1994 SETTEMBRE

1. Giovedì. Bella giornata, molto calda. Al nord, Genova e Milano, violenti temporali. Questa mattina il signor Michele Gioeni (sacrista)si ricovera all’ospedale ‘Regina Margherita’ di Messina, reparto del Dott. Nastasi. Esami di riparazione al magistrale: prova scritta d’italiano. Pomeriggio qualcuno va ancora a mare. Discretamente frequentata la spiaggia di Cottone.

2. Venerdì. Bella giornata, calda. E’ ritornata dalla vacanze in famiglia Suor A. Ermelinda. Comunione agli ammalati. Nel pomeriggio riunione della Legio Mariae nella sacrestia S. Pietro. Pare che mons. Alibrandi sia assente. Messa vespertina anche nella chiesa del Carmine. All’entrata, dopo l’acqua entrata durante l’ultimo temporale, cade l’intonaco. Da più di qualche anno un riquadro della prima finestra a destra ha un vetro rotto e minaccia di cadere all’interno della chiesa. E’ stato una palla da tennis. Alle 21,05 il signor Vincenzo Portale viene a cercare la chiave della Basilica perché il fratello, fiorista a Linguaglossa, deve preparare la chiesa per il matrimonio di domani. La mamma del signor Michele Gioeni, la signora Angela, non conoscendoli, non ha voluto darla. Mentre sale per prendere la chiave, il sac. Treffiletti viene fermato dal signor Verduci. Chiede la chiave dei locali di S. Giuseppe, dove si deve, a quanto pare, svolgere una qualche riunione. Ha perso quella che gli aveva dato l’arciprete. Il sac. Treffiletti dimostra la sua impossibilità a provvedere. Non sa (è la verità) dove l’arciprete tenga le chiavi. Probabilmente quelle dei locali del Carmine e quelli dell’ex chiesa S. Giuseppe le porta sempre con sé, per una qualche paura che in sua assenza, qualcuno le possa prendere dal quadro delle chiavi che si trova nell’ufficio della Canonica.

3. Sabato. Variabile. Vento; tramontana. Alle 10,30 matrimonio MERCIA SALVATORE – RUSSO GIOVANNA. I genitori di Giovanna Russo sono separati. Il papà è parrucchiere a Fiumefreddo; fa parte dei Testimoni di Geova. E’ stata dalle suore Figlie di S. Anna. La superiora dovrebbe partire domani mattino per Roma e poi, di ritorno, dovrà andare a Palermo. Prova scritta di matematica al magistrale. Sette ragazzi. Assistono il prof. Papotto (matematica), il prof. Salvino Patanè (disegno), la prof.ssa Cirino (filosofia), Treffiletti (religione). Il parroco, incontrando il sac. Treffiletti, lamenta le sue assenze. ‘Quando parti, vai in qualche posto, lascia almeno un bigliettino …’. ‘Partire? Magari! …’. Le uniche parole che gli vengono rivolte sono sempre lamentele, richiami, rimproveri. Quando è presente è come se non ci fosse; quando manca, pare che lo faccia apposta per creare disagi. La superiora, prima della messa del matrimonio, ha chiesto a nome dell’arciprete se poteva assistere al matrimonio. Il sac. Treffiletti ha presentato la difficoltà di dover essere presente alla prova di matematica … Beghe (le solite) clericali! Viene spedita lettera al quotidiano ‘Avvenire’ (presso AUDIOGRUP, via Andrea Verga, 4 – 20144 – MILANO) con i nominativi di 9 persone cui inviarlo gratuitamente per tre mesi (CARCIOPOLO ELEONORA, DI FRANCESCO CATERINA. GABRIELLA RUGGERI, FERRUCCIO SAGLIMBENE, LEA SARDO, FRANCO PREVITE, CARMELO DAMICO, BARBAGALLO GIUSEPPE, SANFILIPPO GIUSEPPE).

4. Domenica. Variabile. Normalmente coperto; vento di tramontana. Si è abbassata la temperatura. Qualcuno che partecipa alla messa nella chiesa S. Vincenzo, aderente alla Legio Mariae, riferisce che il Vescovo venerdì scorso non ha partecipato alla riunione perché scontento dell’andamento del gruppo. I legionari farebbero poco apostolato e si riuniscono solo per far salotto. Vorrebbe sapere perché i diversi giovani che vi facevano parte ora sono assenti. E’ intenzionato a lasciare e a rivolgere le sue cure al gruppo di Verzella. A Verzella, pare che si rechi ogni martedì, anche in assenza del Vescovo, il signor Zumbo Benedetto. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. Il signor Verduci, il prof. Manitta e qualche altro si recano nella chiesa S. Marco e poi in quella di S. Vincenzo. Dovrebbero far parte di una qualche associazione. Vogliono fare volontariato (sistemazione …). La superiora delle Figlie di S. Anna è partita questa mattina per Roma.

5. Lunedì. Variabile. Fresco. Primo incontro alla scuola media: ore 9,00. Solo qualche trasferimento: la Cariola, Pollicina, Bella, Patanè. Alle 17,00 collegio dei docenti all’istituto magistrale, sede centrale. Nella sezione staccata di Castiglione sono rimasti i professori Cirino, Papotto, Treffiletti, Patané (?). Trasferiti tutti gli altri. Vengono eletti i collaboratori del preside: padre Vincenzo Lanzafame (vice-preside), prof. Leonardi, prof. Romeo. I ragazzi saranno contenti del trasferimento della Strano (latino). Da diversi giorni chiedevano notizie.

6. Martedì. Variabile. Esami orali al magistrale: latino, matematica, filosofia, italiano. Nel pomeriggio si diffonde la notizia che il papa rinuncia ad andare a Sarajevo***. Saggia decisione. Non poteva mettere a rischio la vita di molti fedeli, facile bersaglio dei cecchini. Il più garantito e sicuro sarebbe stato proprio il papa, anche contro la sua volontà. E gli altri? Oggi un operaio che montava il palco per la messa allo stadio è stato ferito da un cecchino. Saranno stati questi segnali a far capire quanto pericolosa sarebbe stata la sua trasferta a Sarajevo. Sarebbe facilmente capitato durante la celebrazione della messa che qualcuno avrebbe sparato sui fedeli. E poi? Cosa sarebbe successo? Come continuare? Saggia decisione, anche se molto deludente per gli abitanti di Sarajevo. Rinvio ad una prossima occasione. Questa notte l’arciprete ed un gruppo di fedeli partiranno in pellegrinaggio per S. Giovanni Rotondo, sulla tomba di p. Pio. Torneranno sabato pomeriggio. Questo il dépliant del programma:

“PARROCCHIA
Santi Pietro e Paolo
95012  CASTIGLIONE DI SIC. (CT)
TEL. (0942) 98 40 58

PROGRAMMA:
DURATA:  DAL 7 AL 10 SETTEMBRE
PELLEGRINAGGIO DA PADRE PIO

7 Settembre: CASTIGLIONE / MONTE VERGINE / S. G. ROTONDO
Convocazione dei partecipanti al mattino ore 3.45 partenza in autopullman gran turismo per Avellino. Sosta per il pranzo in ristorante lungo il percorso e nel primo pomeriggio visita del santuario di Monte Vergine e proseguimento per San Giovanni Rotondo. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
8 settembre: SAN GIOVANNI ROTONDO.
Trattamento di pensione completa in hotel. Intera giornata di soggiorno a disposizione per partecipare alle funzioni religiose nel santuario dedicato a Padre Pio, il frate che visse ed operò nella minuscola cittadina garganica. Nel pomeriggio escursione a San Matteo e San Michele Arcangelo. Pernottamento.
9 settembre: SAN GIOVANNI ROTONDO / CASTELLANA GROTTE
Prima colazione in hotel e partenza per Castellana Grotte. Arrivo e sistemazione in hotel. Pomeriggio a disposizione per la visita di Alberobello, rinomata cittadina per le tipiche abitazioni dette Trulli. Cena e pernottamento in hotel.
10 settembre: CASTELLANA / CASTIGLIONE
Prima colazione e pranzo in hotel. Mattinata dedicata alla visita delle grotte all’interno delle quali si trovano le splendide concrezioni di alabastro. Nel primo pomeriggio partenza per la Sicilia ed arrivo a Castiglione in serata.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER PERSONA  £. 320.000
La quota comprende: tutti i servizi indicati nel programma; sistemazione in hotel di seconda categoria in camere doppie con servizi.
La quota non comprende: le bevande ai pasti; gli ingressi ai luoghi di visita; tutto quanto non è espressamente indicato nel programma.

[Timbro lineare della Parrocchia]
don G. Cannavò
Arciprete”

7. Mercoledì. Bella giornata, calda. Mercato. Esami orali al magistrale: latino, matematica, scienze. Nel pomeriggio, soprattutto nella parte alta, il paese è disabitato. Aria di abbandono. Mons. Alibrandi mostra con piacere l’altare intarsiato, dono di Pippo Musumeci. Esalta le sue capacità. Lamenta l’apatia dei castiglionesi. Vuole far prendere la patente alle due suore messicane ospiti. Chiede informazioni sull’autoscuola e sull’affidabilità del titolare (presentatogli dal signor Zumbo).

8. Giovedì. Bella giornata, calda. Scrutini ad Acireale per gli esami di riparazione al magistrale. Tutti promossi (‘dulcis in fundo’!), tranne Liosi Agata (di Randazzo) che non si è presentata. Partecipa la prof.ssa Marisa Sapienza: è stata nominata ‘ad actum’ per mancanza della prof.ssa Arena, insegnante di francese. Da qualche giorno è iniziata la raccolta delle nocciole. Spedita foto del figlio alla prof.ssa Leonardi (ed. fisica): PINELLA LEONARDI, Via Cristoforo Colombo, 2 – 95027 – S.GREGORIO – Catania.

9. Venerdì. Bella giornata, molto calda. Nel pomeriggio nuvolo; scirocco.

10. Sabato. Variabile. Tramontana. Le due suore, sr. A. Ermelinda e sr. Celestina, partecipano alla gita-pellegrinaggio a Siracusa organizzato da don Achille, parroco di Moio. La messa delle 07,30 viene celebrata nella chiesa S. Pietro, invece che nella chiesa di S. Benedetto, per l’assenza delle Suore.. Alle 11,30 matrimonio PIER LUIGI PELLEGRINO – VINCENZA PARISI. Lo sposo è vicebrigadiere dei Carabinieri. E’ vestito in alta uniforme, con due carabinieri in servizio d’onore. E’ di Amantea (CS). Molta curiosità. Celebra il sac. Treffiletti. Nel pomeriggio dovrebbero ritornare da S. Giovanni Rotondo i pellegrini. Pare siano rientrati alle 23,50 ca.

11. Domenica. Bella giornata; fresca. Alla messa delle 11,30 il vescovo, mons. Alibrandi, amministra la cresima ad una ragazzo proveniente dalla parrocchia di Fiumefreddo, Massimiliano Coco. L’arciprete annuncia per sabato 17 settembre, dietro gentile richiesta degli stessi partecipanti alla gita precedente, un pellegrinaggio al santuario di Tindari.

12. Lunedì. Bella giornata, calda. Nella mattinata collegio dei docenti alla scuola media: studio del Q. 1 (!). Lettera al sig. P. MASSIMINO, LDA Informatica, Via Passo di Aci, 60 – 95128 – CATANIA.
“Gent.mo Signor Massimino,
ho molto pensato, meditato, atteso prima di scriverLe la presente, per Lei forse inattesa.
E’ con molto dispiacere che Le comunico la mia volontà: se, in base a quanto da Lei sottoscritto in data 03/12/1992, vuole onorare la fattura acclusa, la bolla di accompagnamento, la ricevuta e l’impegno rilasciatomi, può, se vuole, quando vuole, quando può, rivolgersi esclusivamente a Don Achille Quattrocchi (Parroco di Moio Alcantara).
Sono mortificato e nello stesso tempo amareggiato per questa mia decisione (a mio esclusivo danno!), ma non vedo altra possibile soluzione alla distanza di quasi due anni, senza che sia intercorsa alcuna comunicazione al riguardo.
Pertanto:
intendo con questo assolutamente  e definitivamente interrompere (si fa per dire: non mi pare ce ne siano mai stati oltre questo) qualsiasi rapporto con la L.D.A.
Voglia intanto accettare il mio deferente saluto e l’augurio di un buon lavoro.
Sac. Salvatore Treffiletti”
In data 03-02-1992 era stato consegnato personalmente a casa un PC SHR 386 sx/33Mhz/4Mb RAM/Hd 120 Mb, 1 FD 3”1/2, scheda grafica S.VGA, monitor colore 14” VGA, tastiera ital., mouse; una stampante Laser Brother HL-4. Restava da consegnare, perché non disponibile, un ScanMan Logitech 256 tonalità grigio, per un totale versato subito a saldo tramite ccb di £ 6.330.000. Da allora silenzio assoluto. E’ stato fatto sollecito tramite don Achille (è stato lui a presentare il signor Massimino). Avrebbe risposto, questa estate, che prova vergogna a contattare il Treffiletti dopo tanto tempo, ed in ogni caso non tratta più software, per cui sarebbe, nel caso, disponibile a tornare indietro la somma che riguarda lo ScanMan (£. 700.000). Finora nessuna comunicazione.

13. Martedì. Bella giornata, molto calda.

14. Mercoledì. Bella giornata, molto calda, scirocco. Continua raccolta delle nocciole. Il prof. Manitta preleva dalla biblioteca, per fotocopiarne alcune parti, quattro libri: Filangeri, B. Pace ( 2 voll.), rivista ‘Beni Culturali…’. Li riporterà domani. Collegio dei docenti alla scuola media; interviene una maestra delle elementari per le classi quinte (la signora Scalzo, moglie del prof. Gioeni). Preghiera per il giorno della santa croce (da una signora di Camaro, attualmente presso la nuora: Nina Puglisi): “U demoniu supra di mia non avi chi fari picchì u ionnu da santa cruci dicu milli voti Jesu” – Seguono 10 ‘Jesu’, intercalati sempre da questa preghiera fino al compimento di mille. Alla fine si conclude con 5 Pater.

15. Giovedì. Variabile. Nel pomeriggio molto nuvoloso; verso le 17,15 qualche spruzzo di pioggia. Carlos D’Agostino ha ripreso a lavorare al quadro. Mancava dalla fine di agosto.

16. Venerdì. Variabile. I libri dati al prof. Manitta non sono stati ancora riportati. La strada Galluzzo-Verzella è incompleta con grave disagio per quanti sono costretti a percorrerla per recarsi nelle campagne. In certi tratti (nella salita della ‘Madonna della Catena’ soprattutto) è veramente impraticabile. Non c’è speranza che ricomincino i lavori, nonostante le continue istanze e le proteste della gente. TVR, nella serata, nella rubrica CHORUS, trasmette, fra l’altro, un’intervista al sottosegretario al Bilancio, on. Ilario Floresta. Mostra sicurezza, grinta, voglia di fare e di riuscire in ogni modo.

mons-luigi-cannavò17. Sabato. Bel tempo in mattinata; nel pomeriggio variabile: pioggia intorno alle 18,15. Pellegrinaggio a Tindari, guidato dall’arciprete Cannavò. Partono alle 07,00 ca. Il quadro della sacrestia raffigurante mons. Luigi Cannavò, durante le operazioni di ripresa fotografica, cadendo, si rovina in più parti. La figura è intatta, ma bisognerebbe mettere un supporto di tela nella parti danneggiate. Peccato! Autore del curioso incidente è il sac. Treffiletti. Da qualche tempo aveva ricevuto sollecitazione dal segretario vescovile per una foto del vescovo Cannavò. In occasione del 150° della Diocesi il Vescovo vorrebbe preparare una pubblicazione con tutti i vescovi che finora ci sono stati in diocesi. Già una volta aveva tentato di scendere il quadro dalla parete ma non c’era riuscito per mancanza di una scala adatta. Questa mattina finalmente aveva deciso l’operazione. Prima però doveva rimuovere i due quadri vicini, sulla sinistra. La luce della sacrestia è insufficiente per la macchina fotografica. Decide di recarsi sulla terrazza della canonica, luogo solitario dove poter lavorare con tutta calma. Una volta scesi i due quadri viene fulminato da una nuova idea. Perché non fotografarli tutti? Così comincia a salire il primo, lo appoggia sul muretto della terrazza, sullo sfondo il castello. E’ ben illuminato, la luce è ottima. E’ eccitato da questa geniale idea! Così il primo è fatto: due scatti, uno totale, l’altro solo il viso. Sale il secondo quadro. Stessa operazione, e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi. Sale il terzo, proprio il quadro di mons. Cannavò. Mentre sta per poggiarlo al muretto si accorge che nel posteggio a fianco la Biblioteca c’è il signor Pippo Musumeci che parla con il signor Di Marco (designer). Per evitare di essere visto e probabilmente richiamato, cambia posizione. Ma nessun muro della terrazza si presta a causa delle condizioni di luce. Ed ecco la tentazione. Vede una sedia, per giunta malandata. E cosa pensa? Già, pensa di adoperarla come sostegno per il quadro. C’è appena un alito di vento. Poggia il quadro alla sedia, in posizione perpendicolare, si adagia a terra per riprenderlo, come aveva fatto per i primi due. E cosa succede? Una forte folata di vento e il quadro scompare dall’obiettivo. Lo vede, impotente, adagiarsi e sprofondare sui piedi della sedia che penetrano sulla tela ben tirata, per fortuna nella parte bassa del quadro. Lo sconcerto e lo sconforto arriva al massimo. Rimane incredulo ad osservare quella terribile e impensabile scena e si chiede come mai proprio il quadro che doveva fotografare sia stato il prescelto per una fine così ignobile. Intanto sente ancora che nel parcheggio i due continuano a chiacchierare. Cosa fare? Smettere e andar via? No, ormai dovrà continuare. Lo rialza e lo rimette, come nulla fosse accaduto, nella stessa posizione di prima. Si sistema per terra per la foto ed ecco che per una seconda volta, come manovrato da qualcosa di irresistibile, il quadro si ritrova nuovamente a terra inesorabilmente piantato sui piedi della sedia, proprio nello stesso punto. Lo squarcio si allarga ancor più. Resta sbalordito e incredulo. Non si scoraggia e, come in sogno, lo rimette ancora in piedi e finalmente riesce ad effettuare i due scatti previsti: il totale del quadro (foto storica che documenta la sua barbara operazione!), due ravvicinati per il viso. E’ in preda quasi alla disperazione, se così si può dire, perché mai e poi mai avrebbe immaginato un simile risvolto. Cadono tutti i piani e si accinge ad un’opera di possibile sistemazione del danno. Riunisce come può le parti danneggiate ripromettendosi di parlarne con l’arciprete per farlo restaurare, a proprie spese, da qualche esperto. Una fatica ancora enorme per rimetterlo alla parete. Lo squarcio, o gli squarci, sono ben visibili nella parte bassa (per fortuna!). Li contempla esterrefatto. Che figura! Pensa anche a cosa potrà dirne l’arciprete e a come dirglielo senza urtare la sua suscettibilità. Chi te l’ha fatto fare? Sarebbe successo lo stesso in altra circostanza? In ogni caso la foto in qualche modo l’avrebbe dovuto fare ed era necessario scendere il quadro dalla parete per poter operare in condizioni accettabili. Ma da dove mai l’idea di andare sulla terrazza della canonica? Per tutta la giornata non si dà pace e più volte ripassa in sacrestia dinanzi al quadro, umiliato, contrariato, perplesso. Povero mons. Cannavò! Se lo ricorderà di certo per molto tempo il Treffiletti la sua ‘bravata’. In chiesa, sono ormai le 12,30, trova l’arciprete Savoca che come al solito a quell’ora è presente per la sua visita quotidiana. Lo mette al corrente dell’accaduto, nella speranza di cercarne conforto. L’arciprete si mostra comprensivo. Come la prenderanno gli altri? Ma è nei riguardi di se stesso che prova maggiore vergogna, lui così attento, delicato, pieno di attenzione per ogni opera d’arte e per quanto ha valore. Una beffa proprio per la sua intelligenza e sensibilità! mons-antonino-longhitanoNel pomeriggio, alle 17,00, matrimonio in basilica di CARPINATO ANTONINO e GIUSEPPA LO PRESTI. Lo sposo è di Bronte, la sposa di Francavilla. Ha scelto, la sposa, di sposarsi nella basilica della Madonna della Catena, forse per soddisfare a qualche voto. Presiede l’arciprete di Bronte, don Antonino Longhitano****, rettore anche del piccolo seminario. E’ amico dello sposo, l’ha cresciuto, è stato suo insegnante nel piccolo seminario, la cui cappella era proprio dedicata alla Madonna della Catena. Parlando di questo titolo e della relativa festa, don Longhitano si meraviglia che la festa non sia celebrata il 5 agosto, giorno della Madonna della neve, perché è a tale data, dice, che il titolo è collegato. E la storia dei tre condannati? Il titolo della ‘catena’, sostiene con molta sicurezza, deriva dalla catena distesa davanti al porto per difendersi dai nemici e non ha nulla a che fare con la pia storia che sembra invece non conoscere. La stessa cosa aveva detto padre Alfio Messina, passionista, venuto a predicare per la festa di agosto. Qualcosa dunque deve pur esserci, visto che tutti e due ignoravano la storia dei tre condannati che starebbe all’origine di questo titolo.

18. Domenica. Continua per tutta la giornata tempo variabile. Nel pomeriggio pioggia leggera ma quasi continua fino alla serata. Nella chiesa S. Vincenzo manca nuovamente l’energia elettrica. Il filo è raccolto e pendente sulla facciata. Lo avranno staccato dal cantiere e non avranno fatto in tempo a riallacciarlo. Non è un comportamento corretto. Avrebbero in ogni caso potuto o dovuto avvisare qualcuno. Se fosse stata un’abitazione privata non avrebbero fatto lo stesso. E S. Vincenzo? Quante ne ha viste e sopportate in questi ultimi due anni! Alla fine della messa il celebrante si rivolge ai fedeli con parole molto dure per la situazione della chiesa. Prima la strada, ora l’energia elettrica … “Vogliono impedirci di venire in chiesa. Ci verremo in ogni caso …”. Non è certo questa l’intenzione, ma non è giusto trattare così un luogo sacro, una chiesa che sta molto a cuore non solo agli abitanti del quartiere, ma all’intero paese. Perché questo comportamento? Dopo la messa delle 10,00, alla chiesa del Carmine, la signora Santa Silvestro consegna al sac. Treffiletti lettera riguardanti disposizioni particolari … La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi e concelebrata dall’arciprete Savoca. La signora Ignazia di Verzella chiede notizie su qualcosa che le hanno riferito questa mattina a Linguaglossa. Le avrebbero detto che l’arciprete sarebbe stato nuovamente oggetto di una aggressione. Quante stranezze! – Forse si riferiranno a quella di qualche mese fa? – No, no, pare proprio che sia un’altra. Intanto qui non si dice e non si sa nulla. Solo dicerie, certamente. Alle 17,30 il professore Salvatore Guarrera (di Fiumefreddo) cerca lo zio arciprete. Da quando è ritornato mons. Alibrandi le due suore messicane non si vedono più in giro.

19. Lunedì. Variabile; fresco. Compare la prima neve sul cono dell’Etna. Primo giorno di scuola: tre ore al magistrale; quattro alla media. Il prof. Manitta fotocopia dall’archivio storico il fascicolo riguardante il convento degli Agostiniani dell’Alto Milio. Pippo Musumeci lavora ancora nella chiesa S. Antonio. Pare che voglia abbandonare il previsto lavoro di restauro dell’altare maggiore perché interessato ad altri lavori in altre parti. Carlos D’Agostino continua a lavorare all’icona. L’arciprete gli ricorda che avevano fissato come termine il mese di agosto. – Alla fine faremo una raccolta per pagarti. Non ci sono soldi. Ti avevo detto di lavorare fino alla fine di agosto …. Carlos ha problemi economici, anche se dice di voler solo finire l’icona.

20. Martedì. Variabile. Tramontana; pioggia nella mattinata. Si abbassa di molto la temperatura. Diversi stanno ancora raccogliendo la nocciola. L’acqua di questi giorni ha creato qualche disagio. Angelo Damico fa benedire i locali del bar all’angolo di piazza S. Martino. Dovrebbe aprire domani. In questi ultimi anni il bar è stato gestito dal signor Finocchiaro.

21. Mercoledì. Variabile. Nel pomeriggio funerali del signor Filippo Mercia, di anni 86. Alcuni giovani (Angelo Scuderi, Francesco Raiti) chiedono notizie sulla chiesa S. Antonio. Devono fare una relazione per l’Archeoclub, associazione diretta dal prof. Manitta e dal Dott. Di Pasqua. Si riuniscono ogni giovedì, alle ore 20,30, nei locali dell’ex chiesa S. Giuseppe. Viene a chiedere notizie sulla chiesa S. Pietro Giuseppe Arcidiacono.

22. Giovedì. Variabile. Nel pomeriggio una breve pioggia. Levante. L’arciprete don Gaetano Cannavò celebra un matrimonio a Montelaguardia, frazione di Randazzo. A Moio Alcantara l’arcivescovo di Messina, mons. Ignazio Cannavò, consacra un nuovo altare in pietra lavica. La funzione comincia alle 18,20 e finisce alle 20,00 ca. Il vescovo è accompagnato dal cerimoniere, mons. Meo, e dal suo segretario, don Salvatore Alessandrà. Concelebrano don Franco Millimaci (cappellano militare a Udine), don Salvatore Treffiletti. Sono state anche invitate le suore Figlie di S. Anna. Pochi i fedeli. Pare che la funzione sia in concomitanza con una manifestazione sportiva. Il vescovo si ferma per la cena. Verso le 22,45 alcuni membri dell’Archeoclub si trovano per le scale dell’ex chiesa S. Giuseppe. In piazza S. Martino sostano un buon numero di ragazzi, la maggior parte della scuola media. Discutono animatamente. Al centro del gruppo emerge Salvatore Papa.

23. Venerdì. Variabile. Coperto, nella mattinata; levante. All’angolo del bar Treffiletti un signore ferma una ‘panda’ dei carabinieri. Si lamenta in modo molto deciso che ogni sera la piazza è infestata da bande di ragazzi e da ‘delinquenti’. Chiede ai carabinieri di intervenire. Alle 06,30 si muove da piazza S. Martino un pellegrinaggio diretto al Crocifisso di Moio. E’ guidato dalla superiora delle Figlie di S. Anna, sr. Anna di Gesù. Un buon numero di fedeli. Alle 09,00 è prevista la celebrazione comunitaria presieduta dall’arciprete Cannavò. Sr. A. Ermelinda va a Messina per una visita ortopedica.

24. Sabato. Variabile. Cielo velato per tutta la giornata: molto umido; scirocco. La superiora della figlie di S. Anna riferisce che la signorina Amalia Ventura ieri sera è stata ricoverata all’ospedale di Giarre. Forte anemia e fragili condizioni generali. Viene spedito a mons. Ignazio Cannavò, arcivescovo di Messina, un plico contenente notizie su mons. Luigi Cannavò, vescovo cappuccino (discorso commemorativo di mons. Alibrandi, del 1952; breve accenno nella storia del Sardo; atto di battesimo, f. 50 v, registro “S. Marco…”). Nel pomeriggio viene a far visita don Zizzo, salesiano della comunità di Randazzo. Molti questa sera andranno a Moio Alcantara per assistere alla serata del cantante Pino D’Angiò.

25. Domenica. Molto caldo; scirocco. La messa delle 11,30 viene celebrata dall’arciprete; mons. Alibrandi è andato a presiedere la liturgia a Moio Alcantara. Durante la messa viene amministrato il battesimo al piccolo Lorenzo Giannetto. Nel pomeriggio mons. Alibrandi presiede ancora la messa vespertina e la successiva processione con il fercolo della Madonna delle Grazie per le vie di Moio. Partecipano, come ogni anno, diversi castiglionesi. Quella del Crocifisso è l’ultima grande festa dell’anno della valle dell’Alcantara. Si notano il signor Zumbo Benedetto, accompagnatore di monsignore, il signor Silvestro Filippo, il signor Barbagallo e signora …

26. Lunedì. Molto caldo; scirocco. Sr. A. Ermelinda va a Messina. Vi resterà per una settimana: fisioterapia, Dott. Crisafulli. Collegano l’energia elettrica nella chiesa S. Vincenzo. Nei locali della Camera di lavoro (CGIL), via ten. Tuccari, è esposta lettera dell’assessore provinciale Ettore Pagano sulla strada Galluzzo-Verzella. E’ indirizzata al presidente della Provincia e p.c. al sindaco di Castiglione e al Prefetto di Catania. Si lamentano i disagi che l’interruzione dei lavori ha procurato e si parla di possibili manifestazioni, dopo aver ricordato il danno economico per i terreni della zona.

27. Martedì. Bella giornata, molto calda; scirocco. Alle messa delle 07,30 nella chiesa S. Benedetto sono presenti le suore di mons. Alibrandi. Monsignore è andato a Roma per far visita al fratello Nino, ammalato. Salvuccio Treffiletti (bar) aggiusta l’orologio del Carmine. La campana che suonava i ‘quarti’, da qualche tempo, non funzionava.

28. Mercoledì. Bella giornata, molto calda; ancora scirocco. Nel pomeriggio sembra che il tempo voglia cambiare.

29. Giovedì. Bella giornata, molto calda; scirocco. Nel pomeriggio, alle 18,00, mons. Giuseppe Malandrino inaugura la chiesa S. Michele Arcangelo di Rovittello, restaurata dalla Sovrintendenza.

30. Venerdì. Bella giornata, calda. La superiora non è presente alla messa delle 07,30. Pare ci siano lavori nel piazzale della chiesa di Lourdes. Consolidamento della cancellata? La terza B, guidata dal prof. Manitta, fa visita e svolge ricerche nella chiesa S. Pietro. C’è anche il padre della prof.ssa Intersimone, insegnante di latino al magistrale.


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WOJTYLA: ‘SI’ , VADO A SARAJEVO’ | la Repubblica.it

MARCO POLITI  

CITTA’ DEL VATICANO – Wojtyla andrà nell’inferno di Sarajevo. La decisione non è il frutto di un’attenta analisi degli elementi a favore o contro, nel corso di lunghe riunioni con i “politici” vaticani. Le riunioni, certamente, ci sono state. Ma il fattore decisivo, come sempre nella vita di Karol Wojtyla, è stato un lungo colloquio con Dio, protrattosi per ore e ore nella cappella del palazzo apostolico. Di mattina e di sera. Un colloquio a tu per tu, intenso, drammatico e al tempo stesso fiducioso, in cui Giovanni Paolo II ha cercato di capire quale fosse la scelta migliore da fare. E nel suo cuore Wojtyla ha trovato la conferma: sì, bisogna partire, non si può rinunciare a portare una parola di pace e di speranza nella terra crocevia delle grandi guerre, che hanno travagliato l’ Europa, spargendo l’ eco in tutti gli angoli del mondo. Non è retorica. Giovanni Paolo II veramente si immerge per ore nella preghiera per trovare la forza di seguire il cammino, che si è prefissato. Così è stato anche in questi giorni, mentre da Washington a Mosca, da Belgrado a Parigi, da Sarajevo a Pale tutti si chiedevano: “Avrà il coraggio di volare in Bosnia? Manterrà fede al suo progetto?”. Sì, Wojtyla mantiene fede alla sua parola. “Il viaggio – ha fatto dire al suo portavoce Navarro – vuol essere un contributo alla pace e alla riconciliazione nell’intera regione dei Balcani”. Desiderio del Papa è di incontrare tutte le comunità religiose: cattolici, ortodossi, musulmani. Resta un elemento di prudenza. In Vaticano si ammette che “permangono serie perplessità per la situazione così precaria e tesa”. Navarro mette le mani avanti: la Santa Sede continuerà a sondare tutte le parti in causa, compreso il leader dei serbo-bosniaci Karadzic, “confidando di avere le garanzie desiderate”. Privatamente le autorità vaticane ammettono che un’ improvvisa fiammata del conflitto, capace di presentare rischi per la popolazione riunita per vedere il Papa (oltre che per Wojtyla stesso), potrebbe portare a un annullamento del viaggio anche all’ ultimissimo momento. L’annuncio ufficiale del viaggio papale è venuto dopo la visita-lampo a Roma di Ivo Komsic, bosniaco di nazionalità croata e cattolico, membro del consiglio di presidenza della Bosnia. Komsic ha incontrato mercoledì pomeriggio Giovanni Paolo II e ha avuto direttamente dal Papa l’ assicurazione che il viaggio si svolgerà nonostante che Wojtyla sia ben consapevole della gravità della situazione. “Per superare le sofferenze della popolazione civile bisogna perseguire la via del perdono e non soltanto quella della politica”, ha detto Giovanni Paolo II a Komsic, anticipando il messaggio che dalle rovine di Sarajevo rivolgerà a tutte le comunità etniche e religiose della Bosnia e ai popoli dell’ ex Jugoslavia. A Sarajevo anche il vescovo cattolico Vinko Puljic ha confermato felice l’arrivo del pontefice. Nella capitale bosniaca il presidente Alija Izetbegovic ha letteralmente esultato per la notizia. “Tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede religiosa – ha dichiarato – leggono nella visita una nuova sfida al male, un impulso al coraggio e alla dignità, per continuare ad affrontare le sofferenze che ancora ci affliggono”. Alle dichiarazioni del presidente fa eco un appello solenne dell’ulema Mustafa Ceric, massima autorità islamica della Bosnia: “Benvenuto al capo della Chiesa cattolica. Il suo arrivo è la conferma che intende bloccare l’ aggressione contro un paese sovrano, internazionalmente riconosciuto”. Parlando alla radio, Mustafa Ceric ha elogiato il pontefice per avere “sempre condannato i crimini contro l’ umanità avvenuti in questa guerra, crimini commessi a nostro avviso per la mancanza di fede in Dio”. Tutti coloro che credono in Dio, ha concluso l’ulema, sono invitati a unirsi per bloccare le stragi e la pulizia etnica. In Bosnia Giovanni Paolo II avrà accanto a sè il cardinale ebreo Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi, e in tal modo coinvolgerà visibilmente nel suo appello di pace e riconciliazione anche le comunità israelitiche dell’ ex Jugoslavia. Anche a Zagabria si intensificano i preparativi per l’ arrivo del Papa, previsto per il 10 settembre. Il presidente croato Franjo Tudjman ha ricevuto ieri il nunzio vaticano, monsignor Giulio Einaudi, per mettere a punto gli ultimi dettagli. Il viaggio in Bosnia continua, comunque, ad essere un’ incognita ad alto rischio. L’ Osservatore Romano, impassibile, dedica il suo articolo odierno ai “Cecchini e mortai nuovamente in azione a Sarajevo”. Sulla conferma della visita il giornale vaticano tace. Per prudenza e, forse, per scaramanzia. Nella capitale bosniaca il comandante dei caschi blu, generale André Soubirou, si mostra nonostante tutto ottimista. L’ Onu ha una scala di rischio che va da nullo a normale a elevato. “Per la visita del Papa – afferma l’ufficiale – possiamo dire che il livello è normale, abituale”. I soldati delle Nazioni Unite copriranno gli spostamenti del pontefice dal suo arrivo all’aeroporto ai vari punti di incontro fino alla sua partenza la sera dell’8 settembre.


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28 Dicembre 2012 – BRONTE IN LUTTO – E’ morto mons. Nino Longhitano

Mons. Antonino LonghitanoE’ tornato alla casa del Padre mons. Nino Longhitano, 74 anni, vicario foraneo del 150° vicariato pastorale dell’Arcidiocesi che comprende le comunità ecclesiali di Bronte, Maletto e Maniace.

La notizia della sua improvvisa scomparsa si è sparsa in un baleno ed ha creato sgomento in tutta la cittadinanza brontese e dei paesi vicini. Mons. Longhitano, infatti, era conosciutissimo per le sue attività pastorali e le molteplici iniziative. Era il rettore del Santuario diocesano della Madonna Annunziata, la chiesa che più di ogni altra sta nel cuore dei fedeli brontesi; presidente della Fondazione Istituto “S. Vincenzo de Paoli – Padre Marcantonio” da lui guidata con passione ed amorevole dedizione; docente di Storia della Filosofia Antica nello Studio Teologico S. Paolo di Catania e componente del Cda del Real Collegio Capizzi.

Pochi mesi fa, in occasione dei solenni festeggiamenti della Madonna Annunziata aveva festeggiato il suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale e, ad Ottobre, aveva finalmente inaugurato il nuovo “Nucleo Alzheimer” intitolato a Sant’Antonio da Padova da lui fortemente voluto e nelle cui costruzione si era impegnato con tutte le sue forze. I funerali di mons. Nino Longhitano si terranno domani 29 dicembre alle ore 11.00, a Bronte presso la Chiesa Madre (SS. Trinità) in Piazza Matrice.

 La Sicilia, 29 Dicembre 2012
Si è spento Mons. Longhitano, rettore del santuario della Madonna Annunziata. «Piangiamo un grande sacerdote»<
Il cuore buono di padre Nino non ce l’ha fatta
Mons. Antonino Longhitano era stato operato recentemente per problemi cardiaci, ma una complicazione ne ha provocato la morte

Non solo il clero, ma tutta la religiosissima Bronte piange la scomparsa di uno degli uomini più rappresentativi della storia dei nostri giorni. Dopo aver subito un difficile intervento chirurgico, questa notte, all’età di 75 anni, si è spento in una clinica, monsignor Antonino Longhitano, vicario foraneo del 15’ vicariato e rettore del Santuario della Madonna Annunziata. Padre Nino, come tutti amavano chiamarlo, rinviava da quasi 10 anni un intervento chirurgico al cuore che ormai non era più possibile rimandare.

La città aveva gioito quando i medici avevano assicurato che l’intervento era riuscito perfettamente. Una successiva complicazione, però, ha fatto precipitare il quadro clinico fino a provocarne la morte. Tutti conoscevano ed apprezzavano padre Nino, e non solo per sua la capacità di non risparmiarsi mai, ma per essersi distinto nella fattiva opera a favore dei giovani e dei bisognosi. Era, infatti, rettore del Piccolo seminario arcivescovile, ed era anche direttore della Casa di riposo San Vincenzo De Paoli.

 IN RICORDO DI PADRE NINO

30 Dicembre 2012
L’ultimo affettuoso saluto a padre Nino

Matrice gremita per i funerali di padre Longhitano. «Infondeva a tutti amore e amicizia» 
Una chiesa della Matrice di Bronte, gremita di fedeli, ha rivolto l’ultimo saluto a mons. Nino Lon­ghitano, vicario foraneo del 15° vicariato e rettore del Santuario della Madon­na Annun­ziata, che all’età di 75 anni non ha superato i postumi di un difficile intervento al cuore.
Tutto il clero di Bronte ha parte­cipato alla funzione funebre, cele­brata dall’ar­civescovo metro­polita di Catania, mons. Sal­vatore Cristina che, durante l’omelia, non ha saputo trat­tenere le lacrime: «Ci riesce difficile accettare – ha affermato l’arcivescovo – che Padre Nino non è più con noi. Il Signore lo ha chiamato a se in maniera inaspettata. Padre Nino ha sempre svolto il compito che il Signore gli ha assegnato. E’ stato un grande sacerdote che prima di pensare a se stesso ha sempre rivolto il suo pensiero agli altri. Nella preghiera ha sempre rinverdito la sua fede, testi­moniata ogni giorno dal­l’amore e dall’ami­cizia che infondeva verso tutti. E’ sempre stato – ha concluso – al servizio della sua com­unità e tutti noi, me compreso, gli abbiamo voluto tanto bene».
Particolarmente emozionate an­che le parole del sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Non pensa­vamo di chiudere que­st’anno così difficile per tanti anche con il dolore della perdita di padre Nino. La sua opera, profon­damente impegnata tra il sacer­dozio e l’impegno sociale, si aggiunge a quella di tanti sacer­doti che hanno segnato la storia di Bronte».
Numerose le testimonianze. Fra le tante quella del prof. Mario Fioretto: «Padre Nino è stato un grande educatore capace di trasmettere a tutti noi i valori della gratuità e della dispo­nibilità». [L. S.]
Nell’agosto scorso aveva festeggiato i suoi 50 anni al servizio di Dio, ricevendo da tutta Bronte testimonianza di affetto.

Ha lasciato, eccome, la sua traccia nella società brontese, rilanciando le attività all’interno della casa di riposo e fondando, con tenacia e volontà, il modernissimo “Centro Alzheimer”, inaugurato appena qualche mese fa. Per tutti aveva sempre una parola di sostegno e di aiuto e tutti lo ricordano per la sua saggezza e benevolenza.

“Bronte – ha affermato il sindaco Pino Firrarello particolarmente affranto – ha perduto un grande sacerdote. Sono certo che in futuro sarà annoverato fra gli uomini illustri di questa città perché capace di svolgere una grande attività sociale. Aver valorizzato la Casa di riposo e fondato il centro Alzheimer ne solo gli esempi più evidenti. Sommando l’impegno religioso a quello scolastico penso bene di utilizzare il Collegio Capizzi per dare ai giovani una preparazione scolastica, adeguando l’opera del “Venerabile” ai tempi moderni. Piangiamo – ha concluso – un grande sacerdote ed un grande uomo”.
Gli spettacoli natalizi di ieri sono stati sospesi. La camera ardente è stata allestita presso il Santuario dell’Annunziata. Il funerale sarà celebrato domani mattina alle 11, presso la chiesa della Matrice, dall’arcivescovo metropolita di Catania, mons. Salvatore Gristina.

In ricordo di Mons. Antonino Longhitano | bronteinsieme.it
mons-antonino-longhitano

Serbava tutte queste cose nel suo cuore
Nessuno di noi, sacerdoti, avrebbe mai potuto aspettarsi, il 29 dicembre 2012, giornata invernale, ma eccezionalmente limpida e tiepida, la triste notizia, comunicataci a bruciapelo per telefonino, della improvvisa mortedel carissimo Confratello Mons. Antonino Longhitano, Rettore del Santuario di Maria SS.ma Annunziata di Bronte.
Non era eccessivamente anziano P. Nino, come affettuosamente lo chiamavamo; aveva, infatti, appena festeggiato, il 15 agosto u.s., il suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, ricevuta nel 1962, in Cattedrale, per le mani dell’Ecc.mo Arcivescovo Mons. Guido Luigi Bentivoglio S.O.C..
Conoscendolo così attivo ed esuberante, non si pensava che Padre Nino Longhitano, patisse di qualche disturbo cardiaco, di un po’ di aritmia, che gli si manifestava di tanto in tanto e che sotto direzione medica, curava sì, ma senza tanti patemi d’animo, senza eccessive preoccupazioni, tanto da rimandare a tempi migliori, un opportuno, quanto mai necessario intervento chirurgico che gli era stato decisamente consigliato dagli specialisti e che gli avrebbe rimesso a regime l’apparato cardiovascolare.
Solo alcuni giorni di obbligato riposo! Ma erano molte le attività che pesavano sulle spalle di P. Nino, per cui – direi incautamente – rimandava sempre al domani quello che avrebbe dovuto fare oggi.
La vigilia di Natale, però, dopo un improvviso malore, fu ricoverato ed operato dl’urgenza. Operazione bene riuscita, fatale, però, il decorso postoperatorio.
P. Nino Longhitano era nato a Bronte il 15 marzo 1937. Aveva calcato le orme, quasi obbligate, di tutti i bravi ragazzini del suo paese, attraverso la seria e disciplinata formazione spirituale e culturale del Piccolo Seminario di Bronte, sotto la illuminata e saggia guida del Can. Salanitri.
Superato il terzo ginnasio, era entrato nel Seminario Maggiore di Catania. È inutile dire che era tra i più studiosi e i più preparati della classe. Ordinato sacerdote, fu destinato a rimanere in Seminario per insegnare materie classiche ai giovani seminaristi. Nel 1906 fu nominato Vice Rettore del Seminario Arcivescovile Maggiore ove rimase fino al 1970, quando fu inviato come Rettore al Piccolo Seminario di Bronte. Frattanto aveva conseguito il Diploma di Maturità classica e la laurea in filosofia.
Senza togliere nessun merito ai bravi sacerdoti di Bronte, è da dire che Mons. Antonino Longhitano lascia una particolare impronta nel suo paese natale per la sua vita sacerdotale integra e particolarmente carica di zelo pastorale e di fervore apostolico.
Gioviale ed allegro, era l’idolo dei giovani e dei ragazzi. Ne passarono tanti sotto la sua guida, esperta ed intelligente: ragazzini del Piccolo Seminario, aspiranti al Sacerdozio, giovani di Azione Cattolica. Si può serenamente affermare che Padre Nino Longhitano fu un vero educatore di giovani. Come presbitero ha lavorato un po’ in ogni campo, perché ha ricoperto innumerevoli incarichi uscendone sempre a testa alta e con meritati riconoscimenti.
Per due volte, eletto dai Confratelli, fu Vicario Foraneo del 15° Distretto. Dal 1989 al 1999 zelante Arciprete della Chiesa Madre di Bronte e, contemporaneamente, Rettore del Santuario Maria SS.ma Annunziata, una chiesa tanto cara e frequentata assiduamente dai fedeli brontesi.Membro direttivo dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, più volte Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale.
L’attività che lo ha impegnato quotidianamente, sin dall’anno 2000 e certamente con tanti pensieri e preoccupazioni, è stata il dirigere con entusiasmo e sagacia, la provvidenziale Casa di Riposo “Mons. Antonino Marcantonio”, una fondazione che fa onore a Bronte; lì. infatti, vengono ospitati molti anziani, anche sacerdoti, che altrimenti non avrebbero dove trascorrere serenamente gli ultimi anni della loro vita.
In questo ultimo periodo, poi, gli ha letteralmente tolto il sonno dagli occhi la felicissima idea di far sorgere a Bronte, un Centro moderno e clinicamente attivo per i malati di Alzheimer, il primo, forse, ed ancora unico in Sicilia. Già funzionante, era stato solennemente inaugurato appena qualche mese fa. Per quest’opera di grande portata, il nome di Mons. Antonino Longhitano resterà benedetto per sempre nella nostra Isola e soprattutto fra i poveri sofferenti di così insidiosa malattia.
Se ne è andato Mons. Antonino Longhitano e non lo vedremo più e non ci farà più sentire il suo affetto, proprio ora che gli era stato rimesso a nuovo il suo grande cuore di sacerdote e di educatore.
Per questo ne sentiremo la mancanza.
Purtroppo, però, quel nuovo cuore di carne non gli è servito per niente, né in questa terra e nemmeno gli servirà in Paradiso.
Lì, ormai, P. Nino, ama in maniera diversa, perchè tutto intero, è già immerso nell’infinito amore misericordioso di Dio.
Mons. Mauro Licciardello

(Pubblicato sul settimanale Prospettive, Catania, n. 1, 12 Gennaio 2013)

Per l’amico Sacerdote Nino Longhitano

La tua Messa non è finita

mons-antonino-longhitanoE’ vero, la tua Messa continua oltre il tempo, concelebrata con Cristo, e dà un nuovo respiro alla tua vita sacerdotale. Nino carissimo, non riesco a scrivere di te alla maniera con cui si ricordano i confratelli scomparsi, perché non voglio né posso credere che tu non ci sia più.
Lo so che è una ingenua e caparbia convinzione quella che ci porta a credere che le persone a noi più care siano immortali e, dunque, non ci rassegniamo alla fitta nebbia che oscura il loro volto e rende come flebile e lontana la loro voce.
Nino carissimo, confratello e amico di una vita, non ti ho mai scritto una lettera perché il raccontarci i nostri giorni sacerdotali avveniva sempre a viva voce, con quella complicità di pensieri e di valutazioni che, sicuramente per me, rendeva ogni nostra conversazione arricchente e gratificante.
La nostalgia mi porta ai lontanissimi tempi del nostro primo servizio sacerdotale, i migliori anni del post-Concilio, che abbiamo vissuto in piena sintonia, fino agli ultimi mesi appena trascorsi quando mi hai invitato a dire una parola a te e alla folla numerosa che partecipava al 50° del tuo Sacerdozio ed era lì a manifestarti il suo affetto e il suo grazie.
La memoria del passato e il rimpianto di non poter più aggiungere alcuna pagina al diario del tuo specialissimo ministero sacerdotale, si mescolano nel mio animo e, al momento, lo rendono incredulo, amareggiato, niente affatto rassegnato e convinto.
Mi aspetto che tu, inaspettato, possa ancora venire in S. Euplio a passeggiare accanto ai mattoni rossi della mia chiesetta per raccontarci fascino e misteri della nostra vita sacerdotale ed ecclesiale e per potere io capire di più e meglio, attraverso le tue argomentazioni e il tuo equilibratissimo buon senso, avvenimenti, tendenze, sviluppi, cronaca civile ed ecclesiastica.
Da buon stratega ed efficiente organizzatore quale eri, mi sorprendevi per la tua capacità di capire tempi e momenti e di saper valutare, con buon umorismo e disincantato distacco, avvenimenti e comportamenti. Te lo scrivo adesso, a pieno cuore, quanto ti sono grato, anzi quanto ti siamo tutti noi grati, e quanto la tua assenza peserà sul nostro gruppo sacerdotale che ha appena celebrato, tutti presenti, il 50° di Sacerdozio e che in te aveva un punto di riferimento indispensabile e unificante.
Nino carissimo, tu certamente non ti meraviglierai del tono riduttivamente laico col quale mi sto esprimendo. Non ho fatto citazioni bibliche né trascritto passaggi di autori famosi perché non mi va, con un amico, usare parole di circostanza sia pure di altissimo livello, e poi perché tu e noi abbiamo vissuto e viviamo, con tutte le nostre imperizie e insufficienze, un sacerdozio squisitamente laico, cioè terrestre, asciutto, essenziale, senza dispersioni devozionistiche, e indissolubilmente divino, alla stessa maniera di Gesù. Il quale durante il giorno era tutto per gli altri, nessuno escluso, e alla sera in preghiera parlava con Dio, il “Padre mio” come Lui diceva.
Non potendoti più né vedere né accogliere la tua presenza e le tue parole né fruire della tua sovrabbondante generosità, mi fermo solo a dirti che celebro ancora con te la S Messa: concelebriamo ancora insieme il 50° di Sacerdozio.
Nino carissimo, adesso tu sai tutto. Tu conosci la sovrana risposta al perché dell’evento che ti ha riguardato e che ci ha lasciato sgomenti.
Accogli il mio e il nostro grazie per il tanto bene che ci hai voluto e ci hai fatto. A me è ad una infinità di persone.
Ti abbraccio.
Bruno G.

(Pubblicato su Prospettive, Settimanale regionale di attualità, n. 2, 20 gennaio 2013)

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Padre Nino in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna Annunziata: nella stessa occasione ad agosto 2012 aveva fe­steggiato i 50 anni di sacerdozio.
Sotto, padre Nino con Mons. Salvatore Gri­stina, in occasione dell’inaugurazione, nel giugno 2004, di un monumento in memoria di padre Antonino Marcantonio, ideatore e fondatore della Casa di riposo S. Vincenzo dei Paoli”.

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