FonteLa scommessa hi-tech di Carmelo Papa: «StM punta su Catania per l’elettronica di potenza» | sicilymag.it [Intervista]

di Salvo Fallica Pubblicato il 12 giugno 2017 Aggiornato il 13 giugno 2017 alle 11:34

SUGNU SICILIANU
Viene da Castiglione di Sicilia la storia di successo dell’amministratore delegato e direttore generale di StMicroelectronics Italia, che ha nelle sedi di Catania e Palermo due avamposti di alta ricerca tecnologica: «I nostri microchip vanno in tutto il mondo. E grazie anche ai nostri regolatori di tensione al Cern scoperto il Bosone di Higgs»

Dalla Sicilia all’ascesa a livello internazionale, è la storia di successo di Carmelo Papa, di recente divenuto amministratore delegato e direttore generale di StMicroelectronics Italia, dopo aver ricoperto anche il ruolo di vice presidente della StM con delega ai mercati emergenti. Una storia che parte da Castiglione di Sicilia, luogo natio del sessantenne Papa, e che dopo la laurea in Fisica nucleare all’università di Catania si è snodata fra l’Italia e l’estero. Ha sempre coniugato la sua attività di manager con l’attenzione alla ricerca, ed ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti a livello internazionale. Papa ci racconta il mondo dell’alta tecnologia, della sua storia in StM e parla della sua vita. Riflette in maniera autorevole ed originale sul presente e sul futuro. Quel futuro della microelettronica che viene costruito anche nello stabilimento della StM nella zona industriale di Catania diretto dall’ingegnere Francesco Caizzone. Una delle realtà più innovative della StM a livello internazionale.

Verso quale mondo andiamo? Crede che il processo di digitalizzazione in fieri porterà ad un cambiamento antropologico?
«Non essendo un sociologo, posso dare delle risposte da persona con formazione scientifico-tecnica ed esperienza di impresa operante su scala globale. Credo che l’avanzamento tecnologico abbia prodotto già dei mutamenti comportamentali soprattutto nei giovani, vedi le chat line ed i Social media tipo Facebook, che stanno modificando lo stile di scrittura e privilegiando il contatto on line anziché la chiacchierata classica tra amici. Mutamenti più profondi avverranno con il miglioramento del riconoscimento vocale da parte dei computer e degli smartphone che ci permetteranno di dettare velocemente anziché scrivere. La guida automatica delle vetture ci permetterà di rendere più fluido il traffico e il controllo remoto dei pazienti eviterà il sovraffollamento degli ospedali. Sono esempi che incideranno sui nostri comportamenti perché ci disabitueranno alla burocrazia e alle attese estenuanti; e potremmo continuare con tanti altri esempi ad libitum».

Prima di approfondire altri passaggi del mondo della microelettronica, dei semiconduttori, dei microchip e di come questi elementi stiano cambiando il modo di vivere dei contemporanei, facciamo un passo indietro nel passato. Partiamo dalla sua formazione culturale per raccontare la sua vita e la sua ascesa professionale che lo ha portato a divenire un autorevole manager di livello internazionale. Nativo di Castiglione di Sicilia si è laureato in Fisica nucleare all’ateneo di Catania. Che ricordi ha dei suoi studi liceali ed in seguito universitari?
«Ricordo viaggi in autobus ogni giorno con partenza alle 6.30 del mattino e rientro alle 20.30 alla sera sul percorso Valle dell’Alcantara – Giarre perché non c’erano corse alternative. Divertente perché eravamo in maggioranza studenti. All’Università è stato più facile studiare perché abitavo a Catania alla Casa dello Studente e avevo più tempo. Studiavo con passione la Fisica e la Matematica ma anche l’armonia jazz. Per sostenermi agli studi, d’estate lavoravo come guida turistica nei tour settimanali attraverso la Sicilia. Un’esperienza che mi ha permesso di imparare lingue straniere e insegnato a relazionarmi con gli altri».

carmelo-papa
L’interno di StMicroelectronics Catania

Poi è partito alla conquista del mondo. Quali sono stati i suoi primi passaggi nel mondo del lavoro?
«Molto sinteticamente le racconto che dapprima ho insegnato matematica per un anno nelle scuole superiori. Poi sono andato a lavorare in Germania in aziende di informatica. Quindi sono stato assunto da International Computers Limited (ICL) in Inghilterra inizialmente, e poi a Milano».

Quando è arrivato alla STMicroelectronics?
«Nel 1983 fui chiamato come specialista di marketing a Catania in Sgs-Ates che poi sarebbe diventata, attraverso diversi passaggi societari, l’attuale STMicroelectronics, e dopo 4 anni sono diventato responsabile del Product Marketing and Customer Service. A quel tempo era in atto una forte espansione del sito di Catania dopo l’arrivo di Pasquale Pistorio».

Una carriera in progressiva ascesa che lo ha portato sino a ricoprire il ruolo di vicepresidente a livello internazionale nella St guidata dal presidente Pasquale Pistorio…
«Il primo gennaio 2000 sono diventato corporate Vice President responsabile per i mercati emergenti (Europa dell’Est, Africa, Medio Oriente, India e America Latina), una delle quattro regioni commerciali nelle quali si articolava all’epoca STMicroelectronics».

In Italia date lavoro a quasi diecimila persone. Quanto è importante a livello produttivo e strategico il vostro sito di Catania?
«In Italia ci sono due poli integrati importanti, quello in Lombardia (Agrate Brianza e Cornaredo) e quello siciliano di Catania e Palermo, dove si fa ricerca tecnologica, progettazione, produzione, marketing, oltre alle attività correlate di ingegnerizzazione, controllo qualità, etc…».

Quali sono e di quali prodotti si occupano i vostri stabilimenti nella zona industriale etnea?
«A Catania esistono forti competenze nel campo dell’elettronica di potenza, sia integrata che discreta, oltre a competenze nei microcontrollori, nei sensori ambientali e nelle architetture di sistema avanzate e applicative. I nostri prodotti vanno un po’ dappertutto: dai cellulari alle automobili, dalle attrezzature industriali ai sistemi di illuminazioni delle città e delle case, dal medicale allo spaziale».

L’area catanese di StMicroelectronics

State investendo 270 milioni di dollari in tre anni a Catania, può spiegare quali sono i vostri obiettivi?
«Espandere la produzione attuale su fette da 8 pollici – 200 mm di diametro – e realizzare prodotti di potenza su fette di carburo di silicio».

Lei ha collaborato anche con l’ex presidente di StM Pasquale Pistorio che viene ricordato sui media nazionali ed internazionali come il creatore negli anni ’90 dell’Etna Valley in sinergia con l’università ed il comune di Catania. Pistorio ripeteva sempre: “Investiamo qui perché vi sono i cervelli”. Quanto pesano le risorse umane in un’azienda dell’hi-tech?
«L’uomo, con le sue conoscenze e le sue competenze, è al centro della nostra azienda. Ma Pistorio si riferiva piuttosto alla competitività dei laureati siciliani rispetto ad altre zone del mondo in quanto a preparazione e costo totale per l’azienda».

Dunque, al contrario di quanto sostengono alcuni, l’industria 4.0 con il progressivo utilizzo di sistemi iper-tecnologici e robotici, ha in realtà bisogno sempre più di persone in carne ed ossa di alta competenza intellettuale e scientifica?
«Certamente i sistemi robotici e l’intelligenza artificiale ridurranno il bisogno di interventi umani in alcuni ruoli, creando contemporaneamente opportunità per nuove specializzazioni e conoscenze tecniche per supportare attività manifatturiere e non soltanto».

Lei insiste molto sul binomio innovazione e ricerca. Il suo puntare su questi settori Le ha fatto ottenere anche prestigiosi riconoscimenti internazionali. Può raccontare la genesi del premio legato alla realizzazione di componenti per la stazione spaziale italiana?
«Noi da sempre collaboriamo con il Cern (Conseil européen pour la recherche nucléaire, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, nda), l’Esa (European Space Agency, l’Agenzia spaziale europea nda) e clienti del settore aerospaziale. In particolare al Cern abbiamo fornito dei regolatori di tensione che riescono a funzionare in ambienti altamente radioattivi come quelli dei loro esperimenti che hanno portato alla scoperta del Bosone di Higgs e per questo ho ricevuto un premio».

Lo stabilimento di Agrate

Molti strumenti tecnologici nel mondo funzionano con microchip realizzati dalla StM, diversi dei quali creati a Catania. Può fare degli esempi?
«Gli schermi dei cellulari di svariati importanti produttori di smartphone nel mondo sono alimentati da nostri chip; gli alzacristalli delle auto, i tergicristalli e i fari a led delle auto, i sistemi ABS sono controllati da nostri dispositivi; l’illuminazione di strade e edifici funziona spesso attraverso i nostri chip. L’elenco potrebbe essere molto più lungo, ma vorrei sottolineare soprattutto l’importanza di clienti leader mondiali presso i quali vanno i nostri chip».

Nel futuro prevarranno le macchine elettriche?
«Sicuramente prevarranno motori più efficienti nell’uso dell’energia attraverso l’uso di dispositivi fra i quali quelli basati su carburo di silicio. Quando le batterie diventeranno più compatte e leggere permettendo una ricarica in tempi molto più brevi e consentendo di percorrere un numero di chilometri confrontabile con quelli dei motori a benzina o diesel, non ci sarà più motivo per cui le auto elettriche non debbano diventare preponderanti e sarà un bel giorno per l’umanità».

Si va verso una dimensione di digitalizzazione crescente, ma un mondo iper-connesso pone enormi problemi di sicurezza e sempre maggiori rischi per la privacy. Quali possibili contromisure?
«I rischi esistono e concretamente degli hackers potrebbero impadronirsi tanto di una linea produttiva quanto di un’auto o di un computer. Esistono anche le contromisure, però. Ed è su questo che lavoriamo già da anni, per non perdere i vantaggi che la digitalizzazione ci porta».

La sua dialettica è intrisa anche di citazioni letterarie e filosofiche. Quali sono i libri della sua vita?
«Ho letto di tutto nella mia vita, da quelli professionali come il Landau o Feynman, classici della fisica, ma anche le poesie di Prévert o di Baudelaire. Da ragazzo leggevo Emilio Salgari che mi permetteva di viaggiare con la fantasia in mondi esotici per me inaccessibili. Adesso mi piace leggere libri di logica e di matematica, ma anche il Commissario Montalbano di Camilleri».

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