[Cfr. Ordine di San Benedetto – Congregazione Cassinese]

VINCENZO SARDO SARDOCastiglione città demaniale e città feudale. Sue vicende storiche attraverso i secoli, (Con Proemio di F. NICOTRA), PALERMO, Tipografia DOMENICO VENA, 1910, pp. 197-199:

III.
L’Abbazia della Trinità ora chiesa di S. Vincenzo

Incerta è l’epoca della istituzione dell’ordine cassinese in Castiglione sotto il titolo di Priorato, e poi di Abazia della SS. Trinità.
Pare assodato però, che la prima abitazione di essi cassinesi sia stata intorno il 750, in quel sito nominato San Nicola in riva al fiume Alcantara[1].
[198] Stante la insalubrità dell’aria quei monaci abbandonando quel sito pensarono rifugiarsi in Castiglione. Intorno al 1400 li troviamo allogati in un reparto della chiesa di S. Pietro[2] che durante la loro dimora, chiamarono Convento o Grancia dei PP. di S. Benedetto[3].
Pensarono, colà abitando, alla erezione di un’altra Abazia che avesse avuto carattere di maggiore stabilità, e all’uopo scelsero l’ex Cittadella. Nella quale, dopo averla trasformata e resa rispondente agli usi della vita monastica, vi si trasferirono definitivamente nel 1439 o giù di lì[4].
L’Abate della Trinità era esente dall’ordinaria potestà vescovile, soggetto esclusivamente al Tribunale dell’apostolica Legazione sicula, occupava il 59° posto nel Parlamento del regno, ed aveva il diritto di sedere a mensa col Re[5].
Il diritto di patronato dell’Abazia passata in Commenda spettava al Gran Contestabile Colonna. Ciò importava che il candidato ed Abate venisse presentato dal G. Contestabile e non da altri.
Da registri di amministrazione degli ultimi del secolo XVIII e principio del XIX si rileva che fino a tal’epoca l’ordine fu qui fiorente[6].
Ma intorno al 1820, pare che restasse il solo titolo ono-[199]rifico di Abate della Trinità[7], di religiosi più non si trova vestigio.
Al 1860 il generale Garibaldi creò fra Pantaleo, monaco e garibaldino[8], Abate della Trinità di Castiglione!
La chiesetta, dedicata a S. Vincenzo Ferreri, è la sola fabbrica che rimane di tutto il corpo dell’edifizio, che formò l’Abazia della Trinità, ultima abitazione dei Cassinesi in Castiglione[9].
Essa è al presente proprietà privata, insieme al fondicello nel quale sorge[10], di cui la meschina rendita non basta al mantenimento del culto e alla quotidiana celebrazione del divin Sacrifizio nella stessa chiesa.
Questo tempietto, ha dato il nome ad un nuovo quartiere di Castiglione, sorto nelle sue adiacenze da un ventennio a questa parte, per l’accrescimento continuo di questa popolazione.


[1] Tale notizia è confermata da LUCA BARBERIO, nel suo Magnum Capibrevium; dal VILLABIANCA nella sua Sicilia Nobile e dal FILOTEO nell’op. cit., il quale parlando di S. Nicola così si esprime: «dove si vedono le ruine di molte abitazioni dei religiosi, che anticamente la governavano, dove pose parte del suo esercito il re Federico, assediando Castiglione.» V. pure a pagina 7 cap. II della parte prima del presente volume.
Riferisce l’Ab. AMICO (Dizionario topografico) che, prima ancor del 1000, questi cittadini allettati dalla vita esemplare dei monaci dell’ordine cassinese l’indussero a fondare qui un Cenobio. Sorse difatti in brevissimo tempo.
Questa, però, non è che una vecchia tradizione locale!
[2] V. Manoscritto SARDO cit.
[3]         ibid.          ibid.
[4] Dove, prima di tal’epoca, secondo il cennato Manoscritto, fu anche un Monastero di donne. Di esso non ho trovato notizia alcuna; ritengo però, che potè avere relazione col monastero della Linucchia.
[5] Tanto, facevami apprendere in dotta conversazione, l’Ill.mo D. Ignazio Emmanuele Rossi dei principi di Cerami, da Acicatena; morto nell’agosto del 1907, profondo conoscitore di storia e competentissimo in quella Siciliana, come anche geniale cultore d’araldica.
[6] Dai registri di amministrazione del D.r Gius. Luigi Sardo Procur. gen. di essa Abazia nel 1787; e da altri che si conservano nella Segreteria della Matrice.
[7] L’Arcipr. G. B. Calì, brigò molto per essere Abate della Trinità, ma infruttuosamente.
Il primo Abate, secondo il VILLABIANCA, s’incontra nel 1468. Posteriormente D. Girolamo Sardo nel 1537 – Sac. Antonino Pagliaro nel 1563 – Giovanni De Falico nel 1670 – Giovanni Antonio Sardo nel 1751 – D.r Mario de Giorgi nel 1654 – Antonino Sardo 1741 – Carmelo Abbate (Arciprete) 1746 – Antonino Sardo Abate ad honorem di S. Nicola di Palma e della Trinità nel 1755 – D. Domenico Sardo nel 1756 – Antonino Pagliaro nel 1767 – D. Niccolò Camardi nel 1797 morto nel 1801.
[8] Padre Pantaleo di Castelvetrano, frate dei M.O., poscia ammogliato e libero pensatore. (BUTTA’, Da Boffadifalco a Gaeta).
[9] Tutt’ora questo sito è inteso dal popolo sotto il nome di Rocchi da batia.
[10] D. Melchiorre Sardo e Abbate acquistò chiesa e fondo da D. Antonino Platania. Migliorò e riaprì al culto la chiesa, dedicandola a S. Vincenzo (1854). Alla sua morte legò la chiesa con l’annesso fondicello al signor Mario Sardo Panebianco, di lui nipote.



NOTITIA DECIMAOCTAVA SS. TRINITATIS CASTRILEONIS

[Fotocopia, purtroppo senza indicazione della fonte. Pirro? Verificare…. Aggiunta dell’Abbate Vito Amico? Verificare …]

Ad radices montis Aetnae è Boreali regione, Castrumleonis Oppidum, titulo Principatus juris Illustriss. Familiae Columnensium, in Messanensi Dioecesi assurgit, civium opulentia atque amplitudine insigne; ac juxta illud SS. Trinitatis Coenobium sub titulo Prioratus olim, hodie sub Abbatiae nomine, à Luca Barberio memoratum [1], quod Monachis destitutum à Presbyteris saecularibus incolitur.
Porro vetus traditio apud incolas refert, quod forte transeuntibus per Oppidum quibusdam Monachis Benedectini Instituti, adeo illorum innocentissimae vitae exemplum civium animos allexit, ut minimè fuerint passi, eos loco excedere, quin terris, ac situ opportuno assignatis, ut intra eorum fines Coenobium exaedificarent, sociosque adsciscerent, enixis precibus impetrarunt. Igitur prope flumen, cui nomen Cantara, delecto loco, mille passibus ab Oppido dissito, Monasterium brevi excitavere Monachi, atque Ecclesiam, quae hodie sub titulo Sancti Nicolai antiqua servat vestigia picturarum, piorum adjuti eleemosynis, construxerunt.
Cum autem aeris insalubritate locus laboraret, eo relicto, civium eorumdem opera, novum ad balistae jactum ab Oppido Coenobium, sub titulo SS. Trinitatis condidere, ubi quampluribus annis, magna populorum aedificatione Monasticum institutum propagarunt.
Extat hodie Ecclesia, quae Oppidi major Parochialis est, cujus fundatio Monachis etiam SS. Trinitatis adscribitur, ut illis esset pro Grangia, & Valetudinario; sed forte ea longe Monachos praecessit; lapidi enim nigro, parieti Ecclesiae à fronte adhaerenti, notae annorum sequentes insculptae leguntur M. C. V. quae extructam illam per ea tempora docent, quando vix Monachos primum excitasse Coenobium, est credibile. Sed & in superliminari ejusdem Ecclesiae haec lapidae tabulae cernuntur inscripta.

[iscrizione disposta su due righi]

Quae quidem, quamvis injuria temporum adeo sint erosa, ut sensum aliquem vix dare possint, innuunt, ni fallimur, annum 1338. qui fortè Benedictinae fundationi respondet. Jam conjecturis sepositis, haec de Abbatibus penè certa habemus.
[1468] I. F. Bartholomaeus de Buxo SS. Trinitatis Castrileonis Abbas dicitru anno 1468. cui Antonius Columba S. Mariae de Arcu Neti Abbas suas delegavit vices, ut bona Monasterii ejusdem de Arcu administraret [2].
[1547] II. F. Guillelmus Ansalonius Catanensis, Monachus S. Agathae, nobilissimi generis, ac virtutis eximiae. Hunc Abbatem SS. Trinitatis circa nnum 1574, facit Grossi [4], sed apud Castrileonenses ejus memoria ann. 1591. habetur. Denique in Emortuali Catanensis Ecclesiae Guillelmus Prior Monasterii S. Agathae, S. Gregorii de Platia, & S. Mariae de Gratia Adernionis appellatur, ejusque mors die 2. Julii 1582. consignatur, quae tenebras potius historiae offundunt; nec certi aliquid decernendum relinquunt.
[1593] III. Hieronymus Satollo Presbyter saecularis anno 1593. hanc nostra Abbatiam obtinuit. Forte per haec tempora Monachi defecerunt.
[1622] IV. Vincentius Sitajolo anno 1622. Abbas, Presbyter etiam saecularis, patria Panormitanus, genere illustris, ac virtute non minus insignis [4].
[1666] V. Marcus de Georgio circa annum 1666. quo è vivis decedente
[1680] VI. Ferdinandus Columna notissimae prosapiae, ex Principis institutione an. 1680. post quem
VII. Carolus Columna S. R. E. Cardinalis, de quo de alibi in notitia S. Mariae de Noara. Hic vices suas Carolo Calcagni Messanensi delegavit, qui & Priorem, atque Capellanos pro Ecclesiae servitio elegit. Hi Tribunali Apostolicae Siculae Legatiae subduntur, atque ab ordinaria potestate sunt exempti. Abbas in Regni Comitiis locum 59. occupat.
Quolibet anno, Dominica SS. Trinitatis, ejusdem festum magna, ac solemni pompa celebratur. Jus Patronatus Abbatiae magno Comestabulo Columnae competere dicitur; cujus potestati Oppidum subest.”

[1] In Capi- ec– [illegibile la fotocopia!]
[2] Ex Tabul. Mon. S. Mariae de Arcu.
[3] Decac. Catan.
[4] Mongitore in mss. nota.


***

ABBAZIA DELLA SS. TRINITA’

Varia. Censo (o altro) annuale dal Monastero delle Benedettine ‘sub titulo SS.mi Nominis Mariae’.
Censo annuale Chiesa di S. Antonio
Censo annuale Chiesa di S. Marco

  Testo ‘Abbate’ – Procuratore – Affittatore – Gabelloto Anno
1.                     Cfr. Clae, Conti S. PIETRO [a stampa] e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685, f. 57r

[Chiesa S. Antonio Abate]

“Hò pagato al Procuratore dell’Abbazia della SS.ma Trinità[1] per bolla che se li deve” [tarì 7]

  1652
2.                     Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 563r:

[Monastero edificando]

“Pagati al Sac. D. Vincenzo Bonherba Procuratore della Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità di questa predetta Città onze 1. 6. per quelli tarì 12. che si pagano sopra una chiusa nella qontrata di Canzera per Anni trè cioè 2a. 3a., e 4a. Indizioni come per cautela per l’atti di Notar Gioseppe Laviano di Francaviglia a primo gennaro 5a. Indizione 1682”

Sac. D. Vincenzo Bonherba 1682
3.                     Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 674v:

[Monastero edificando]

“Pagati a D. Gioseppe Badolato come Procuratore della Abbatia della SS.ma Trinità tarì 12. e sono per l’anno 5a. Indizione vi è Cautela per l’atti di Donna a 14. settembre 6a. Indizione 1682.”

Sac. D. Giuseppe Badolato 1682
4.                     Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 681r:

[Monastero edificando]

“Pagati al Sac. D. Vincenzo Bonherba come affittatore delle rendite delle Venerabile Abatia della SS.ma Trinità tarì 12. e sono per l’anno 6a. Indizione à complimento per l’atti di Donna a 24. ottobre 7a. Indizione 1683.”

Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 623r:

[Chiesa di S. Giacomo]

“Pagati alla Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità di questa onze 2. 14. 2., cioè onze 1. 29. 5. per lo censo delli salme -. 4. di nocilla, e del tarì 1. 17. si devono ogn’anno ad emphiteusim a detta Venerabile Abbatia sopra il nocelleto comprato dal sopra detto di Nicita, tarì 3. per lo censo si deve come sopra a detta Abbatia sopra la chiusa nella qontrata di detta Abbatia assignata per Flaminia Ardizzone, e qualmente tarì 11. 17. per altro censo di salme -. 4. di nocilla, e tarì 1. 17. di denari si devono come sopra a detta Abbatia sopra il nocelleto con casa dentro assignato dall’heredi del quondam D. Gioseppe Badolato nella sopra detta qontrata è tutti à complimento dell’anno 6a. Indizione p. p. 1683. come per l’atti di Notar Oratio Merlo appare sotto lì 15 luglio 7a. Indizione 1684. dico”

Sac. D. Vincenzo Bonherba 1682-1683

(VI)

5.                     Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 603r:

[Chiesa di S. Marco]

“Pagati al Sac. D. Vincenzo Bonherba Affittatore delle rendite della Batia della SS.ma Trinità per la bolla di tarì 3. l’anno si paga sopra la sopra detta vigna per anni 2. 6a., e 7a. Indizioni”

Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 619r:

[Chiesa di S. Giacomo]

“Per prezzo di salme 23. di nocilla pervenuta dalli nocelliti della Chiesa di quest’anno presente 8a. Indizione della quale dedotti salme – 10. alli Reverendi Cappellani della Matrice Chiesa pagati per raggione di cenzi, salme -. 8. alla Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità di questa ancora per raggione di cenzo dovuto sopra detti nocilliti a complimento di tutto l’anno 7a. Indizione p. p. …”

Cfr. Clae, “Conti S. PIETRO e Santa Maria Pietà 1649-1650 – 1684-1685 (V)”, f. 624v:

[Chiesa di S. Giacomo]

“Pagati alla Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità per essa al Sac. D. Thomaso di Jesi affittatore delle rendite di detta nocilla salme -. 8. e tarì 6. 14. di denari per lo cenzo dell’anno 7a. Indizione p. p. et ò complimento per raggione di quelli salme -. 8. di nocilla e tarì 3. 14. di denari si devono sopra li sopra detti dui nocelliti, e tarì 3. sopra la chiusa nella qontrata dell’Abbatia, seù Bracato olim era di Flaminia, e Dominichella Ardizzone et tarì 1. al Notaro di Merlo a 18. ottobre 8a. Indizione 1684. detta nocilla salme -. 8. denari”.

Sac. D. Vincenzo Bonherba

Sac. D. Tommaso di Jesi

1683-1684 (VII)
6.                     Cfr. Clae, “Conti S. Giacomo 1685-1801“, f. 3r:

[Monastero]

“… salme -. 8. [nocciola] pagati alla Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità di questa per li censi si devono sopra detti Nocelliti à complimento per tutto l’anno 8a. Indizione 1685…”

Cfr. Clae, Conti S. Marco 1685-1765, f. 13v:

“A 6. dicembre 9.a Indizione 1685. à Francesco Lanza come gabelloto delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità di questa per lo censo di tarì 3. annuale paga detta Chiesa sopra la vigna alla qontrata della Cavallaria per l’anno 8.a Indizione p. p. come per apoca in Notar Chiappazzo il dì di sopra”

Francesco Lanza 1684-1685 (VIII)
7.                     Cfr. Clae, Conti S. Marco 1685-1765, f. 32r:

“Pagati à Francesco Lanza del quondam Gioseppe come Affittatore delli rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità di questa per lo censo di tarì 3. annuale paga la Chiesa sopra la vigna nella qontrata della Cavallaria, e sono per l’anni 9.a, e X.a Indizioni p. p. dico”

Francesco Lanza 1685-1686 (IX)
8.                     Ibidem Francesco Lanza 1686-1687 (X)
9.                     Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 30r:

“Trattenutemi come gabelloto delle rendite della Abbatia della SS.ma Trinità di Castiglione onze 3. 10. per raggione di decorsi, e laudemio d’una bolla di tarì 4. ad emphiteusim dovuta a detta Abbatia sopra un pezzo di nocellito, di sopra venduto dal sudetto di Romeo come appare in detto atto di venditione di sopra calendato dico”

Cfr. Clae, Conti S. Marco 1685-1765, f. 33v:

A 23. novembre pagati à Francesco Lanza del quondam Gioseppe come gabelloto delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità di questa per lo censo di tarì 3. annuale paga la Chiesa sopra la vigna nella qontrata della Cavallaria per l’anni XI.a e XII.a Indizioni p. p. et à complimento come per apoca in Notar Gaspare Chiappazzo”

Francesco Lanza 1687-1688 (XI)
10.                  Ibidem Francesco Lanza 1688-1689 (XII)
11.                1 Cfr. Clae, Conti S. Marco 1685-1765, f. 35v:

“A 5. ottobre [1690] a Francesco Lanza quondam Gioeppe come gabelloto delle rendite della Venerabile Abbazia della SS.ma Trinità pe rlo censo paga la Chiesa sopra la vigna alla Cavallaria per l’anno 13.a Indizione p. p. et à complimento”

Francesco Lanza 1689-1690 (XIII)
12.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 44v:

“Pagati allo gabelloto delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità tarì 12. per lo censo di tarì 4. l’anno paga sopra lo loco delli Xiarelli e sono per tutto l’anno 14.a Indizione p. p. dico”

  1690-1691 (XIV)
13.                    1691-1692 (XV)
14.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 47r:

“Per lodemio, e decorsi pagati alla Abbatia della SS.ma Trinità” [tarì 7. 4]

  1692-1693 (I)
15.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 47v:

“Pagati a detta Abbatia per ragione di laudemio dello loco comprato di Gratiosa Giuliano” [tarì 10]

Francesco Lanza 1693-1694 (II)
Cfr. Clae, Conti S. Marco 1685-1765, f. 59r:

“Pagati à Francesco Lanza come Affittatore della Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità tarì 9. per lo censo paga la Chiesa sopra la vigna nella qontrata della Cavallaria per anni trè cioè 15.a, prima, e 2.a Indizione p. p. dico”

16.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 67v:

“Pagati à D. Carlo Sanginisi come Affittatore delle rendite della SS.ma Trinità per lo censo di tarì 7. 10. che si paga sopra il loco delli Xiarelli per l’anni 3.a 4., e 5.a Indizioni p. p.” [tarì 22. 10]

D. Carlo Sanginisi 1694-1697 (III, IV e V)
17.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 69r:

“Pagati al Reverendo D. Gioseppe Calatagirone[2] come Affittatore delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità tarì 15. per il censo di tarì 7. 10. si paga sopra loco delli Xiarelli, e sono per l’anni 6.a, e 7.a Indizioni p. p. dico”

D. Giuseppe Caltagirone 1697-1699 (VI e VII)
18.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 78r:

“Pagati alli gabelloti delle rendite della SS.ma Trinità di questa per lo censo di tarì 7. 10. l’anno si paga sopra lo loco delli Xiarelli, e sono à complimento dell’anno 8.a Indizione p. p.”

  1699-1700 (VIII)
19.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1685 – 1707”, f. 41v [71v]:

[Monastero]

“A 31. Gennaro 1701. Ricevo dal Procuratore della Ven. Abbatia della SS.ma Trinità della Città di Castiglione tarì 20., e sono per prezzo di legni vendutoli dal loco di S. Lorenzo stimati per Nicolò Tatì, e mastro Antonino D’Amino”

1701
20.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, ff. 90r-90v:

“Pagati à Giuseppe Imperi onze 2. 2. 5. come Affittatore delle rendite dell’Abbatia di questa Città di Castiglione per quelli tarì 20. 15. che paga detta Chiesa ogn’anno à detta Abbatia”

Giuseppe Imperi 1704
21.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 96r:

“A dì detto 29. marzo 1705. pagati a detto Rev.mo Abbate Gioeni come Procuratore dell’Ecc.mo Monsignor Colonna Abbate della SS.ma Trinità di questa e Maggior Domo di N. S. tarì 20. 15., e sono per li censi si devono sopra tre pezzi di terreno nella qontrata dellli Xiarelli, e sono à complimento dell’anno XII.a Indizione p. p. 1704. come per Cautela in detto Notaro di Donna”

Ecc.mo Mons. Carlo Colonna 1704
22.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 99v:

“A 21. settembre XIIII.a Indizione 1705 pagati al Reverendo D. Domenico Castrianne Procuratore delle rendite della SS.ma Trinità di questa tarì venti, e grana 15. e sono per li censi si devono sopra trè pezzi di terreno nella qontrata delli Xiarelli per l’anno XIII.a Indizione p. p., et à complimento come per Cautela in Notar Melchiore Donna”

Sac. Domenico Castrianne, Procuratore 1705
23.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 109r:

“A’ Don Domenico Cristianni, e Don Angelo Imperi per li tre censi dovuti alla Batia della SS:ma Trinità come procuratori di Essa per tutto l’Anno 14.a  p. p. come per l’Atti di Donna sotto lì 22: febraro 15: Indizione 1707”

Sac. Domenico Castrianne e Sac. Angelo Imperi, Procuratori 1706
24.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 123v:

“Onza 1. 13. 10. pagati al Reverendo Sacerdote D. Domenico Crastianne Procuratore del Rev.mo Abbate D. Giacomo Gioeni Vicario Generale dell’Abbatia della SS.ma Trinità, e sono per decorsi di bolla dell’anno prima, e 2. Indizione p. p., e sono per l’interusurio delli tarì 20. 15. annuali paga detta Venerabile Chiesa a detta Abbatia dico”

Sac. Domenico Crastianne, Procuratore del Rev.mo Abbate Don Giacomo Gioeni, Vicario Generale dell’Abbatia 1710
25.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 171v:

“A Don Vincenzo Giuliano Affittatore delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità tarì undici, e sono per il canone non soluto dell’anno 14.a p. p. per quelli paga la Chiesa come [spazio bianco] dico”

Don Vincenzo Giuliano, ‘Affittatore’ 1720-1721 (XIV)
26.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 174r:

“Di più al sudetto di Giuliano tarì 23: 8. e sono per il censo di tar’ 11. 14. li paga la Chiesa all’Abbatia della SS.ma Trinità per l’anni 15.a e prima ed al sudetto come gabelloto dico”

Don Vincenzo Giuliano, ‘gabbelloto’ 1721-1722 (XV)

1722-1723 (I)

27.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 181r:

Al detto di Giuliano come Affittatore dell’Abbatia della SS.ma Trinità tarì 11. 14. per il censo li paga la Chiesa, e sono per l’anno seconda Indizione dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1723-1724 (II)
28.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 190:

Al Reverendo D. Vincenzo Giuliano onze 1. 17. 8., è sono tarì 24. per complimento dell’anni 3.a è 4.a Indizioni di quelli tarì 12 annuali li paga la Chiesa come Beneficiale in loco delli tarì 12 reluiti per Michele la Monica tarì 23. 8. per complimento pure dell’anni sudetti 3.a è 4.a del cenzo di tarì 11. 14. annuale li deve la chiesa come Affittatore dell’Abbatia della SS.ma Trinità”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1724-1725 (III)
29.                  ibidem Don Vincenzo Giuliano, “Affittatote” 1725-1726 (IV)
30.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 220v:

Item pagati al Reverendo D. Vincenzo Giuliano Affittatore delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità onze 3: 3: 12: per decorsi maturati dall’anno 5.a Indizione per tutto l’anno 12.a Indizione p. p. 1733:; e 1734 di quelli tarì 11: 14: annuali paga detta Chiesa a detta Abbatia, come per apoca in Notar Imperij sotto lì 28: Maggio 1735: dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1734-1735
31.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, ff. 232v-234r:

Item al Reverendo Sacerdote D. Vincenzo Giuliano Affittatore delle rendite dell’Abbatia della SS.ma Trinità tarì 23: 8: per decorsi dell’anni 13.a Indizione, e 14:a Indizione 1735, e 1736: per ragione di quelli tarì 11: 14: annuali paga detta Chiesa a detta Abbatia come per apoca in Notar Imperij sotto lì 25: Marzo 1737: dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1737
32.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 248r:

“Item al Reverendo D. Vincenzo Giuliani come Affittatore della Bazia della SS.ma Trinità tarì 23: 8: per l’anni 15.a e prima Indizione p. p. per quelli tarì 11. 14: paga annuale detta Chiesa à detta venerabile Abbazia come per Apoca in detto Notaro die quo dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1737

1738

33.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 250v:

“Item pagati al Reverendo D. Vincenzo Giuliani come Affittatore della Bazia della SS.ma Trinità tarì 11: 14: per il cenzo dell’Anno 2a. p. p. esigge dalla Chiesa come per Apoca in Notar Imperij sotto lì 31: Agosto 1740 dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1739
34.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 259v:

“Item pagati al Reverendo D. Vincenzo Giulianj tarì 11: 14: paga alla Chiesa la Chiesa all’Abbatia della SS. Trinità, e ad esso di Giuliano come Affittatore di essa Abbatia e sono per l’anno 3.a Indizione”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1740
35.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 261v:

“Item tarì 11: 14: pagati al Reverendo D. Vincenzo Giuliano come Affittatore di questa Abbatia della SS. Trinità suole pagare di cenzo emphiteutico la Chiesa e sono per l’anno 4.a Indizione”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1741
36.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 278v:

“Item al Reverendo Don Vincenzo Giulianj come Procuratore della Abbatia della SS.ma Trinità per il cenzo annuale deve detta Venerabile Chiesa onze 1: 5: 2: e sono per l’anni 5.a, 6.a, e 7.a Indizione come per Apoca in Notar Imperij sotto lì 10: Novembre 1744: dico”

Don Vincenzo Giuliano, “Affittatore” 1744
37.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 323v:

“di onze 4: 20: 8. pagati al Reverendo D. Vincenzo Giulianj come Procuratore dell’Abbazia della SS.ma Trinità per quel cenzo dovuto dalla Chiesa à detta Abbazia di tarì 11: 14: annuale, e sono per l’anni 6.a Indizione 1742: per tutto l’anno 2.a Indizione 1753: e 1754 come per Apoca in Notar D. Rosario Vecchio sotto lì ……………………………… dico”

Don Vincenzo Giuliano, Procuratore 1742-1754
38.                  Cfr. Clae, Conti S. ANTONIO 1685 – 1758, f. 320v:

“Item di tarì 23: 8. pagati a D. Domenico Ristifo come Procuratore di D. Filppo 4occhi Gabelloto delle Rendite e luoghi dell’Abazia della SS.ma Trinità per il cenzo esige sopra li Chiusi di Petruso , e sono per l’anni 3.a Indizione, e 4.a Indizione come per Apoca in Notar D. Rosario Vecchio sotto lì   …………………………………. dico”

D. Filippo Quattrocchi 1755-1756 (IV)
39.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 10r:

“Più di tarì 23: pagati al Reverendo D. Domenico Restifo, come Procuratore del Reverendo D. Filippo Quattrocchi Affittatore delli censi, e rendite della Venerabile Abbatia della SS.ma Trinità e furono per li censi dell’anni 5.a e 6.a Indizione 1757: e 1758. ed a complimento, come per apoca in Notar vecchio sotto lì …………………………… dico”

D. Filippo Quattrocchi 1757-1758 (V e VI)
40.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 28v:

“à 21. detto [Maggio] à d. Giuseppe Imperi per il cenzo della Trinità per l’anno 1764 tarì 11. 14.”

D. GIUSEPPE IMPERI 1764
41.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 120v:

[Monastero]

a) “Più tarì 10: al Reverendo D. Domenico Restifo, come Affittatore della SS.ma Trinità per causa di Decorsi di quel cenzo annualiter di tarì 2: 10: dovuto sopra l’Orto della Fontana assignato dalli Signori di Stagnitta in conto delli di loro Alimenti”

b)”Più onze -. 2: 10: al Signor D. Giuseppe Imperi affittatore della SS.ma Trinità dell’anno presente per causa del cenzo come sopra”

a) Sac. D. DOMENICO RESTIFO (anni precedenti)

 

b) D. GIUSEPPE IMPERI

1764/1765

(XIII Ind.)

42.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 30r:

“A 15. settembre à d. Pietro e Paolo Platania per il cenzo della Trinità per l’anno 13.a undeci tarì e grana 14.”

D. PIETRO PAOLO PLATANIA 1764-1765 (XIII)
43.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 127v:

[Monastero]

“Più tarì 2. 10. al Signor D. Pietro Paolo Platania per il cenzo dovuto alla Trinità per complimento dell’anno presente”

D. PIETRO PAOLO PLATANIA 1765

(XIII Ind.)

44.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 129v:

“Più tarì 22: 10: pagate, cioè tarì 20: al Sacerdote D. Domenico Restifo per Decorsi del cenzo di tarì 2: 10: annualiter dovuti alla SS.ma Trinità, e tarì 2: 10: à d. Pietro Paolo Platania per complimento dell’anno presente 14a. Indizione”

D. PIETRO PAOLO PLATANIA

1765-6

(XIV Ind.)

45.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 130r:

“Più tarì 2: 10: pagati a D. Pietro, e Paolo Platania per il cenzo dovuto all’Abbatia della Trinità à complimento”

D. PIETRO PAOLO PLATANIA 1766
46.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 33v:

“A’ D. Pietro e Paolo Platania per il cenzo della Trinità” [tarì 11. 14]

D. PIETRO PAOLO PLATANIA 1766-1767 (XV)
47.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 132v:

“Più tarì 2: 10: al Sacerdote D. Antonino Pagliaro per il cenzo annualiter dovuto alla Batia della SS.ma Trinità à complimento dell’anno presente”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1766-67

(XV Ind.)

48.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 38v:

“A don Antonino Pagliaro affittatore della SS:ma Trinità

per il cenzo dovuteli tarì 11: 14: dico”

Don Antonino Pagliaro, ‘affittatore’ 1767-1768 (I)
49.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 135r:

“Più tarì 2. 10: a D: Antonino Pagliaro, per il cenzo della Trinità per complimento dell’anno presente” (1768)

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1767-68

(I Ind.)

50.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 140r:

“Più tarì 2: 10: all’Abbate D. Antonino Pagliaro per il cenzo annualiter dovuto alla Batia della SS.ma Trinità à complimento dell’anno presente ” (1769)

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1768-69

(II Ind.)

51.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 142r:

“Più onze -. 2. 10: all’Abbate D. Antonino Pagliaro, sono per il cenzo annualiter dovuto alla Batia della SS.ma Trinità à complimento dell’anno presente” (1770)

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1769-70

(III Ind.)

52.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 45v:

“A Don Antonino Pagliaro Affittatore della Abbazia della SS:ma Trinità per il cenzo annuale ed a complimento”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1769-70

(III Ind.)

53.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 55v:

“Più onze = 11: 14: pagati all’Abbate Pagliaro, come Affittuario delle rendite dell’Abbazia della SS.ma Trinità per cenzo dovuto da detta Chiesa, maturato a 31. Agosto 3.a Indizione 1770.”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO  
54.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 59r:

“Più all’Abbate Pagliaro gabelloto delle rendite dell’Abbazia della SS.,a Tirnità per il cenzo maturato a 31. Agosto 4.a Indizione onze – 11. 14.”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1770-1771 (IV)
55.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 144v:

“Più tarì due al Sacerdote D. Antonino Pagliaro, sono per il cenzo annualiter dovuto alla Batia della SS.ma Trinità à complimento ” (1771)

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1770-71

(IV)

56.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 64r:

“Più all’Abbate Pagliaro Gabelloto delle rendite dell’Abbazia della SS.ma Trinità onze -. 11. 14. per cenzo maturato a 31. Agosto 5.a Indizione 1772 dico”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1771-1772 (V)
57.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 147r:

“Più onze -. 2: 10: all’Abbate D. Antonino Pagliaro Assegnataro dell’Abbazia della SS: Trinità per il cenzo annualiter” (1772)

Sac. D. ANTONINO PAGLIATO 1771-72

(V)

58.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 149r: “Più tarì 2: 10: all’Abbate D. Antonino Pagliaro per il cenzo dovuto alla SS.ma Trinità dico” Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1773

(VI)

59.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 67v

“All’Abbate D. Antonino Pagliaro tarì 11. 14: per cenzo dovuto alla SS.ma 3tà dico”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1772-1773 (VI)
60.                  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 68v:

“All’Abbate Pagliaro pre cenzo dovuta all’Abbazia della SS.ma 3tà”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1773-1774 (VII)
61.                  Cfr. Clae, “Conti Monastero 1714-1775“, f. 157v:

“Più tarì 2: 10: per il censo dovuto all’Abbazia della SS. Trinità dico “

1774-75 (VIII)
    1775-1776 (IX)
    1776-1777 (X)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 77r:

“Più per annualità di cenzo dovuto alla SS.ma Trinità tarì 11. 14. dico”

  1777-1778 (XI)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 80r:

“Più per cenzo dovuto alla SS.ma Trinità tarì 11. 14. dico”

  1778-1779 (XII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 90r:

“Più onze = 23. 8. pagati al Reverendo D. Antonino Pagliaro per il censo della SS. Trinità dico”

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1779-1780 (XIII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 95v:

“Più al Reverendo Don Antonino Pagliaro per il cenzo della SS.ma Trinità” [tarì 11. 14.]

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1780-1781 (XIV)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814], f. 97v:

“A Don Antonino Pagliaro per il cenzo della SS.ma Trinità” [tarì 11. 14]

Sac. D. ANTONINO PAGLIARO 1781-1782 (XV)
    1782-1783 (I)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 104r:

“A D. Carlo Calì per attrassi per annualità del cenzo dovuto alla Bazia della Trinità” [tarì 22]

D. Carlo Calì 1783-1784 (II)
    1784-1785 (III)
    1785-1786 (IV)
    1786-1787 (V)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 111r:

“Al Dr. D. Carlo Calì per il cenzo dovuto all’Abazia della SS.ma Trinità” [tarì 11]

D. Carlo Calì 1787-1788 (VI)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 116r:

“Al Barone Calì per cenzo dovuto all’Abazia della SS.ma Trinità”

Barone Calì 1788-1789 (VII)
    1789-1790 (VIII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 121r:

“a 20: ottobre [1790] Dr. D. Carlo Calì cenzo alla SS. 3tà tarì 11.”

D. Carlo Calì 1790-1791 (IX)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 121v:

“a detto [15 settembre 1791] Dr. D. Carlo Calì cenzo della SS.ma 3tà tarì 11: dico”

D. Carlo Calì 1791-1792 (X)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 122r:

“a detto [30 settembre 1792] al Dr. D. Carlo Calì cenzo della SS:ma 3tà onze = 11.”

D. Carlo Calì 1792-1793 (XI)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 126r:

“Item tarì 11. pagati per il censo dovuto alla SS.ma Trinità dico”

  1793-1794 (XII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 129r:

“Item tarì 11. per il censo dovuto alla SS.ma Trinità dico”

  1794-1795 (XIII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 132r:

“Item tarì 11. pagati per il censo dovuto alla SS.ma Trinità dico”

  1795-1796 (XIV)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 136r:

“Item tarì 11. pagati per il censo dovuto alla SS.ma Trinità dico”

  1796-1797 (XV)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 140v:

“Più per il censo dovuto alla SS.ma Trinità” [11 tarì]

  1797-1798 (I)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 143v:

“Più per il censo dovuto alla SS.ma Trinità” [11 tarì]

  1798-1799 (II)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 148r:

“Più mi faccio Esito d’onze = 11: pagate al Procuratore dell’Abbazia della SS.ma Trinità per l’interusurio sudetto 2.a Indizione per causa della annuale soggiogazione che deve a detta Abbazia la Chiesa sudetta” [11 tarì]

  1798-1799 (II)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 151v:

“Più d’onze = 11. pagate per l’interusurio dell’anno 3.a Indizione per la bolla, che paga detta Chiesa alla SS.ma Trinità dico” [11 tarì]

  1799-1800 (III)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 155v:

“Più d’onze = 11: pagate all’Abbazia della SS.ma Trinità quelle stesse dovute annualmente dalla Chiesa per ragione di soggiogazione dico” [11 tarì]

  1800-1801 (IV)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 164v:

“All’Affittatore dell’Abazia per l’anni 5.a Indizione, e 6.a Indizione” [23. 8 tarì]

  1801-1802 (V)
    1802-1803 (VI)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 173r:

“All’Affittatore dell’Abazia della SS.ma Trinità per l’anni 7.a Indizione 8.a, 9.a, e 10.a Indizione a tarì 11: 14: annuali per cenzo” [1. 26. 16.]

  1803-1804 (VII)
    1804-1805 (VIII)
    1805-1806 (IX)
    1806-1807 (X)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 178v:

“Per il censo dovuto dalla Chiesa all’Abazia della SS:

Trinità” [tarì 11.10.]

  1807-1808 (XI)
    1808-1809 (XII)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 180r:

“Per il censo dovuto dalla Chiesa all’Abazia della SS:a Trinità” [tarì 11.10.]

  1809-1810 (XIII)
    1810-1811 (XIV)
  Cfr. Libro di Conti S. ANTONIO [1758-1814] (II), f. 193v:

“Più di tarì 11: 14: in Beneficiale della SS:ma Trinità per tutt’Agosto 15.a Indizione 1812:” [tarì 11.14.]

  1811-1812 (XV)

[1] E’ il primo accenno all’Abbazia della SS.ma Trinità. Chi è il Procuratore?
[2] Morto il 16/04/1725 all’età di 76 anni (cfr. Clerus …).


ABBATI DELL’ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA’
a) Fonte: CLAE, Dispense Messina. 3, doc. 267a, ms.
Manca la data. Il documento, un quarto di foglio, è inserito in altro dal titolo “Memoriale probatorum et Testes. 1606. Abbazia della Trinità“.

“Nota de Nomi e Cognomi de’ Rev. Abati dell’Abazia della
SS.ma Trinità, la quale al presente gode il foro della Regia
Monarchia.
In primis si legge un Contratto enfiteutico principiato dal fù
Rev. Abate ……… di Casa Russo (?) nell’anno 1557 per l’atti
del Notaio Girolamo Marsiglione della Città di Randazzo
e dopo finito dal Rev. Abate Padre (?) Frate D. Giovanne de
Falco dell’Ordine di S. Benedetto, ed in detto Contratto pure
si fa menzione di esserci stato concesso a detta Venerabile
Abazia Privileggio pella Felice memoria e Santità
di Papa Giulio quarto[1] nell’anno 1549, esecutoriato
in Regno, come pure si vede in questo libro al f. 128.
Nell’anno 1574. D. Francesco Santoro
nell’anno 1557. il Dr. D. Diego Spucches
nell’anno 1591. D. Girolamo Santoro
Nell’anno 1622. D. Vincenzo Sitajolo
Nell’anno 1666 D. Marco de Giorgio
Nell’anno 1680 D. Ferdinando Colonna
Nell’anno ….. l’Eminentissimo Cardinal D. Carlo Colonna”

[1] Giulio III, papa dal 1550 al 1555 (duecentoventunesimo della serie dei papi, secondo l’elenco riportato da K. BIHLMEYER – H. TUECHLE, nella loro Storia della Chiesa, vol. IV, p. 439, ed. 1990). Nel 1549 era papa Paolo III. Non esiste comunque un Giulio IV; l’ultimo è proprio Giulio III. Sarebbe interessante rintracciare il rimando al f. 128!

a) Fonte: SARDO, nota 1 p. 199 [vedi sopra]:

“L’Arcipr. G. B. Calì, brigò molto per essere Abate della Trinità, ma infruttuosamente.
Il primo Abate, secondo il VILLABIANCA, s’incontra nel 1468. Posteriormente D. Girolamo Sardo nel 1537 – Sac. Antonino Pagliaro nel 1563 – Giovanni De Falico nel 1670 – Giovanni Antonio Sardo nel 1751 – D.r Mario de Giorgi nel 1654 – Antonino Sardo 1741 – Carmelo Abbate (Arciprete) 1746 – Antonino Sardo Abate ad honorem di S. Nicola di Palma e della Trinità nel 1755 – D. Domenico Sardo nel 1756 – Antonino Pagliaro nel 1767 – D. Niccolò Camardi nel 1797 morto nel 1801.



1704
Arciprete Giacomo Gioeni (Arciprete parroco dal dal 25 agosto 1702 al 12 maggio 1737)
castiglione-di-sicilia
Fonte: Conti – S. PIETRO 1685 – 1811 e 1814 e 1817, f. 68r

““S’hà preso dalla Chiesa dell’Abbatia della SS.ma Trinità [375] una pidana, invece della quale s’hà dato a detta Abbatia per ordine del Rev.mo Abbate D. Giacomo Gioeni Arciprete, e Vicario Generale di detta Abbatia [376] un pezzo di legno dello loco dello Suvaro.”

castiglione-di-sicilia[375] Nel 1704 c’è la ‘Chiesa dell’Abbatia della SS.ma Trinità’! La struttura dovrebbe essere integra, dato che si preleva da essa ‘una pidana’ e la si sostituisce con ‘un pezzo di legno dello loco dello Suvaro’. Si svolgeva in essa qualche funzione? E’ legittimo pensare almeno a quella riferita dall’Abate Amico (cfr. meglio per l’esattezza): “Quolibet anno, Dominica SS. Trinitatis, ejusdem festum magna, ac solemni pompa celebratur” (“NOTITIA DECIMAOCTAVA SS. TRINITATIS CASTRILEONIS.”).

[376] Lo è in quanto Vicario Generale dell’Abate Card. Carlo Colonna [Abate commendatario], in questo momento, come riferisce sempre la stessa fonte della nota precedente, Abbate della SS.ma Trinità: “[1680] VI. Ferdinandus Columna notissimae prosapiae, ex Principis institutione an. 1680. post quem VII. Carolus Columna S. R. E. Cardinalis, de quo de alibi in notitia S. Mariae de Noara. Hic vices suas Carolo Calcagni Messanensi delegavit, qui & Priorem, atque Capellanos pro Ecclesiae servitio elegit. Hi Tribunali Apostolicae Siculae Legatiae subduntur, atque ab ordinaria potestate sunt exempti. Abbas in Regni Comitiis locum 59. occupat. Jus Patronatus Abbatiae magno Comestabulo Columnae competere dicitur; cujus potestati Oppidum subest.” (“NOTITIA DECIMAOCTAVA SS. TRINITATIS CASTRILEONIS.”). Il card. Carlo Colonna delega il messinese Carlo Calcagni (?) ‘qui & Priorem, atque Capellanos pro Ecclesiae servitio elegit’. Dunque: la chiesa della SS.ma Trinità ha ‘& Priorem, atque Capellanos’. L’attuale chiesa S. Vincenzo è sicuramente l’erede di questa Chiesa della SS.ma Trinità! Per poterla riportare alla sua ‘struttura’ originale bisognerebbe andare ai piedi dell’arco (per fortuna ben conservato!) della sacrestia…



Abbazia della SS.ma Trinità

Varia

1. “Item tarì 1: 10: a Pietro Camuglia, e Mastro Antonino Cavallaro per avere trasportato j marmi della Venerabile Abbazia[1] nella Sacrestia di detta madrice Chiesa” Cfr. Conti – S. PIETRO 1685 – 1811 e 1814 e 1817 1746-1747

[1] La ‘Venerabile Abbazia’ non può che essere l’Abbazia della SS.ma Trinità! E’ da pensare che a questa data (1746-1747) la ‘Venerabile Abbazia’ sia ormai in disuso tanto da prelevare quanto si può utilizzare altrove. Già nei Conti 1704-1705 veniva annotato: “S’hà preso dalla Chiesa dell’Abbatia della SS.ma Trinità una pidana, invece della quale s’hà dato a detta Abbatia per ordine del Rev.mo Abbate D. Giacomo Gioeni Arciprete, e Vicario Generale di detta Abbatia un pezzo di legno dello loco dello Suvaro”. Di che marmi si tratta? Certamente sono portati nella sacrestia della Matrice per esserne utilizzati per qualche lavoro. Dove potevano essere collocati questi marmi? Dovevano forse formare l’altare della Chiesa dell’Abbazia … La dicitura usata (… per avere trasportato j marmi’) sembra voler dire che siano stati tolti tutti i ‘marmi’ presenti nella ‘Venerabile Abbazia! Che tipo di marmi? E’ ancora possibile trovarne traccia da qualche parte? …


***

Cfr. CLAE, (Castrileonis Archivum Ecclesiasticum),CORRISP. DI ACI

d. 123
(Lett. Ms.)
M.:         Canonico Cherubino Fiorini, V. G.
D.:          Parroco Arciprete di Castiglione
Ogg.:      Lettera dell’Amministrazione del fondo per il culto. Abbazia della SS.ma Trinità. Per quale titolo è divenuta di Regio Patronato?
Data:     Aci – Reale, 26/02/1874

 

d. 129

(Lett. Ms.)

M.:         Canonico Cherubino Fiorini, V. G.
D.:          Parroco Arciprete di Castiglione
Ogg.:      Abbazia della Trinità. Notizie trasmesse.
Data:     Aci Reale, 11/03/1874

 

CLAE, Monastero 1, doc. 216: Ms. 1853.

Lettera del Direttore “dei Rami Riuniti” al Rev.mo Vicario di Castiglione. Riparazioni e suppellettili sacre per l’Abbazia della SS.ma Trinità.

“[St.]DIREZIONE DEI RAMI RIUNITI NELLA PROVINCIA DI CATANIA – RAMI E DRITTI DIVERSI – RIPARTIMENTO – CARICO N.° 2463.

OGGETTO
[Ms]Per riferire su d’alcune riparazione,
sacri arredi, bisognevoli nella Venerabile
Abadia della SS. Trinità
Catania lì 9 Novembre 1853

Signore
Colla qui avvolta copia di rela=
zione sono stati estimati i ripari
di cui si è esposta da cotesto Ricevitore
l’urgenze, da apportarsi in cotesta
Venerabile Abadia della SS. Trinità ___
Si fa ancor parola in detta relazione
del bisogno di suppellettili, e sacri ar=
redi, per la celebrazione in Chiesa delle
Sante Messe ____
Or io in sodisfazione di superiore
incarico, mi rivolgo a lei, pregandola
riserbatamente perché Ella nel suo
interesse, e religiosità, verificando
le esposte urgenze dei ripari, voglia
significarmi quelli che sono indi=
spensabili, e quelli che per ora posso=
no escludersi _____
Del pari servendosi prender ragione
degli arredi, e suppellettili restringe=
re, e limitare il numero, e le qualità
a quelli che sono strettamente ne=
cessarie al Divin Culto; mentre il
rimanente, atteso lo scarso reddito

[Sulla sinistra]

Al Rev.mo Signore Vicario
di
Castiglione

[v]
della Venerabile Abadia, potranno mano
mano supplirsi, secondo sorgerà
il preciso bisogno ____
Giovami quindi attendere il
bene dei di lei gentili riscontri.
Il Direttore
GB Mazzarella



1874
Fonte: CLAE, Corrisp. di Aci, doc. 123 e doc. 129, mss:

a) doc. 123:
Lettera del Canonico Cherubino Fiorini, Vicario Generale della Diocesi di Acireale all’Arciprete di Castiglione GIAMBATTISTA CALI’ SARDO (arciprete dal 16 giugno 1823 al 16 dicembre 1874).
“[Intestazione a stampa]:
VESCOVADO
DELLA
DIOCESI DI ACI-REALE
Num.
Risposta a nota del
N.
OGGETTO

Aci-Reale lì 26 Febbraro 1874

Rev.do Signore
dall’Intendenza di Finanza di Catania
ci viene communicata una lettera dell’
Amministrazione del Fondo per il Culto
del tenore seguente === Firenze addì
12 Febbraro 1874 – Oggetto. Abbadia
della SS.ma Trinità in Castiglione di
Sicilia. – Occorrendo a quest’Ammini-
strazione di avere sicure informazio-
ni sulla natura del Patronato dell’En-
te contro descritto e specialmente
sul modo e per quali titoli, il medesi-
mo sia divenuto di Regia nomina, il
sottoscritto si rivolge alla cortesia
della S. V. Rev.ma, pregandola affinchè
voglia compiacersi di favorirgli le
accennate notizie, con gradire gli
anticipati suoi più sentiti ringrazia-
menti  per tanto favore. Il Direttore
Generale Arena ===
Tanto le partecipo per favorire le
norme di rispondere all’Intendenza.
La ossequio distintamente.
[Firma autografa] Canonico Cherubino Fiorini Vicario Generale

Al Signore Rev.do
Signor Parroco Arciprete
di
Castiglione di Sicilia”
[Sarebbe interessante poterne rintracciare la risposta, soprattutto perché ancora data dall’arciprete Calì, già parroco dal oltre cinquantanni! Se ne può trovare in Curia di Acireale? Sicuramente nell’archivio Diocesano.]

b) 129:
Lettera del Canonico Fiorini all’Arciprete Calì. Seguito al riscontro della precedente. Chiede conferma delle notizie ricevute …Pregiudizio per la Chiesa?
“[Intestazione a stampa]:
VESCOVADO
DELLA
DIOCESI DI ACI-REALE
Num.
Risposta a nota del
N.
Oggetto]

Aci Reale il dì 11. Marzo 1874

Molto Rev. Signore
Facendo seguito a quanto le scrissi con lettera
del 26 Febbrajo ora scorso; ed al riscontro alla
medesima da lei favorito sotto il dì 2 Mar-
zo corrente, intorno alle informazioni
richieste dall’Am. Generale del Fondo pel
Culto, circa la natura del Patronato
di cotesta Abbazia della SS.ma Trinità;
mi necessita sapere da lei se mai possa
sicuramente farsi da questo Ufficio una
risposta all’Autorità che la richiede,
conforme alle notizie da lei fornite,
senza che ne venga pregiudizio al-
cuno alla Chiesa.
[Firma autografa] Canonico Cherubino Fiorini Vicario Generale

Al Rev. Parroco Arciprete
di
Castiglione”


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