Don Vincenzo Platania

VINCENZO PLATANIA, arciprete parroco della Parrocchia ‘Santi Pietro e Paolo’ di Castiglione di Sicilia (CT) dal 26 agosto 1913 al 6 luglio 1936.
(A: 27/03/1876 – Ω: 21/02/1946)
Nascita
Cfr. Reg. “S. Maria – Battesimi 1830-1882”, f. 240v: “…”
Nome completo Vincenzo
Padre Giuseppe
Madre Maria Catena Piccione
Data di nascita 27/03/1876
Battesimo 28/03/1876
Sacerdote D. Mario Sardo
Padrino Antonino Scuderi
Madrina Maria Catena Arcidiacono

Morte
Cfr. Reg. … [Morto ad Acireale, parroco della parrocchia ‘Santissimo Salvatore’.]
* Rimosso da parroco di Castiglione di Sicilia (CT) il 2 giugno 1936 con la riconferma del 6 luglio 1936 da mons. Salvatore Russo. Cfr. Appello


Una premessa.
a) La particella 993
b) La Parrocchia “Santi Pietro e Paolo” e l’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’ (Figlie di S. Anna – Ex-Monastero benedettino).

a) La particella 993
Alla fine di agosto del 2017 cinque sacerdoti si trovano a pranzo nel locale del bar President di Castiglione di Sicilia. In verità il signor Gaetano Scuderi, titolare, aveva preparato un tavolo per quattro (il quinto non era previsto). Tra i cinque era presente anche un Monsignore romano, parroco a S. Lorenzo in Lucina. mons. Nazareno Di Marco. Il quinto, trovatosi per caso intorno alle 11,30 davanti all’ingresso secondario della Chiesa Madre (parte absidale), ascolta l’amministratore parrocchiale che chiede al suo interlocutore:
Anche questo è ‘nostro’?
Si trovavano di fronte alla particella 993 attaccata alla Chiesa S. Benedetto.
Cercate pietre?
Forse ingenuamente o per altro motivo, quel tale (il quinto) aveva sempre creduto che la Parrocchia e quanto di sua pertinenza fosse solo alla sua destra (chiesa, torre campanaria, canonica). A sinistra aveva sempre creduto che ci fosse la Chiesa di S. Benedetto e il relativo Monastero Benedettino. La particella 993, conosciuto come un ‘casalino‘ abbandonato, veniva regolarmente a più riprese chiusa per evitare che potesse diventare una sorta di discarica o altro di sgradevole. Una signora che abitava nelle vicinanze se ne lamentava perchè in qualche periodo dell’anno era abituata a raccogliervi una sorta di verdura spontanea molto apprezzata. Per quasi quindici anni, anzi, dal 1982 al 1996, proprio in quella chiesa aveva celebrato perché era più comodo per la Comunità delle Figlie di S. Anna che da quelle parti erano presenti fin dal lontano 1881 (fine ottobre).
Solo nella tarda serata di domenica 19 agosto 2018 capisce, sempre a modo suo, il senso di quella domanda (strana allora per lui). Dunque gli era stato detto probabilmente che chiesa e Monastero erano ‘nostri’. Aveva sentito parlare qui e là di un nuovo Statuto che giustificava una nuova etichetta apparentemente innocua (Fondazione Regina Margherita). Quella sera la navigazione, come già in precedenza, lo porta a scoprire il testo di questo Statuto, pare gelosamente custodito e solamente riservato agli adepti. L’articolo tre …

b) La Parrocchia “Santi Pietro e Paolo” e l’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’ (Figlie di S. Anna – Ex-Monastero benedettino).
Affermazione preliminare, netta: la Parrocchia, in senso proprio, non ha nulla a che fare né con l’ex-Orfanotrofio ‘Regina Margherita’ né con l’ex-Monastero benedettino. Non dovrebbe essere necessario dirlo, ma è bene sottolinearlo. Ha già abbastanza pietre per non far dormire un Parroco. Tante volte mons. Gaetano Cannavò, di v. m., confidava a qualcuno che le preoccupazioni per la Basilica non lo facevano dormire di notte. Qualcosa del genere scriveva nel 1936 l’arciprete Platania: “…Così io mi decisi ad iniziare i lavori di completamento della Chiesa di S. Giacomo, lavori che mi cagionarono immensi sacrifici, dispendi e disillusioni.”, (cfr. Appello …, p. 25). Se qualcuno crede di portare in dote alla Parrocchia anche il Monastero è vittima di un grosso abbaglio. E’ chiaro a tutti a prima vista lo scopo prossimo: finalità turistico alberghiera. Resta la domanda eterna e permanente: e le arance …? e Balsamà …? Dall’alto della torre campanaria (ticket): a sinistra la Chiesa S. Antonio Abate (museo – ticket), a destra il Monastero (turismo, albergo),  di fronte il Castello … Nostalgia del principe? Nel 1612 il riscatto del mero e misto impero, nel 1818 la fine dello jus patronatus. Ora marcia indietro?

Sicuramente dagli anni settanta fino al 2 settembre 1996, i rapporti tra la Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Castiglione di Sicilia e l’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’ diretto dalla Figlie di S. Anna (chiamate per questo scopo dalla Fidecommisseria Coniglio e dal Comune) sono state di collaborazione reciproca in ambito strettamente pastorale.

  1. Le Suore, in continuazione con la  precedente presenza delle Benedettine, tenevano in ordine tutto quanto l’arredo liturgico della Chiesa e avevano materialmente la responsabilità della sacrestia per quanto concerneva questo settore.
  2. Veniva loro assicurata la cappellania della Chiesa S. Benedetto (messa mattutina delle 07,30) e quanto riguardava l’assistenza religiosa della comunità e delle ‘fanciulle’ assistite. Sicuramente dalla fine di novembre 1981 fino al due settembre 1996, per convenienza reciproca un sacerdote (vice) ha sempre celebrato nella Chiesa S. Benedetto. Subito dopo la messa veniva offerto al sacerdote il caffè nella piccola sacrestia. Quel sacerdote può testimoniare che annualmente le Suore (si crede per conto dell’amministrazione) facevano celebrare delle messe per i benefattori con relativa ‘quietanza’ (da portare, si crede, all’amministrazione).
  3. La messa parrocchiale delle 11,15 nella chiesa S. Pietro fino agli anni settanta era quasi totalmente ‘occupata’ dalle ‘fanciulle’ dell’Orfanotrofio.
  4. Venivano solennemente celebrate nella Chiesa S. Benedetto la festa di S. Antonio di Padova e ancor di più la festa di S. Anna il 26 luglio. In quest’ultima occasione arciprete parroco e il Clero venivano invitati a pranzo dalle Suore. Dopo la messa vespertina le Suore offrivano ai fedeli un rinfresco.
  5. Con la Superiora Suor Anna di Gesù, a partire dal giugno 1992, le Suore hanno avuto solo una presenza pastorale al servizio della parrocchia. Loro compito era principalmente la catechesi, l’animazione liturgica, la pastorale giovanile, grest. La Superiora Suor Anna di Gesù, insieme al sac. incaricato dall’arciprete parroco Mons. Gaetano Cannavò, ogni domenica si recava a Verzella per l’animazione liturgica e altro (Chiesa S. Giovanni Bosco).
  6. La formazione di un gruppo sia di adulti che di giovani aderenti al ‘Movimento della speranza’ coinvolgeva naturalmente il clero della parrocchia che assicurava la sua presenza e l’assistenza spirituale (parroco, don Achille Quattrocchi).
  7. […]

Una cosa è certa: la Parrocchia non ha nulla a che fare con l’ex-Orfanotrofio ospitato nell’ex-Monastero, né tanto meno con quest’ultimo.
La festa di S. Antonio di Padova nel 1998


In anni successivi al 2010 è stata apposto sulla sinistra della Chiesa S. Benedetto questa segnaletica turistica:
castiglione-di-sicilia
Chi legge è portato a credere che questo edificio sia ‘monastero‘ e ora ‘orfanotrofio Regina Margherita‘.
Questa espressione è riportata direttamente dal SARDO (1909, p. 194): “Chiesa di S. Benedetto e annesso Monastero delle Benedettine ora Orfanotrofio Regina Margherita. La linda e simpatica chiesetta di S. Benedetto aggregata all’edifizio moniale, sorse insieme a quest’ultimo nel 1407. Nei primi tempi dello scorso secolo, venne rimodernata ed abbellita dal Sac. D. Carlo Tuccari, che era il Rettore e il Cappellano.[…]”.
Oggi (A. D. 2018) non è assolutamente sopportabile che questo edificio sia indicato come ‘monastero‘ e poi ‘orfanotrofio‘! In modo molto deciso! Nomen omen! Questo non è ‘monastero‘ (= B/1 per catasto!) ma ex-monastero! Questo non è ‘orfanotrofio‘ (= B/1 per il catasto!) ma ex-orfanotrofio! Tutto ciò che è ex non può essere trattato come se nulla fosse cambiato!!! L’ex-convento S. Domenico di Taormina …
Questo ex-monastero, ex-orfanotrofio, non può neppure rientrare nella categoria dell’emerito:
emèrito
emèrito agg. [dal lat. emerĭtus, part. pass. di emereri «ben meritare, finire il proprio servizio», comp. di e1 e mereri «meritare»]. – 1. Nella Roma antica, il soldato (emeritus miles) che aveva compiuto il servizio militare e ricevuto il congedo e i relativi premî. 2. Che non esercita più il suo ufficio, ma ne conserva il grado e gli onori, e talvolta anche lo stipendio: consigliere e.; socio edi molte accademie; sostantivato: Girellaemerito Di molto merito (Giusti). In partic.: professore e., titolo conferito dal ministro (su proposta della facoltà) ai professori universitarî di ruolo all’atto del collocamento a riposo. Sono detti emeriti anche gli ecclesiastici usciti di carica con onore. 3. Nell’uso corrente, l’agg. è usato talvolta (per un raccostamento a benemerito) con il sign. di egregio, degno, insigne e sim.: un estudioso; e ironicam., un furfante e., un eimbroglione.” (TRECCANI).”

Qui ci sono state le Benedettine per oltre 165 anni; ci sono state le Figlie di S. Anna per 115 anni; c’è stato un benemerito Orfanotrofio per quasi cento anni: tutto questo non è più. E’ un semplice edificio ceduto dall’ente pubblico per la nascita di un orfanotrofio, grandioso per un piccolo centro: proprio per questo merita miglior sorte e non può essere gestito in modo privatistico …!


castiglione-di-siciliamons-salvatore-russoTorniamo a D. Vincenzo Platania. Nel 1936 viene rimosso da parroco (cfr. codice di Diritto Canonico del 1917). Nella fase istruttoria viene inviato a Castiglione il Vicario Generale e l’arciprete Francesco Foti. Sono ospitati per due giorni  nell’Orfanotrofio (ex-Monastero Benedettino). L’arciprete Platania non vede bene questa scelta. Si mostra quasi offeso.  La canonica era stata da poco costruita con l’intervento della Santa Sede. E’ confortevole, spaziosa. Se ne lamenta con il Vescovo. Ecco il testo:

” … Nel luglio 1934 intanto, ordinata dal Vescovo, si era svolta la chiesta ispezione fatta da Mons. Vicario generale e dall’Arciprete Francesco Foti. Essa durò due giorni, furono interrogati a lungo tutti i sacerdoti. Sul merito di detta inchiesta, Mons. Vescovo rispondendo, in data 23 agosto 1934, ad una mia lettera colla quale mi lamentavo che i sudetti Mons. Vicario generale e l’Arciprete Foti erano andati a pranzo presso un Istituto anzicchè alla casa Canonica, così scriveva: «La dimora di Mons. Vicario nell’Orfanotrofio è stata scelta per essere più libero nel suo compito e per non dare agio ad altri commenti. Infine l’inchiesta, se così può chiamarsi, è stata fatta principalmente per mettere in luce la posizione in modo da chiarire equivoci e migliorare i rapporti del Clero locale con Lei. Nella certezza che ora ogni questione sarà sciolta a maggior bene delle anime rendendo più libero il suo ministero, coi sensi di stima La benedico nel Signore». Dal tenore di tale lettera, improntata a paterna benevolenza, dovevo dedurre che l’inchiesta non era stata a me contraria, come, del resto, non avrebbe potuto essere contraria. […] ” (Cfr. Appello …, p. 12.

Per quali motivi viene rimosso Don Vincenzo Platania?

” […] Per i detti argomenti.

Che tra i molti sono i più salienti dobbiamo rimuoverla dal beneficio parrocchiale non solo in forza del can. 2147 par. 5 ma anche in virtù dei canoni 2324, 2346, 2347, e 2383, 2486 del cod. di Diritto canonico.

QUINDI

a norma del can. 2148, uditi due esaminatori prosinodali, con la presente la invitiamo alla rinunzia scritta e formale del beneficio Parrocchiale; rinunzia che dovrà pervenire a Noi direttamente dentro dieci giorni dalla data della presente computati a norma del can. 34 par. 3. Cioè: prima che spiri il giorno 28 febbraio corrente.[…]” (cfr. appello …, p. 20).

 

 

 

 


[Fidecommisseria Coniglio ad intra (Ordinario, Venerabile Curia Diocesana)]

Fonte: Appello

  • p. 17

” [16] … La ripetuta lettera così seguitava: Dei detti titoli alligati l’ultimo non [17] comparisce sino al 1928. Nel 1929 viene citato esattamente; negli anni seguenti viene arbitrariamente ridotto. Degli altri nessuna traccia, né in bilanci, né altrove.

3.) Fidecommissoria Coniglio. In merito a detto importante alligato dal quale lei ha la principale e diretta responsabilità, abbiamo notato:
A) Messe non celebrate: Es. Quaresimalista, residuo attivo annuale ecc.
B) Messe non volute dal testatore: Es. Premi ai fidecommissarii. Amministratore Chiesa S. Pietro per Comunia L. 750 invece di L. 612.
C) Voci scomparse sebbene ne parli il testamento e un rescritto della S. C. del Concilio dell’11 luglio 1904 N. 2522, 4: es. legati di maritaggio.
Tutto questo, confermato dal fatto ancora che non ha inviato nessun documento del genere, richiestoLe con la nostra del 18 Gennaio 1936 Numero 80/36, conferma che i bilanci Coniglio inviati sono stati redatti arbitrariamente e che le pie volontà del Testatore non sono state osservate.
4.) Alienazione di oro votivo: Nel 1932 da Lei è stato alienato oltre un chilogrammo di oro votivo di Maria SS. della Catena. […]” (Appello pp. 16-17. [Lettera del 18 febbraio 1936]).

  • pp. 22-23:

[22] III Fidecommissoria Coniglio.

Io rispondo di quest’opera dal 1914. Le messe disposte sono state sempre celebrate, prima dal Sac. Pietro Marziani, alla morte di costui dal Sac. Antonio Fiammingo, come rilevasi da un certificato da lui stesso firmato ed inviato alla E. V. poco tempo fa. Unisco i bilanci richiesti, che non furono inviati dal segretario Sac. Salvatore Trefiletti. [23] Da essi si rileverà che i nostri bilanci non furono redatti arbitrariamente, come è detto nella lettera della E. V., ma mi sono necessariamente uniformato a quelli approvati dalla R. Prefettura.

IV Alienazione oro votivo.

Come risulta dalla dichiarazione del sig. Gemma Saitta e Gaetano Isaia che ne fu il compratore …”

  • p. 42-43:

[42] Fidecommisseria Coniglio.

Come rilevasi dal qui unito certificato del Sac. Salvatore Trefiletti[*], che da quasi trenta anni è segretario dell’opera, le lire 204 assegnate al quaresimalista, non facevano alcun obbligo di celebrare delle messe, ma si davano solo a titolo di onorario. In merito alle lettere B e C nulla io potevo rispondere essendomi sem [43] pre regolato coi bilanci trovati dal mio predecessore. Non mi venne mai l’idea di leggere il testamento Coniglio, essendo sicuro che quanto trovai disposto nei bilanci dei miei predecessori era conforme ad esso. In quanto alla vendita dell’oro vecchio, il ricavato di esso in momenti nei quali avevo bisogno denaro per far fronte alle ingenti spese dei lavori nella Chiesa di S. Giacomo, fu con la massima certezza impiegato nei lavori stessi. […]”

Don Vincenzo Platania in effetti non doveva leggere per intero il testamento Coniglio ma più semplicemente lo Statuto del primo luglio 1883: pochissime righe! Ne era a conoscenza?

[*] Cfr. Necrologium … Sepolto nella Cappella della Confraternita di S. Giacomo, al di sopra della porta d’ingresso. La lapide attuale è stata messa su iniziativa del governatore della Confraternita in anni recenti. Chi entrava poteva leggere la scritta ‘Sac. Salvatore Treffiletti’ sul cemento… Nato il cinque gennaio 1864, morto all’età di 80 anni il 14 gennaio 1944.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.