castiglione-di-siciliaStatuto organico dell’Orfanotrofio Regina Margherita 1884


Fonte:  Statuto Organico dell’Orfanotrofio Regina Margherita In Castiglione di Sicilia, CATANIA, Tipografia di FRANCESCO MARTINEZ, 1885, pp. 16.

[3] UMBERTO I.
Per grazia di Dio e per volontà della Nazione
RE D’ITALIA
____________*___________

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno, Presidente del Consiglio dei Ministri.

Veduta la domanda della Fidecommissaria Amministratrice dell’Opera pia Coniglio di Castiglione di Sicilia, diretta ad ottenere l’erezione in ente morale di un Orfanotrofio femminile da fondarsi nel detto Comune, sotto la denominazione di Regina Margherita e da mantenersi colla rendita proveniente da un credito dell’Opera pia Coniglio verso il Comune di Mineo, realizzato per transazione in data 21 dicembre 1882;
Veduta la deliberazione I Luglio 1883 del Consiglio Comunale di Castiglione di Sicilia con cui facendo adesione alla proposta erogazione del capitale costituente lo accennato credito, cede a favore del nuovo istituto l’ex convento dei Carmelitani;
[4] Veduto lo Statuto organico proposto per l’erigendo Orfanotrofio;
Vedute le corrispondenti deliberazioni della Deputazione provinciale;
Vedute le leggi 5 Giugno 1850 N. 1817 e 3 Agosto 1862 N. 753;
Sentito il parere del Consiglio di Stato;
Abbiamo decretato e decretiamo:

I.

L’Orfanotrofio Regina Margherita nel Comune di Castiglione di Sicilia (Catania) è eretto in ente morale, ed è autorizzata la inversione a favore dell’Orfanotrofio medesimo, della rendita proveniente dall’atto di transazione 21 Dicembre 1882;

II.

L’Orfanotrofio predetto è autorizzato ad accettare la cessione dal Comune di Castiglione di Sicilia del locale dell’ex Convento dei Carmelitani in conformità della deliberazione consiliare I Luglio 1883;

III.

E’ approvato lo Statuto organico dell’Orfanotrofio 20 Aprile 1884, composto di trentanove articoli, visto e sottoscritto d’ordine Nostro dal Ministro proponente, sostituendo nell’articolo 39 alle parole «e regolarmente [5] vistato dall’autorità governativa» le seguenti «quindi sottoposti in conformità di legge all’approvazione superiore».
Ordiniamo che il presente decreto munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia, amndando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Monza, addì 15 Novembre 1884.

Firmato  –  UMBERTO

Controfirmato – DEPRETIS

Per copia conforme – Il Direttore Capo della 5ª Divisione – Casanova.

[6] [f. bianco]

[7] STATUTO ORGANICO
DELL’ORFANOTROFIO

REGINA MARGHERITA

IN CASTIGLIONE DI SICILIA

______*_____

CAPITOLO I.
Sede – origine – scopo e redditi.

Art. 1. – L’Orfanotrofio sotto il titolo Regina Margherita ha sede nel Comune di Castiglione di Sicilia nel locale all’uopo destinato dal Municipio, ed è fondato a spese della Fidecommissaria Coniglio.

Art. 2. – Esso ha per iscopo il ricovero e mantenimento delle ragazze orfane e povere, nate legittime da genitori, che ebbero residenza e domicilio nel sudetto Comune di Castiglione.
La Fidecommissaria fondatrice si prefigge inoltre ottenere dall’Opera pia l’effetto pratico che sarà appunto quello di migliorare lo stato delle arti femminili e di giovare alla classe povera della Città.

Art. 3. – Le ragazze saranno ammesse dall’età non minore di anni cinque, nè maggiore di anni dieci.
Saranno educate nella morale e nella civiltà, nei lavori donneschi, cioè tessitura, costura semplice ed a macchina, ricami, prime letture, aritmetica ed altro secondo mezzi di cui può disporre l’Amministrazione, sempre [8] però con lo intento di ottenere lo scopo espresso nello articolo precedente.

Art. 4. – Onde maggiormente estendere il beneficio dell’Opera pia si riceveranno oltre le orfane povere altre orfane a pensione.
Detta pensione sarà determinata dalla Commissione Amministrativa, e sarà uguale alla quota della spesa effettiva in ogni tempo bisognevole al ricovero, istruzione e mantenimento di ciascheduna Orfana.

Art. 5. – Le orfane a pensione non avranno nessuna destinazione e riguardo su quelle gratuite, ma saranno in tutto riguardate nell’istesso modo.

Art. 6. – Tutte quelle ragazze che ostinatamente si diportano coi superiori con poco rispetto, che con discorsi od azioni cattive recano danno alla morale e civile educazione delle loro compagne, o provocando dissidi disturbano la pace e la concordia nelle convittrici saranno espulse.

Art. 7. – Le ragazze vi saranno ricevute previa le debite giustificazioni coi relativi documenti della loro età, povertà, filiazione legittima, seguita vaccinazione e con fede del Medico assicurante che la ragazza gode perfetta sanità.

Art. 8. – Nella ricezione delle ragazze saranno in concorrenza preferite quelle orfane, che in aprità di requisiti, dei quali è dettaglio all’articolo precedente, si hanno la più stretta parentela con l’estinto Sacerdote Coniglio, poi quelle rive d’ambo i genitori.
I diritti d’ammissione nell’Orfanotrofio verranno esaminati dalla Commissione Amministrativa.

Art. 9. – Le orfane state ammesse ne dovranno uscire appena compiuta l’età di anni diciotto.

[9] Art. 10. – La Direttrice terrà un registro dei lavori, messi ad effetto di cascheduna ragazza separatamente, e vendibili, del denaro ricavato ne tratterà due terze parti per conto dell’Istituto, e che consegnerà al cassiere, mentre l’altra terza parte sarà versata in una Cassa di Risparmio con libretto intestato a nome dell’Orfana proprietaria, a di cui beneficio andranno la somma dei capitali e frutti.
Appena la ragazza sortirà dall’Istituto avrà consegnato il libretto della cassa al di lei nome intestato.

Art. 11. – Alle ragazze resta il carico della pulizia della casa, dei lavori di cucina, ed altro bisognevole per la casa stessa, e ciò a turno secondo l’abilità di cascheduna ragazza.

Art. 12. – I mezzi con cui la Fidecommissaria provvede allo scopo, consistono in rendite sul Gran Libro del Debito Pubblico, in oblazioni di benefattori d’ogni classe che contribuiscono al mantenimento delle orfane.
L’Amministrazione promuoverà annualmente delle piccole esposizioni di lavori donneschi ed artistico industriali che procurerà far donare all’Istituto della carità Cittadina.
Detti oggetti donati dopo la premiazione dei migliori saranno venduti all’incanto, o facendone anche delle piccole lotterie.

CAPITOLO II.
Amministrazione.

Art. 13. – L’Orfanotrofio sarà amministrato da tre Deputati, i quali in corpo piglieranno il nome di Commissione Amministrativa.

[10] I tre Deputati dovranno essere nati ed oriundi di questa Città.

Art. 14. – Uno dei tre Deputati sudetti sarà il Presidente della Commissione, la quale in ogni anno ne farà l’elezione dal suo seno o confermerà il precedente.

Art. 15. – I membri della Commissione saranno eletti dai Fidecommissari Coniglio a maggioranza di voti mercè apposito verbale che sarà depositato nell’Archivio dell’Orfanotrofio.

Art. 16. – La Commissione Amministrativa come sopra costituita eleggerà un Segretario contabile, ed un Cassiere con cauzione che ne esercitano gratuitamente le funzioni.
La carica del Segretario e del tesoriere sarà a vita semprechè vi vogliono permanere, però pei motivi ben visti alla Commissione possono licenziarsi.

Art. 17. – La Commissione durerà in esercizio un triennio. Dopo una elezione generale, sarà determinato dalla sorte chi dovrà scadere nel primo e secondo anno.
Il corpo cui appartiene l’elezione, appena il Deputato è uscito, dovrà elegerne un’altro, ovvero confermare lo scaduto.

Art. 18. – Le scandenze si verificheranno sempre alla fine di dicembre qualunque sia stato il giorno della elezione. Gli Ufficiali scaduti, continueranno però nella loro funzione sino alla effettiva surrogazione.
In caso di morte o di renuncia di alcuno dei Deputati, il surrogato durerà in carica soltanto pel tempo che sarebbe spettato al suo antecessore.

Art. 19. – Non potranno assumere l’Ufficio, e decaderanno dallo stesso, quando lo avessero assunto quelli che vi fossero eletti senza aver prima renduti i [11] conti della precedente Amministrazione, o che abbiano lite vertente con la Commissione.

Art. 20. – Gli ascendenti o discendenti, e fratelli, il genero ed il suocero, non potanno essere contemporaneamente membri della Commissione.

Art. 21. – La Commissione amministra le rendite ed i beni d’ogni maniera dell’Istituto, ne cura il regolare andamento e ne riforma all’uopo gli ordinamenti.
Esercita inoltre l’autorità tutoria paterna su ciascheduna orfana dell’Istituto.
Questo diritto si estende anche ai singoli membri della Fidecommissaria.

Il Presidente.

Art. 22. a) Rappresenta cogli estranei la Commissione, dà vigore con la sua firma agli ordini di pagamento ed indica le adunanze alla Commissione.

  1. b) Firma coi Deputati intervenuti le deliberazioni prese, e ne cura l’eseguimento quando non sia preventivamente affidato l’incarico ad alcuno degli Amministratori.
  2. c) Dirige la corrispondenza Ufficiale ch’ei sottoscrive e sorveglia, la tenuta dei registri e l’andamento degli affari.
  3. d) Provvede all’osservanza delle leggi e dei regolamenti ed alla esecuzione degli ordini superiori.
  4. e) Provvede alle verificazioni ordinarie e straordinarie di Cassa in presenza del Tesoriere, facendone risultare lo stato per atto verbale da rassegnarsi alla Commissione.
  5. f) Vigila ch’esso Tesoriere presenti puntualmente i conti.
  6. g) Sospende dal soldo o dall’impiego tutti gl’impie- [12] gati che marchino al loro dovere, riferendone alla Commissione infra tre giorni per gli opportuni provvedimenti.
  7. h) Espleta tutti gli atti ed esercita tutti i diritti che secondo legge è chiamato espletare e provvedere.

Art. 23. – Nei casi di mancanza, assenza ed impedimento del Presidente sarà egli temporaneamente surrogato dal membro più anziano, in caso di contemporanea elezione del maggiore di età.

CAPITOLO III.

Adunanze e Deliberazioni.

Art. 24. – La Commissione si riunirà nella sala di ricevimento dell’Istituto, ordinariamente ogni mese, ed estraordinariamente ove il bisogno lo esigesse, sia anche per volere del Presidente, sia per domanda sottoscritta da uno dei Componenti la Commissione, sia per ordine dell’Autorità Governativa. Sempre però in quel giorno ed ora che saranno indicati dal Presidente per invito scritto colla indicazione degli affari a trattarsi.

Art. 25. – Nelle riunioni interverranno almeno due Deputati coll’assistenza del Segretario contabile.
Le deliberazioni avranno quindi due voti uniformi, ed in tal caso sarà fatta menzione nel verbale del dissenso o del non intervento del terzo Deputato.
Nelle deliberazioni riguardanti affari personali è necessario l’intervento dei tre Deputati e la votazione sarà sempre a schede segrete.

Art. 26. – I verbali saranno firmati dagl’intervenuti e dal Segretario Contabile, ed avranno vigore dopo l’approvazione dell’Autorità tutoria nei casi dov’è richiesta dalla legge.

[13] CAPITOLO IV.
Norme generali d’Amministraz.

Art. 27. – E’ vietato ai membri della Commissione di prendere parte alle deliberazioni riguardanti interessi lor proprî o dei loro congiunti ed affini fino al quarto grado civile inclusivamente.

Art. 28. – Nel condurre l’Amministrazione dovrà la Commissione attenersi scrupolosamente a quanto viene prescritto dalla legge 3 Agosto 1862 e del relativo regolamento 27 Novembre stesso anno.
Sono quindi suoi obblighi principali:

  1. a) Formare ogni anno i bilanci e rendere i conti nei modi ivi tracciati.
  2. b) Tenere in continua evidenza le attività e le passività dell’opera pia.
  3. c) Sottoporre alla Deputazione Provinciale tutti gli atti e regolamenti, contratti e deliberazioni soggetti all’approvazione di questa.
  4. d) Provvede per la manutenzione dei mobili, per la conservazione ed accrescimento delle entrate, per la possibilità di ridurre le spese, per la conversione in rendita del Gran Libro del Debito Pubblico od in altro miglior modo, l’impiego degli avanzi e dei capitali donati allo Istituto.

CAPITOLO V.
Impiegati.

Art. 29. – Il personale degl’Impiegati addetti all’Orfanotrofio consiste in:
Un Segretario Contabile
[14] Un Tesoriere con cauzione
Una Direttrice
Una Maestra munita di patente come di legge.
Un Medico
Un Cappellano
Una serva.

Art. 30. – La nomina degl’Impiegati spetta alla Commissione Amministrativa, e sarà fatta a votazione segreta registrata in apposito verbale firmato dai votanti e dal Segretario Contabile e vistato dall’Autorità tutoria.

Art. 31. – Detta Commissione Amministrativa può escludere dal servizio quei tali impiegati che si credono non potere disimpegnare l’incarico loro stato affidato.

Art. 32. – Degl’Impiegati avranno soltanto lo stipendio le maestre e la serva. Gli altri impiegati serviranno gratuitamente e sarà cura dell’Amministrazione cercarli fra le persone che ad ogni altra qualità, accoppiano quella della carità verso le povere Orfane.

Art. 33. – In qualunque caso che la Direttrice non potrà esercitare le sue funzioni per ragioni plausibili, ne assumerà temporaneamente il carico la maestra, però previo consenso del Presidente della Commissione.

Art. 34. – La maestra può essere eletta Direttrice dal corpo costituito a norma dell’articolo 30.

Art. 35. – Lo stipendio degl’Impiegati a pagamento sarà fissato dalla Commissione, e dopo l’approvazione dell’Autorità tutoria sarà ammesso regolarmente nel bilancio annuale.

Art. 36. – Il numero degl’impiegati e lo stipendio non potranno essere accresciuti senza la approvazione della Fdecommissaria Fondatrice, sempre col visto dell’Autorità tutoria.

[15] Art. 37. – Il Tesoriere dovrà prestare cauzione nei termini e modi che verranno specificati nel regolamento di servizio interno, nel quale sarà particolareggiato l’andamento dell’Istituto, e saranno additati i doveri e gli incarichi di tutti gl’impiegati.

Art. 38. – I componenti la Fidecommissaria Coniglio sia insieme, che separatamente, possono intervenire alle riunioni della Commissione di cui è parola agli articoli 8, 24, 30, 31, 34 e 35, a quell’uopo il Presidente è tenuto dargliene avviso per invito scritto come procedesi pei Componenti la Commissione.
Le adunanze possono anche provocarsi dalla medesima Fidecommissaria, la quale ove mai v’interverrà nelle riunioni della Commissione, avrà semplicemente il voto consultivo.

Art. 39. – Le modifiche al presente Statuto dovranno essere proposte in iscritto dalla Commissione Amministrativa, discusse ed approvate dalla stessa con voto consultivo dei Fidecommissarî Coniglio, quindi sottoposto in conformità di legge all’approvazione superiore.

Castiglione Sicilia, lì 20 Aprile 1884.

I FIDECOMMISSARJ
Arcip. Vincenzo Sardo.
A. Dicarlo.

Ministero dell’Interno  –   Visto d’ordine di S, M.
           Il Ministro,  firmato – DEPRETIS.

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