1885 – 86 – 87 – 88 – 89 e 1890

£. 1836

Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.     55,61

In tutto

£. 1891,61

Seguono i diversi mandati di pagamento. I cappellani sono otto. Le messe sono celebrate dai sacerdoti Di Carlo Mario, Calapà Francesco, Triffiletti Salvatore, Ferrara Francesco.


1891

Come il precedente. Posizione finale:
“Ricapitolazione dell’Esito:

Titolo 1°               Capitolo 1° £.   643,60
id.                         2° £. 2094,90
id.                         3° £. –
Sommano £. 2738,50
Titolo 2°. Spese straordinarie – nulla
Totale dell’esito £. 2738,50
Riporto dell’attivo £. 5165,61
Rimanenza in cassa £. 2427,11
Lire duemila quattrocentoventisette e centesimi undici –

Castiglione lì 31 Marzo 1892.
Il Fidecommissario Tesoriere
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo.

Visto – Si approva
I Fidecommissari
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo
[Assente il secondo]

“Osservazioni

[art. 1] Le lire 1891,61 riportate come avanzi di cassa sono così distinte:

Legati di maritaggio 1885 – 86 – 87 – 88 – 89 e 1890

£.  1836

Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.    55,61

In tutto

£. 1891,61

La rimanenza in cassa è così distinta:

Legati di maritaggio 1885 – 86 – 87 – 88 – 89, 90 e 1891

£. 2142

Tassa danneggiati

£.   229, 50

Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.     55,61

In tutto

£. 2427,11″

Seguono i mandati di pagamento. I Cappellani sono otto. Le messe sono celebrate dai sacerdoti Di Carlo Mario, Calapà Francesco, Ferrara Francesco e Triffiletti Salvatore.


1892

Come il precedente. Posizione finale:
“[Parte I – Entrate]Riassunto Generale

Fondo di cassa e residui attivi esercizi precedenti

£. 2427,11

Titolo 1°  Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimento capitali

id.      3° Partite di giro

Totale generale della Entrata

£. 5701,11

Osservazioni
Le lire 2427,11 rappresentano il resto di cassa alla chiusura dell’Esercizio 1891, così distinto:

Legati di maritaggio 1885, 86, 87, 88, 89, 90 e 1891 £. 2142
Tassa danneggiati dalle truppe borboniche £.   229,50
Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio £.     55,61
Totale £. 2427,11

[Parte II – Uscita] Riassunto Generale

Residui passivi esercizi precedenti

£. 2371,50

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di capitali

id.      3° Partite di giro

Fondo di riserva

Osservazioni

(1) Le lire millecentoquarantesette e centesimi cinquanta riportati alla col. 10 come pagate, giusta i relativi mandati sono così distinti:

1° Tassa danneggiati dalle Truppe Borboniche

£.   229,50

2° Legati di maritaggio 1885

£.   306

3° Id. 1886 e 1887

£.   612

In tutto

£. 1147,50

(2) Le lire 1224 riportate alla col. 11 rappresentano i legati di maritaggio 1888 – 89, 90 e 1891 non ancora pagati, sebene attribuiti a parenti del fondatore della Pia Opera. –
[Titolo 2°, 3°] Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti –

Riscossioni (col. 9) della parte 1ª

£. 5701,11

Pagamenti (col. 10) della parte 2ª

£. 3886

Fondo di cassa a debito del Contabile

£. 1815,11

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legati di maritaggio 1888, 89, 90, 91 e 1892

£. 1530

2° Tassa danneggiati dalle truppe borboniche

£.   229,50

3° Economia sullo stanziamento all’art. 3° del Bilancio

£.     55,61

In tutto

£. 1815,11″

Seguono i mandati di pagamento. Di particolare interesse quelli che si riferiscono ai legati di maritaggio, corredati da relativo verbale di attribuzione:

a) “[Carta da bollo di cent. 50] Fidecommissaria dell’Eredità del Sacerdote Giuseppe Coniglio – Residui Passivi – Mandato di pagamento di £. 306,00.
Il Signor Tesoriere della Pia Opera sui fondi sopra indicati, pagherà alla Signora Carlotta Camardi del fu Notar Giovanni, maritata Cagnone Vincenzo la somma di Lire trecentosei. Cede detta somma per legato di maritaggio assegnatole. quale parente del testatore Coniglio, con verbale del dì otto Gennaro 1886, debitamente approvato.
Castiglione di Sicilia addì diecisette Dicembre milleottocentonovantadue –
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arciprete Vincenzo Sardo
Antonino di Carlo
Il Segretario
[Firma autografa]R. Saglimbene” –

[A destra ‘Per quittanza’: firma autografa della legataria Carlotta Camardi su due marche da bollo di centesimi cinque ciascuna. All’interno è incluso il seguente verbale:]
“[1r]L’anno milleottocentoottantasei, il giorno otto Gennaro ed alle ore 11 a. m. in Castiglione di Sicilia, e propriamente nell’Archivio della Madre Chiesa.
Onde per le tre annualità 1883. 1884 e milleottocent’ottantacinque, impartire il legato di maritaggio di genere certo, come venne superiormente dichiarato dietro apposito reclamo come di Legge – di Lire trecentosei annuale, disposto dal Pio testatore Sac. Giuseppe Coniglio col suo testamento del dì nove Novembre 1664 – pubblicato dal Notar Marco Antonio Leone addì 31. Ottobre 1666 – in prò di una sua parente più stretta in grado ad oggetto di maritarsi o monacarsi, e dietro l’avviso all’uopo pubblicato sotto il giorno primo Novembre ultimo —
Noi qui sottoscritti Fidecommissari della Eredità di detto sac. Coniglio – Sardo Turcis Arciprete Vincenzo e Di Carlo Antonino, ci siamo qui riuniti, con l’assistenza del Segretario dell’Opera, sendo nostra prima operazione l’esame accurato degl’incartamenti dei quali è qui sotto menzione, pro-[1v]dotti in tempo utile dalle seguenti concorrenti
I° Un incartamento presentato dalla Signora Schepisi Giuseppa, dal quale emerge che la stessa è col pio testatore parente in 14° grado civile —
2° Idem, dalla Signora Ciprioti Giuseppa fu Carlo dal quale sorge essere la richiedente col sudetto testatore parente anche in 14° grado
3° Idem, dalla Signora Buda Isabella fu Gaetano, parente nello stesso grado —
4° Idem, dalla Signora Vecchio Giuseppa fu Angelo, dal quale resulta che la stessa è col pio testatore parente in 12° grado civile —
5° Idem dalla Signora Lanza Maria Catena fu Baldassare, dal quale sorge che la richiedente è parente del Sac. Coniglio, anche in 12° grado civile —
6° Finalmente altro incartamento presentato dalla Signora Carlotta Camardi del fu Notar Giovanni, dal quale chiaramente emerge che detta richiedente è parente col testatore in 11° grado Civile:
Letto quindi l’articolo del testatore [2r]così espresso:
Item lasciao e lascia esso testatore titulo legati Pii annuali in perpetuum et infinitum onze quarantotto l’anno pagabili nel modo infrascritto cioè onze ventiquattro l’anno ad una parente di esso testatore più stretta in grado la più povera – bella – onesta e pericolosa ad effetto di maritarsi o monacarsi, e l’abbia da conseguire nel maritaggio o monacato per una volta tantum e che si abbiano ad eliggere detta parente nel modo come sopra dalli detti Fidecommissari presenti e che pro tempore saranno in perpetuum et infinitum“.
Attesochè dall’esame dei prodotti incartamenti sorge eminentemente chiaro che le Signore Vecchio Giuseppa fu Angelo – Lanza Maria Catena fu Baldassare e Camardi carlotta fu Notar Giovanni sono parenti col pio testatore le due prime in dodicesimo grado e l’ultima in undicesimo grado Civile, mentre le altre aspiranti lo sono in grado più lontano.
Noi Arciprete Vincenzo Sardo Turcis e Di Carlo Antonino Fidecommissari dell’Eredità del suripetuto Coniglio, giudichiamo che le aventi diritto come sopra sono le ridette Vecchio – Lanza e [2v]Camardi, che restano perciò da Noi elette legatarie di quello annuo legato di maritaggio di onze ventiquattro (Lire trecentosei) per ognuna(3s) cioè:
La Signora Vecchio Giuseppa fu Angelo per l’annualità 1883. —
La Signora Lanza Maria Catena fu Baldassare per l’annualità 1884 —
E la Signora Camardi Carlotta fu Giovanni finalmente per l’annualità 1885, da conseguirlo però dietro che la presente sarà come di Legge e da chi di dritto approvata e dopochè le legatarie passeranno a marito conformemente alla volontà del testatore. —
Così deliberato e pubblicato nel giorno, mese ed anno di sopra – I Fidecommissari – Arcip.e Vincenzo Sardo – Antonino di Carlo = Il Segretario. R. Saglimbene —
E’ copia conforme
Il Segretario
[firma autografa] R. Saglimbene
Visto
I Fidecommissari
-[firme autografe] Arciprete Vincenzo Sardo
– Ant.no di Carlo

A margine: “Palermo lì 8 Febbraro 1886 – Visto – L’Intendente di Finanza / firmato (segue firma)”

Altro mandato di pagamento per due legati:
“… Il Tesoriere della Pia Opera sui fondi sopra indicati pagherà alle Signore Schepisi Giuseppa fu Gaspare e Vecchio Felicia fu Angelo la somma di Lire seicentododici. — Cede detta somma in mettà per ognuna per il legato di maritaggio assegnato loro, con verbale del 24 Settembre 1890 superiormente approvato, quali parenti del testatore Coniglio e per le annualità 1886 e 1887 …”. Questi due legati vengono pagati nei conti del 1892.

I cappellani sono otto. Celebrano le messe i sacerdoti Mario di Carlo, Salvatore Trefiletti, Mario Sardo.

In data 20 aprile 1893 il sindaco di Castiglione trasmette agli amministratori delle opere pie una circolare del Sottoprefetto del Circondario di Acireale datata 16 aprile N. 2669, in cui si prescrive che “A mente dell’art. 64 del Regolamento di contabilità 5 febbraio 1891, i Tesorieri delle Opere Pie devono presentare, entro il mese di marzo alle rispettive Amministrazioni, il conto finanziario della propria gestione, riferibile all’esercizio scaduto; e le Amministrazioni interessate devono deliberarlo entro il mese di maggio, e spedirlo all’Autorità Superiore insieme al conto consuntivo per la prescritta approvazione.”


1893

Come il precedente. Posizione finale:
“[Parte I – Entrata]Riassunto Generale

Fondo di cassa e residui attivi degli Esercizi precedenti

£. 1815,11

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di Capitali

£. –

id.      3° Partite di giro

£. –

Totale Generale della Entrata

£. 5089,11

Osservazioni

Le lire 1815,11 rappresentano il resto di cassa alla chiusura dell’Esercizio 1892 così distinto:

1° Legati di maritaggio 1888, 89, 90, 91 e 1892

£. 1530

2° Tassa danneggiati dalle truppe borboniche

£.   229,50

3° Economia sullo stanziamento allo art. 3° del Bilancio

£.     55,61

Totale

£. 1815,11

[Parte II – Uscita] Riassunto Generale

Residui Passivi esercizi precedenti

£. 1759,50

Titolo 1°  Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di Capitali

£. –

id.      3° Partite di Giro

£. –

Fondo di riserva

£. –

Totale Generale della Spesa

£. 5033,50

Osservazioni
Le lire 229,50 riportate alla col. 10 furono pagate, giusta il relativo mandato a corredo del Conto, per tassa danneggiati dalle truppe borboniche 1892.
Le lire 1530 riportate alla colonna 11 rappresentano i legati di maritaggio 1888, 89, 90, 91 e 1892 non ancora pagati sebene attribuiti a parenti del fondatore della Pia Opera.
Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti.

Riscossioni (col. 9) della parte 1ª

£. 5089,11

Pagamenti (col. 10) dell parte 2ª

£. 3197,50

Fondo di cassa a debito del Contabile

£. 1891,61

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legati di maritaggio 1888, 89, 90, 91, 92 e 1893 lire

£. 1836

2° Economia sullo stanziamento allo art. 3° del Bilancio

£.     55,61

Totale

£. 1891,61″

Seguono i mandati di pagamento. I cappellani sono otto. I sacerdoti che celebrano le messe sono D. Mario Di Carlo, D. Salvatore Trefiletti, D. Francesco Ferrara, Padre Francesco Calapà.


1894

Come il precedente. Posizione finale:
“[Parte I – Entrata] Riassunto Generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 1891,61

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di Capitali

£. –

id.      3° Partite di Giro

£. –

Totale Generale dell’entrata

£. 5165,61

Osservazioni
Le lire 1891,61 rappresentano il resto di cassa alla chiusura dell’esercizio 1893 così distinto:

1° Legato di maritaggio 1888, 89, 90, 91, 92 e 1893

£. 1836

2° Economia sullo stanziamento all’art. 3° del bilancio

£.     55,61

Totale £. 1891,61

[Parte II – Uscita] Riassunto Generale

Residui passivi esercizi precedenti

£. 1891,61

Titolo 1° Spese Effettive

£. 3274

id.      2° Movimenti di capitali

£. –

id.      3° Partite di Giro

£. –

Fondo di riserva

£. –

Totale generale della spesa

£. 5165,61

Osservazioni
Art. 2°
Le lire 229,50, tuttochè riportate alla col. 11, non essendo più dovute all’erario dello Stato, dovranno ritenersi effettiva economia e come tali figurano nella dimostrazione delle somme assegnate quale fondo di cassa.
Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Riscossioni, col. 9, della parte 1ª

£. 5165,61

Pagamenti, col. 10, della parte 2ª

£. 3656,50

Fondo di cassa o debito del Contabile

£. 1509,11

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legato di maritaggio 1888, 1889, 1890 e 1894

£. 1224

2° Economia sullo stanziamento all’art. 2°

£.   229,50

3° Id all’art. 3°

£.     55,61

Totale

£. 1509,11

Castiglione Sicilia 31 Marzo 1895
Il tesoriere Fidecommissario
[Firma autografa] Arciprete Vincenzo Sardo”

Seguono i mandati di pagamento. Tre mandati di lire 306 per tre rispettivi legati di maritaggio: 1893 viene attribuito alla signora Ciprioti Giuseppa fu Carlo vedova Camardi, con verbale del 10 settembre 1894; altro, senza indicare l’anno (si presume per il 1891), alla signora Tuccari Antonia del fu Giovanni, con verbale del 30 settembre 1893; il terzo alla signora Marziani Barbara fu Pietro, con verbale del 10 settembre 1894. I cappellani sono otto. I sacerdoti che celebrano le messe sono: Mario Di Carlo, Francesco Calapà, Salvatore Triffiletti, Rosario Fiamingo.


1895

Come il precedente. Posizione finale:

“[Parte I – Entrata] Riassunto generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 1509,11

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di capitali

id.      3° Partite di giro

Totale generale dell’entrata

£. 4783,11

Osservazioni

(a) Le lire 1509,11 rappresentano il fondo di cassa alla chiusura dell’esercizio 1894 così distinto:

1° Legati di maritaggio 1888, 1889 – 90 – e 1894

£. 1224

2° Economia sullo stanziamento all’art. 2° del Bilancio 1894

£.   229,50

3° Id. all’art. 3° del Bilancio 1893

£.     55,61

Totale

£. 1509,11

[Parte II – Uscita] Riassunto generale

Residui passivi esercizi precedenti

£. 1509,11

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di capitali

id.      3° Partite di giro

Fondo di riserva

Totale generale dell’uscita

£. 4783,11

Osservazioni

Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

£. 4783,11

Riscossioni col. 9 della parte 1ª

£. 2737,54

Pagamenti col. 10 della parte 2ª

£. 2045,57

Fondo di cassa a debito del Contabile

£. 1530

Detto fondo di cassa è così distinto
1° Legati di maritaggio 188, 1889 – 1890 – 1894 e 1895 £. 1530
2° Economia sullo stanziamento all’art. 2° dei Bilanci 1894 e 1895

£.   459

3° Id. all’art. 3° id. id.

£.     56,57

In tutto

£. 2045,57

Castiglione di Sicilia addì 31 Marzo 1896
Il Tesoriere
[Firma autografa] Arciprete Vincenzo Sardo”
Seguono i mandati di pagamento. I Cappellani sono otto. Celebrano le messe i sacerdoti Mario Di Carlo, Francesco Ferrara, Salvatore Trefiletti, Giuseppe Carciopolo.


1896

Come il precedente. Posizione finale:

“[Parte I – Entrata] Riassunto generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 2045,57

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimenti di Capitali

id.      3° Partite di Giro

Totale generale dell’entrata

£. 5319,57

Osservazioni

Le lire 2045,57 rappresentano il fondo di cassa alla chiusura dell’esercizio 1895 così distinto:

1° Legati di maritaggio 1888, 1889 – 1890 – 1894 e 1895

£. 1530

2° Economia sullo stanziamento all’art. 2 dei Bilanci 1894 e 1895

£.   459

3° Id. all’art. 3° id. id.

£.     56,57

Totale

£. 2045,57

[Parte II – Uscita] Riassunto generale

Residui passivi degli esercizi precedenti

£. 2045,57

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di capitali

id.      3° Partite di giro

Fondo di riserva

Totale generale della spesa

£. 5319,57

Osservazioni
Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Riscossioni, col. 9ª – della parte prima

£. 5319,57

Pagamenti – col. 11ª – della parte 2ª

£. 2967,04

Fondo di cassa a debito del Tesoriere

£. 2352,53

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legato di maritaggio 1888, 1889, 1890 – 1894, 1895 e 1896

£. 1836

2° Economia sullo stanziamento all’art. 2° dei Bilanci 1894 e 1895

£.   459

3° Id. all’art. 3° dei Bilanci 1894, 95 e 1896

£.     57,53

Totale

£. 2352,57

Castiglione Sicilia, 31 Marzo 1897

Il Tesoriere

[Firma autografa] Giovanni Sardo Turcis (3s)

Seguono i mandati di pagamento. I cappellani sono dieci. Celebrano le messe i sacerdoti Mario Di Carlo, Francesco Ferrara, Mariano Indelicato, Giuseppe Carciopolo.

(3s) E’ la prima volta che l’arciprete non fa da tesoriere ma si serve di altra persona. Questo cambiamento non corrisponde più con quanto previsto dall’articolo 9 dello statuto approvato nel 1886: “Il Fidecommissario Arciprete del tempo è il Tesoriere della Pia Opera, giusta la volontà del Testatore. Detto Fidecommissario non è tenuto prestare idonea cauzione essendo in fatto per effetto delle disposizioni testamentarie istesse responsabile delle rendite della Pia Opera.” Sarà nel frattempo intervenuta qualche disposizione di legge che impone una figura a parte? Il tesoriere sembra non ricevere alcuna ricompensa, non essendoci nessun mandato di pagamento nei suoi confronti. Provvede lo stesso arciprete dai fondi annuali a lui riservati come fidecommissario? Leggendo il verbale di elezione del due maggio 1902 per la designazione del signor Giovanni Sardo Camardi in sostituzione del defunto precedente tesoriere Giovanni Sardo Turcis, si scrive che questi accetta la carica “per solo spirito di filantropia”. Più avanti si dice espressamente: “5° Le spese occorrenti all’uopo suddetto saranno fatte a carico dell’Opera istessa, essendo secondo giustizia ed equità che il tesoriere, il quale ne esercita gratuitamente le funzioni, sia lasciato immune da qualsiasi onere.” Curiosa la posizione del tesoriere nei confronti dei fidecommissarii: mentre egli esercita gratuitamente la sua funzione, ‘per solo spirito di filantropia’, questi ricevono invece un premio annuale totale di lire 204!


1897

Come il precedente. Posizione finale:

“[Parte I – Entrata]Riassunto Generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 2352,53

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di capitali

id.      3° Partite di giro

Totale generale dell’entrata

£. 5626,53

Osservazioni.
Le lire 2352,53 rappresentanti il fondo di cassa alla chiusura dell’esercizio 1896 è così distinto:

1° Legati di maritaggio 1888 – 1889, 1890 – 1894 – 1895 e 1896

£. 1836

2° Economia sullo stanziamento all’art. 2° dei Bilanci 1894 e 1895

£.   459

3° Id. all’art. 3° dei Bilanci 1894 – 95 e 1896

£.      57,53

Totale

£. 2352,53

[Parte II – Uscita] Riassunto Generale

Residui passivi esercizi precedenti

£. 2351,57

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento Capitali

id.      3° Partite di Giro

Fondo di riserva

Totale generale della spesa

£. 5625,57

Osservazioni

Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Riscossione col. 9 della parte prima

£. 5626,53

Pagamenti col. 10ª della parte seconda

£. 4192.

Fondo di cassa a debito del Tesoriere

£. 1434,53

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legati di maritaggio 1888 – 1890 – e 1894, i quali sebene assegnati non [sono] stati soddisfatti alle legatarie perchè tuttora non trovansi nelle condizioni volute dal testatore e dallo statuto organico della Pia Opera

£.   918.

2° Economia sugli stanziamenti agli articoli 2° e 3° del Bilancio 1894, 95 e 1896

£.   516,53

Totale

£. 1434,53

Castiglione Sicilia 31 Marzo 1898
Il Tesoriere
[Firma autografa] G. Sardo Turcis
Visto
I Fidecommissari
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo (3s)
Seguono i mandati di pagamento. Viene assegnato legato di maritaggio alla signora Maria Tuccari Di Carlo: “Il Tesoriere della Pia Opera sui fondi sopra indicati pagherà alla Signora Maria Tuccari Di Carlo fu Giovanni la somma di Lire trecentosei. Cede detta somma pel legato di maritaggio assegnatole dalla Fidecommissaria con verbale del dì 24 Settembre 1800novanta, superiormente approvato, quale una delle parenti più strette in grado del fondatore della Pia Opera e relativo detto legato alla annulaità 1889 (3s). Castiglione Sicilia 31 Dicembre 1897.
I Fidecommissari
[Firma autografa]Arcip.e Vincenzo Sardo.
Il Segretario
[Firma autografa] R. Saglimbene”. A fianco la firma per quietanza di Maria Tuccari di Carlo fu Giovanni. All’interno alcune osservazioni e una attestazione:
* “Osservazioni – La dietro scritta quietanza rilasciata dalla Signora Tuccari Di Carlo Maria per la somma di Lire trecentosei, indicata nel presente mandato, è una duplicazione di altra quietanza rilasciata dalla stessa e per la identica causale sopra il primo originale mandato di pagamento che andò smarrito; e quindi si dichiara formalmente dai sottoscritti Fidecommissari, che la somma di Lire trecentosei alla sudetta Signora Tuccari l’ è stata pagata una sola volta e come tale nulla le si potrà mai ripetere da questa Fidecommisaria per detta causale e come pagamento fattole indebitamente. –
Castiglione 31 Dicembre 1897
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo
Sac.te Mario di Carlo”
* “Si certifica dal sottoscritto Segretario della Pia Opera Sac. Giuseppe Coniglio che la Signora Tuccari Si Carlo Maria del fu Giovanni si ebbe da questa Fidecommissaria con verbale del 24 Settembre 1890, superiormente approvato, assegnato il legato annuo di £ 306 e per l’anno 1889, quale una delle parenti più strette in grado col fondatore della Pia Opera anzidetta. Perchè consti rilascia il presente da valere per solo uso amministrativo –
Castiglione 31 Dicembre 1897
Il Segretario
[Firma autografa] R. Saglimbene
Visto – I Fidecommissari
[Firma autografa] Arcip.e Vincenzo Sardo”
Viene pagato altro legato per l’annualità 1896 “alla Signora Suor Giovanna Abbate del fu Ignazio”, assegnato con verbale del 12 luglio 1897. Questa volta si tratta di legato di monacato. Si firma il solo arciprete. Viene ancora pagato legato di maritaggio alla signora Gaetana Marziani, di Placido, per l’annualità 1897, assegnato con verbale 12 luglio 1897. La data del mandato è il 13 agosto 1897. Si firma il solo arciprete. Il mandato di pagamento relativo al ‘premio’ dovuto ai fidecommissari vine firmato oltre che dall’arciprete dal sac. Mario Di Carlo, benchè si indichi nella causale Di Carlo Antonino. I Cappellani sono dieci; le firme di quietanza sono invece undici, con l’aggiunta del sac. Mario Sardo Ruggeri! Celebrano le messe i sacerdoti Mario di Carlo, Francesco Calapà, Francesco Ferrara, Salvatore Trefiletti.
(3s) Si firma il solo arciprete. L’assenza di Antonino Di Carlo sarà dovuta a malattia o altro. Anche nei mandati di pagamento, fatti a cominciare dall’aprile del 1897 nei confronti del quaresimalista, è presente il solo arciprete. In quello a favore dei fidecommissari stessi, datato 31 dicembre 1897, nonostante si indichi ancora Antonino Di Carlo, si firma però il fratello sac. Mario Di Carlo. Antonino Di Carlo morirà il 07/06/1898.
(3s) Come al solito si semplifica il legato individuandolo semplicemente nella dicitura “più stretta in grado” astraendo dalle altre condizioni previste. Avendo presente la situazione familiare delle legatarie questa attribuzione rispetta solo formalmente il legato originario. Il Coniglio aveva probabilmente altre finalità: sicuramente non quelle di arricchire la già ricca dote delle persone in questione!


1898
Come il precedente. Posizione finale:
“[Parte I – Entrata] Riassunto generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 1434,53

Titolo 1°  Entrate effettive

£. 3274.

id.      2° Movimento di Capitali

id.      3° Partite di giro

Totale generale dell’Entrata

£. 4708,53

Osservazioni
(a.) Le lire 1434,53 rappresentano il fondo di cassa alla chiusura dello esercizio 1897 è così distinto:

1° – Legati di maritaggio 1888 – 1890 – 1894 – i quali sebene assegnati non sono stati soddisfatti alle legatarie perchè tuttora non trovansi nelle condizioni volute dal testatore e dal regolamento organico £.   918.
2° – Economia sugli stanziamenti agli articoli 2° e 3° del Bilancio 1894 – 95 e 1896 £.   516,53

Totale

£. 1434,53

[Parte II – Uscita] Riassunto generale

Residui passivi degli esercizi precedenti

£. 1434,53

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274.

id.      2° Movimento di Capitali

id.      3° Partite di giro

Fondo di riserva

Totale generale

£. 4708,53

Osservazioni

Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Riscossione col. 9ª della parte prima

£. 4708,53

Pagamenti col. 10ª della parte seconda

£. 3197,56

Fondo di cassa a debito del Tesoriere

£. 1511,03

Detto fondo di cassa è così distinto:
1° Legati di maritaggio 1888 – 1890 – 94 e 1898, i quali sebene assegnati, non sono stati tuttora soddisfatti alle legatarie perchè non tovansi nelle condizioni volute dal Testatore e dal regolamento organico

£. 1224.

2° Economia sugli stanziamenti agli articoli 2° e 3° dei bilanci 1894 – 95 e 1896

£.   287,03

Totale

£. 1511,03

Castiglione di Sicilia addì 31 Marzo 1899
Il Tesoriere
[Firma autografa] G. Sardo Turcis
Visto
Si approva il superiore conto finanziario 1898 reso dal tesoriere Sig. Sardo Turcis Giovanni
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arc.e Sardo
Sac.te Mario di Carlo”

Seguono i mandati di pagamento. I cappellani sono dieci. Celebrano le messe i sacerdoti Mario Di Carlo, Francesco Ferrara, Fiamingo Rosario e Fiamingo Antonino.


1899
Come il precedente. Posizione finale:
[Parte I – Entrata]Riassunto Generale

Fondo di cassa e residui attivi degli esercizi precedenti

£. 1511,03

Titolo 1° Entrate effettive

£. 3274.

id.      2° Movimento di Capitali

id.      3° Partite di Giro

Totale generale dell’entrata

£. 4785,03

Osservazioni
Le lire 1511,03 rappresentano il fondo di cassa alla chiusura dello esercizio 1898 e così distinto:

1° Legati di maritaggio 1888, 1890, 1894 e 1898, i quali sebene assegnati non sono stati soddisfatti, perchè le legatarie tuttora non trovansi nelle condizioni volute dal testatore e dal regolamento organico

£. 1224.

2° Economia sugli stanziamenti agli articoli 2° e 3° dei Bilanci 1894 – 95 e 1896

£.   287,03

Totale

£. 1511,03

[Parte II – Uscita] Riassunto Generale

Residui passivi degli esercizi precedenti

£. 1511,03

Titolo 1° Spese effettive

£. 3274

id.      2° Movimento di Capitali

id.      3° Partite di Giro

Fondo di riserva

Totale generale dell’uscita

£. 4785,03

Osservazioni
Differenza fra le riscossioni ed i pagamenti

Riscossione col. 9ª della parte 1ª

£. 4785,03

Pagamenti col. 10ª della parte 2ª

£. 3503,50

Fondo di cassa o debito del Tesoriere

£. 1281,53

Detto fondo di cassa è così distinto=
1° Legati di maritaggio 1888 – 90 – 94 e 1898, i quali sebene assegnati non sono stati soddisfatti alle legatarie perchè non trovansi nelle condizioni volute dal testatore e dal regolamento organico

£. 1224.

2° Economia sugli stanziamenti agli articoli 2 e 3° dei Bilanci 1894 – 95 e 1896

£.     57,53

Totale

£. 1281,53

Castiglione Sicilia addì 31 Dicembre 1899.
Il Tesoriere
[Firma autografa] G. Sardo Turcis
Visto – Si approva il superiore Conto Finanziario 1899 reso dal Tesoriere Sig.r Sardo Turcis Giovanni.
I Fidecommissari
[Firme autografe] Sac. MSardo Economo Parr.le (3s)
Sac.te Mario di Carlo”

A differenza degli altri anni i conti vengono chiusi al 31 dicembre dello stesso anno e non al 31 marzo dell’anno successivo. Seguono i mandati di pagamento. Sono tutti sottoscritti dall’Economo Parrocchiale e dal sac. Mario Di Carlo. Viene pagato un legato di maritaggio alla signora Di Carlo Gaetana (3s) di Simeone per l’annualità 1899, assegnato con verbale del 6 novembre 1899. All’interno si acclude certificazione: “I sottoscritti Fidecommissari Certificano che con verbale del 6 andante il legato di maritaggio per l’anno in corso 1800 novantonove, fu assegnato alla Signora Di Carlo Gaetana di Simeone, quale una delle parenti più strette in grado col fondatore della Pia Opera Sac. Giuseppe Coniglio. Perchè consti rilasciano il presente. Castiglione Sicilia li 7 Novembre 1800 novantanove. I Fidecommissari [Firme autografe] Sac. MSardo Economo Parr.le. – Sac.te Mario di Carlo”. I cappellani sono undici. Celebrano le messe i sacerdoti Mario Di Carlo, Ferrara Francesco, Fiamingo Rosario, Fiamingo Antonino.

(3s) L’arciprete Vincenzo Sardo Turcis, figlio di don Antonino e di donna Agostina de Turcis, nato il  25/12/1817, arciprete dal 18 dicembre 1874, muore l’08/08/1899. Da questa data fino al nove maggio del 1900 la parrocchia viene retta dall’economo parrocchiale don Mario Sardo.
(3s) Gaetana, nata il 04/05/1884, è la terza figlia di D. Simeone-Antonio Di Carlo coniugato il 03/01/1878 con donna Clorinda pafumi di Linguaglossa. Il legato di maritaggio le viene pagato quando ha quindici anni e questo presuppone che a quest’età abbia contratto matrimonio. Don Simeone, poi, è il figlio del fidecommissario don Antonino, morto il 07/06/1898 e il nipote dell’attuale fidecommissario don Mario Di Carlo. Che proprio una sua figlia riceva il legato di maritaggio è alquanto strano, in quanto proprio don Simeone, a rigore, sarebbe dovuto essere il legittimo fidecommissario al posto dello zio sacerdote!

Nella carpetta i conti si fermano al 1899, anche se in qualche lettera si parla di conti del 1900.


@ ***

1901
Fonte: CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1
Come il precedente. Per quanto riguarda la rendita sul Gran Libro del Debito Pubblico di £. 3774 lorda, che negli anni precedenti viene riportata in £. 3274 netta della ritenuta del 13,20% per ricchezza mobile, quest’anno si riporta netta del 20% e pari a lire 3019,20. I legati di maritaggio 1890 – 1898 e 1900 benché assegnati “non sono stati soddisfatti alle legatarie perchè non trovansi nelle condizioni volute dal Testatore Coniglio” e ammontano a £. 918.00. Finale:
“Visto il superiore Conto presentato dal Tesoriere della Pia Opera Signor Sardo Turcis Giovanni e trovatolo regolarmente redatto l’approvano in tutte le sue parti –
Castiglione Sicilia 31 Dicembre 1901
I Fidecomissarii
[Firme autografe] Arcipr. Vincenzo sardo Camardi
Letterio Tuccari
Castiglione Sicilia li 20 Marzo 1902
Il Tesoriere
[Firma aut.]Giovanni Sardo Turcis
Il Segretario
[Firma autografa] Sac. Rosario Fiamingo.
Si certifica dal sottoscritto che il presente conto venne nel giorno festivo di jeri pubblicato in questo Comune, e che non vi furono reclami. In fede, per uso amministrativo. Castiglione, addì 19 Maggio 1902. Il Vice Segretario Comunale [firma illeggibile]”.
Seguono i mandati di pagamento. I cappellani sono dieci. Celebrano le messe i sacerdoti don Giuseppe Carciopolo, Vincenzo Bertone e Michelangelo Tornatore.


1904
CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“.

Minuta del conto finanziario riguardante analiticamente solo l’uscita. In fine posizione finale:

“Riassunto del Conto 1904

Attivo

Avanzo di amm.e 1903

£. 1399,35

Entrate effettive 1904

£. 3019,20

Somma dell’Attivo

£. 4358,55

Passivo
Residui Passivi 1903 e retro

£. 1281,53

Spese di competenze 1904

£. 2656,75

Somma del passivo

£. 3938,28

Fondo di cassa a rimanenza attiva

£.   490,27″

 


1905

  • CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“.

Come il precedente. Il conto viene approvato con qualche rilievo di poca importanza nella seduta del Consiglio di prefettura del 26 Febbraio 1908. La tassa danneggiati dalle truppe borboniche è devoluta alla beneficenza ospedaliera. Posizione finale.

“Totale caricamento

£. 4588,05

Pagamenti eseguiti

£. 2886,25

Fondo di cassa al 31 dicembre 1905

£. 1701,80

Rimaste a pagare

£. 1616,18

Avanzo di amministrazione

£.     85,62″

Il conto viene regolarmente pubblicato nel Comune dal 10 al 18 giugno 1906 e “nessun reclamo fu prodotto”. Mancano i mandati di pagamento.


1906

CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“.

Bilancio preventivo, approvato dal Prefetto di Catania in data 20 gennaio 1906.

Bilancio consuntivo.

“Parte Prima – Entrata

Fondo di cassa alla fine dell’esercizio 1905

£. 2151,25 (1)

Entrate effettive
Rendite patrimoniale
1  Certificato rendita N. 1707 di £. 3774 ridotta del 20% di R. M.

£. 3019,20

[…]
Totale Caricamento

£. 5170,45

Motivi delle differenze e note

(1) Decisione Consiglio Prefettura 26/02/1908 sul conto 1905. Il fondo di cassa si compone di:

£.            306,00

legato di maritaggio

anno       1900

306,00

id.

1901

306,00

id.

1902

306,00

id.

1903

306,00

id.

1904

306,00

id.

1905

57,53

residui passivi annualità

1894-95-96

  29,17

avanzo (fondo riserva)

1902

27,80

id.

1904

  27,80

id.

1905

28,65

ratizzo alla provincia

1903

  28,65

id.

1904

28,65

id.

1905

  87,00

concorso all’erario

1905

          2151,25

Residui passivi
Legato maritaggio 1900 (II)

£. 306,00

id. 1901

£. 306,00

id. 1902

£. 306,00

id. 1903

£. 306,00

id. 1904 (III)

»

id. 1905

£. 306

Somme riportate e non pagate sugli art.i 2 e 3 dei conti 1894-95-96

£.   57,53

Ratizzo alla provincia 1905

£.   28,65

quota di concorso all’Erario dello Stato (pel 1905)

£.   87,00

Motivi delle differenze e Note
(I) Decisione Consiglio Prefettura 26/2 908 sul conto 1905
(II) I legati sono stati regolarmente pagati begli anni 1904 e 1905; ma per l’allontanamento dal paese del Sac. Fiamingo (3s-1), segretario dell’Opera Pia, non si rinvennero fra i documenti e se ne dovettero fare i duplicati, invitando le parti a quietanzare nuovamente i mandati.
(III) Con la decisione del Consiglio di Prefettura si caricarono le £. 306 del Legato di maritaggio nel fondo di cassa e non si compresero fra i residui, mentre era stato regolarmente assegnato.
Spese Effettive
(1) Tasse e prestazioni annue

1 Tassa di manomorta

£.   235,00

2 Ratizzo alla Deputazione Provinciale

£.     28,65

3 Quota di concorso all’erario dello Stato

£.     87,00

Per danneggiati truppe borboniche, oggi beneficenza Ospedaliera

£.   229,50

(2) Spese di Amministrazione
5 Premio ai Fidecommissarii

£.   204,00

6 Onorario al Segretario

£.     51,00

Cancelleria e spese d’Ufficio

£.     12,75

(3) Spese di Culto
8 Alla Comunia dei preti, cappellani coadiutori del Parroco e rappresentanti la Comunia

£.   750,00

9 Al Predicatore quaresimalista

£.   204,00

10 Ai sacristi delle tre Parrocchie

£.   204,00

11 Concorso al mantenimento della Chiesa Madre di S. Pietro e Paolo

£.   153,00

12 All’Amministrazione della Chiesa

£.     76,50

13 Per celebrazione messe secondo la volontà del testatore

£.   450,00

(4) Legati
14 Legato di maritaggio a favore di una parente del Testatore

£.   306,00

Fondo di riserva

£.     27,80

Riepilogo

£. 2151,25

Fondo di cassa al 31/12 1905

£. 3019,20

Riscossioni
Totale

£. 5170,45

Pagamenti {residui 1923,00 / competenze 2814,07}

£. 4737.07

Fondo di cassa al 31/12 1906

£. 433,38

Residui attivi

£. “

Totale

£. 433,38

Residui passivi

£. 114,83

Avanzo di Amministrazione

£. 318,55

Castiglione, 11 Febbraio 1912
Il Tesoriere
[Firma autografa] Giovanni Sardo Camardi”
Seguono i mandati di pagamento. I Cappellani sono dieci. Celebrano le messe i sacerdoti Fiamingo Rosario, Fiamingo Antonino, Fiamingo Concetto Purello. Il legato di maritaggio viene pagato all’Orfanotrofio. Questo il testo del mandato:
Il Tesoriere della pia Opera suddetta pagherà al Signor Cassiere dell’Orfanotrofio Regina Margherita la somma di lire trecentosei. Cede detta somma per legato di maritaggio debitamente invertito a beneficio del sudetto Orfanotrofio e per l’annualità Millenovecentosei. Castiglione 31 dicembre 1906.” Il cassiere dell’Orfanotrofio è il signor Antonino Reggio. (3s-2)


(3s-1) A: 15/10/1871 – Ω: 02/02/1952. Cfr. Reg. “S. Pietro Battesimi 1832-1879” [10], f. 236r: ““Die decima sexta Octobris 1871. Ego Cap.s D. Joseph Cimino baptizavi infantem heri natum ex jug.s D. Carmelo Fiamingo, et Iosepha Purello cui nomen impistum Rosarius. Patrinus fuit D. Salvator Reggio”. Da: SALVATORE ARCIFA, Il cuore dilatato. Michele Cosentino e la sua opera, [CASALE MONFERRATO], PIEMME, [2002], p. 51: “… andando un pomeriggio a far visita a p. d. Rosario Fiamingo di Castiglione di Sicilia, trasferitosi giovanissimo a Roma (nota 18), sente dire un gran bene di mons. Vincenzo Tarozzi, già Segretario per le lettere di Leone XIII (nota 19)”.[Nota 18]: “Rosario Fiamingo Purrello [sic] nacque a Castiglione di Sicilia il 15. 10. 1871 e fu ordinato sacerdote il 22. 12. 1894 da mons. Genuardi. Morì il 2. 2. 1952. Aveva altri due fratelli sacerdoti: Antonio, dell’Oratorio di Acireale (nato il 3. 1. 1874 e ordinato il 17. 12. 1898), e Concetto (nato il 2. 1. 1880, e ordinato il 31. 8. 1902). A Roma p. d. Rosario Fiamingo svolgeva un ruolo non ufficiale, ma importante e delicato: era una specie di rappresentante della diocesi di Acireale presso le congregazioni romane e i vari uffici vaticani, per il disbrigo di pratiche ecclesiastiche.”
(3s-2) “Cede detta somma per legato di maritaggio debitamente invertito a beneficio del sudetto Orfanotrofio e per l’annualità Millenovecentosei”: la difficoltà di reperire legittime discendenti del Coniglio, già nel 1906 fa guardare verso la nuova opera di recente costituita (1886) e guidata dalla Figlie di S. Anna. E’ presumibile che d’ora innanzi questa inversione diventi la regola. Si vedrà dai conti successivi.


1907

Bilancio Preventivo. Come i precedenti. Per quanto riguarda il legato di maritaggio, al capitolo IV si prevede: “Legato a beneficio dell’Orfanotrofio Regina Margherita“. Una nota a margine precisa: “Detto legato sin dallo scorso anno è stato devoluto per come a manca, con deliberazione della Fidecommesseria del dì 15 agosto 1905, approvata dalla Giunta Provinciale il dì ….”. Omessa la data d’approvazione. Il bilancio viene pubblicato nel Comune “per otto giorni consecutivi dal giorno dodici al venti settembre 1906 senza reclami”. Viene riportato altro bilancio preventivo per lo stesso esercizio 1907, datato 16 maggio 1907 e  munito della certificazione che “il presente bilancio venne pubblicato in questo Comune il giorno 17 corrente senza reclami. Castiglione 25 Maggio 1907. Il Segretario. F. Cimino”. Come mai? Dicitura errata in copertina? Quest’ultima sarebbe invece per l’esercizio 1908?


1908

Bilancio preventivo. Viene pubblicato per otto giorni consecutivi, “dal giorno otto al sedici gennaio corrente” e “nessun reclamo fu prodotto in questo Ufficio Comunale … Castiglione 18 Gennaio 1908”. Il segretario sac. Concetto Fiamingo autentica la copia il 22 marzo 1908, data della presumibile trasmissione alla Prefettura. Il bilancio viene approvato dal Prefetto in data 4 agosto 1908 con le seguenti osservazioni:

“N. 9484
Seduta 31 luglio 1908

Approva con che però 1°) sia sospesa l’erogazione dei fondi stanziati al Cap. 2 art. 5 “premio ai Fidecommossari £. 204” Cap. 3 art. 8 “assegno ai Cappellani £. 750″ art. 9 al Predicatore Quaresimalista £. 204, art. 12 all’Amministrazione della Chiesa Madre £. 76,50” fino a quando non sarà resoluto il ricorso al Governo del Re contro la decisione della Commissione Prov.le che sopprimeva dal bilancio 1907 detti fondi, salvo a promuoversene la trasformazione a favore dello Ospedale o dell’Orfanotrofio locale;
2°) Non essendo più dovuto alcun ratizzo alla Provincia le £. 28.65 del Cap. 1 art. 2 possono sopprimersi ed aggiungersi al fondo di riserva.
3°) Le £. 306 inserite al Cap. 4 art. 14 per legato di maritaggio assegnato all’Orfanotrofio Regina Margherita, s’intendano invece devolute all’Ospedale in applicazione delle legge 7 luglio 1907 N. 435 sulla beneficenza Ospedaliera.

Catania 4 agosto 1908
Il PREFETTO
presidente della Commissione provinciale di
assistenza e beneficienza pubblica
[firma illeggibile]”

Bilancio consuntivo.
Come il precedente. Le solite entrate ed uscite. Alla voce riguardante il legato di maritaggio viene detto: “Legato di maritaggio devoluto prima all’Orfanotrofio R. Margherita ora all’Ospedale locale“. Il conto, firmato dal Tesoriere Giovani Sardo Camardi viene datato “Castiglione 11/2/1912”, mentre viene sottoscritto dai Fidecommissari e dal Segretario in data 10/02/1912. Seguono i mandati di pagamento. Un mandato nei confronti del registro di Linguaglossa, datato 10 giugno 1908, viene firmato come segretario dal sac. Salvatore Trifiletti, mentre tutti gli altri, portanti in genere la data del 31 dicembre 1908, sono firmati dal sac. Concetto Fiamingo Purello, che come tale riceve l’onorario per tutto l’anno. L’amministratore della Chiesa Madre è il sac. Rosario Fiamingo. Nel 1906 invece era amministrata dallo stesso arciprete. Le messe vengono celebrate dai sacerdoti Fiamingo Rosario, Fiamingo Antonino, Fiamingo Concetto Purello. Non c’è mandato di pagamento per i cappellani.


1909

Bilancio preventivo. Per la rendita patrimoniale del libro del Debito Pubblico essa risulta di £. 2850,50.  Il numero del titolo è il N° 007654. Il legato di maritaggio è “devoluto alla beneficenza ospedaliera”. Il conto, datato 1° giugno 1909, è approvato dal Prefetto di Catania con data 27 Agosto 1909. Come segretario si firma il sac. Salvatore Trefiletti. In un altro conto, quello recante le osservazione del Prefetto di Catania, il segretario è il sac. Fiamingo Concetto. Nella seduta del 27 luglio della Commissione provinciale si osserva:

“Approva con che rendite sul Gran Libro del Debito pubblico per effetto della legge sulla convenzione (?) sia ridotto da £. 3019,20 a £. 2850,50. Ed in dipendenza della decisione tutoria del 28 Maggio u.s. siano ridotti: a) il premio ai fidecommissari da £. 204 a Lire 200, b) l’assegno ai sacerdoti che amministrano i sacramenti da £. 750 e £ 700, c) l’assegno al quaresimalista da £. 204 a £ 200, d) il concorso nella festa di S. Pietro e Paolo da £. 153 a £ 70. Sia inoltre soppresso lo stanziamento di £. 150 di cui all’art. 14 non avendo più ragione d’essere il ricorso al Governo del Re una volta intervenuta la predetta decisione.  A pareggio del bilancio sia elevato il fondo di riserva da £. 55,13 a £ 177,43.”

Le lire 150 stanziate avevano come causale le “Spese occorrenti per il ricorso al Governo contro la decisione della Commissione Prov.le che sopprimeva alcuni fondi del bilancio.”.

Manca il bilancio consuntivo. Seguono i mandati di pagamento. Comprendono anche il 1908, almeno per alcune voci, quelle sospese nell’anno precedente. I cappellani per il 1907 sono 12. Per il sac. Mariano Indelicato, defunto, firma quietanza la signora Carmela Saglimbene, come ‘erede’. Nel 1908 sono undici. La causale del pagamento specifica “per indennizzo agli stessi dovuto quali coadiutori del parroco” (£. 75). L’amministratore della chiesa Madre per il 1907 e il 1908 è il sac. Rosario Fiamingo. Per l’annualità 1907 il legato di maritaggio, “debitamente invertito” viene pagato “al Signor Cassiere dell’Orfanotrofio Regina Margherita”. La data del mandato è il 18 settembre 1909. Cassiere è Antonino Reggio. Per il 1908 viene invece pagato all’Ospedale, essendo stato il legato di maritaggio “debitamente invertito a beneficio del sudetto Ospedale”. La data del mandato è il 31 dicembre 1909. Come segretario si firma il sac. Salvatore Trifiletti, Tesoriere dell’Ospedale  è il signor Ignazio Abbate Tuccari. Fin qui i residui degli anni precedenti. Seguono i mandati per il 1909. Segretari risultano sia il sac. Concetto Fiamingo che il sac. Salvatore Trifiletti. La maggior parte sono sottoscritti dal sac. Trifiletti. Il mandato di pagamento per il segretario è fatto a nome del sac. Trifiletti. Nel mandato per il rimborso spese d’ufficio s’intravede la cancellatura del nome del sac. Fiamingo su cui viene scritto quello del sac. Trifiletti. I cappellani sono dieci. L’amministratore della chiesa Madre è il sac. Rosario Fiamingo. Con la stessa voce si indica anche l’arciprete Camardi. Mentre il primo riceve le lire 70 “pel concorso mantenimento del sacro culto in detta Madre Chiesa”, l’arciprete riceve £ 76,50 “per concorso della retribuzione dovuta allo stesso amministratore della sudetta Chiesa”. Per gli anni precedenti 1907 e 1908 quest’ultima cifra viene invece data al Sac. Rosario Fiamingo. Nel 1908 vengono a lui pagate £. 153,00 “pel concorso mantenimento del sacro culto”. Nel 1906 sia le £. 153,00 che le £. 76,50, per le rispettive causali di cui sopra, vengono pagate all’arciprete Camardi “Amministratore di questa Madre Chiesa”. Celebrano le messe “giusta la volontà ed intenzione del testatore Coniglio” i sacerdoti Fiamingo Rosario, Fiamingo Antonino, Fiamingo Concetto Purello. Il legato di maritaggio viene pagato al cassiere “di questo Ospedale S. Giovanni di Dio”. All’Avvocato Salvatore Sciuti Motta vengono pagate £. 106,30 “per acconto assistenza e rimborso spese … nei diversi ricorsi 11 ottobre e 30 Nov.e 1907 e 28 Giugno 1908 nell’interesse della Pia Opera”. Vengono inoltre pagate sempre allo stesso a saldo altre £. 53,70 per le “diverse vertenze della Pia Opera sia con la Commissione Provinciale delle Opere Pie che col Demanio dello Stato”.


1910

Bilancio preventivo. Viene redatto in data 26 novembre 1909, firmato dal segretario sac. Salvatore Trifiletti. Viene regolarmente pubblicato per otto giorni con attestato rilasciato dal segretario comunale Feliciano Cimino in data 05/12/1909. E’ accompagnata dal seguente verbale: “L’anno millenovecentonove il giorno ventisei Novembre. Riunitosi i fidecommissari sottoscritti, allo scopo di compilare il bilancio dell’esercizio millenovecentodieci. Tenute presenti le disposizioni testamentarie del Testatore Sacerdote Coniglio fondatore della Pia Opera, hanno compilato il presente bilancio contenente numero quattordici articoli, per la complessiva somma di lire duemilaottocentocinquanta e centesimi cinquanta, in relazione ad altrettanta entrata derivante da rendita inscritta sul Gran Libro del Debito Pubblico dello Stato, giusta certificato N° 007654. Previa lettura e conferma il presene viene firmato.
I Fidecommissari
[Firme autografe] Arcipr. Vincenzo sardo Camardi
Letterio Tuccari
Il Segretatrio
Sac. Salvatore Trifiletti”
Per il legato di maritaggio si specifica la devoluzione “alla beneficenza ospedaliera”. Viene approvato dal Prefetto il 30 Marzo 1910.

1911

Bilancio preventivo (minuta). Il legato di maritaggio risulta devoluto “alla beneficenza ospedaliera”. Il bilancio porta la data del 28 novembre 1910. E’ accompagnato dal seguente verbale: “L’anno millenovecentodieci il giorno ventotto Novembre. Riunitisi i fidecommissari sottoscritti, allo scopo di compilare il bilancio dell’esercizio millenovecentoundici. Tenute presenti le disposizioni testamentarie del Testatore Sacerdote Coniglio, fondatore della Pia Opera, hanno compilato il presente bilancio contenente quattordici articoli, per la complessiva somma di lire tremilatrecentosessanticinque e centesimi trentatre compreso l’avanzo amministrativo esercizio precedente, in relazione ad altrettanta entrata derivante da rendita inscritta sul Gran Libro del Debito Pubblico dello Stato, giusta certificato N°. 007654. Previa lettura e conferma il presente viene firmato.” Il verbale, le firme, la certificazione dell’avvenuta pubblicazione al Comune (11 e 18 dicembre) sono di mano del segretario sac. Salvatore Trifiletti, come copia conforme all’originale.



***

II – Corrispondenza – Legato di maritaggio – Varia

1867

CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2“. Agosto. Verbale di attribuzione del legato di maritaggio.

“[Carta da bollo di L. 1] L’anno mille ottocento sessantasette il dì sedeci Agosto in Castiglione di Sicilia, e propriamente nella camera destinata ad Archivio della Chiesa Madre San Pietro in detto Comune.
Onde per l’annualità mille ottocento sessantacinque, e mille ottocento sessantasei impartire due legati di maritaggio o monacato di genere certo, per come venne superiormente dichiarato dietro competente reclamo, come di legge, di lire trecentosei per cadauno disposti dal pio testatore Sacerdote Giuseppe Coniglio con l’atto di sua ultima volontà del nove Novembre milleseicento sessantaquattro, pubblicato dal Notajo Marc’Antonio Leone nel giorno trentuno Ottobre mille seicentosessantasei in prò d’una sua parente più stretta in grado, ad effetto di maritarsi, o monacarsi, e dietro l’avviso alla bisogna pubblicato del dì primo Giugno ultimo: Noi infradicendi Fidecommissarii dell’Eredità di esso Sacerdote Coniglio ci siamo quivi riuniti, ed in primo luogo abbiam pigliato ad esaminare gl’incartamenti dei quali è sotto parola prodotti dalle seguenti concorrenti.
1° Un’incartamento presentato dagli Eredi e rappresentanti di Grazia Gioeni e Coffo.
2° Idem presentato da Eloisa Camardi nata Tuccari
3° Idem presentato da Maria Catena Tuccari nata di Carlo
Da essi incartamenti si è eminentemente rilevato che la suddetta Gioeni e Coffo era parente col pio Testatore in undecimo grado civile, e le altre due in decimo anco civile.
Letto l’articolo del testamenti così espresso: “Item lascio e lascia esso testatore titulo legati pii annuali in perpetuum  et infinitum onze quarant’otto l’anno pagabili del modo infrascritto cioè, onze ventiquattro l’anno ad una parente di esso testatore più stretta in grado, la più povera, bella, onesta, e pericolosa ad effetto di maritarsi, o monacarsi, e l’abbia da conseguire nel maritaggio, o monacato, per una volta tantum e che si abbia da eliggere detta parente del modo come sopra dalli detti suoi Fidecommissarii presenti e che pro tempore saranno in perpetuum et infinitum“.
Attesocchè imponeva per prima legge il testatore che nella consecuzione del legato fossero sempre preferite le parenti più strette in grado, perlocchè è di tutta giustizia che venghin le succennate due ultime concorrenti predistinte alla prima, perchè di questa parenti più prossime di un grado col ridetto pio fondatore.
Noi Arciprete GianBattista Calì, ed Antonino di Carlo Fidecommissarii dell’Eredità del Sacerdote Giuseppe Coniglio giudichiamo di accordo che le attuali aventi dritto alla consecuzione del legato di cui è stata parola sono Eloisa Camardi nata Tuccari, e Maria Catena Tuccari nata di Carlo a qual uopo restan da noi elette legatarie di quell’annuo legato di certo genere di onze ventiquattro disposto come sopra dal Sacerdote Giuseppe Coniglio, cioè la Camardi nata Tuccari per la scadenza dell’annualità mille ottocento sessantacinque, e la Tuccari nata di Carlo per la scadenza dell’annualità mille ottocento sessantasei, perlocchè ne deliberiamo, ed ordiniamo il pagamento in Lire trecento sei in prò di ognuna di esse per le or ora dette due annualità da conseguirne detto pagamento però dietrocchè la presente sarà come di legge da chi di dritto vistata.
Così deliberato e pubblicato nel giorno in testa scritto.
I Fidecommissarii
[Firme autografe] Arciprete Gian Battista Calì
Antonino di Carlo

Visto
Palermo lì 26 marzo 1868
Il Sott’Ispettore del Tesoro
Bame…(?) [Timbro tondo con la dicitura:”ISPEZIONE DEL TESORO IN PALERMO”]”


1899

CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2” – Settembre. Avviso per il legato di maritaggio.

“Comune di Castiglione Sicilia
Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio
Avviso per conferimento di un legato di maritaggio –

Dovendosi dai Fidecommissari sottoscritti conferire un legato di maritaggio di Lire trecentosei per l’annualità 1800novantanove, disposto dal Sac. Giuseppe Coniglio a favor di una di lui parente più stretta in grado

S’invitano

tutte coloro che credano aver dritto di conseguirlo a voler presentare a tutto il giorno quattro Novembre p: v: i propri incartamenti al Segretario della Pia Opera –
Scorso il termine sudetto non si ammetteranno altre dimande e sui documenti prodotti si passerà nel giorno 6 del predetto mese di Novembre a deliberare a chi competerà il legato di sopra. —
Castiglione di Sicilia, lì ventisette Settembre 1800novantanove. —

I Fidecommissari
[Firme autografe] Sac. M. Sardo Economo Parrocchiale
Sac.te Mario di Carlo”

CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2” – Novembre. Verbale di conferimento del legato di maritaggio.

“Verbale di Conferimento del legato di maritaggio di £ 306 pel 1899.
L’anno milleottocentonovantonove, il giorno sei Novembre alle ore 11 a: m: in Castiglione di Sicilia e propriamente nell’archivio della Madre Chiesa –
Onde per l’annualità milleottocento novantanove impartire il legato di maritaggio di genere certo come venne superiormente dichiarato, di lire trecentosei annuale disposto dal pio testatore Sac. Giuseppe Coniglio col suo pubblico testamento del dì 9 Settembre [sic! per Novembre] 1664, pubblicato dal Notaro Marco Antonio Leone addì 31 Ottobre 1600 sessantasei, in prò di una di lui parente più stretta in grado ad oggetto di maritarsi, dietro l’avviso pubblicato per l’oggetto sotto il giorno 27 Settembre u: s: –

Noi

qui sottoscritti Fidecommissari della Pia Opera del sudetto Sacerdote Coniglio, Sardo Ruggeri Sac. Mario e Di Carlo Sac. Mario, assistiti dal Segretario Sig.r Saglimbene Rosario, ci siamo qui riuniti ed abbiamo proceduto all’esame accurato degl’incartamenti, dei quali è qui sotto menzione, presentati in tempo utile dalle seguenti concorrenti: —
1° – Un incartamento presentato dalle Signore sorelle Pagliaro de fu Mario dal quale sorge che le stesse sono parenti col testatore in 15.mo grado –
2° – Un incartamento dalla Signora Saglimbene Carmela di Filippo dal quale emerge che la stessa col sudetto testatore Coniglio è parente in 14.mo grado.
3° – Altro incartamento presentato dalla Signora Pagliaro Maria Catena fu Vincenzo dal quale resulta che la sudetta concorrente è parente col pio testatore in 14.mo grado. —
4° – Altri e distinti incartamenti presentati dalle Signore Schepisi Grazia fu Gaspare – Lanza Maria Catena fu Giuseppe – Abbate Paolina fu Ignazio – Del Popolo Grazia fu Antonino – Lanza Margherita e Susanna di Giustino – e Ciprioti Maria Catena fu Carlo, dai quali incartamenti resulta che le anzidette richiedenti sono col pio testatore parenti in 13. grado –
5° – Finalmente altro incartamento depositato in tempo utile dalla Signora Di Carlo Gaetana di Simeone, maritata Di Francesco, dal quale sorge chiaramente che la cennata Di Carlo è aprente col Sac. Coniglio fondatore della Pia Opera in 11.mo grado —
Letto quindi l’articolo del testamento così espresso: –
Item lasciao e lascia esso testatore titulo legati pii annuali in perpetuum et infinitum onze 48 l’anno, cioè onze 24 ad una parente di esso testatore più stretta in grado, la più povera, bella, onesta e pericolosa ad effetto di maritarsi o monacarsi e l’abbia da conseguire nel maritaggio o monacato per una volta tantum e che si abbia ad eliggere detta parente nel modo come sopra dalle detti Fidecommissari presenti e che pro tempore saranno in perpetuum et infinitum. ”
Visto l’articolo 3° dello Statuto organico della Pia Opera approvato con R.o Decreto 30 Maggio 1886; —
Attesocchè dall’esame dei prodotti incartamenti sorge luminosamente che la Signora Di Carlo Gaetana di Simeone è parente col testatore Coniglio in undicesimo grado, mentre le altre aspiranti tutte lo sono in grado più lontano e quindi ai termini della disposizione testamentaria non che di quelle sancite col predetto art.o 3° dello Statuto organico, devesi necessariamente attribuire il legato cui sopra alla Signora Di Carlo.

Noi

Sac. Mario Sardo Ruggeri Economo Parrocchiale e Sac. Mario Di Carlo Fidecommissari della Pia Opera del surriferito Coniglio giudichiamo che l’avente dritto alla consecuzione del legato come sopra è la ridetta Signora Di Carlo Gaetana di Simeone, che resta perciò da noi eletta legataria di quell’annuo legato di maritaggio di lire trecentosei per l’anno 1800 novantanove, da conseguirlo però dopochè l’assegnataria Di Carlo avrà ottemperato a quanto è previsto coll’articolo 7.mo del succennato Statuto Organico —
Così Deliberato e pubblicato nel giorno, mese ed anno di sopra –

I Fidecommissari
[Firme autografe] Sac. M. Sardo Economo Parrocchiale
Sac.te Mario di Carlo
Il Segretario”

Dichiarazione del Segretario.

“Comune di Castiglione Sicilia
Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio

Certifico io qui sottoscritto Segretario della Pia Opera anzidetta che le Signore Sorelle Pagliaro fu Mario – Saglimbene Carmela di Filippo – Pagliaro Maria Catena fu Vincenzo – Schepisi Grazia – Lanza Maria catena fu Giuseppe – Abbate Paolina fu Ignazio – Del Popolo Grazia fu Antonino – Lanza Margherita e Susanna di Giustino – Ciprioti Maria Catena fu Carlo e Di Carlo Gaetana di Simeone tutte da questo Comune dove sono domiciliate e residenti, produssero i loro rispettivi incartamenti in tempo utile, onde conseguire il legato di maritaggio disposto dal fondatore di questa Pia Opera, per cui fu oggetto l’avviso pubblicato da questa Fidecommissaria il giorno ventisette Settembre u: s: —
Perchè consti rilascia il presente da valere ove di ragione
Castiglione Sicilia addì 6 Settembre 1899

Il Segretario
[Firma autografa] R. Saglimbene

Visto
I Fidecommissari
[Firme autografe] Sac. M. Sardo Econ. Parr.le
Sac.te Mario di Carlo”


1901

CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2” – Agosto. Modifiche del bilancio.

“Provincia di Catania – Comune di Castiglione
Fidecommissaria del Sac.te Giuseppe Coniglio
Deliberazione
dei
Fidecommissarii

L’anno 1901 addì  25 Agosto, alle ore 9 p:m: nella sala delle Adunanze, previe tutte le formalità di legge e le norme dello Statuto, voluto dalla volontà del Fondatore della Opera Pia Coniglio, si sono riuniti i due Fidecommissarii dell’Opera, cioè il Rev.ssimo Arciprete Sac.te Vincenzo Sardo Camardi, arciprete pro-tempore ed il Sig.r Litterio Tuccari parente più vicino del Testatore Sac.te Coniglio:
Il Rev.ssimo Arcirpete Presidente, riconosciuta legale l’adunanza sottopone alla discussione il seguente ordine del giorno:
Modifiche all’art. I° Cap. III Tit. I° della Seconda Parte del Bilancio:
Spese per Culto alla Comunia dei Preti ammesso per lire settecentoquattordici:
All’uopo il Rev.do Arciprete sottomette, che, ai sensi delle tavole di fondazioni risulta che la Comunia dei Preti dovrebbe esser costituita di n° 12 Cappellani coadiutori del Rev.do Arciprete Parroco nell’amministrazione dei Sacramenti, che ogni Cappellano si avesse per ogni anno la somma di onze quattro, pari a lire cinquantuna.
Or il Rev.do Arciprete fa rilevare che le mutate circostanze dei tempi dal 1666 della fondazione Pia Opera ad oggi rendono necessaria una variazione al disposto che forma l’oggetto della spesa compresa all’Art. I° Cap. III° del Bilancio annuale, che per la progredita civiltà porta ad un vivere con più riguardi, ad un vestire con maggior decoro, e perciò al valore effettivo della merce, si rende irrisoria la somma di lire 51, che si presta, considerando che la popolazione della Parrocchia, in allora non arrivava ai 3000 abitanti, concentrata nel solo perimetro della città, ed oggi sorpassa i 13000, sparsa per tutto il territorio, od in piccolo centri agglomerati, e però il servizio Parrocchiale si rende un lavoro molto aumentato, propone che la meschina retribuzione delle lire 51 annue sia portata a lire 75 per ogni Cappellano coadiutore al parroco come semplice gratificazione alla missione Sacerdotale che non potrà mai esser rimunerata.—
Propone che sia allogata tale somma nel Bilancio all’articolo di sopra, non come spesa fissa, ma variabile a seconda del numero dei Cappellani coadiutori del Parroco. —
I Fidecommissarii, quindi, per le ragioni di sopra esposte unanime deliberano:
1° L’art. I° Cap. III° Tit. I° della seconda parte del Bilancio Spese di Culto, ammesso per lire 714 non sia allogato in Bilancio come spesa fissa, ma variabile, a seconda il numero dei Cappellani coaidutori del Parroco:
2° Ognuno di questi Cappellani avrà uno stipendio a titolo di gratificazione di lire 75 annue:
3° Le variazioni che apporterà nel Bilancio la deliberazione di sopra sarà bilanciata con le corrispondenti  variazioni del Bilancio, Articolo Capitolo Titolo     celebrazioni messe
Letto il presente verbale si approva e sottoscrive

I Fidecommissarii
[Firme autografe] Arcip.e Vincenzo Sardo Camardi
Letterio Tuccari

Il Segretario
[Firma aut.] Sac. Rosario Fiamingo

Si certifica dal sottoscritto che la presente deliberazione venne nel giorno festivo di jeri pubblicata in questo comune, e che vi furono reclami.
In fede, per uso amministrativo.
Castiglione addì 10 Febbrajo 1902

Il Segretario Comunale [Firma illeggibile: Mannino?] [Timbro del Comune]”


1902
a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1

In data 01/05/1902 l’arciprete fornisce al Prefetto di Catania dati statistici sulla pia Opera Coniglio e sull’opera Disano.

“Castiglione la prima Maggio 1902
In risposta alla riverita circolare della S. V. Ill.ma del 24 volgente N. 3154 mi pregio significare alla S. V. quanto appresso: per la

Pia Opera Sac. Coniglio:

1° L’annua rendita netta ammonta a lire tremiladiciannove e cent. venti.
2° Lo scopo dell’Opera conformemente alla volontà del fondatore si è quello:
(A.) Conferimento d’un annuo legato di maritaggio di £. 306 a favore di una di lui parente povera e più stretta in grado
(B.) Mantenimento di culto e funzioni religiose.
3° Lo Statuto fu approvato con Regio Decreto del 30 maggio 1886.
4° L’Amministrazione della Pia Opera è affidata per espressa volontà del testatore a due fidecommissarî in perpetuo, cioè:
L’Arciprete del tempo ed un parente del testatore più stretto in grado (Art. 9° dello Statuto).
5° Per sentenza della Corte di Stato communicata per lettera Sottoprefettizia del 18 dicembre1896 l’Opera fu dichiarata autonoma e non concentrabile nella Congregazione di Carità.

Opera Disano

1° L’annua rendita ammonta a lire settantacinque e zero due.
2° Lo scopo conformemente alla volontà del testatore si è quello del conferimento d’un annuo legato di maritaggio.
3° Lo Statuto fu approvato con Regio Decreto del 30 maggio 1886.
4° L’Amministrazione è affidata per espressa volontà del Testatore ad un fidecommissario cioè: l’Arciprete del tempo.
5° Per sentenza della Corte di Stato communicata per lettera Sottoprefettizia del 18 dicembre 1896 l’Opera fu dichiarata autonoma e con concentrabile.
Con ogni osservanza mi segno

Il Fidecommissario

All’Ill.mo Signor Prefetto della Provincia – Catania”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1
In risposta ad una richiesta del 17/10/1902 del sindaco di Castiglione vengono forniti i seguenti dati sia sull’opera Coniglio che sul legato Disano. Si tratta della minuta e non ancora completa per quanto riguarda le date.

“Oggetto
Notizie statistiche

Ill.mo Signore
In risposta al suo riverito foglio del 17 volgente N. 1882 circa le informazioni delle opere pie legati Coniglio e Disano mi preggio significarle quanto appresso.

Legato Coniglio

1° Componenti due Fidecommissari:
A – Sac. Vincenzo Sardo Camardi Arciprete Parroco della città
B –  Cav.re Litterio Tuccari assessore comunale.
Entrambi eletti a vita giusto la volontà del testatore; il primo in data del …..Maggio 1900, ed il secondo in data del …….
2° Conta un solo impiegato in persona del Secretario colla annua retribuzione di Lire cinquantuno.
3° L’Opera ha uno statuto superiormente approvato con Regio decreto del ……
4° Conta un tesoriere attualmente designato nella persona del Sig.r Giovanni sardo Camardi il quale gratuitamente e per semplice spirito di filantropia presta alla Pia Opera il suo servizio.

Legato Disano

1° Conta un solo commissario nella persona del Sac. Vincenzo sardo Camardi, Arciprete Parroco della città, eletto il …. Maggio 1900, ed a vita, giusta la volontà del testatore.
2° Conta un solo impiegato in persona del secretario coll’annua retribuzione di £. 3,38.
3° L’Opera ha uno statuto superiormente approvato con Regio decreto del …..
4° Conta un tesoriere designato nella persona del Sig.r Giovanni Sardo Camardi, il quale gratuitamente e per spirito di filantropia presta alla Pia Opera il suo servizio.

Il Fidecomissario

Ill.mo Signor Sindaco di Castiglione di Sicilia”

c) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1
Laboriosa l’elezione del tesoriere nella persona del signor Giovanni Sardo Camardi fu Vito. Il sottoprefetto rinvia la pratica preferendo la soluzione di avvalersi degli esattori comunali. Il verbale del 15 ottobre 1902 riconferma la nomina completando la documentazione richiesta.

“Provincia di Catania – Comune di Castiglione di Sicilia – Opera Pia del Sac. Giuseppe Coniglio – Verbale di adunanza della Fidecommisseria

=======

L’anno 19due il dì 15 Ottobre in Castiglione di Sicilia nel solito luogo delle adunanze riunitisi i Fidecommissari della Pia Opera suddetta Arcip.te Vincenzo Sardo Camardi e Tuccari Litterio fu Francesco allo scopo di espletamento della pratica relativa alla nomina del Tesoriere della pia Opera.
Il Presidente nell’Oggetto comunica lla Fidecommiseria, dando lettura del foglio inviato dall’Ill.mo Sig. Prefetto in data del 6 volgente N. 5590 relativo all’oggetto.
In merito alla scelta del Tesoriere il Fidecommissario Sig. Tuccari Litterio pur tenendo in considerazione la facoltà concessa alle Opere Pie con l’art. 8° dei Capitoli normali di valersi cioè dell’opera degli Esattori Comunali per il solo servizio di riscossioni e di Cassa, privilegio che riesce di grande facilitazione per quelle Opere Pie che hanno un servizio complicato e difficile, fa rilevare che la rendita dell’opera pia Fidecommissaria Sac. Giuseppe Coniglio è costituita da un solo titolo nominativo sul Gran Libro del Debito Pubblico del Regno d’Italia la cui riscossione semestrale è facilissima, nel passivo pochi mandati di pagamento rendono del pari facile il servizio di cassa. Così la scelta a Tesoriere di un Signor Privato che esercita la carica reca non lieve vantaggio all’opera pia senza che per nulla venisse a danneggiarsi la regolarità del servizio nè menomare la garanzia con persona facoltosa che non ha altri impegni oltre la tenue somma della Fidecommissaria. La Fidecommissaria facendo proprie le considerazioni del Fidecommissario Sig. Tuccari

Delibera

1° Insistere nella elezione a Tesoriere del Signor Giovanni Sardo Camardi fu Vito.
2° Trasmettere alla autorità Tutoria copia del conto 1901 dal quale risulta che il reddito netto di un semestre dell’Opera Pia è in Lire 1509,60 dipendente da un Titolo sul Debito Pubblico della rendita netta di Lire 3019,20 intestata a nome dell’Opera Pia.
3° Che l’inventario dei beni dell’Opera Pia risulta dallo stesso consuntivo, non avendo l’opera Pia altri beni ne mobili me immobili ne altri capitali.
4° La presente deliberazione in doppio originale e copia sarà pubblicata nei modi di legge.
5° Un’ originale ed una copia in una ai documenti voluti dal Regolamento a cui è parola nella lettera Sottoprefettizia del 6 Ottobre 1902 – N. 5590 saranno spediti per via legale all’autorità Tutoria.
Letto il presente verbale si approva e sottoscrive.

I Fidecommissari
[Firme autografe]Arcipr. Vincenzo Sardo Camardi
Letterio Tuccari

Il Segretario
Sac. Rosario Fiamingo

Si certifica dal sottoscritto che il presente deliberato venne nel giorno festivo di jeri pubblicato in questo Comune, e che non vi furono reclami. In fede, per uso amministrativo. Castiglione, 17 Novembre 1902. Per Il Segretario Comunale [Firma aut.]F.Cimino.”

Il precedente verbale di elezione, fatto il due maggio, deliberava:
“L’anno 1902 il dì due Maggio in Castiglione di Sicilia, nel solito luogo delle adunanze, riunitisi i fidecommissarii della Pia Opera suddetta Arcip.te Vincenzo Sardo Camardi e Tuccari Letterio fu Francesco allo scopo di procedere alla elezione del novello tesoriere della Pia Opera istessa, in sostituzione del già deceduto Signor Giovanni Sardo Turcis.
Vista la pratica espletata dal Presidente, dalla quale risulta che il Signor Giovanni Sardo Camardi fu Vito accetta per solo spirito di filantropia la carica di tesoriere dell’Opera Pia, e che lo stesso è pronto dare una cauzione del valore richiesto legale ipoteca di Lire Duemila sopra un immobile in contrada Pantalemme, a lui pervenuto per testamento del di lui defunto genitore in data del 20 Agosto 189sei, e che da relativa perizia del Sig.r Ing.r Cav. Giuseppe Lamonica, redatta per incarico dei fidecommissarii risulta del valore di Lire Cinquemila

Delibera

1° Il Sig.r Giovanni Sardo Camardi fu Vito è eletto Tesoriere dell’Opera Pia Sac. Giuseppe Conmiglio, e per la durata di anni dieci.
2° Invitare il nuovo eletto per la stipula dell’atto relativo alla garanzia e legale ipoteca per Lire Duemila ai termini di legge –
3° Il novello tesoriere entrerà in carica dal 1° Gennaio millenovecentotre sino al 31 Dicembre 190dodici.
4° Il Sig.r Presidente Arc. Vincenzo Sardo curerà stipulare tutti gli atti ed accettare l’ipoteca di cui sopra.
5° Le spese occorrenti all’uopo suddetto saranno fatte a carico dell’Opera istessa, essendo secondo giustizia ed equità che il tesoriere, il quale ne esercita gratuitamente le funzioni, sia lasciato immune da qualsiasi onere.
Previa lettura conforme, il presente deliberato viene sottoscritto.

I Fidecommissari
[Firme autografe]Arcipr. Vin/zo Sardo Camardi
Letterio Tuccari”


1903
CLAE
– “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“- Telegrammi del Sottoprefetto. Data 23/06/1903, ore 11,49. Indirizzati ai Presidenti del legato Coniglio e dell’opera pia Disano. Testo identico:

“[Disano]Se entro domani non mi perverrà conto consuntivo mod. D. 1900, invierò nuovamente Commissario – Sottoprefetto Bonfanti”
“[Coniglio]Se entro domani non mi perverrà conto consuntivo mod. D. 1900, invierò nuovamente Commissario – S. Prefetto Bonfanti”.
Altri telegrammi per sollecitare trasmissione atti amministrativi.

In data 13 agosto il sottoprefetto scrive al sindaco per lamentare che “nonostante il tassativo disposto delle legge 17 Luglio 1890 le opere pie di cotesto comune, non mi hanno fino oggi inviato i conti dei decorsi esercizi finanziari 1901 e 1902.” Continua con tono perentorio che non può “più tollerare che perduri ancora uno stato di cose simili, il quale è fonte di inconvenienti gravissimi…”. Ci sono inoltre irregolarità nei conti già revisionati e ricorda la documentazione di cui dovranno essere corredati. Ciò vale anche per le Congregazioni di Carità. Intima che “i conti 1901 e 1902 debbono pervenire a quest’ufficio non oltre il 20 (venti) del prossimo settembre ad evitare che in caso di ritardo io debba provvedere mediante Commissario.” Tale lettera il sindaco la trasmette per opportuna conoscenza all’Arciprete come “Presidente legati Di Sano e Coniglio”.


1904

a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Inversione di somme a favore dell’Orfanotrofio. Lettera della Fidecommissaria al Prefetto di Catania.

“[Carta intestata] FIDECOMMISSARIA
DEL
SAC. GIUSEPPE CONIGLIO
CASTIGLIONE
(Sicilia)

Oggetto
Inversione Somme a favore dell’Orfanotrofio

Castiglione li 31 ottobre 1904

In risposta al suo riverito figlio del 9 volgente N. 22661 mi pregio significare alla S. V. che la Fidecommissaria deliberò l’inversione del legato, principalmente perchè non esistono parenti in stretto grado al Testatore.

Deliberò tale inversione a beneficio di questo Orfanotrofio Regina Margherita principalmente perchè così venga secondata la volontà del pio testatore, quale fu di beneficare i poveri e sopra tutti le infelici orfanelle. In oltre il detto Orfanotrofio col plauso del Real Governo fu fondato e vive proprio con l’inversione di altri capitali della Pia Opera Coniglio.

Pertanto se la proposta dell’inversione non può essere superiormente accolta, quantunque desiderata dall’intiera cittadinanza, ed all’unanimità applaudita da questo Consiglio Comunale e dalla Congregazione di Carità, pure caldamente preghiamo la S. V. Illma perchè almeno si approvi che le annualità del 1903 a tutto 1905 vengano impiegate a beneficio di questo Orfanotrofio, opera veramente benefica e sommamente umanitaria.

Il Fidecommissario

All’Illmo Signore
Sig.r Prefetto
Catania”

Questa la lettera cui si fa riferimento:

“[Carta intestata]PREFETTURA
DELLA
PROVINCIA DI CATANIA

Catania, 9 Ottobre 1904

Oggetto
Inversione somme a favore dell’Orfanotrofio
La proposta fatta da codesta amministrazione per la inversione di somme a favore dell’Orfanotrofio, allo stato degli atti non può essere accolta per i seguenti motivi.
Le tavole di fondazione e lo statuto organico non limitano il conferimento del legato di maritaggio alle discendenti del fondatore infra un determinato grado di parentela civile, ma stabiliscono l’assegno del legato a favore dei discendenti in genere. La giurisprudenza costante amministrativa e giudiziaria ha ritenuto che non si possa restringere la volontà dei fondatori, limitando ai parenti infra il decimo grado il godimento di legati di beneficenza. Quindi data l’ipotesi che ancora esistono discendenti che abbiano diritto al conseguimento del citato legato, sarebbe illegale devolvere a favore di altro Istituto di beneficenza redditi che invece per legge hanno altra destinazione.
Sembra a questo Ufficio più utile invece che si studi e si promuova la trasformazione in prima regola di tutte le rendite di codesta Fidecommisseria per destinarle a favore di altro Ente che corrisponda meglio ai bisogni della popolazione.
Con ciò non ho inteso riprovare il lodevole scopo che vuole raggiungere codesta amministrazione destinando anche parte del reddito a favore dell’Orfanotrofio che veramente merita aiuto e conforto dalla beneficenza pubblica e privata. Si resta in attesa di conoscere la determinazione di codesta amministrazione.

Il Prefetto
[Firma autografa illeggibile]”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Minuta di  lettera, con molta probabilità inviata alla prefettura, per perorare l’approvazione del bilancio.

“Castiglione, 18 Agosto 1904

In risposta al suo riverito foglio del 2 andante N. 20256 mi pregio informarla che del legato Coniglio, istituito col suo pubblico testamento del 31 Ottobre 1666 e relativi codicilli, nessuna disposizione comprese in detti atti è stata colpita dalle leggi di soppressione 1866-67, meno del legato di maritaggio disposto a favore di due orfane di questo Comune, il di cui ammontare in £. 366 annue, fu assegnato allora a vantaggio dei danneggiati dalle Truppe Borboniche ed oggi alla beneficenza ospedaliera.
In tutto è stata rispettata la volontà del fondatore della Pia Opera.
In quanto poi alle spese segnate in bilancio nella parte passiva, posso assicurarle che tutte hanno riscontro negli obblighi statutari e nelle atvole di fondazione, ovvero nel pubblico testamento del Coniglio, come la S. V. potrà accertare dall’unito estratto, che si acchiude alla presente.
Ciò posto, La prego caldamente di voler sollecitare l’approvazione richiesta.

Il Fidecommissario”

* Statistica della Pia Opera, 17 febbraio 1904 (richiesta). Minuta (sac. Rosario Fiamingo) di risposta alla richiesta di compilazione di un modello (M) per la statistica patrimoniale e finanziaria. Il modello dovrà pervenire alla sottoprefettura del Circondario di Acireale “non più tardi del 5 marzo”.

“[Carta intestata]

Castiglione 29 feb. 1904

Statistica
Degli Amministratori ed Impiegati
dell’Opera Pia
Sac. Giuseppe Coniglio

1° Lo scopo dell’Opera si è:
A.) Conferimento d’un annuo legato di maritaggio
B.) Mantenimento di culto e funzioni religiose.
2° L’Opera fu fondata il 31 ott. 1866 e sin d’allora riconosciuta come ente morale, e per sentenza della Corte di Stato comunicata per lettera sottoprefettizia del 18 Dicembre 1896 essa fu dichiarata autonoma e non concentrabile nella Congregazione di Carità.
3° Lo Statuto fu approvato con Regio Decreto del dì 30 Maggio 1886.

Prospetto 1°
Membri in carica

Fidecommissario   (Presidente) Sac.te Arc.te Vincenzo Sardo Camardi fu Vito entrato in carica a vita giusto l’art. 9° dello statuto nel maggio 1900
Idem                 Litterio Tuccari fu Francesco proprietario eletto il …… con carica  a vita per come sopra


Personale proprio

Segretario         Sac.te Rosario Fiamingo di Carmelo nominato a vita con  deliberato del 21 Feb. 1901

Tesoriere           Giovanni Sardo Camardi fu Vito nominato per anni dieci con  deliberato del 2 Maggio 1902 – Servizio gratuito – Cauzione per £. duemila consistente in un immobile a vigneto.”

Segue statistica finanziaria.

c) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Lettera del Sottoprefetto del Circondario di Acireale al Presidente della Pia Opera legato Coniglio: sollecito invio inventari. Commissario…

“Acireale 3 Novembre 1904

Riferendomi alla Circolare a stampa dell’Ill.mo Sig.r Prefetto in data 24 Marzo 1904 N. 8209 ed a posteriori sollecitazioni fatte per mezzo dei codesto Sindaco, avverto che se entro otto giorni da oggi non mi perverranno gl’inventarii dei beni e dei titoli di codesta Opera Pia compilati secondo le istruzioni contenute nella prefettizia suaccennata, provvederò inviando un commissario a carico di chi risulterà responsabile del ritardo.

Il Sotto Prefetto
[Firma autografa] Bonfanti”

d) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1”. Conto consuntivo 1903. Sollecito del Sottoprefetto. Lettera del sindaco.

“[Carta intestata del Municipio di Castiglione di Sicilia]

Castiglione, 9 Novembre 1904

Oggetto
Conto consuntivo 1903

L’Ill.mo Sig. Sottoprefetto mi partecipa quanto appresso, che io comunico alla S. V. per sua norma:
«Non essendo possibile tollerare un ulteriore ritardo, prego V. S. diffidare coteste Opere Pie, anche a nome dell’Ill.mo Sig. Prefetto, a far pervenire improrogabilmente entro il mese in corso, il conto sudetto, avvertendo, che trascorso tale termine, senz’altro avviso, si provvederà alla compilazione d’Ufficio».

Il Sindaco ff
[Firma autografa, illeggibile: Tuccari?]

e) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Minuta di lettera del sac. Fiamingo indirizzata al Sindaco. Manca la data. Inversione legato.

“Ill.mo Signore
Ci onoriamo comunicare alla S. V. copia della deliberazione sull’oggetto di cui a manca, con preghiera di provocare sull’atto il parere favorevole dello spettabile Consiglio Comunale (della spettabile Congregazione) in un opera eminentemente patriottica.

I Fidecommissari

All’Ill.mo Signore
Sig.r Sindaco (Presidente della Congregazione di Carità)
Città

Oggetto
Inversione di legato”

[Dovrebbe trattarsi dell’inversione del legato di maritaggio a favore dell’Orfanotrofio. Come ritrovare tale delibera? Dovrebbe comunque trovarsi copia in questa richiesta al Sindaco…]


1905
a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Gennaio. Lettera del Presidente della Congregazione di Carità al Presidente della Fidecommesseria Coniglio. Inversione legato.

“[Carta intestata] CONGREGAZIONE DI CARITA’
DI
CASTIGLIONE SICILIA

Oggetto
Inversione del legato Coniglio

Castiglione 12 Gennaro 1905

Pregiomi partecipare alla S. V. Illma che l’Onor. Giunta Provinciale Amministrativa di Catania, approvò il noto Deliberato di questa Congregazione di Carità 8 Maggio 1904, col quale si dava parere favorevole per l’invertimento del legato Coniglio a favore di questo Orfanotrofio, nel modo qui sotto trascritto:
«Div. O. P. Num.° 31071. Approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa nella seduta del 23. Dicembre 1904, limitatamente alla rendita dell’anno 1905. Catania 30 Dicembre 1904. Il Prefetto Presidente Bedendo».
Tanto per sua norma.

Il Presidente
[Firma autografa illeggibile: N. Tuccari?]”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“.

Tassa di manomorta. Diversi reclami e corrispondenza riguardanti le varie chiese e la fidecommisseria Coniglio. L’arciprete non ritenendo “conforme a giustizia” la risoluzione della Regia Intendenza di Finanza di Catania, comunica al Registro di Linguaglossa in data 30 novembre 1905 che ha fatto “appello al Regio Ministero” della Finanza di Roma, inserendo nella comunicazione tre allegati sui vari reclami. Lunga e molto circostanziata la lettera al Ministero, Direzione Generale Demanio e Tasse, spedita lo stesso 30 novembre.


1906

a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Novembre. Lettera della Sottoprefettura del Circondario di Acireale. Finalità dell’opera.

“Acireale, 14 novembre 1906,

Oggetto
Trasformazione del fine

L’on.le Prefettura pur trovando regolare la determinazione presa da codesta Fidecommissaria di perpetuare a rendere definitiva la inversione dell’annua rendita di £. 306,00 a favore di codesto Orfanotrofio Regina Margherita, ritiene, che, ove realmente sia mancato il fine della istituzione dotalizia, converrebbe trasformarla e fonderla o raggrupparla col predetto Orfanotrofio.
Prego quindi la S. V. di volere iniziare e compiere con sollecitudine tutti quegli atti necessarii ad ottenere la trasformazione in parola, uniformandosi a quanto prescrive in proposito la vigente legge sulle Istituzioni di Beneficenza.

Il Sotto Prefetto
[Firma autografa] Bonfanti (?)”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Dicembre. Lettera della Sottoprefettura di Acireale Bilancio 1907.

“Acireale 15 dicembre 1906

Oggetto
Bilancio 1907

Riferendomi alla nota a margine indicata prego la S. V. di favorirmi maggiori chiarimenti riguardo all’inversione dei due legati di maritaggio a favore dei danneggiati borbonici. Si compiaccia anche trasmettermi una copia dell’inventario dei beni mobili ed immobili della opera medesima (Mod. C. D. E. F. G.). Per i superiori adempimenti viene accordato il termine di giorni dieci a decorrere dalla data presente.

Il Sotto Prefetto
[Firma aut.] Bonfanti (?)”


1907
CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Osservazioni contro la Commissione provinciale di Assistenza e risposta al Prefetto di Catania. Cenni storici, precisazioni sulla Pia Opera. A stampa.

“OSSERVAZIONI
DELLA
PIA OPERA DEL SACERDOTE GIUSEPPE CONIGLIO
di Castiglione di Sicilia

In appoggio al Ricorso al Governo del Re del 12 Ottobre 1907 da essa presentato contro la Deliberazione della Commissione provinciale di Assistenza e beneficenza di Catania del 24 giugno 1907 e in risposta ai rilievi della Prefettura di Catania comunicati con nota 23 novembre 1907.

In appoggio al Ricorso al governo del Re, e in risposta alla nota prefettizia del 23 novembre 1907 si sommettono le seguenti osservazioni:
La Pia Opera Coniglio insiste pienamente nel proposto ricorso per i motivi ivi addotti, i quali si riassumono nel concetto che l’erede del sacerdote Giuseppe Coniglio è precisamente la ricorrente Pia Opera eretta in ente morale con Regio Decreto del 30 Maggio 1886 e non già la Chiesa Madre di San Pietro di Castiglione, come ritiene l’On. Prefetto di Catania. — Si tratta di due enti perfettamente distinti e separati i quali hanno in comune soltanto la persona dell’amministratore: che è, l’arciprete parroco della Chiesa, il quale mentre è amministratore della Chiesa, è anche, (insieme al parente più prossimo del Sac. Coniglio) l’amministratore della Pia Opera Coniglio. Egli dunque assume due distintissime figure che non può mai confondere insieme, e però non può assumere come obblighi della Chiesa, quelli che invece sono, in virtù del testamento, obblighi dell’Opera Pia, quale erede del Sacerdote Coniglio.
A torto l’On. Prefetto di Catania persiste nell’equivoco di credere che l’erede del sacerdote Coniglio non sia già l’attuale Pia Opera Coniglio, ma sia invece la Madre Chiesa di S. Pietro di Castiglione.
Noi invitammo e torniamo ad invitare a leggere il testamento e codicilli.
Ivi è detto che il testatore «vuole, ordina e comanda che il suo corpo si seppellisca nella sua cappella dei Santi Pietro e Paolo nuovamente edificata da esso testatore esistente nella medesima Chiesa di questa città di Castiglione sub titulo Sanctorum Petri et Pauli; e perchè il capo ed origine di qualsivoglia testamento è l’instituzione degli eredi, pertanto esso testatore di Coniglio instituio e instituisce, ordinao et ordina, fece et fa sua erede universale la sopradetta cappella sua dei Santi Pietro e Paolo esistente in detta Madrice Chiesa con l’infrascritti legati, clausoli e cauteli, patti e condizioni, e non altrimenti, e per contemplazione e decoro maggiore di detta cappella lasciao e lascia gli infrascritti benefici e pii legati all’infrascritte persone con gl’infrascritti carichi.»
Ad amministrare l’eredità nomina due fidecommissarii: «Item esso testatore nominao e nomina in quai fidecommissarii presenti e futuri il Rev. D. Cesare Gioeni arciprete di questa città» ed altri tre parenti «quali suoi fidecommissarii l’abbia da amministrare fedelmente detta sua eredità ed avere cura di detta sua cappella dei S. Pietro e Paolo ed eseguire quanto esso testatore dirà
Provvede poi per il caso di morte dei quattro beneficiati fidecommissarii stabilendo che sia tale «il Rev. Arciprete, che pro tempore sarà in perpetuum et in infinitum, quale vuole che tenga la cassa del deposito, del modo che si dirà» ed «un parente più stretto in grado di detto Coniglio preferendo sempre il maggiore ed il sacerdote e di linea mascolina con detto Rev. Arciprete che pro tempore sarà, e cessando tutti li parenti dell’uno e dell’altro sesso, che detta elezione (dell’altro fidecommissario) l’abbia a fare il detto rev. Arciprete, che pro tempore sarà con la maggior parte dei Cappellani di detta Madrice Chiesa.» ecc. ecc.
Segue il testamento parlando ripetutamente dei detti suoi fidecommissarii «e imponendo loro un gran numero di obblighi e di diritti tra i quali precisamente quelli che la Commissione di beneficenza vuole ora radiare dal bilancio dell’Opera Pia Coniglio, non già perchè essi non erano imposti dal testamento agli eredi del sacerdote Coniglio, ma perchè, secondo esso, l’Opera Pia non è l’erede. Nei codicilli poi si confermano tutti i superiori concetti, e in ispecie l’istituzione di erede e i fidecommissarii. E se tra essi è particolarmente ricordato «il procuratore della Madrice Chiesa sotto il titolo di S. Pietro Apostolo di questa città di Castiglione suo erede universale» e poi al medesimo il quale deve pagare  «sopra li beni ereditarii del detto di Coniglio.» ecc. ecc.
Queste frasi devono intendersi in rapporto al testamento di cui sono svolgimento ed applicazione, e non possono invertirsi contro di esso per ritenere che qui si parli del «Procuratore della Madre Chiesa» non più come, nel testamento, per la sua qualità di principale fidecommissario dell’eredità, ma invece in nome proprio come unico erede del sacerdote nella rappresentanza non più della Cappellania ma della intera Chiesa.
E’ dunque evidente che, l’erede del sacerdote Coniglio fu una Cappella sua da lui fondata sotto il titolo di S. Pietro e Paolo, e ben distinta dalla Chiesa Madrice omonima. Detta Cappellania o fidecommisseria, era amministrata da parecchie persone ben distinte dagli amministratori della Madre Chiesa: ma una della quale era precisamente l’arciprete della Madre Chiesa per altro titolo e ad altro ben distinto effetto.
Essa possedette i beni della eredità e li amministrò sotto l’impero delle passate leggi.
Venute le nuove leggi dovette avere un riconoscimento legale, e diventò l’Opera Pia Coniglio, attualmente ricorrente.
Appunto per questi la sua amministrazione attuale è quella stessa stabilita dal testatore per l’antica fidecommessera (art. 1 e 9 dello statuto) e gli oneri di adempire sono quelli imposti dal testatore, i quali abbracciano obbietti svariati, cioè legati, di maritaggio, messe, festa di S. Pietro e in generale gli obblighi testamentari (art. 2 e art. 8 e 10 dello statuto).
Nè vale osservare che l’ente non possegga altri beni oltre la rendita di lire 3274 di cui nello statuto, perchè gli altri antichi cespiti, conforme al disposto del testamento furono dalle precedente fidecommisseria venduti e spesi per gli oneri di allora e nel resto capitalizzati. Nè il testamento istituisce per tali obblighi uno speciale erede o legatario distinto dall’attuale Opera Pia Coniglio, ma anzi impose soltanto al suo erede quegli obblighi, che ora la Pia Opera soddisfa appunto come erede. Nè mai la Chiesa Madre come tale possedette l’eredità Coniglio, la quale fu sempre posseduta dalla fidecommesseria, ora Opera Pia. E nulla importa se una parte dei beni ereditari fu destinata a costituzione di Ospedale e dette luogo a uno apposito ente morale.

PER QUESTI MOTIVI

Essendo evidente l’equivoco in cui incorse la Commissione di beneficenza di Catania nel credere che la ricorrente Opera Pia non sia l’erede del Sac. Coniglio si insiste presso il Governo del Re, per l’annullamento della impugnata deliberazione, e per l’approvazione senza osservazione del bilancio.
Castiglione di Sicilia, 30 novembre 1907

Arciprete VINCENZO SARDO CAMARDI
Fidecommissario”


1908

a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Aprile. Lettera Prefetto di Catania. Ricorso Bilancio 1907.

“[Carta intestata Prefettura] Catania, li 2 Aprile 1908

Oggetto
Castiglione – O. P. Coniglio – Bilancio 1907. Ricorso —

Pregasi la S. V. di volere indicare se le spese che questa Commissione Provinciale di beneficenza, con decisione 24 Giugno 1907, non ritenne far carico a codesta Opera Pia Coniglio, (e per le quali ha ricorso l’arciprete amministratore) siano state in passato sostenute dalla Opera Pia stessa —In caso affermativo si prega di inviare un prospetto indicante l’ammontare di tale spese in ciascuno deglil ultimi 30 anni —
Si prega inoltre di voler precisare i punti delle disposizioni del fondatore dai quali si descenderebbe(?) l’obbligo dell’Opera pia di corrispondere gli assegni agli amministratori ed alla Chiesa Madre.
Per quanto poi concerne l’elemosina al predicatore e la nomina dei cappellani, si desidera sapere se cotesta Amministrazione abbia in passato proceduto ad atti in base ai quali possa essere sorto diritto di terzi a percepire i corrispondenti assegni ed altrimenti al mantenimento di tali spese.

Il Prefetto [Firma illeggibile]

Sig. Presidente Opera Pia Coniglio
Castiglione di Sicilia”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Maggio. Risposta dell’arciprete alla precedente richiesta del Prefetto.

“[Carta intestata della Fidecommissaria] Castiglione li 15-5-1908

Oggetto
O. P. Coniglio – Bilancio 1907 – Ricorso

In evasione al suo riverito foglio del 2 volg. Div. O. P. N. 9248 per l’oggetto di cui a manca, mi pregio significare alla S. V. che le spese di cui Ella fa cenno sono state in passato sempre sostenute dall’Opera Pia istessa. Relativamente al prospetto richiestomi, avendo a tal uopo esaminato i bilanci ed i conti della Pia Opera dal 1876 ad oggi, trovo come costantemente in essi sono state stanziate e pagate pure i seguenti articoli:
1. Premi ai Fidecommissari                                       £. 204
2. Alla Comunia dei Preti                                              714
3. Al Predicatore Quaresimalista                                  204
4. All’Amministrazione della Chiesa Madre                    76.50
5. Per la festa dei SS. Pietro e Paolo                          £. 153
6. Ai Sacrestani delle tre Parrocchie                              204
Riguardo all’elemosina al Predicatore e la nomina dei Cappellani, mi pregio significare alla S. V. che sin dalla morte del Pio testatore, in forza del di lui testamento, gli stessi hanno sempre d’allora ad oggi senza interruzione percepito l’emolumento a tal uopo stanziato in bilancio.

Il Fidecommissario
[Firma autografa] Arcipr. Vincenzo Sardo Camardi

Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di
Catania”

c) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Dicembre. Congregazione di Carità. Richiesta di documenti per riscuotere la somma di £ 612 dell’Opera Coniglio.

“[Carta intestata] CONGREGAZIONE DI CARITA’
DI
CASTIGLIONE DI SICILIA

Oggetto
Richiesta di documenti

Castiglione 14 Dic.e 1908

Dall’Onor. Commissione provinciale di assistenza e beneficenza pubblica in seduta 10 Aprile 1908 N. 6856, approvandosi il Bilancio di questo Spedale Civile del medesimo anno 1908, fu disposto spettarsi all’or detto Ospedale, in seguito all’attuazione della legge 7 luglio 1907 N. 435 sulla trasformazione dei legati d’incerto genere, fra l’altro la somma di £. 612 di quest’Opera Pia Coniglio.

Pertanto, urgendo di doversi operare la riscossione di detta somma, prego la S. V. Ill.ma farmi tenere i titoli e documenti tutti all’uopo necessari e rifettenti (?) la detta O. Pia creditrice.

Il Presidente
[Firma autografa] Vito Sardo Manuli

Ill.mo Sig. Fidecommissario dell’Opera Pia Coniglio
Castiglione”


1909

a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Luglio. Lettera della Sottoprefettura. Bilanci 1907-1908.

“[Carta intestata della Sottoprefettura di Acireale] Acireale 7 luglio 1909

Oggetto Bilanci 1907 e 1908

Per l’esecuzione trasmetto alla S. V. copia della decisione 28 maggio u.s. della Com.ne Prov.le di Beneficenza, con la quale, accogliendo in parte il ricorso avanzo [sic!] da cotesta Opera, vengono modificate le decisioni emesse sui bilanci 1907 e 1908.

Il Sottoprefetto
[firma illeggibile]

Sig.r Presid.te Opera Consiglio [sic!]
Castiglione”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Settembre. Lettera della Sottoprefettura. Inversione legato di maritaggio. Chiarificazioni.

“[Carta intestata della Sottoprefettura di Acireale] Addì 16 Settembre 1909

Oggetto
Inversione di un legato di maritaggio

Dagli atti di questo ufficio risulta che fina dal 18 marzo 1908 fu notificata a cotesta Opera Pia la decisione della Commissione prov.le di beneficenza, relativa alla trasformazione del lascito dotale amministrato da cotesta Pia Opera –
Non comprendendosi pertanto la richiesta fatta con la lettera controindicata [lettera del 09/09/1909], prego favorirmi schiarimenti –

Il Sottoprefetto
[firma illeggibile]

Presid.te Fidecommissaria Sac: Giuseppe Coniglio
Castiglione”

c) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Settembre. Lettera della Congregazione di Carità di Castiglione di Sicilia. Trasmissione decisione tutoria.

“[Carta intestata] Castiglione 27 Sett.e 1909

Oggetto
Opera Coniglio – Decisione Tutoria del 28 Maggio u. s.

Per disposto del Sig.r Sottoprefetto con lettera a manca [25 Sett.e 1909], trasmetto alla S. V. Ill.ma la unita lettera dello stesso 7 luglio u.s. N. 5032 con l’annessa Decisione della Commissione di Beneficienza 28 Maggio u. s. per equivoco a noi pervenuti.

Il Presidente
[Firma autografa] Vito sardo Manuli

Ill.mo Sig.r Presidente della Fedecommesseria Coniglio
Castiglione”

c1) Lettera annessa:

“[Sottoprefettura di Acireale] Addì 25 Settembre 1909

Oggetto
Bilancio 1907 e 1908

La decisione 28 Maggio u.s. della Commis.ne Prov.le di Beneficienza è quella con la quale fu in parte accolto il ricorso avanzato da cotesta Opera e vennero in conseguenza modificate le decisioni emesse dal predetto consesso sui bilanci 1907 e 1908. La detta decisione risulta spedita alla S. V. per l’esecuzione, con lettera del 7 luglio u.s. N. 5032. Ove non fosse pervenuta, la S. V. vorrà accertare se la detta lettera per equivoco sia stata rimessa al Presidente di cotesta Congregazione di Carità.

Il Sottoprefetto
[firma illeggibile]

Sig. Fidecommissario Opera Pia Coniglio
Castiglione”

d) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2“. Settembre. Verbale di nomina del segretario.

“Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio”

Verbale di adunanza dei Fidecommissarii amministratori di detta Opera.
L’anno millenovecentonove il giorno trenta Settembre in Castiglione di Sicilia.
Riunitosi i Fidecommissarii sotttoscritti allo scopo di procedere alla nomina del novello segretario, in seguito alle dimissioni presentate dal Sig. Sac. Concetto Fiamingo Purello Segretario dimissionario di detta Opera.
Ritenuto che ragioni di allontanamento da questo Comune non permettono allo stesso di adempiere a tutti gli oblighi inerenti all’ufficio a cui era preposto.
Tenuto presente che essendo stato più volte invitato il Sac. Salvatore Treffiletti al posto di novello Segretario della stessa opera nulla trovando in contrario ad unanimità mercè schede segrete nomina il sudetto Sac. Treffiletti Segretario di questa Pia Opera Sac. Giuseppe Coniglio. E contemporaneamente l’incarica a procedere alla consegna di tutti i documenti che attualmente trovansi in potere del cessato Segretario redigendone analogo verbale.
Previa lettura e conferma il presente verbale viene approvato.

I Fidecommissari
[Firme autografe]Arciprete Vincenzo Sardo Camardi —
Letterio Tuccari”

[Il sac. Treffiletti viene anche nominato segretario della Pia Opera Antonino Disano, con verbale redatto lo stesso giorno e unito a quello precedente.]


1910
CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Maggio. Lettera del Prefetto. Legato di maritaggio, beneficenza ospedaliera.

“Catania, 5 Maggio 1910

Oggetto
Beneficenza ospedaliera – Somme dovute
£. 612 per il Legato di maritaggio.

Comunico alla S. V. che in seguito all’avvenuta trasformazione dei legati di maritaggio di incerto genere a favore della beneficenza ospedaliera, è cessato l’obbligo all’Intendenza di Finanza di compilare le relative liste di carico. Pertanto le somme segnate in oggetto che cotesta pia opera deve al locale Ospedale Civico per l’anzidetta beneficenza ospedaliera dovranno, a cominciare dall’annualità 1909, essere pagate direttamente all’Ente creditore, senza cioè il tramite dell’esattore comunale.

Gradirò un cenno di ricevuta della presente.
p. Il Prefetto
Castrucci

Sig. Presidente della Opera pia Coniglio
Castiglione”


1911
a) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Febbraio. Sottoprefettura di Acireale. Bilancio.

“Acireale 11/1/1911

Oggetto
Bilancio 1911

Malgrado i precedenti solleciti, la S. V. non ha ancora trasmesso il bilancio 1911 di cotesta opera. Mentre la prego per l’ultima volta di disporre il sollecito invio, avverto che se esso non perverrà entro il 20 corrente provvederò senz’altro avviso mediante un commissario.

Il Sotto Prefetto
[firma illeggibile]

Sig. Presid.te Legato Coniglio
Castiglione”

b) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Febbraio. Sottoprefettura di Acireale. Bilancio.

“Addì 12 Febbraio 1911

Oggetto
Bilancio 1911

Prego la S. V. di restituirmi sollecitamente il bilancio 1911, giusta la riserva fatta con lettera del 22 Gennaio scorso.

Il Sottoprefetto
[firma autografa] Amante(?)

Sig. Fidecommissario Opera Pia Coniglio
Castiglione”

c) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Febbraio. Sottoprefettura di Acireale. Sollecito.

“Acireale, 14 – 2- 1911

Oggetto
Sollecitazione

Prego la S. V. a voler con sollecitudine rispondere alla nota di questo Ufficio in data del 24-1-1911, N, 461, relativa all’Opera Pia Coniglio – Applicazione della legge 7-7-907 N. 895 – Ricorso.

Il Sottoprefetto
[firma illeggibile]

Signor Presid.te O. P. Giuseppe Coniglio
Castiglione”

d) CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 1“. Dicembre. Sacerdoti Marziani. Richiesta per essere eletti amministratori-fidecommissari.

“Ill.mi Signori Fidecommissarî della Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio
Castiglione di Sicilia

I Sacerdoti sottoscritti Pietro e Salvatore Marziani fu Francesco rassegnano alle SS. VV. Ill.me, che a mente del testamento pubblico del suddetto Sac. Coniglio, gli Amministratori-Fidecommissarî della di lui eredità dovranno essere in perpetuo, oltre dell’Arciprete pro tempore, tre di lui parenti più stretti in grado ed eretti dall’Arciprete pro tempore. —

Or i sottoscritti quali parenti del pio testatore sapendo che gli Amministratori-Fidecommissarî della detta Pia Opera non arrivano a completare il numero voluto dal testatore, e che un tal fatto costituisce uno strappo alla volontà del testatore ed un danno all’amministrazione dell’Opera istessa, mercè la presente reclamano avverso si fatta irregolarità, e chiedono al Rev.mo Arciprete Amministratore-Fidecommissario, che ha il dritto dell’elezione, che si compiaccia di eliggerli quali Amministratori-Fidecommissarî e così completare il numero voluto dal testatore. — Sicuri che le SS. LL. fedeli esecutori delle disposizioni testamentarie del suddetto Sac. Coniglio vorranno accogliere la loro presente formale domanda accompagnata dall’albero di parentela da cui sorge il dritto della loro pretesa, con sentiti ringraziamenti si sottoscrivono:
Castiglione di Sicilia 22 Dicembre 1911.
[Firme autografe] Sac. Pietro Marziani fu Francesco.
Sac. Salvatore Marziani fu Franc.”


1912
CLAE – “Fideiussoria (sic!) a. Coniglio. 2“. Verbale. Approvazione conti 1906-1911 compilati dal Commissario.

“L’anno millenovecentododici addì undici del mese di Febbraio in Castiglione di Sicilia.
Si riunisce nei soliti locali della Pia Opera “Legato Coniglio” la Fidecommisseria per esaminare i conti 1906 – 1907 – 1908 – 1909 – 1910 e 1911, compilati da Commissario Sig. Stella Mario.
Gli amministratori, come sopra, preso in esame il conto finanziario di ciascun anno e visto che le risultanze sono tutte conformi agli stanziamenti previsti nei bilanci. —
Considerato che solo nel 1909 sul fondo di riserva vennero comprese le £. 161 di spese sostenute per la questione insorta tra la Fidecommisseria e la Commissione di Beneficenza per lo stanziamento in bilancio di alcune spese di culto, questione che dopo circa due anni si decise a favore dell’Ente. —
Ritenuto che quest’Amministrazione nel bilancio del 1909 aveva già previsto la somma di £. 150 per le spese di lite e che l’Autorità Tutoria la comprese nel fondo di riserva, ritenendo che non occorreva più l’opera di un difensore quando invece per circa due anni l’avvocato Sciuto ha difeso e sostenuto le ragioni della Fidecommisseria presso il Ministro e presso la G. P. A. —

Deliberano

Approvare i conti 1906 – 1907 – 1908 – 1909 – 1910 e 1911 dell’O. P. Legato Coniglio, accettati dal Tesoriere Sig. Sardo Camardi, con i seguenti risultati di cassa:

Anno 1906 fondo cassa £.   433,38
”     1907 id. £. 2087,68
”     1908 id. £. 4032,31
”     1909 id. £. 1095,80
”     1910 id. £. 1271,35
”     1911 id. £.   709,40

Letto confirmato e sottoscritto

I Fidecommissari
Arciprete Vincenzo sardo Camardi
Letterio Tuccari
Il Segretario
Salvatore Trifiletti

Si certifica dal sottoscritto che la presente deliberazione e i conti consuntivi vennero pubblicati per otto giorni consecutivi in questo Comune dal giorno dodici al diciannove corrente inclusivi senza reclami.
Castiglione 20 Febbraio 1912 – Il Segr. Comunale F. Cimino
E’ conforme al suo originale uso amministrativo – il Segretario – Salvatore Trifiletti”


(3s) E’ proprio vero che il testatore ha previsto un ‘premio’ per i fedecommissari? Sarebbe interessante poter trovare questa volontà in qualche parte del testamento!

(3s) Nell’attribuzione del legato, tra le qualità previste dal testamento, sembra rispettata solo la prima: l’essere più stretta in grado. E le altre: “la più povera – bella – onesta e pericolosa”? Più comodo e più sicuro fermarsi alla prima! Quelle escluse per queste annualità possono presentarsi per le altre? …

(3s) E’ la prima volta che l’arciprete non fa da tesoriere ma si serve di altra persona. Questo cambiamento non corrisponde più con quanto previsto dall’articolo 9 dello statuto approvato nel 1886: “Il Fidecommissario Arciprete del tempo è il Tesoriere della Pia Opera, giusta la volontà del Testatore. Detto Fidecommissario non è tenuto prestare idonea cauzione essendo in fatto per effetto delle disposizioni testamentarie istesse responsabile delle rendite della Pia Opera.” Sarà nel frattempo intervenuta qualche disposizione di legge che impone una figura a parte? Il tesoriere sembra non ricevere alcuna ricompensa, non essendoci nessun mandato di pagamento nei suoi confronti. Provvede lo stesso arciprete dai fondi annuali a lui riservati come fidecommissario? Leggendo il verbale di elezione del due maggio 1902 per la designazione del signor Giovanni Sardo Camardi in sostituzione del defunto precedente tesoriere Giovanni Sardo Turcis, si scrive che questi accetta la carica “per solo spirito di filantropia”. Più avanti si dice espressamente: “5° Le spese occorrenti all’uopo suddetto saranno fatte a carico dell’Opera istessa, essendo secondo giustizia ed equità che il tesoriere, il quale ne esercita gratuitamente le funzioni, sia lasciato immune da qualsiasi onere.” Curiosa la posizione del tesoriere nei confronti dei fidecommissarii: mentre egli esercita gratuitamente la sua funzione, ‘per solo spirito di filantropia’, questi ricevono invece un premio annuale totale di lire 204!

(3s) Si firma il solo arciprete. L’assenza di Antonino Di Carlo sarà dovuta a malattia o altro. Anche nei mandati di pagamento, fatti a cominciare dall’aprile del 1897 nei confronti del quaresimalista, è presente il solo arciprete. In quello a favore dei fidecommissari stessi, datato 31 dicembre 1897, nonostante si indichi ancora Antonino Di Carlo, si firma però il fratello sac. Mario Di Carlo. Antonino morirà il 07/06/1898.

(3s) Come al solito si semplifica il legato individuandolo semplicemente nella dicitura “più stretta in grado” astraendo dalle altre condizioni previste. Avendo presente la situazione familiare delle legatarie questa attribuzione rispetta solo formalmente il legato originario. Il Coniglio aveva probabilmente altre finalità: sicuramente non quelle di arricchire la già ricca dote delle persone in questione!

(3s) L’arciprete Vincenzo Sardo Turcis, figlio di don Antonino e di donna Agostina de Turcis, nato il  25/12/1817, arciprete dal 18 dicembre 1874, muore l’08/08/1899. Da questa data fino al nove maggio del 1900 la parrocchia viene retta dall’economo parrocchiale don Mario Sardo.

(3s) Gaetana, nata il 04/05/1884, è la terza figlia di D. Simeone-Antonio Di Carlo coniugato il 03/01/1878 con donna Clorinda Pafumi di Linguaglossa. Il legato di maritaggio le viene pagato quando ha quindici anni e questo presuppone che a quest’età abbia contratto matrimonio. Don Simeone, poi, è il figlio del fidecommissario don Antonino, morto il 07/06/1898 e il nipote dell’attuale fidecommissario don Mario Di Carlo. Che proprio una sua figlia riceva il legato di maritaggio è alquanto strano, in quanto proprio don Simeone, a rigore, sarebbe dovuto essere il legittimo fidecommissario al posto dello zio sacerdote!

Annunci

Una risposta a "Amministrazione della “Pia Opera del Sac. Giuseppe Coniglio”. Bilanci – Corrispondenza – Legato di maritaggio – Varia (1884-1912)"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.