Carlos D’Agostino. Opera ritrattistica

Carlos D’Agostino, Opera ritrattistica. Presentazione del Prof. Angelo Majorana


L’Artista  si  pone sempre  il  problema  dell ‘essenza  dell’uomo, visto quale presenza centrale nel cosmo.
L’interpretarne il significato è il suo compilo fondamentale, affidato non tanto allo strumento razionale dcl suo pensiero, quanto alla forza intuitiva dell’espressione simbolica.
Sono i contenuti ontologici dell’uomo che vengono così raffigurati nella loro tensione interiore e nel loro collocarsi in rapporto con i l mondo. La tensione cioè ed il movimento che lo costituiscono formano per l’Artista il nucleo centrale del suo lavoro creativo e della sua  ricerca.
D’Agostino ci registra, con la su a opera artistica, questa interio­re presenza della figura umana e ce ne manifesta i contenuti. In special modo i suoi ritratti, i suoi volti, le sue figurazioni religiose, sono un prezioso ed efficace documento del suo vigore rappresentativo.

Prof. Angelo Majorana

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Darò qualche cenno storiografico circa l’origine di questi ritratti, disposti più per composizione di stampa che per ordine cronologico.
I ritratti del clero, dei quali ne presento solo una parte, sono stati realizzati in genere durante i lavori di agiografia che ho eseguito in diverse diocesi ed eparchie in Italia ed all’estero.
Lavoro sempre dal vivo perché considero che solo in questa maniera risultano operanti i meccanismi del la percezione che permettono di realizzare un’opera che funzioni esteticamente.  Solo due di queste pubblicate sono state eseguite in maniera diversa, una è Sua Santità il Patriarca Pimen, che ho dipinto per commissione di S.E.R. il Exarca Lazar mentre costruivo una gran tavola lunga 7 m. dove dovevo realizzare l ‘icona della Cena Mistica per la Cattedrale Ortodossa Russa in Buenos Aires nel 1982. Il Patriarca ho dovuto realizzarlo da una fotografia giacché si trovava a Mosca ma sono riuscito a convincere la severa umiltà dell’Exarca Patriarcale affinché mi facesse dipingere il suo ritratto dal vivo, che è i l primo della serie.
Delle opere che ho realizzato per le chiese dipendenti dalla Sacra Congregazione delle Chiese Orientali , tante le ho eseguite per commissione di Sua Eccellenza Reverendissima  il  Eparca  Andrés  Sapelak. Quello riprodotto è il Metropolita Andreij Scheptiszkij, realizzato da una vecchia stampa in bianco  e nero dove aveva la testa in giù. Così, utilizzando la mia esperienza di scultore, ho trasportato i punti dello scorcio per poterlo rappresentare con la testa alta, sotto la guida del gentilissimo Eparca Andrés che mi indicava il colore della pelle e degli occhi.
carlos-d-agostinoLa figura dell’Arciprete Savoca e l’altro che dorme, sono la stessa persona, che come capita spesso, si è addormentato  mentre  lo dipingevo,  e ho approfittato per fare uno studio rapido in un’altra tela. Questo ritratto mi è stato commissionato per l ‘attuale Arciprete Don Gaetano Cannavò, insieme al proprio per aggiungerli in futuro alla galleria della Chiesa di Castiglione che riunisce i ritratti di tutti gli Arcipreti dal 1500 i n poi.
Continuando adesso con la gente del mondo, ho avuto il piacere di dipingere il Dottore Erasmo Recami, realizzato in due sedute, utilizzando una tecnica veloce poiché il suo grande dinamismo non lo fa stare fermo. Aspetto che il suo dialogo mi abbia trasmesso un po’ della sua straordinaria creatività scientifica. Il ritratto di uomo con la barba e vestito blu è il compositore e tenore Alberto Tomarchio, proveniente da un paese della Sicilia che ha dato grandi intellettuali cd artisti come Santo Calì e lo scultore Francesco Messina. Il poco tempo che gli lascia libero i l teatro Bellini di Catania gli ha permesso di concedermi due sedute di un’ora e mezza ciascuna.
L’uomo seduto fumando l ‘ho dipinto nella sua casa d’estate a Taormina, è Don Pippo Calogero, anche Giovanni Guareschi ha scritto su di lui.
Anche gli altri ritratti della serie sono i l prodotto estetico di belle esperienze di incontro umano e culturale. Penso che è sufficiente dire per adesso, che intendo l a ritrattistica come una delle forme più complesse ed interessanti di umana comunicazione e al di là della testimonianza estetica, costituisce una possibilità eccellente di sviluppo del la coscienza, tanto per l ‘artista che accresce la propria individuazione riconoscendosi nell’altro, come per la persona ritratta che arricchisce la visione di se stessa attraverso l ‘unica maniera di visualizzarsi così come un altro la vede, intellettualizza e proietta, tanto diversamente da uno strumento ottico, nella soggettività che oggettivizza i messaggi visivi e psicologici della persona ritratta.

Carlos D’Agostino

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