a) Le ultime Benedettine. “Plana dell’Effetti, e beni che possiede il Venerabile Monastero fatta in tempo del Reverendo Sacerdote D. Vincenzo Giulianj Procuratore del Medemo nell’anno Xma Indizione 1746: e 1747:”

FonteSARDO …, nota (2), p. 195:
a.1) “[195] (2) V. doc. N. 23. – Durò floridissimo questo Monastero fino alla soppressione delle corporazioni religiose. Tutt’ora nella parte superiore vivono miseramente tre monache superstiti. E pensare che fu riccamente dotato dalla fondatrice Elenuccia; cospicuamente arrendato dal Sac. Coniglio e in tutto possedeva ben 23 fondi rustici!” →⇓
a.2) “[18] […] Dovette far parte di questo castello anche il Porticato (1)
(1) Ora monastero delle monache benedettine.”
a.3) “[195] […] Ma solo nel 1747, dopo essere ultimato di tutto punto, venne reintegrato nuovamente in Castiglione; e a 27 marzo del detto anno fu clausurato e solennemente inaugurato da Suor Gesuarda Smarra a cui venne affidata la direzione delle monache nella qualità di Abbadessa.[…]”

Le ultime Suore Benedettine, morte dopo la ‘soppressione’:
Sr. D. PALMA MARIA SALSEDO 12/04/1870
Sr. D. ANNA TUCCARI 04/01/1877
Sr. D. ANTONINA GIUSEPPA SUSANNA TUCCARI 20/09/1877
Sr. D. ROSALIA VACCARO 19/01/1880
Sr. D. RAFFAELLA FORMICA 22/04/1880
Sr. D. TERESA SARDO 19/08/1882
Sr. D. MARIA RIZZO 04/06/1891
Sr. D. FELICIA ABBATE 03/07/1911
Sr. D. ANNA ABBATE 02/09/1913
[Per l’elenco completo delle Religiose vedi: Religiose del Monastero Benedettino “sub titulo SS.mi Nominis Mariae” di Castiglione di Sicilia]

→⇓ Questa ‘Plana …’ è relativa  all’anno 1746-7, anno in cui, secondo il SARDO,  “fu clausurato e solennemente inaugurato”. E’ chiaro che fino alla soppressione (1866-1867) abbia acquisiti molti altri beni … Le ultime vivono miseramente … Sorte migliore non è toccata alla Figlie di S. Anna.

Cfr. Conti Monastero 1714 – 1775, f. 185v:

Plana dell’Effetti, e beni che possiede il Venerabile Monastero fatta
in tempo del Reverendo Sacerdote D. Vincenzo Giulianj Procuratore del Medemo
nell’anno Xma Indizione 1746: e 1747:
In primis possiede nella qontrata di Garagozzo un luogo Magno, consistente in Nocelli, Terre seminatoriali, castagne, fronde, olive, Ruvoli, ed altri alberi, cioè
Nocelli troffe numero 1900: di rifattito numero 1600: dico n.° 1600. –
Terre seminatoriali salme cinque, e tumula sette dico salme 5: 7:
Troffe di castagne numero n.° 40.
Piedi d’olive numero 10: dico n.° 10:
Piedi di Noci numero 5: dico n.° 5:
Fronde libre 18: consistente in piedi grandi, e piccoli numero 25. libre 18:
Item possiede un Nocelleto di numero 435: rifattati però per numero 1200: nella qontrata di S. Lorenzo con molti piedi di castagne al numero di 230 troffe, un Piede di Noci,ed altri alberi dico con 4: piedi d’olive n.° 1200:
Nota che in detto Nocelleto di S. Lorenzo vi sono Terre scapole di capacità di salma 1: incirca dico salma 1: –
Item un Nocelleto piccolo nella qontrata della Gravinazza con tumula cinque di Terre scapole al numero di troffe 143: di rifattito numero 130: dico n.° 130:
Item un Nocelleto in qontrata di Cerro al numero di troffe n.° 120: dico n.° 120:
Item un Nocelleto in qontrata di Balsamà con alcune troffe di castagne, e tumula tre di terre scapole incirca al numero di troffe 70: di rifattito numero 60: dico n.° 60:
Item un Nocelleto consistente in troffe numero 230: e di rifattito numero 160 con molti piedi di castagne in qontrata di S. Francesco di numero 120: comprato da Giuseppe Napoli nel giorno 11. Novembre 8a. Indizione 1683: in Notar Orazio Merlo = n.° 160:
Item un Nocelleto in qontrata dello Piccolo al numero di troffe  numero 103 – di rifattito n.° 65 con tumula sei Terre scapole incirca dico n.° 65. –
Item un luogo alli Palmintelli consistente in troffe numero 150 – Nocelli di rifattito numero 110 con Terre Scapole di capacità di salme 2: 3: incirca, troffe di castagne, ed altri alberi dicpo n.° 110
Item tre Molini nominati dello Piccolo, S. Nicola, e Carduccio, che un’anno per l’altro s’affittano salme 22: frumento l’anno a spese delli Molinari, quale frumento ragionato ad onze 2: 4: salma importano onze 46: 28: dico onze 46: 28:
Item un Tenimento di Piante in qontrata del Gaeto al numero di Migliara quattordici con piedi di fronde al numero di sacchi 30: incirca, con sua Casa dentro, e Palmento proprio però fuori dette Vigne in un pezzetto di luogo fuori dette Vigne, dico n.° 14.000
Item un Tenimento di Terre in qontrata delle Fornara di capacità di salme 1: 8: incirca dico salme 1: 8:
Item una Casa Terrana nel quartiero di sotto S. Pietro che s’affitta taì 18: l’anno dico tarì 18:
Item dall’Eredi di Mastro Sebastiano Ponticello per una Bolla che paga annualmente sopra la sua Casa nel quartiero sotto S. Pietro tarì otto dico tarì 8:
Item d’Andrea Frisina tarì 12: annuali dovuti sopra una sua Casa nel quartiero della Bucceria dico tarì 12:
Item una Vigna nella qontrata delli Pianti di S. Giacomo consistente in migliaia due dico n.° 2000

[Questo è l’ultimo foglio del Libro di Amministrazione del Monastero 1714-1775]
[Deo gratias! – Finis: Mercoledì 31 agosto 2005 – 18.25.19]


b) Le ultime Figlie di S. Anna (Suor anna di Gesù Avena, Suor Anna Ermelinda, Suor Anna Celestina)

  1. Fonte: Cronaca 1996.

13 gennaio 1996Sabato. Continua a piovere per tutta la nottata e la giornata intera, in modo a tratti violento; levante. Nessuna prospettiva di miglioramento e breve termine. L’Alcantara finalmente scorre! Da diversi giorni ha una grande portata e ricomincia a farsi vedere e, magari, temere. La superiora delle Figlie di S. Anna, sr. Anna di Gesù Avena, lamenta le condizioni in cui sono costrette a vivere nell’istituto. Entra acqua dappertutto; le finestre sono fatiscenti. Intanto gli amministratori pensano di dare inizio al semiconvitto. Proprio la stanza dove dovrebbero stare i ragazzi è allagata. […]”

27 gennaio 1996. Sabato. Variabile. L’arciprete Cannavò insieme ai membri della Legio Mariae fa visita a mons. Alibrandi ed alla sorella Annetta. Alle 18,00 riunione presso le Suore della Fidecommisseria Coniglio. E’ presente per la prima l’avvocato Antonino Di Carlo come nuovo fidecommissario insieme al signor Michele Tuccari e all’arciprete pro-tempore. L’istituto non ha ancora ottenuto l’agibilità per poter iniziare il semiconvitto. Le condizioni sono pessime. Il cattivo tempo di questi ultimi mesi ha ancora di più aggravato la situazione.

4 febbraio 1996. Domenica. Variabile; coperto; molto freddo. La messa delle 11,30 viene celebrata dall’arciprete Cannavò. Mons. Alibrandi continua a non uscire. La superiora delle Figlie di S. Anna, suor Anna di Gesù, lamenta il grave disagio in cui sono costretto a vivere da lungo tempo le suore all’interno della badia. Sono senza riscaldamento, con finestre in pessime condizioni ed acqua che entra dappertutto e pare che non ci siano soluzioni a breve scadenza. Teme il peggio. Sarà costretta a riferire alla provinciale la impossibilità a continuare una simile vita che mette a rischio la salute delle sue consorelle. Suor Ermelinda e suor Celestina non hanno neppure una stanzetta dove dormire, ma dormono negli ex dormitori delle ragazze. Si può immaginare in quali condizioni soprattutto quest’anno per le pessime condizioni del tempo. Data la situazione potranno ancora rimanere? La superiora è del pare che quanto prima le suore saranno ‘costrette’ ad andarsene. Alle 18,00 nel salone ‘S. Giuseppe’ riunione dell’Azione cattolica giovani.

16 febbraio 1996. Venerdì. Pioggia. La superiora delle Figlie di sS. Anna, sr. Anna di Gesù, va a Palermo per partecipare ad un convegno e ad una riunione delle superiore della FSA. Riferirà sulla situazione di Castiglione?”

2 marzo 1996. Sabato. Pioggia, leggera, per tutta la giornata; freddo. Dalle 15,30 alle 17,00 prove di canto nella chiesa S. Benedetto. La superiora ha fatto portare il vecchio harmonium dalla chiesa S. Pietro. Finalmente viene avviato l’impianto di riscaldamento dell’Orfanotrofio. Finora sono stati al freddo. C’era da sostituire la pompa del gasolio, lavoro eseguito dal signor Silvestro Pino. Pare che già prima di Natale il commissario avesse dato disposizione perché si facesse la riparazione. Intanto le suore hanno passato l’inverno al freddo. Suor Celestina esce dall’ospedale. E’ ospitata dalle suore di Catania. Mercoledì dovrà ritornare per una visita di controllo. Riunione della Legio Mariae nella canonica. Pare che ogni sabato ci sia una riunione dei giovani dalle suore. Riunione della Fidecommissaria Coniglio (Arciprete, Tuccari, Di Carlo) nell’orfanotrofio. Vengono indicati i tre membri del C.d.A., presentati da ognuno dei tre fidecommissari: prof. Rizzo (Tuccari), signorina Lea Sardo (Di Carlo), direttrice Nicotra (Arciprete). Pare che il commissario non sia convinto della possibilità dell’elezione del C.d.A. in quanto, secondo lui, non avrebbe più valore il vecchio Statuto. Ritiene che prima si deve rinnovare lo Statuto e poi procedere all’elezione del C.d.A. Intanto la Regione sembra che abbia proprio richiesto questo adempimento. Il commissario scade il 31 marzo.

14 aprile 1996. Domenica. Variabile. Scirocco in mattinata; acquazzone nel pomeriggio; tramontana. Le suore con un gruppo di giovani partecipano a Palermo al convegno regionale dei movimenti giovanili delle FSA. […]”

1° maggio 1996. Mercoledì. Variabile; tramontana. Vengono affissi nella nottata i manifesti della festa della Madonna. In mattinata visita di don Roberto Strano con un gruppo di giovani della Parrocchia matrice di Giarre. Celebrano in Basilica; ospiti dalle suore per il pranzo. Dalle 10,00 alle 13,00 sono state tenute aperte le chiese di S. Pietro,S. Antonio, Basilica. Nel pomeriggio, alle 16,00, arriva la provinciale delle FSA per una visita alla comunità. Novena predicata dal don Enzo Di Mura. In piazza Lauria è stato allestito un grande palco. Nella serata preparativi per un concerto musicale di musica leggera.”

30 giugno 1996. Domenica. Bella giornata. La messa delle 11,30 viene celebrato dal sacerdote rogazionista don Vito Lipari, di S. Teodoro. Viene amministrato il battesimo al piccolo Giovanni Camuglia e al piccolo Miguel Tizzone (Sud Africa). L’arciprete Cannavò alle 12,00 presiede a Passopisciaro il 25° di matrimonio di un suo fratello. Don Vito Lipari viene invitato a pranzo presso le Suore FSA. Alle 13,00 la superiora, suor Anna di Gesù, parte con don Achille Quattrocchi, in macchina, per Palermo. Don Achille predicherà un corso di esercizi spirituali alle suore.

1° luglio 1996. Lunedì. Bella giornata. Telefona don Achille da Palermo, dove sta tenendo un corso di esercizi spirituali alle FSA. Comunica che fra qualche giorno arriverà una lettera della Provinciale delle Suore dove si comunica ufficialmente la chiusura e il ritiro della comunità religiosa da Castiglione. La lettera è indirizzata al commissario dell’Istituto ‘Regina Margherita’ e per conoscenza al vescovo di Acireale, all’arciprete di Castiglione e al parroco di Moio (dove settimanalmente si reca una suora).

5 luglio 1996. Venerdì. Bella giornata, molto calda. L’arciprete Cannavò riceve una lettera dalla Provinciale delle FSA di Palermo. E’ indirizzata al commissario, dott. G. Zambito, e p.c. a mons. Malandrino, al rev.do Cannavò, al rev.do Achille Quattrocchi, alla Madre generale delle FSA. Questo il testo: “Egregio Signor Commissario, anche se da poco tempo la S. V.ma è subentrata nell’Amministrazione di cotesto Istituto, penso che sia già a conoscenza dell’attuale situazione, ma nonostante ciò, sento il dovere il informarLa in modo molto rapido circa l’evolversi dell’Opera in questi ultimi anni. Nel 1992 Colei che mi ha preceduto nel governo di questa Religiosa Provincia, ha indirizzato al Commissario, Sig. Castiglia la “disdetta convenzione” con la quale chiedeva che il personale Religioso si dedicasse all’attività pastorale (cfr. lettera 4 giugno – Prot. 63/92 – oggetto: “disdetta Convenzione”) alla quale il Sig. Castiglia ha fatto seguito con lettera datata 7/10/92 – prot. 50 dichiarandosi disponibile a quanto richiesto dalla Superiora Provinciale chiedendo altresì che una Suora offrisse un servizio di due ore giornaliere a titolo di volontariato per un indirizzo spirituale di minori ricoverati a semiconvitto. Sono ormai trascorsi circa tre anni dalla “disdetta Convenzione e dal nuovo impegno assunto dalla Comunità di dedicarsi all’assistenza spirituale e pastorale nell’ambito del paese e di volontariato all’interno dell’Istituto. Quest’anno poi non si è realizzato neppure il corso professionale Regionale (I.A.L.) e l’assistenza alle minori a semiconvitto a motivo dell’inagibilità dello stabile danneggiato gravemente in quest’ultimo inverno. Da un po’ di tempo inoltre, la Provincia, sta portando avanti un progetto di ridimensionamento per l’età avanzata e la malferma salute delle Suore, per cui esaminando accuratamente la situazione nella quale si trovano oggi le Suore a Castiglione si conviene al ritiro delle medesime da cotesto Istituto. Certamente è con grande dispiacere che si giunge a questa determinazione che sarà motivo di sofferenza per la stessa popolazione di Castiglione. Non potendo fare altro con le sole nostre possibilità, affidiamo il tutto al Signore perchè provveda Lui al bene di tutti. Il ritiro pertanto della Comunità avverrà entro la fine del mese di Agosto. Rimango in attesa di un suo cortese riscontro e porgo cordiali e religiosi ossequi. La Superiora Provinciale Sr. A. Letizia Rosa”. In serata l’arciprete riceve una lunga telefonata del vescovo, mons. Malandrino, per sollecitare un suo intervento e di quanti altri sono interessati, presso la provinciale perché receda da questa determinazione.”

10 luglio 1996. Mercoledì. Variabile; tramontana; temperatura bassa. Nel pomeriggio in canonica riunione per stabilire cosa fare per evitare che le suore FSA vadano via. E’ presente il rag. Platania.”

12 luglio 1996. Venerdì. Variabile; tramontana. Nella riunione di mercoledì per l’affare delle FSA sembra che si sia proposto di essere disponibili ad allestire un appartamento riservato per le Suore e di dare loro uno stipendio mensile. Cosa risponderà la provinciale? Pare che non si voglia capire che il problema consista proprio nella mancanza di suore. La suora anziana attualmente presente [Sr. a. Ermelinda] dovrà andare in casa di riposo a Caltanissetta; la superiora ha bisogno di un periodo di cure; resterebbe solo sr. Celestina. Le suore sono state costrette a chiudere altrove altre opere fiorenti per la mancanza di suore.”

16 luglio 1996. Martedì. Bella giornata. Tre sante messe nella chiesa del Carmine: 08,00 (sac. Treffiletti); 11,00 (arc. Cannavò); 18,30 (arc. Cannavò). Dopo la messa vespertina riunione nella sacrestia del Carmine per l’affare delle suore FSA. Sembrano presenti la prof.ssa De Francesco, la direttrice Nicotra, la signorina Lea Sardo, la signora Montalto, la signora Sanfilippo, il signor Silvestro, il cap. Vinciguerra, il direttore Schilirò … […]”

26 luglio 1996. Venerdì. S. Anna. Bella giornata, molto calda. Sante messe nella chiesa S. Benedetto: 8,00 (arc. Cannavò: le suore rinnovano i voti); 11,00 (sac. Treffiletti); 18,30 (mons. Alibrandi; predica don Roberto Strano). A mezzogiorno, come ogni anno, le suore invitano i sacerdoti a pranzo. C’è anche don Achille Quattrocchi e la sua mamma e il signor Giuseppe Currenti. L’ultimo anno? Pare proprio di sì.

7 agosto 1996. Mercoledì. Bella giornata. Onomastico e anniversario di sacerdozio dell’arciprete. Dopo la messa il cap. Vinciguerra porge gli auguri. Durante la messa battesimo del piccolo Alberto Treffiletti. Al termine della messa riunione in sacrestia per l’affare delle suore.

8 agosto 1996. Giovedì. Bella giornata. In mattinata due camion di una ditta di trasporti di Catania effettuano il trasloco degli effetti delle suore da destinare alla casa di Gela e a Palermo. E’ presente don Achille, incaricato dalla Provinciale per il trasloco. Pare che ieri sera il rag. Platania abbia paventato il ‘blocco’ del trasloco (forse in attesa del commissario). Don Achille avrebbe informato di ciò un avvocato (Rigaglia) ed, eventualmente, si sarebbe provveduto con la presenza dei carabinieri e della guardia di Finanza (!).

31 agosto 1996. Sabato. […] All’aeroporto di Catania è ad attenderlo alle 16,40 don Achille Quattrocchi. Nella mattinata parte per Roma don Nazareno Di Marco. Venerdì 30 le suore sono state ospiti a Verzella dal signor Silvestro Filippo. Questa sera, alle 18,30 riceveranno il saluto dalla comunità di Moio Alcantara.

1° settembre 1996 . Domenica – Variabile. “Tutto ciò che non viene donato va perduto” (Proverbio indiano. Cfr. Letture, Aprile, p. 321). […] La messa della 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. Durante la celebrazione l’arciprete porge il saluto ufficiale alle suore Figlie di S. Anna, ringranziandole per tutto il lavoro compiuto in questi 110 anni di permanenza nella nostra comunità. Saluto da parte della superiora, suor Anna di Gesù Avena. Anche il cap. Vinciguerra, come presidente dell’AC, rivolge un breve saluto e offre una offerta per le missioni delle FSA. La superiora annuncia che darà l’offerta alla Parrocchia con la stessa finalità, per le missioni della chiesa universale. Alla fine della messa molti ragazzi (soprattutto quelli del coro e del movimento giovanile) sono il lacrime nel salutare la superiora.  Pare che un certo D’Amico abbia messo un sistema di allarme nell’edificio della Badia. Nel primo pomeriggio, accompagnata dai nipoti, parte suor Anna Ermelinda per le vacanze in famiglia. Pare che dopo sia destinata alla comunità di Butera. La superiora dovrebbe essere trasferita a Catania e suor Celestina a Gela.£

2 settembre 1996. Lunedì. Variabile. Riunione d’inizio a scuola. Partenza delle Suore FSA da Castiglione di Sicilia. Dopo centodieci anni [115] si conclude la missione delle FSA, missione svolta attraverso l’insegnamento, la direzione dell’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’, la presenza nell’Ospedale ‘S. Giovanni di Dio’ e l’Asilo Infantile ‘Alice Franchetti’. Le ultime due Suore (Sr. A. Ermelinda è partita ieri pomeriggio), la superiora sr. A. di Gesù Avena e sr. Anna Celestina vengono accompagnate a Palermo da due macchine. La partenza, fissata per le ore 10,00, avviene alle 11,15 per il ritardo di don Achille Quattrocchi. Prima della partenza diverse visite e commossi saluti. Vengono fatte delle foto ricordo. Nella macchina di don Achille Quattrocchi ci sono la superiora, don Salvatore Treffiletti, don Stefano (sacerdote rumeno, vice parroco a Maletto), un seminarista di Bronte. Nella macchina del signor Filippo Silvestro, oltre a suor Celestina, ci sono la signora Concetta Vitelli (moglie del signor Silvestro), la signora Nunzia Indelicato Montalto, la signora Santina Scalzo Meli. Queste ultime due signore si prestano all’ultimo momento ad accompagnare le suore. Diversi membri del movimento della Speranza fin dalla prima mattinata hanno tenuto compagnia alle suore. Saluta a nome dell’Istituto il ragioniere Santino Platania. [E’ presente la signora Rosita Guzzetta Patanè]. Dopo una sosta all’area di servizio nei pressi di Enna si arriva a Palermo, in via Dossuna, alle 14,30 ca. Alle 15,00, da Baida, arriva la provinciale. Mentre don Achille e il suo gruppo si recano nei pressi dello stadio della Favorita per far visita alla sorella suora di don Stefano, il signor Silvestro e le altre si fermano ancora nell’istituto delle Suore.”

6 settembre 1996. Venerdì. […] Così aveva fatto intendere prima della partenza delle suore l’arciprete. In serata telefona da Palermo la superiora suor Anna di Gesù. E’ in famiglia per un po’ di riposo e si tratterrà fino alla fine di settembre per sottoporsi a degli esami clinici. Chiede notizie della situazione in paese. Prima aveva telefonato a don Achille Quattrocchi.

8 settembre 1996. Domenica. Variabile. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. È la prima domenica senza la presenza delle Suore FSA. A sostenere il ‘coro’ sono presenti Federica Russotti, Salvo Sanfilippo, Elvira Purello.”


2. Fonte: Gazzettino di Giarre, 27 settembre 1996, n. 36 [il neretto … non è nell’originale]:

A p. 5 articolo a firma ‘S. M.’ dal titolo: “L’on. Floresta per Castiglione di Sicilia. Tra l’altro, anche la riconversione dello stabile adibito ad orfanotrofio in casa di ricovero per anziani.”

Testo [Foto panoramica della parte alta con la chiesa S. Pietro e la Badia. Didascalia: ‘Una veduta della Città con sulla destra in alto l’ex orfanotrofio.”]:

“Il drammatico impoverimento del patrimonio istituzionale di Castiglione di Sicilia, con la conseguente diaspora anagrafica che solitamente accompagna la frana economica cittadina, sono gli argomenti di una recente interpellanza dell’on. Ilario Floresta, il quale denuncia una forte preoccupazione intorno al futuro civile della Città e chiede interventi adeguati per superare le secche dell’attuale emergenza. Dopo la soppressione della stazione dei Carabinieri di Mitogio, la chiusura del piccolo efficiente ospedale San Giovanni di Dio, la scomparsa dell’orfanotrofio Regina Margherita che rappresentava un riferimento prestigioso per le famiglie indigenti della Valle Alcantara, il declassamento della locale scuola media, la chiusura dei recapiti periferici di collocamento delle frazioni di Mitogio, di Solicchiata e di Passopisciaro, oltre all’accorpamento dello stesso ufficio di collocamento del Centro a quello di Randazzo, ora è la volta delle suore dell’ordine di Sant’Anna, le quali si sono definitivamente allontanate da Castiglione per trasferirsi in altre residenze religiose. Le suore erano giunte a Castiglione di Sicilia sul finire dell’Ottocento, in seguito all’accorato appello dell’arciprete e del sindaco dell’epoca, i quali si erano rivolti direttamente a Rosa Gattorno, coraggiosa fondatrice dell’Ordine della suore di sant’Anna e ora proclamata Beata. In tanti anni le suore erano state un supporto validissimo per le famiglie bisognose di Castiglione e dei paesi della Valle. Con l’orfanotrofio, che durante tanto tempo aveva ospitato migliaia di ragazze alle quali, al raggiungimento della maggiore età, veniva assicurato un sostanzioso donativo proveniente dall’amministrazione di un importante legato testamentario, con il frequentatissimo asilo nido e la scuola materna, le suore erano riuscite a incidere sensibilmente anche sull’immagine complessiva della Città. Non si capisce bene perchè, ma quasi certamente a causa dell’indifferenza con cui di fatto si lasciavano marcire i problemi dell’Istituto e depauperare e disperdere qualsiasi iniziativa utile, ora le Suore hanno dato il loro addio a Castiglione di Sicilia. Sempre su iniziativa dell’on. Floresta, sembra si voglia tuttavia interrompere la gestione commissariale dell’Opera e l’avvio di una nuova fase amministrativa. I Fidecommissari, infatti, hanno provveduto a nominare il Consiglio di amministrazione dell’Opera, che sarà formato dalla dott.ssa Maria Nicotra, dal dott. Antonino Di Carlo e dalla signorina Lea Sardo. Successivamente si pensa di dare grande impulso alla riconversione dello stabile adibito ad orfanotrofio in casa di ricovero per anziani. Si potranno così, forse, tracciare nuovi percorsi perchè la Città non resti orba anche di questa residua risorsa. S. M.”.

  1. Fonte: Articolo sul Gazzettino di Giarre sull’Orfanotrofio. [Rintracciare originale, data! Neretto non nell’originale …]

Titolo: “CASTIGLIONE: E’ OGGETTO DI DISCUSSIONI, CONFERME E SMENTITE. L’ex orfanotrofio Regina Margherita. [Al centro foto, lato ovest]

[Testo] Ritorna ad essere oggetto di discussione fra innumerevoli conferme e smentite l’ex orfanotrofio Regina Margherita, sito nel centro storico di Castiglione di Sicilia. Dopo la partenza delle suore di Sant’Anna molte previsioni si sono fatte sul futuro dell’Istituto: chi lo vedeva già chiuso e senza via di sbocco, chi invece più fiducioso prevedeva un futuro diverso. Qui un monastero era stato fondato nel 1407 da una pia donna di nome Elenuccia sotto il titolo di S. Maria del Riposo. Nel 1590 dopo quasi due secoli su soppresso e le suore furono richiamate a Messina. Alla fine del ‘700 sorse nella parte inferiore un orfanotrofio femminile, opera filantropica ed umanitaria fondata dall’Abate Giuseppe Coniglio. Nel 1884 la Fidecommisseria dell’epoca ha affidato la gestione dell’attività educativa delle orfanelle alle suore di Sant’Anna. Il periodo successivo a questa data fu prosperoso e di grande rilievo sociale ed educativo non solo per Castiglione, ma bensì per tutta la valle dell’Alcantara. Lo scorso autunno le suore di Sant’Anna, dopo quasi un secolo di tranquilla permanenza nel paese etneo, vengono momentaneamente richiamate a Palermo per andare a potenziare quei centri urbani più grossi che ne hanno maggior bisogno. La notizia nel paese viene accolta con grande amarezza e subito vede mobilitare sia i componenti del Commissariato Regionale sia le persone che operavano accanto alle suore, affinché la struttura non subisse la stessa sorte di quel lontano 1590. Intanto il Commissariato Regionale ha posto lo sguardo su un problema sociale, quello degli anziani. Infatti a Castiglione come in molti altri centri della penisola le nascite sono in declino, mentre la popolazione anziana è in aumento. A questo punto l’idea, già voluta e programmata da anni sia dagli ex amministratori che dall’attuale Commissario, è di realizzare nel secondo piano un’ala del tutto autonoma dell’edificio medesimo per accogliere anziani e garantire loro un appoggio socio-assistenziale-ricreativo. Ma l’Istituto Regina Margherita non può ospitare «sic et simpliciter» gli anziani senza la modifica dello statuto e l’adeguamento di alcune strutture, in corso d’avvio da diversi anni. Entrambi i problemi sono stati quasi risolti per l’avvio della nuova plurifunzionalità, manca solo l‘autorizzazione della Regione Siciliana. L’iter burocratico non è stato sicuramente di aiuto per il normale svolgimento delle attività, anche se negli ultimi mesi molti gruppi sono stati ospitati e si è cercato di curare e portare avanti un certo turismo religioso. Ciò conferma che l’attuale Commissario Regionale è fermamente deciso a voler mantenere in vita l’attività culturale socio-assistenziale e ricreativa dell’Istituto sia per i minori sia per gli anziani. Si apprende che nei primi di febbraio avrà inizio la ripresa del tradizionale semiconvitto con normale refezione e insegnamento post-scolastico. Inoltre vi è anche un programma di svolgere dei brevi corsi teologici di cui sono in trattativa delle insegnanti volontarie della circoscrizione di Acireale, che con l’apporto di una unità religiosa momentaneamente pendolare riuscirà a far riprendere le vecchie tradizioni che l’opera pia in oggetto si è sempre prefissata di assicurare. Enza Conti”.

[Troppe approssimazioni …]


Il Monastero così come appare ora (venerdì 07 settembre 2018, h. 09:59). almeno esternamente, è frutto dei lavori di manutenzione (esterni – cortile …)effettuati nel 2009-2010. Cfr. Ufficio tecnico, rag. Santino Platania, Presidente Lea Sardo … Foto visita 11 novembre 2010.

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