1994 AGOSTO 

1. Lunedì. Variabile. Nuvoloso in mattinata, con una leggera pioggia dalle 8,30 alle 8,45 ca. Caldo umido. Affollato l’ufficio anagrafe.

2. Martedì. Nuvoloso dalle 13,00 ca. fino alle 16,00. Leggera pioggia; in lontananza, verso Randazzo, tempo nerissimo. Dalle 14,30 fino alle 20,30 black-out. Alle 17,00 funerali della signora Carmela Papa, anni 91. L’arciprete questa mattina, insieme al capitano della Tenenza Randazzo e al maresciallo Motta, è convocato al Tribunale di Catania per il processo del signor T. L’avvocato Ciancio Paratore non è avvisato. L’udienza slitta per il 18 agosto.

3. Mercoledì. Bella giornata, estiva (!).

4. Giovedì. Bella giornata. Rientra dall’ospedale di Ganzirri la signorina Giuseppa Brancato.

5. Venerdì. Bella giornata. Primo venerdì del mese. Nella mattinata viene a far visita all’arciprete don Enzo Di Mura. Primo giorno della novena per la festa di agosto della Madonna della Catena.

6. Sabato. Bella giornata, molta calda. Secondo giorno novena. Pochi fedeli. Il predicatore, p. Alfio Messina Passionista, verrà per il triduo. Quest’anno non c’è commissione per la festa. E’ posta una cassettina con la scritta: “Offerte per la festa di agosto”. Altri cartelli avvisano che in sacrestia sono in vendita gli ‘oggettini’. Festa della Trasfigurazione. Ogni anno l’arciprete ha fatto alla fine della messa gli auguri all’arciprete Emerito Salvatore Savoca. Quest’anno pare averlo dimenticato.

7. Domenica. Bella giornata, calda. Pochi fedeli alla messa delle 11,30. Onomastico e 45° anniversario di ordinazione sacerdotale dell’arciprete Cannavò. ‘Storie’ per il sacrista Michele Gioeni (incontinenza e altro, ovunque si trovi, con naturalezza …). Spettacolo in piazza XI Febbraio (‘Piazzarci’): Giusy e il suo complesso. Continuano le serate estive al Belvedere: pizza e musica (Trio doc).

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8. Lunedì. Bella giornata. Alla messa vespertina è presente don Giovanni Salvia***, cappellano militare Sigonella, nipote della signora Casella.

9. Martedì. Bella giornata. Prima richiesta di matrimonio PELLEGRINO PIER LUIGI – VINCENZA PARISI. Nel primo pomeriggio Carlos D’Agostino e moglie sono esasperati perché sono state portate vie le ruote all’impalcatura per i lavori dell’icona. Carlos è oltremodo arrabbiato con l’arciprete che non gli permette di lavorare in modo tranquillo. L’arciprete consegna alla signora G dichiarazione firmata dove accetta le condizioni poste dall’avvocato del signor S T. “Mi tocca firmare una dichiarazione falsa. Non c’è niente di vero in tutto questo. Cosa devo fare?”. Consegna documento al sac. Treffiletti perché lo porti alla signora. La signora non è in casa. Lo consegnerà questa sera alla sorella a Passopisciaro. Vuole ad ogni costo evitare d’incontrarsi con l’avvocato … Falò sulla spiaggia (Cottone).

10. Mercoledì. Bella giornata. Don Rinuccio Di Marco, in vacanza dal 30 luglio, pare non si sia fatto vedere in Parrocchia, come invece faceva regolarmente tutti gli anni appena arrivava. Questa mattina si trovava presso l’elettrauto Giufrè, in via S. Vincenzo. Il sacrista, il signor Giuseppe Tizzone, pensa che sia dovuto a rapporti non buoni con l’arciprete. Carlos e moglie oggi sono calmi; lavorano, con entusiasmo, all’icona, convinta la signora che sta realizzando un gran lavoro. Ha fatto cambiare il colore del vestito al Cristo perché, secondo l’iconografia bizantina, il Cristo risuscitato indossa le vesti di gloria. La tela di Penelope …

11. Giovedì. Molto caldo. 42 gradi a Catania. Nella prima mattinata arriva il predicatore, il passionista p. Alfio Messina. E’ stato accompagnata dai nipoti della signorina Tecla Russotti. Alloggerà nella canonica, all’ultimo piano; pranzo dalle suore e cena presso la famiglia Russotti (palazzo Sanginisi). Don Achille fa visita alla Biblioteca. Incontra il sac. Treffiletti (prestito di lire tre milioni; nel mese di giugno quattro milioni!). Viene a far visita all’arciprete l’architetto Ferlito. Porta il progetto per il monumento a Padre Pio in piazza S. Martino. L’architetto Ferlito lavora a Roma. P. Alfio cena in canonica. Prepara la signorina Carmela Ferrara. Fanno compagnia il sac. Treffiletti, la signorina Tecla e la nipote Marinella. La signora Marinella ha due figli già grandi; frequenta i passionisti di Mascalucia; è sposata con un vigile urbano di Catania (Damico Isidoro). E’ stata cresciuta dalla signorina Tecla e dalla nonna per la morte precoce della mamma Agata. P. Alfio non è arrivato questa mattina, ma nel pomeriggio con la sua macchina, una panda 750. La messa della novena è concelebrata da p. Alfio, arc. Savoca, arc. Cannavò, don Giovanni Salvia, don Rinuccio Di Marco. E’ la prima sua apparizione. Finora, dice, ha fatto il parroco a Linguaglossa (in sostituzione di p. Di Mauro?).

12. Venerdì. Giornata calda. Partenza per alcuni emigrati. Nel pomeriggio, alle 17,30, 50° di matrimonio nella Basilica del signor Papa (zona ospedale). Celebra don Nazareno Di Marco. Anniversario dell’eccidio del 1943. Sono presenti il sindaco, gli assessori, l’on. Floresta. Nessuna rappresentanza delle forze dell’ordine. Legge la prima lettura l’architetto Ferlito. P. Alfio cena in casa della signorina Tecla. Prepara la cena la signora Marinella. Partecipa anche il sac. Treffiletti.

13. Sabato. Bella giornata. Molto calda. Nella mattinata p. Alfio fa visita al cimitero. Visita anche la Biblioteca: non ne ricava una buona impressione. Consiglia di staccare gli scaffali dai muri e di portali verso il centro. Colazione e pranzo dalle suore Figlie di S. Anna; cena presso la famiglia Russotti. Discoteca in piazza Lauria.

14. Domenica. Molto caldo. Festa della Madonna della Catena. Messe celebrate nella Basilica: ore 8,00 (arc. Cannavò); ore 10,00 (don Nazareno Di Marco); ore 11,30 (p. Alfio, Passionista); ore 18,45 (concelebrano arc. Cannavò e Savoca). Gruppo folcloristico di Sinagra: banda e majorette. Una signora, intrattenutasi nella Basilica, perde i contatti con il marito e la figlia. E’ seduta, piangente, sui gradini della Chiesa. Qualcuno l’accompagna nei locali di S. Giuseppe, in piazza S. Martino, dove il gruppo è alloggiato. “Che il Signore la benedica …”. Appena vede la figlia sulla scalinata di S. Giuseppe scoppia di gioia. Dopo la messa vespertina processione per le solite vie. L’arciprete porta un reliquiario d’argento (proposto ai fedeli come ‘reliquie della Madonna’!); è accompagnato dall’arciprete Savoca e dai sacerdoti don Nazareno Di Marco e don Enzo Di Mura. Esce alle 19,45, rientra alle 20,25. Partecipano il sindaco, alcuni assessori, il maresciallo Motta. Particolare ringraziamento dell’arciprete agli amministratori. Troppo paternalismo. Sarà sincero (c’è da dubitarne) ma ha propria tutta l’aria di prendere in giro … Il classico linguaggio mistificatorio clericale. Giustifica l’assenza di una commissione, di elementi esterni di festa come atto di ‘purificazione’. E ci sarebbe da credere se … C’è proprio riuscito: unico e solo, con nessuno fra i piedi. Ma quando la festa non è partecipata e viene solo imposta, bella e servita, non è più tale, è solo supremazia paternalistica, atto di disprezzo per la propria comunità.  Sono altri i motivi veri, ma si è molti abili, grazie al linguaggio religioso che per questo si presta in modo unico e magistrale, a ricorrere a motivazioni nobili e di alto valore teologico. La vera devozione … E, bisogna ammetterlo, crede di esserci riuscito e questo si nota dal modo con cui tratta l’amministrazione comunale, apertamente vista in una posizione subalterna, come principianti cui si deve e si può insegnare tutto. Il suo corteggiare è voler dominare, imporre la propria autonomia usando gli altri solo come esecutori, mai come collaboratori. Maria, perché ti presti a tutto? Come può una comunità sentirsi in festa quando si vede continuamente svillaneggiata e allontanata solo perché si permette il lusso di voler pensare, proporre, agire e non subire? Le bombe, la cantante, la banda… Tutto, parliamoci chiaro, per riuscire a togliere le mani dalla cassa! Finalmente amministratore unico! Il giro è completo. Dopo aver scaricato i ‘lontani’, i ‘cattivi’, ora ha anche scaricato le controfigure, i ‘vicini’, i ‘buoni’. Chissà per quale motivo. Per ‘purificare’, certo. In piazza XI febbraio, (‘Piazzarci’) preparano strumenti musicali. Verso le 17,00 parte con la sua macchina, una panda 750, p. Alfio Messina, Passionista per far ritorno nel suo convento di Mascalucia. Una brava persona, umile, sincera, veramente spirituale. Compagno dell’arciprete nel seminario ad Acireale. Poi è entrato nei Passionisti.

15. Lunedì. Ferragosto. Assunzione della B.V.M. Caldo. Solo quattro fedeli alla messa nella chiesa S. Vincenzo. Anzi: all’inizio c’era solo la signora G. Passato l’orario e vedendo che non arrivava nessuno la signora è andata via. Più tardi sono venuti Maria, la signora Vincenza, Lucia e di nuovo la signora G. Anche pochi i fedeli alla messa delle 11,30 in Basilica. Diversi incendi durante la giornata. In serata, nella piazza della Basilica spettacolo teatrale: Un siciliano a Parigi, con Pippo Pattavina.

16. Martedì. Giornata molto calda; umidità.

17. Mercoledì. Continua ancora il caldo; umido.

18. Giovedì. L’arciprete va a Catania per il processo, già rinviato, del signor S T. Alle 11,30 funerali del signor Di Bella Agostino, di anni 59, abitante a Giarre. E’ il fratello del signor Tano (a fianco la Basilica). Alla fine della messa il figlio Giuseppe legge dall’ambone un commosso pensiero di saluto. Da qualche anno il padre aveva una grave malattia. Nel pomeriggio l’arciprete partecipa all’anniversario dei quattro forestali morti l’anno scorso sul monte Cumma. Il Comune e le organizzazioni sindacali hanno ricordato l’anniversario con una manifesto murale. Alle 17,30 funerali della signora Angela Tizzone, di anni 91. Ha fatto l’infermiera; ora abitava con una figlia a Riposto. Altri quattro figli sono in Australia. Ne è presente uno, arrivato questa mattina in aereo. Una grande commozione vedere questo figlio che dopo tanti anni, oltre 40 o più, tornare per assistere ai funerali della madre. Un gran signore, educato, gentile, affabile. “Padre, è stata una bella cerimonia …”. Vestito a nero, con abiti improvvisati, partecipa con molta dignità. Un figura esile, ma quanto signorile e commovente! Alle 19,00 l’arciprete è di ritorno da Linguaglossa. Assiste per un po’ l’arciprete Savoca per la messa. Viene a far visita, a distanza di qualche anno, il signor Paolo Longo di Acireale. Ha lavorato, dice, a Cagliari per il restauro della facciata del Duomo e di alcune statue.

19. Venerdì. Da questa notte molto vento; tramontana. Si abbassa la temperatura, finalmente! Grandioso e spettacolare incendio, per un fronte di quasi venti chilometri, alle porte di Palermo. Quest’anno la nostra zona pare essere stata risparmiata. Alle 09,30 don Enzo Di Mura celebra una messa nella chiesa S. Vincenzo. Si avvisa l’ufficio idroelettrico che dalla fine di luglio la chiesa è senza energia elettrica. “L’arciprete ha pagato regolarmente le bollette …”. Non c’entra niente. Pare che l’azienda, portando via il contatore del cantiere, abbia tagliato anche i fili per la chiesa. Provvederanno quanto prima. Viene sistemata la campana che da alcuni mesi era fuori uso. Lezioni di latino in Biblioteca, come ogni estate, ormai da oltre dieci anni. Alle 17,30 funerali del signor Carmelo Papa, anni 74. E’ morta anche la signora Francesca Grasso, moglie del signor Domenico Giannetto, a letto da qualche anno per un tumore osseo. Mercoledì era stato chiamato, alle 14,00 ca., il sacerdote per l’unzione. Quando è arrivato, i familiari, vedendo che la signora si era risvegliata, hanno rinviato ad altro momento, per non farla preoccupare. Carlos e signora continua a lavorare all’icona. Più di qualcuno non riesce a rendersi conto dei progressi visibili dell’opera. La chiesa S. Antonio è aperta (sono le 19,50): l’intarsiatore Pippo Musumeci la offre in visita a qualche gruppo di amici.

20. Sabato. Bella giornata. Tramontana. Raccolta delle pere nell’orto della canonica, con la presenza puntuale, come è consuetudine da tanti anni ormai, del sacrista signor Giuseppe Tizzone. Sarebbe dovuto venire a far visita alla Biblioteca il Dott. Rosario Grasso (biologo). Non viene per altri impegni; forse verrà lunedì. Alle 18,00 funerali della signora Francesca Grasso. Molti fedeli.

21. Domenica. Bella giornata. Caldo normale. Messa delle 19,00 a Moio Alcantara, in sostituzione di don Achille Quattrocchi partito per la Spagna il 17 e di ritorno il 25.

22. Lunedì. Bella giornata. Caldo. In mattinata viene a far visita alla Biblioteca il Dott. Saro Grasso. Pare che don Nazareno Di Marco oggi dia inizio ad un campeggio nei pressi di Bronte. Papa Andrea riferisce che ci sono circa 40 ragazzi. C’è anche la signora Marina Russotti, moglie del sottosegretario Ilario Floresta, che, come ogni anno, ha l’incarico della cucina. Piazza S. Martino, ore 20,35: il segretario del PDS Carmelo Damico e il figlio dell’architetto Ferlito fermano per una informazione il sac. Treffiletti. Parcheggia la macchina in un luogo che non porti fastidio alla circolazione, di fronte alla bacheca posta a fianco la macelleria Torre. Parlano per alcuni minuti. Mentre sta per andare via, Pippo Marino lo ferma nuovamente per fissare un appuntamento per domani alla Biblioteca. Solo qualche parola. Si avvicina con aria indispettita e molto energica un elemento della ‘polizia municipale’ in tenuta da monatto. E’ una signora, pare. “Padre, per favore si sposti… Non vede che impedisce anche il parcheggio, proprio mentre ne abbiamo tanto bisogno?…”. Il sacerdote va via con la coda tra le gambe, ma poco convinto dell’intervento del monatto. Appunto: il parcheggio. E non era parcheggiato? O forse bisogna lasciarlo libero per altri? Resta un po’ male dal tono dell’intervento, come se abitualmente, ogni sera, si trovasse sempre a bloccare la circolazione (ma non era assolutamente questo che faceva!).  Pensando di essere cortese si vede trattato come uno invece che disturba l’ordine pubblico. Ci resta molto male. Già da tempo aveva però notato che il comportamento di quelli che indossano quella ‘pazienza’ con la scritta ‘polizia municipale’ è spesso sgarbato, offensivo. Spesse volte ha cercato di salutarli ottenendo come ricambio un silenzio ed uno sguardo quasi di rimprovero, senza capirne il perché. Una volta venivano chiamati ‘vigili urbani’, ora sono ‘polizia …’. Dunque: gli altri stiano al loro posto… Cose strane, sempre più strane.

23. Martedì. Giornata molto calda. Consiglio comunale nei locali del Carmine. I ‘monatti’ vigilano.

24. Mercoledì. Caldo.

25. Giovedì. Caldo molto umido; scirocco. Ancora molti bagnanti sulla spiaggia di Cottone. TVR, in serata trasmette giochi ed un concorso dai lidi della marina di Cottone. A premiare è il sindaco, la dott.ssa Marinella Fiume. Nella nottata, dopo mezzanotte, qualche tuono e una forte pioggia per breve tempo.

26. Venerdì. Vento forte, tramontana. La temperatura si è abbassata. In serata arriva dal Venezuela Mons. Alibrandi e le sorelle.

27. Sabato. Vento. Arrivano diverse lettere da parte di padre Alfio, Passionista.

28. Domenica. Molto vento; tramontana. In mattinata sono in parrocchia un gruppo del cammino neo-catecumenale di Pedara. Propongono all’arciprete di poter avviare la comunità. Verranno all’inizio dell’avvento. L’arciprete avvisa che l’architetto Ferlito ha preparato un progetto per la sistemazione della statua di padre Pio. Sembra che l’amministrazione comunale sia disponibile ad eseguirlo a proprie spese. I lavori dovrebbero essere fatti nel mese di ottobre. E’ in vacanza per qualche giorno don Salvatore Scuderi, parroco a Cannizzaro.

29. Lunedì. Bella giornata, fresca. Don Salvatore Scuderi celebra la messa nella chiesa S. Benedetto, alle 8,00. Ultimo giorno di latino ad Andrea Papa nella Biblioteca Villadicaniense. Il Consiglio dei Ministri di venerdì 26 ha approvato il decreto presentato dal ministro D’Onofrio per l’abolizione degli esami di riparazione dall’anno scolastico 1994-95. Finalmente!

30. Martedì. Bella giornata, fresca. Don Salvatore Scuderi concelebra la messa delle 07,30 nella chiesa S. Benedetto. Nel pomeriggio ritornano i ragazzi dal campeggio. In serata, nella piazza Madonna della Catena, spettacolo di Gianfranco Iannuzzo. Alle 20,35 telefonata da parte del quotidiano ‘Avvenire’, società Audiogrup. Richiesta di nominativi cui inviare gratuitamente per tre mesi il giornale.

31. Mercoledì. Bella giornata, fresca.


***

Trent’anni di sacerdozio per don Giovanni Salvia, cappellano militare del 41° Stormo a Sigonella | La Voce dell’Isola

 

Con una solenne celebrazione eucaristica, tenutasi nei giorni scorsi nella chiesa dell’Annunziata di Francavilla di Sicilia (ME),  presieduta da Sua Eccellenza Mons. Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia,  don Giovanni Salvia –  primo cappellano militare capo del 41° Stormo Anti-Sommergibili della Base Aerea di Sigonella –  ha reso grazie a Cristo Buon Pastore per il suo 30° anniversario di sacerdozio, nonché per il suo 25° di cappellano militare.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili ma soprattutto militari, oltre al folto stuolo di  confratelli del cappellano. Presente anche il Sindaco della cittadina dell’Alcantara, Vincenzo Pulizzi, con la Giunta ed il Presidente del Consiglio Comunale Isidoro Musumeci con  parte del Civico Consesso.

Nel porgere il saluto di benvenuto nella comunità parrocchiale alle autorità civili e religiose,  don Gennaro Currò, Arciprete parroco di Francavilla, ha sottolineato come: “Questo anniversario sia l’occasione per lodare e ringraziare il Signore perché ci ha chiamato a partecipare del suo Sacerdozio e ci ha costituiti collaboratori per santificare e formare il suo popolo guidandolo in collaborazione e obbedienza al vescovo”. Inoltre, continuando, ha affermato: ”Oggi questo nostro fratello ricorda che 30 anni fa ha promesso di pascere il popolo santo di Dio conformando la propria vita al mistero della Croce di Cristo Gesù. Don Giovanni – proseguendo – ricorda anche i suoi 25 anni di questo suo servizio esercitato nell’Ordinariato Militare, nelle caserme, in mezzo ai militari, dove vi sono uomini che spesso sono chiamati a svolgere missioni importanti e delicate  che necessitano del conforto umano e spirituale forte del cappellano militare. E don Giovanni ha un grande carisma per rianimare e dare coraggio a coloro che sono smarriti. Con la sua gioia naturale e le sue parole ferme e fedeli alla Sacra Scrittura, ha sempre aiutato coloro che spesso nella vita sentono il bisogno e la necessità di parole di speranza e di incoraggiamento”.

L’Arcivescovo Mons. Santo Marcianò, durante la sua omelia, invece, ha voluto evidenziare come il fare memoria di un così importante anniversario coinvolga anche il cuore perché la memoria è intimamente legata ai ricordi del cuore: “ Ma ciò che caratterizza il sacerdozio non è tanto la memoria, che è semplicemente  il ricordo di un fatto passato – ha sottolineato il porporato – ma il fare  memoriale che è invece la ripresentazione dell’evento di cui si fa memoria.  È rendere presente quell’evento. È un attualizzarlo, in modo tale che lo si rende contemporaneo a noi e don Giovanni Salvianoi vi partecipiamo direttamente, nello stesso modo in cui ne furono resi partecipi i primi che lo sperimentarono. Don Giovanni con il suo ministero pastorale in caserma e nelle parrocchie con cui collabora, rende partecipi le persone dell’evento di Cristo, interpreta il memoriale vivendo quell’evento della morte e resurrezione di Cristo in modo tale che esso segni la nostra vita e ci faccia vivere conformemente ad esso.   Ciò significa che chi partecipa all’eucaristia si impegna a vivere eucaristicamente, e cioè con i medesimi sentimenti del Cristo crocifisso. “ Inoltre  l’Ordinario militare non ha mancato di rimarcare le doti umane del cappellano.

A fine cerimonia l’arciprete Currò ha omaggiato il festeggiato donandogli un effige di Santa Barbara, patrona della città, mentre il sindaco Pulizzi, con un piatto in ceramica raffigurante  lo stemma del comune. Il primo cittadino, nell’intervenire e nel porgere i saluti a nome suo e della comunità francavillese, ha espresso: ”L’emozione provata in questa particolare cerimonia di anniversario, che confesso ho provato solo nel giorno del mio matrimonio. Avevo preparato un certo tipo di discorso – ha affermato –   ma la simpatia manifestata anche in questa solenne circostanza da Padre Salvia mi ha fatto propendere per un saluto sincero e spontaneo a questo benemerito nostro compaesano”.

Infine, Don Giovanni Salvia, ha rivolto un breve saluto ai presenti evidenziando: “Come sia bello trascorre trant’anni con Gesù perché tutto è suo dono e mistero. Il mistero del mio ministero sacerdotale è pascere, col proprio Vescovo, l’agire meraviglioso dello stare con la gente che ti viene affidata. Rispondere alla chiamata di Gesù significa parlare di Lui, del suo Vangelo. La diocesi di Imola (dov’è incardinato come sacerdote Don Giovanni n.d.r) e quella dell’Ordinariato Militare per l’Italia sono per me il <<sale della terra>>. Il cappellano militare è il prete di tutti e sta con tutti, è l’acquasantiera dove tutti attingono l’acqua della vita, per domandare alla mia povertà umana la ricchezza dello Spirito per amministrare i sacramenti al popolo santo di Dio”.

Don Giovanni Salvia è molto conosciuto in paese ed apprezzato per la sua spontaneità e per il so modo di fare a volte “fuori dalle righe” , inusuale, istintivo. È anche un poeta avendo pubblicato due silloge di liriche “La lentezza dei miei pensieri” (edita nel 1999) ed “Attratti dalla Parola” (2009).  Ci associamo al coro degli auguri rivolti per l’occasione a Don Salvia, con una breve considerazione.

Trent’anni di sacerdozio, rappresentano una tappa importante, ma pur sempre intermedia, per quanto potrà ancora fare del bene alla sua comunità. Attraverso il suo ministero   ha toccato il cuore e le coscienze non solo dei militari a lei affidati, ma anche di tutti  i cittadini di Francavilla e degli amici che in qualche modo ho coinvolto nelle sue lodevoli iniziative.

Anche quelli che non la pensano come lei, sotto il profilo religioso, la stimano e apprezzano il suo comportamento. L’amore che manifesta per Gesù Cristo lo trasmette in maniera amplificata in ogni suo approccio con il prossimo.
Questi nostri sentimenti nei suoi confronti ci autorizzano a considerarla come una risorsa in più che il Signore, nella sua magnificenza,  ci ha elargito per il nostro bene ed in particolare per tutta la comunità francavillese..  Il sacerdote in fondo, è anch’egli un pellegrino che, percorrendo i tornanti e attraversando i tanti incroci della vita, cammina verso una speranza più grande del suo orizzonte … intorno alla mensa, nella preghiera, magari dopo una giornata di fatica,  fa esperienza della tenerezza di Cristo
che si china su di lui e lo rincuora.

D’altro canto il sacerdote è anche segno di Cristo  quindi è chiamato a lavare i piedi dei tanti pellegrini che incontra sulla sua strada,  è chiamato a curare, a fasciare amorevolmente le piaghe fisiche e spirituali di ogni uomo che a lui si rivolge. È chiamato a far brillare sul suo volto,  il sorriso e la carezza di Cristo servo, perché il fratello, suo compagno di viaggio,  non si lasci sopraffare dalla paura, dalla fatica,  ma proceda con passo umile, quanto determinato,  verso il Sole.

Credo che per tutti noi l’incontro con Don Giovanni sia stato occasione per cogliere quello spirito di serena, cordiale accoglienza e disponibilità che lo contraddistingue, doti che senza dubbio lo aiutano anche nel suo Ministero.

Con tutto l’affetto, quindi, gli auguriamo che possa a lungo continuare nel suo apostolato a servizio di Cristo, confortato dalla certezza che il Signore gli è sempre vicino e guida i suoi passi.

Da parte nostra, oltre alla vicinanza affettuosa che ci lega, cercheremo di sostenerlo ricordandolo nella preghiera. Ad multos annos!

Fonte: Trent’anni di sacerdozio per don Giovanni Salvia, cappellano militare del 41° Stormo a Sigonella | La Voce dell’Isola

 

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