Marzo


Ricordo del signor Salvatore Montalto sulla rivista del Movimento della Speranza.

‘Movimento della Speranza – In Cammino con Madre Rosa’, A. III, N. 1, Marzo 1991, p. 28:

“DA CASTIGLIONE DI SICILIA

Dal 12 Febbraio 1991 l’Amico Salvatore Montalto non è più tra noi. Cosa dire? E’ sempre difficile parlare di una persona tanto cara che ci è stata vicina. Si vorrebbero dire tantissime cose ma esse rimangono incatenate dentro di noi e non vogliono uscire fuori. Non vogliono spingere la mano che tiene la penna e così restiamo a guardare il foglio vuoto che resta sempre vuoto mentre nella nostra mente ripassano, come un film, tutti i momenti trascorsi insieme. Basterebbe citare le parole dette dall’arciprete Don Gaetano Cannavò per dire quello che era. Il parroco, nella sua breve ma toccante omelia ha sintetizzato la vita di Salvo che è stata tanto piena di esempi e per ultimo quei giorni di sofferenza sopportati con una immensa serenità. Cosa dire? Come don Cannavò: «Grazie Salvatore per tutti gli esempi che ci hai dato. Grazie».
Ma, non posso chiudere queste brevissime note senza aggiungere qualcosa d’altro. Non posso non ricordare con quale animo e con quale fervore seguiva gli incontri; come si impegnava nella comunità.
Questo il suo ultimo desiderio che riporto con le sue parole:
«Appena mi rimetteranno a posto questo (indicando il cuore) dobbiamo molto lavorare per portare sempre più avanti questo Gruppo».
Salvo era innamorato di Madre Rosa e sicuramente ora è accanto a Lei e dal Cielo ci aiuterà e ci sosterrà nella guida del gruppo.
Potrei parlare ancora e … ancora dei suoi modi gentili, della sua affabilità e di tante altre cose ma, tralascio. Prima di chiudere desidero soltanto ricordare una cosa a cui Lui non dava pubblicità ma che sentiva molto e che per questo si sentiva un privilegiato cioè, il fatto che, nel lontano agosto del 1953, ebbe tra le mani il quadro della Madonna delle Lacrime di Siracusa.
Grazie, ancora grazie, Salvo e … arrivederci.

Vittorio Cannavò”


Luglio

Fonte: DON SANDRO’ FALSO PRETE PER VOCAZIONE E PER DENARO | Repubblica.it

24 luglio 1991 

RIONERO IN VULTURE – Chi sostiene che l’abito non fa il monaco, lo racconti a Rosario Nastasi, meglio conosciuto nelle parrocchie di mezza Italia come “don Sandro”. Sì, perché don Sandro, indossato l’abito talare o il clergyman, prete lo diventa sul serio: celebra, con gran maestria, messe, matrimoni, battesimi confessioni. Infischiandosene se la Chiesa non gli ha mai concesso il sacro “Celebret”.

Ma purtroppo per lui la giustizia italiana, nei panni del giudice Alberto Iannuzzi, pretore di Rionero in Vulture, condanna chi usurpa pubbliche funzioni e titoli, e gli ha inflitto quattro mesi di reclusione. Per lungo tempo Rosario Nastasi, 50 anni, originario di Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania, ha girato la penisola. Di passaggio nelle varie parrocchie, si spacciava per “don Sandro”, professore di Morale alla Cattolica di Milano, cappellano dei Cavalieri di Malta, frequentatore dei cardinali Martini e Giordano.

Comincia a esercitare a San Benedetto del Tronto. Poi si sposta a San Donato Milanese. Va quindi ad esercitare il “ministero” alle Varesine, cappellano dei circhi. Dietro offerta in denaro. Dai e dai, diventa priore di un ordine cavalleresco della Lombardia. Celebra l’ investitura dei nuovi adepti. I Cavalieri lo apprezzano per i suoi nobili ideali pervasi da un alto spirito cristiano. Nel suo girovagare per le contrade italiane, don Sandro si imbatte in un paese della Lucania, Atella, 3 mila abitanti, provincia di Potenza. Per due anni si ferma nel paese. Celebra tre matrimoni e una quindicina di battesimi. Il vescovo Cozzi, alla fine, scopre che don Sandro è un millantatore con precedenti per truffa. 


Settembre

FonteSPOSATI DA UN FALSO SACERDOTE | Repubblica.it

dal nostro inviato CARLO BRAMBILLA 27 settembre 1991

PAVIA – Un ennesimo “scherzo da prete” quello che un imbroglione noto alle curie di mezza Italia per la sua mania di fingersi sacerdote ha voluto giocare a una coppia di Cassolnovo, paesone della bassa pavese. Dopo sette anni di matrimonio, Franca e Luciano, lui dipendente del Comune, lei casalinga, genitori di un maschietto di tre anni, hanno scoperto di non essere mai stati sposati. A celebrare le nozze è stato un falso prete, Rosario Alessandro Nastasi, 46 anni, originario di Potenza. “Don Sandro” per i fedeli. Assediati, i due “conviventi” supplicano che non venga rivelato il loro cognome. Luciano ripete: “Io avevo piena fiducia in quel sacerdote. Mi sembrava una bravissima persona. Sinceramente oggi non so se mettermi a ridere o disperarmi per l’ amarezza. Da circa tre anni non avevamo avuto più contatti con don Sandro. Adesso non so cosa pensare. Se non sono sposato cosa vuol dire? Che mia moglie è diventata improvvisamente una ragazza madre?”. I fidanzati si erano sposati nella parrocchia del paese scegliendo per il rito don Sandro, un sacerdote particolarmente simpatico presentato da amici della famiglia della sposa. Il parroco Don Rino, recentemente scomparso, non esitò a concedere la chiesa a un sacerdote amico di famiglia. Senza controllare evidentemente, come spesso capita, se il sedicente prete avesse davvero preso i voti. Un rito apparentemente in perfetta regola. Nell’agosto di quest’anno l’incredibile scoperta. Franca compra in edicola una copia del settimanale Cronaca vera e legge la storia di un falso prete ricercato dalla polizia per una lunga serie di reati. Non crede ai suoi occhi: la fotografia del ricercato è proprio quella di don Sandro.

Rosario Alessandro Nastasi è una vecchia conoscenza della Curia arcivescovile di Milano dove a suo nome è intestato un intero dossier. Un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana del 5 febbraio ’88 segnala testualmente “la presenza di un imbroglione che si spaccia per prete senza esserlo e come prete opera nelle parrocchie insinuandosi nella considerazione della gente. Si tratta di Rosario Alessandro Nastasi già carcerato in Sicilia per esercizio abusivo del ministero sacerdotale, residente a San Donato Milanese, in via Di Vittorio 26. Si fa chiamare ‘don Sandro’ e si camuffa con notevole abilità. Si presenta come professore di morale presso l’Università cattolica di Milano e parroco nella diocesi di Napoli. In passato è stato smascherato e due volte diffidato dalla curia Arcivescovile di Milano, il primo ottobre del ’75 e il 26 novembre dell’ 82. Notizie recenti lo danno attivo in diverse diocesi“.

Poche settimane fa, il 18 luglio, Rosario Nastasi è stato condannato in contumacia dal pretore di Melfi (Potenza) a quattro mesi di reclusione e 300 mila lire di multa per usurpazione di pubbliche funzioni e titoli per aver celebrato, per circa due anni, funzioni religiose varie, tra cui tre matrimoni, ad Atella, sempre in provincia di Potenza. In quel caso però i matrimoni, anche se viziati da un “difetto di forma”, vennero convalidati dal vescovo di Melfi, monsignor Vincenzo Cozzi. Monsignor Pietro Mazzuchelli, cancelliere della diocesi di Vigevano, non sembra però essere di questo avviso. “Il matrimonio di Franca e Luciano non è assolutamente valido – ha dichiarato – I due giovani dovranno rinnovare il consenso con un’ altra cerimonia anche in forma strettamente privata”.

***⇓

Qui ricomincia e continua una farsa ancora più divertente, cominciata nella piazza S. Antonio e finita nella Biblioteca Villadicaniense di Castiglione di Sicilia!

In una mattina d’estate del 2011 Don Rosario Alessandro Nastasi, insieme a due giovani ragazzi, si aggirava  nel centro storico di Castiglione di Sicilia. La Chiesa S. Antonio era aperta per permettere la visita dei turisti, custodita dalle 10,00 alle 13,00 da due signore per un accordo tra Parrocchia a Amministrazione comunale. Intorno alle 11,30 si trova a parcheggiare nella piazza S. Antonio il sac. Treffiletti. La signora seduta davanti alla Chiesa lo chiama.

Padre, è da poco passato un sacerdote che cercava il parroco. E’ andato verso il castello.
Le ha detto chi era? Se ritorna gli dica di andare nella chiesa S. Pietro. Sono lì con don Roberto.
Mentre ancora parliamo, dalla via Roma sale verso la piazza un sacerdote vestito in clergyman nero, seguito da un ragazzo e una ragazza vestita in modo ‘molto estivo’. Mezza statura, modi gentili, affabili, un perfetto chierico. Un colletto molto stretto al collo, nonostante il caldo.
Oh, padre, che piacere! Benvenuto!
Sono don Sandro Nastasi.
Sono qui da tantissimi anni e, mi perdoni, non ho mai sentito parlare di lei. E’ già venuto altre volte? Non ho mai saputo che a Castiglione ci fosse un sacerdote con questo nome.
Eh, padre, io sono partito quando avevo appena cinque anni. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti al nord e questa è la prima volta che ritorno. Sono Cappellano al S. Raffaele di Milano, uno dei sei cappellani. Questi sono i miei nipoti. Sono ospite loro a Riposto. Questa mattina ho chiesto di portarmi nel mio paese natale. Ricordo appena l’arciprete Savoca. Ero molto piccolo.
L’arciprete Savoca? E’ morto nell’aprile del 1998. Dopo di lui è stato arciprete don Gaetano Cannavò fino all’ottobre scorso. Ora c’è un giovane parroco, don Roberto Fucile. Ma lei ha ancora parenti a Castiglione? Conosce qualcuno?
No, non ricordo nessuno. Ero troppo piccolo. Ricordo solo la chiesa S. Pietro; ora sono andato a vedere la Chiesa della Madonna. E’ qui il Parroco?
Ci avviamo verso la Chiesa S. Pietro. In quel momento si trova ad uscire dalla canonica don Roberto. Gli presento don Alessandro, i suoi nipoti. Anche don Roberto sembra avvertire un po’ di disagio. Sono giovani, fa caldo … Se qualcuno fosse passato in quel momento avrebbe pensato che c’era un sacerdote (don Sandro) circondato da alcuni amici.
Don Roberto, il padre viene da Milano, è uno dei sei cappellani del S. Raffaele. E’ originario di Castiglione, ma è la prima volta che che vi ritorna da quando è partito da piccolo con la famiglia. Aveva piacere di rivedere i luoghi della sua infanzia
Visitiamo la Chiesa, entriamo nella canonica, da lì ci rechiamo per mostrare con orgoglio la vecchia Biblioteca Villadicaniense recentemente ristrutturata. Tutto quello che dice don Sandro, don Rosario, è tutto in perfetto stile clericale, ortodosso, fin  troppo qualche volta. Il suo parlare, i suoi ricordi, sono perfettamente regolari.
Si ferma a Castiglione? – gli dice don Roberto.
Devo tornare per il pranzo dai miei nipoti a Riposto. Nel pomeriggio sono già invitato per celebrare.
Se rimaneva qui poteva celebrare con noi questa sera nella Basilica. Abbiamo appena iniziato la novena della festa di agosto.
Sarà per qualche altra volta
Tornato a casa la curiosità smuove il sac. Treffiletti a dare un’occhiata su internet. Riflettendo si accorge che questo cognome non gli sembra nuovo. Nastasi, Nastasi, don  Sandro … E poi i nipoti: gli sembravano ‘strani’ quei nipoti. Soprattutto la ragazza. Suoi complici o nuovi truffati? Digita “Don Sandro Nastasi“: Mi manda LubranoMi manda Raitre: ecco dove aveva già sentito questo nome! Si ritorna al 1991 più o meno … Dunque: sono passati venti anni e don Sandro continua a girare. E questa volta è proprio tornato alle sue radici!
Chiama don Roberto.
L’abbiamo scampata bene! Meno male che non è venuto di pomeriggio. Avrebbe tranquillamente concelebrato e forse avrebbe anche fatto la predica … Vedi se puoi chiamare il parroco di Riposto
Non può essere. Ma era così perfetto! Chi avrebbe potuto dubitare?

***⇑


Ancora nel 1996

FALSO PRETE DENUNCIATO AD ASCOLI CELEBRAVA MESSE E MATRIMONI | Repubblica.it

 

ASCOLI PICENO – Salire sull’altare, celebrare messa, impartire i sacramenti, è sempre stato il debole di Rosario Nastasi, 53 anni, di Catania. Ma il sacro desiderio, per lui non ordinato sacerdote, è stato sempre fonte di guai giudiziari. Nastasi non mai ha saputo resistere alla voglia di spacciarsi per prete e trasferitosi nelle Marche, ad Offida, per circa un mese ha concelebrato messe e confessato nella chiesa dei frati francescani. A scoprire la vera identità del falso prete, che si faceva chiamare Don Alessandro, sono stati i carabinieri. Fermato per un controllo è stato trovato senza documenti ma ha detto di essere un sacerdote originario di Milano, di chiamarsi Don Alessandro, al secolo Rosario Nastasi. Un controllo al terminale degli schedati ha svelato però precedenti dell’uomo, che ad Aquino (in provincia di Frosinone) aveva celebrato numerosi matrimoni, poi annullati. L’uomo denunciato alla procura del Tribunale di Ascoli Piceno per usurpazione di titolo e false generalità ha fatto perdere le proprie tracce.


Dicembre

Cronaca del Grest 1991 e dell’incontro di Caltanissetta dei giovani del Movimento della Speranza.

Movimento della Speranza – In cammino con Madre Rosa’, A. III, N. 4, Dicembre 1991, pp.30-31:
[30] GREST 1991

Castiglione di Sicilia
Dopo due anni dalla prima esperienza, si è realizzato il tanto sospirato GREST a Castiglione per i ragazzi di scuola elementare e media del luogo.
Ad animarlo sono stati circa trenta giovani della nostra Parrocchia in collaborazione con le Suore FIGLIE DI S. ANNA, che operano nella nostra realtà parrocchiale, e col Rev. Arciprete Don Gaetano Cannavò.
I ragazzi partecipanti al GREST erano in numero di cento e più. E’ stata una settimana (15-21 luglio) vissuta con entusiasmo e gioia indicibile, durante la quale si sono alternate varie attività: preghiera e riflessione sulla Parola di Dio, canti, giochi, gare, caccia al tesoro, lavori di gruppo, scenette.
In queste attività, i giovani si sono impegnati ad animare in maniera meravigliosa, esercitando il VOLONTARIATO con gioia e creatività eccezionali. Un animatore particolarmente bravo è stato Luis, un ragazzo peruviano venuto in Italia, e in questo periodo a Castiglione, per prepararsi al Sacerdozio con la spiritualità delle Figlie di S. Anna.
La settimana si è conclusa nei boschi del monte Etna, grazie alla generosità del nostro Arciprete, che ha affrontato le spese del viaggio in pullman.
La festa dell’ultima sera ha coinvolto anche i genitori, che hanno vissuto momenti felici, fatti di gesti semplici ma significativi.
Abbiamo avuto la gioia della presenza a questi momenti di S. Ecc. Mons. Alibrandi, il quale ha consegnato personalmente ad ogni ragazzo la medaglia-ricordo del GREST, dono dell’Arciprete.
Tutta la vita parrocchiale ha risentito di questa VITA NUOVA, ricca di significato, che ha lasciato sicuramente un segno nel cuore di ciascuno.
Vogliamo concludere con la frase ritornello del canto dell’ultima sera: “Arrivederci qui … !” l’anno prossimo.

Chiara, C. Castiglione, G. Consoli”

[31]I giovani comunicano una loro esperienza

Castiglione di Sicilia
Da qualche anno, nel Gruppo di Castiglione, si vivono esperienze meravigliose, grazie ai responsabili locali, zonali, regionali e nazionali, che ci stimolano a realizzare iniziative ricche di significato e ci aiutano a prendere coscienza che la nostra vita ha senso se vissuta come dono di Dio, nella gioia, nell’amore, nella disponibilità agli altri.
Abbiamo accolto con entusiasmo la bella iniziativa di gemellaggio fra i Gruppi Giovanili della Sicilia e così il 30 giugno u.s. ci siamo recati, assieme ai responsabili zonali, Salvatore Chiara e Sr. Anna di Gesù, a Caltanissetta, presso le Suore Figlie di S. Anna dell’Istituto Testasecca, sede degli incontri del Gruppo giovanile del luogo. E’ stata una esperienza indimenticabile e indescrivibile di gioiosa fraternità.
I giovani e le Suore sono stati affettuosissimi nell’accoglienza e nei vari momenti della giornata vissuti insieme.
Ai momenti ricreativi si sono alternati momenti di comunicazione e di confronto. Ricordiamo particolarmente il momento pomeridiano di preghiera e l’Eucarestia mattutina, celebrata dal giovane Sacerdote P. Alessandro, il quale ha introdotto la celebrazione dando a noi il benvenuto e presentando all’assemblea le due giovani del Gruppo, Cettina e Rosanna, in partenza per Roma, dove si prepareranno a realizzare la loro scelta di vita: consacrarsi totalmente al Signore nella Congregazione delle “Figlie di S. Anna”.
Le parole semplici e profonde di P. Alessandro sulla chiamata di Dio per ogni cristiano sono state motivo di riflessione e di stimolo per prendere coscienza ogni giorno di più che la nostra vocazione si realizza nella misura in cui saremo disponibili e generosi verso il prossimo.
Madre Rosa Gattorno, che fece della sua vita un dono per gli altri, ci è modello e ci invita ad andare e a portare l’AMORE di Colui che da sempre ci ama per primo di un AMORE infinito.
Rendiamo grazie a Dio! Arrivederci a Castiglione.

Chiara. G. Consoli. C. Castiglione”

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