2 settembre 1996. Questa data costituisce il termine temporale definitivo della fine di diverse opere che con le Figlie di S. Anna si sono sempre identificate (Scuole,  Orfanotrofio ‘Regina Margherita’, Asilo ‘Alice Franchetti’, Ospedale ‘S. Giovanni di Dio’). Cosa certa.

Dalla fine di ottobre 1881 al due settembre 1996: 115 anni!

rosa-gattornoLa presenza delle Suore Figlie di S. Anna fisicamente rasserenava e dava una parvenza di continuità. La loro partenza definitiva toglie definitivamente ogni credibilità a ciò che ne è seguito e si ostina a perseverare. La stessa beata Rosa Gattorno è stata personalmente a Castiglione.


castiglione-di-siciliaCfr. Le Figlie di S. Anna a Castiglione di Sicilia | Archivio Storico FSA

[” …. Il 6 marzo 1881 l’Ing. Giuseppe Lamonica, Assessore delegato per l’istruzione, ringrazia Madre Rosa Gattorno (con una lettera ufficiale ed una privata nella medesima data) per aver accolto la richiesta del Municipio di inviare tre Suore maestre per le scuole femminili.
Per abitazione delle Suore e per le scuole viene destinato il monastero delle Benedettine e poiché questo è abitato dalle monache si ricorre alla S. Sede per il permesso di disporre di una parte del monastero (Lettera dell’Ing. Lamonica del 17 luglio 1881). Gli ambienti vengono arredati a spese del Municipio e dei cittadini.
Le Suore arrivano a Castiglione negli ultimi giorni di ottobre 1881. Sono:
Sr. A. DELLA CARITÀ GARIBALDI – superiora e maestra
Sr. A. CLETA GIACOBINI – maestra
Sr. A. CIRILLA COSTA – maestra
Sr. A. ZOÉ – cuciniera

Fin dai primi mesi le Suore tengono a mezza pensione le figlie ed una nipote dell’Ing. Lamonica. Anni più tardi una figlia di Giuseppe Lamonica, Concetta, avrà come madrina di Cresima Madre Rosa Gattorno.
Nel 1884 il Municipio istituisce l’Orfanotrofio ed ottiene il decreto reale di erezione. Vengono chiamate le Figlie di S. Anna a dirigerlo ed esse sono sul posto tra agosto e settembre 1885. La Comunità aumenta così numero e la vita della scuola femminile si intreccia con quella dell’Orfanotrofio sotto la direzione della Superiora Sr. A. Gennarina Lovisolo. Fino al presente non è possibile determinare in quale anno cessarono le Scuole femminili e rimase solo l’orfanotrofio.]


D’ora in poi la cosiddetta (se ne spiegherà il perchè) FIDECOMMISSERIA CONIGLIO, a sua vergogna, continua ad occupare indebitamente l’ex-Monastero Benedettino per un scopo definitivamente estinto. L’ultima Superiora delle Figlie di S. Anna, Suor ANNA DI GESU’ AVENA, di v. m., ha guidato una comunità di presenza pastorale al servizio della Parrocchia (dal 4 giugno 1992: cfr. lettera Provinciale del luglio 1996). Nessuna opera interna, come per il passato.

D’ora in poi (ma già da qualche anno) i Fidecommissari (arciprete pro-tempore, eredi Coniglio), cercheranno di mantenere i beni acquisiti dall’Orfanotrofio a suo tempo fondato cercando di inventarsi nuove finalità corrispondenti alla mente dei capitoli testamentari. Risulta che almeno tre Commissari regionali siano stati mandati per regolare questa nuova situazione (Castiglia, D’Amore, Zambito). Coscienza, diritto e correttezza avrebbe dovuto suggerire loro di mettere semplicemente in atto le clausole dei capitoli testamentari Consoli e quanto ha a che fare con Contrada Castellana (Lentini). Il commissario Zambito, incuriosito dalla presenza di una cosiddetta Fidecommiseria, considerata sicuramente anacronistica, dovendo questa nominare un CdA, è riuscito ad imporre ciò che preveda la legge perchè una delibera possa essere legale: ha fatto portare il numero dei Fidecommissari a tre (al signor Michele Tuccari è stato aggiunto l’avvocato Di Carlo), senza tener conto che proprio il testamento famoso che si continua a tirare in ballo (Coniglio 1664 e codicilli 1666) prevede che comunque i fidecommissari devono agire sempre ‘coniunctim et non divisim et unus sine alio‘, cioè: all’unanimità. Cfr. su questo i relativi verbali  di nomina del CdA.

Dal due settembre 1996 fino ad oggi (con l’aggravante di un nuovo Statuto*↓ nato proprio attorno a questi beni!) i Fidecommissari, a loro vergogna, (arciprete pro tempore, eredi Coniglio) e i relativi consigli di amministrazione da loro eletti, a loro vergogna,  hanno continuato a gestire questi beni senza una chiara, precisa, evidente finalità e hanno soltanto dileggiato i capitoli testamentari Consoli – Zingali Tetto (Castellana) che in coscienza dovevano sciogliere e preso in giro una comunità che non riesce a capire cosa succede realmente in quello che una volta conosceva come l’Orfanotrofio (a Badia).

Perché: ci sono prima le emergenze reali, poi si cercano i mezzi per soddisfarle. Oggi è tutto il contrario: ci sono i beni, hai i mezzi. Perché perderli? Una finalità? No. Troppo poco, troppo semplice. Un gioco di artificio col botto finale (articolo 2). Dunque: nessuna finalità perché nessuna priorità!  Nessuna priorità perché nessuna reale emergenza che richieda e reclami una ‘fondazione’. Domanda semplice: e se questi beni, e se ci fossero eredi che … Questa fondazione, che  per adeguarsi ai capitoli testamentari è costretta a chiamarsi così come i testatori l’hanno conosciuta, nasce per tutelare (= USURPARE) BENI ESISTENTI (articolo 3). Probabilmente si rinuncerebbe forse al testamento Consoli, ma difficilmente a Castellana e magari con nobili intenzioni: perché il paese se ne deve liberare? …. Andrebbero persi, dispersi, in mano a …. Quando è stato fondato l’Orfanotrofio era quello che i tempi reclamavano per la situazione sociale di allora. Si pensi che Castiglione nel censimento del 1901 contava 13.008 abitanti (Cfr. V. Sardo, p. 119-120: “La popolazione, in numero esiguo nei passati secoli, ha pigliato un notevole incremento, da cinquant’anni a questa parte. Da 4000 anime che contava nel 1840 è più che tripli-[120]cata all’epoca presente. Nel censimento del 1901, raggiunse la cifra di 13008 abitanti, compresa la popolazione delle borgate annesse di Castrorao, Gravà, Cerro o Catena, Solicchiata e Passopisciaro.”). Così è stata una vera benedizione e segno di sensibilità e nobiltà d’animo quello che la Fidecommiseria e altri benefattori hanno fondato. Siano sempre benedetti! (A proposito: si continuano a celebrare le messe per i benefattori?).

Ma: da ‘benefattori’ a ‘proprietari’ (di fatto)? Se leggi bene lo Statuto del 1884, nella premessa vi si dice: “Veduta la domanda della Fidecommissaria Amministratrice dell’Opera pia Coniglio di Castiglione di Sicilia, diretta ad ottenere l’erezione in ente morale di un Orfanotrofio femminile da fondarsi nel detto Comune, sotto la denominazione di Regina Margherita e da mantenersi colla rendita proveniente da un credito dell’Opera pia Coniglio verso il Comune di Mineo, realizzato per transazione in data 21 dicembre 1882; Veduta la deliberazione I Luglio 1883 del Consiglio Comunale di Castiglione di Sicilia con cui facendo adesione alla proposta erogazione del capitale costituente lo accennato credito, cede a favore del nuovo istituto l’ex convento dei Carmelitani …”.

L’anno precedente (1° luglio 1883) era stata costituita la ‘Pia Opera’ dai Fidecommissari Arciprete Vincenzo Sardo e D. Antonino di Carlo con questo scopo e questi mezzi: “Art. 3° – Lo scopo dell’Opera conformemente alla volontà del Fondatore è quello del conferimento di un annuo legato di maritaggio [3]di £. 306 a favore di una di lui parente povera e più stretta in gradoCelebrazione di divine messe e concorso annuo nel mantenimento del Sacro Culto nella Madrice Chiesa. Mancando parenti povere / come sopra / il legato verrà conferito ad altra orfana estranea del testatore purchè sia nelle condizioni volute dal testatore istessoArt. 4° – I mezzi coi quali si provvede al disimpegno di tutti gli obblighi imposti dal Fondatore col surripetuto suo testamento del 31 Ottobre 1666 sono costituiti di un’annua rendita sul Gran Libro del Debito Pubblico di £. 3274, costituita dal Real Governo in forza del Decreto Prodittatoriale del 17 Ottobre 1860 ed in surrogazione di un credito liquido e legalmente riconosciuto, che la Pia Opera vantava verso il Comune di Mineo.”. Dunque: la Fidecommisseria ottiene di poter stornare quanto proviene dalla transazione 21 dicembre 1882 con il Comune di Mineo per mantenere il’Orfanotrofio da fondarsi. Rimane però un aspetto che riguarda la “Celebrazione di divine messe e concorso annuo nel mantenimento del Sacro Culto nella Madrice Chiesa”. Questo scompare? Viene tutto assorbito dall’aspetto caritativo? Rimane! Ma è un altro discorso. Sarà tirato fuori molto più tardi da un vescovo diocesano, mons. Salvatore Russo, nei confronti di un arciprete, D. Vincenzo Platania. Sarà rimosso da parroco nel luglio del 1936 per ‘mala bonorum administratione‘. Tra gli addebiti di inadempienze che gli si muovono c’è anche quello relativo a questo secondo scopo della Pia Opera.

Dall’altra parte: “la deliberazione I Luglio 1883 del Consiglio Comunale di Castiglione di Sicilia” (“con cui facendo adesione alla proposta erogazione del capitale costituente lo accennato credito, cede a favore del nuovo istituto“), mette a disposizione (cede: comodato? concessione? vendita???) un  locale di sua pertinenza (Carmine). Si tenga conto che già le Figlie di S. Anna sono nel Monastero (primo piano) dall’ottobre 1881 ed era stato necessario chiedere la dispensa perchè Monastero di clausura …***  Qui intervengono tutti come entusiasti ‘benefattori’, date le condizioni del tempo. L’epigrafe, come la chiama il SARDO, apposta all’ingresso, non può assolutamente essere interpretata come la certificazione di una proprietà in cui il ‘Fondatore’ (Benefattore) può riconoscere un titolo giuridico.

QUESTO
ORFANOTROFIO REGINA MARGHERITA
INTESO
AD EDUCARE E REDIMERE L’ORFANELLA CASTIGLIONESE
FU FONDATO
DALLA FIDECOMMISSERIA CONIGLIO
COL
FILANTROPICO AUSILIO DEI CITTADINI
SIGNORI
MELCHIORRE ED ELOISA SARDO ABBATE
ANGELA TUCCARI E CONCETTA FELSINA
ANNO 1886” (V. SARDO, p.. 197)

Quando oggi vai a Castellana (Lentini) a gestire, ottimizzare, fare esperimenti, riscuotere proventi in nome di un ente morto (Orfanotrofio) e torni nel Monastero come se tutto fosse normale, è a tutti evidente che questo pratica ha un nome ben preciso. Se cammini per le strade di Castiglione per gestire, dirigere beni (terreni, immobili) donati da un benefattore per una finalità ben precisa ora inesistente, e magari incontri eredi di questo stesso benefattore non provi qualche imbarazzo? Chiediti: sto alimentando un morto? Voglio resuscitarlo? Certamente penserai: sto solo facendo quello che prima facevano altri. Non sto certo rubando. Ma a chi, a cosa serve? Se non sei Fidecommissario hai meno colpe, ma sei comunque complice.

Chiediti: in questi ventidue anni (dal due settembre 1996) in nome di cosa ho gestito e sto gestendo Monastero, Balsamà,  S. Maria la scala, Imboscamento, Via G. Marconi, Via Generale Cadorna, via Nazario Sauro, Castellana … ? Se non sei Fidecommissario hai meno colpe, ma sei comunque complice.


Fonte1996 SETTEMBRE

suor-anna-di-gesu-avena1. Domenica. […] La messa della 11,30 [nella Chiesa S. Pietro] viene celebrata da mons. Alibrandi. Durante la celebrazione l’arciprete porge il saluto ufficiale alle suore Figlie di S. Anna, ringraziandole per tutto il lavoro compiuto in questi 110 anni di permanenza nella nostra comunità. Saluto da parte della superiora, suor Anna di Gesù Avena. Anche il cap. Vinciguerra, come presidente dell’AC, rivolge un breve saluto e offre una offerta per le missioni delle FSA. La superiora annuncia che darà l’offerta alla Parrocchia con la stessa finalità, per le missioni della chiesa universale. Alla fine della messa molti ragazzi (soprattutto quelli del coro e del movimento giovanile) sono in lacrime nel salutare la superiora.  Pare che un certo D’Amico abbia messo un sistema di allarme nell’edificio della Badia. Nel primo pomeriggio, accompagnata dai nipoti, parte suor Anna Ermelinda per le vacanze in famiglia. E’ destinata alla comunità di Butera. La superiora dovrebbe essere trasferita a Catania e suor Celestina a Gela.

2. Lunedì. Variabile. […] Partenza delle Suore FSA da Castiglione di Sicilia. Dopo centodieci anni si conclude la missione delle FSA, missione svolta attraverso l’insegnamento, la direzione dell’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’, la presenza nell’Ospedale ‘S. Giovanni di Dio’ e l’Asilo Infantile ‘Alice Franchetti’. Le ultime due Suore (Sr. A. Ermelinda è partita ieri pomeriggio), la superiora sr. A. di Gesù Avena e sr. Anna Celestina vengono accompagnate a Palermo da due macchine. La partenza, fissata per le ore 10,00, avviene alle 11,15 per il ritardo di don Achille Quattrocchi. Prima della partenza diverse visite e commossi saluti. Vengono fatte delle foto ricordo [cfr.!]. Nella macchina di don Achille Quattrocchi ci sono la superiora, don Salvatore Treffiletti, don Stefano (sacerdote rumeno, vice parroco a Maletto), un seminarista di Bronte. Nella macchina del signor Filippo Silvestro, oltre a suor Celestina, ci sono la signora Concetta Vitelli (moglie del signor Silvestro), la signora Nunzia Indelicato Montalto, la signora Rosina Meli Scalzo. Queste ultime due signore si prestano all’ultimo momento ad accompagnare le suore. Diversi membri del Movimento della Speranza fin dalla prima mattinata hanno tenuto compagnia alle suore. Saluta a nome dell’Istituto il ragioniere Santino Platania.

don-achille-quattrocchi

Dopo una sosta all’area di servizio nei pressi di Enna si arriva a Palermo, in via Dossuna, alle 14,30 ca. Alle 15,00, da Baida, arriva la provinciale. Mentre don Achille e il suo gruppo si recano nei pressi dello stadio della Favorita per far visita alla sorella suora di don Stefano, il signor Silvestro e le altre si fermano ancora nell’istituto delle Suore.

6. Venerdì. […] In serata telefona da Palermo la superiora suor Anna di Gesù. E’ in famiglia per un po’ di riposo e si tratterrà fino alla fine di settembre per sottoporsi a degli esami clinici. Chiede notizie della situazione in paese. Prima aveva telefonato a don Achille Quattrocchi.

8. Domenica. Variabile. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. E’ la prima domenica senza la presenza delle Suore FSA. A sostenere il ‘coro’ sono presenti Federica Russotti, Salvo Sanfilippo, Elvira Purello.

11. Mercoledì. […] L’arciprete riferisce che sabato prossima dovrebbero andare a Palermo per parlare con l’assessore agli enti locali il signor Santino Platania, il rag. Nicotra ed il Dott. Schilirò.


*↓

 

– Dal 1884 al 1994 ca. (110 anni ca.)  la F. Coniglio non ha mai ritenuto di dover neppure correggere e ristampare lo Statuto originario che solo qualche anno dopo conteneva un errore grossolano nel riportare la cessione del Convento del Carmine. Perchè? Quando l’opera c’è (ORFANOTROFIO) non è questo il problema.

  • Dal 1994/6 al 2016: due Statuti. Il primo amplia: aggiunge alle orfane anziani e disabili; il secondo esplode. Quando la vera finalità non è quella immediata di rispondere ad un bisogno reale, locale, concreto, vero, la fantasia giuridica, perchè tutto sia legale, è immensa. Perché è a tutti evidente che lo scopo vero di chi agisce ora nell’ambito privato ma con finalità sociali (terzo settore, non profit) non ha nulla a che fare con quello messo per iscritto legalmente. Scopo vero è: attività turistico alberghiera. Dal 1996 ad oggi, fino all’altro ieri (pellegrini da Castiglione a Trecastagni? squadre di calcio? …) lo scatolone, quando l’ha potuto fare, ha fatto e può fare solo questo. E’ ancora terzo settore? non profit?  E le arance? E Balsamà? …
  • Al paragrafo f) dell’articolo secondo si scrive: ” … Ogni intervento socio-assistenziale e morale previsto dalle volontà testamentarie dei benefattori.” Un sussulto della coscienza… La domanda: oggi che non sono previsti legalmente gli ‘orfanotrofi’ quale avrebbe dovuto essere la finalità rispondente alle “volontà testamentarie dei benefattori? Risposta (a titolo personale): chiedete a chi di ‘Orfanotrofi’, proprio dalle nostre parti, ha avuto una lunga esperienza: i Rogazionisti del santo Canonico messinese  Annibale Maria Di Francia (Orfanotrofi Antoniani). Oggi come si è adeguate ai tempi questa Congregazione che ha sin dagli inizi avuto nel suo Fondatore colui che tutti conoscevano e conoscono come il ‘Padre degli Orfani e dei Poveri’? …


***

Le ultime suore di clausura, relegate all’ultimo piano, moriranno nel 1911 e 1913. Cfr. Religiose del Monastero Benedettino “sub titulo SS.mi Nominis Mariae” di Castiglione di Sicilia. [Nel 1909, o al tempo in cui Vincenzo Sardo scrive la sua storia di Castiglione, vivevano ancora nella parte superiore del Monastero tre monache. Chi? Questa la nota del Sardo: “Tutt’ora nella parte superiore vivono miseramente tre monache superstiti.”. Nel 1876 c’erano 12 “Moniali Coriste”. Successivamente, fino alla pubblicazione del SARDO, risultano negli atti di morte le seguenti sei Suore: Sr. D. ANNA TUCCARI, Sr. D. ANTONINA GIUSEPPA SUSANNA TUCCARI, Sr. D. ROSALIA VACCARO, Sr. D. RAFFAELLA FORMICA, Sr. D. TERESA SARDO, Sr. D. MARIA RIZZO. Se nel 1909 c’erano solo tre Suore, le altre tre che fine hanno fatto? In altro Monastero? Queste suore superstiti dovrebbero essere sicuramente sr. Anna Abbate (morta il 02/09/1913) e sr. Felicia Abbate (morta il 03/07/1911). E l’altra? Bisognerebbe trovare l’elenco completo delle dodici Suore che hanno partecipato all’elezione dell’Abbadessa il 17 giugno 1876 …]


Nel Cimitero di Castiglione ci sono almeno due tombe delle Figlie di S. Anna. Probabilmente saranno anche di più. Bisogna aver la pazienza di cercarle …

  1. Suor ANNA GERONIMA MAZZI (1852-1925), Superiora dell’Orfanotrofio ‘Regina Margherita’per 35 anni, “DI CUI DIVENNE INSIGNE BENEFATTRICE”.
  • Suor ANNA BLANDINA FIOCCA (1852-1937)

  • figlie-di-sant'-annafiglie-di-sant'-anna

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