card-francesco-marchisano

Ecc. za Rev.ma Mons. FRANCESCO MARCHISANO
Presidente PONTIFICIA COMMISSIONE
PER I BENI CULTURALI DELLA CHIESA
00120   —  CITTA’ DEL VATICANO

Ecc.za Rev.ma,

in riferimento alla sua pregiata lettera del 07/07/1997, Prot. N. 49/96/10, quale Responsabile dell’antica  Biblioteca Villadicanense, appartenente alla Chiesa Madre di Castiglione di Sicilia, sono lieto di trasmettere le notizie che Ella mi chiede.

BIBLIOTECA “VILLADICANIENSE
Parrocchia “Santi Pietro e Paolo”
95012 – CASTIGLIONE DI SICILIA
(Diocesi di Acireale)

Denominazione Biblioteca “VILLADICANIENSE
Fondatore Arciprete GIAMBATTISTA CALÌ SARDO
Anno di fondazione 1840
Sede Via S. Pietro, 8 – 95012 – Castiglione di Sicilia

Telefono: 0942 – 984058 

Ente Proprietario Parrocchia “Santi Apostoli Pietro e Paolo”
Direttore Arciprete – Parroco don GAETANO CANNAVÓ
Fondo librario Diecimila volumi ca., riviste, manoscritti, miscellanee.
Genere Cultura generale, con prevalenza di tematiche religiose.

Fondazione – Strutture – Fondo librario – Catalogo – Attività – Proposte di lavori strutturali – Proposte per il fondo librario


1. Fondazione

La Biblioteca Villadicanense è stata fondata nel 1840 dall’arciprete Giambattista Calì Sardo (17/09/1794 – 16/12/1874), Arciprete – Parroco dal 16 giugno 1823 al 16 dicembre 1874.
Il nome “VILLADICANIENSE” le deriva dall’allora arcivescovo di Messina Mons. Francesco di Paola Villadicani, poi divenuto cardinale, a cui l’arciprete Calì per stima e devozione volle dedicarla (a) .

2. EdificioStrutture

Fino agli anni trenta la Biblioteca ebbe la sua sede in locali adiacenti la Parrocchia.
La costruzione di una casa canonica a fianco alla Chiesa Madre a spese della Santa Sede, intorno agli anni trenta, fu l’occasione per la costruzione di nuovi appositi locali per la Biblioteca.
Il locale, ampio, per una superficie di 150 mq. ca., è completamente isolato da altre costruzioni, comunica attraverso un cortile interno con la casa canonica ed è in una posizione ideale per chi desidera dedicarsi allo studio e alla lettura in un ambiente silenzioso.
Nel corso degli anni ha subito diverse infiltrazioni di acqua, non solo dal soffitto ma anche dai pavimenti. Recentemente (1995) la Soprintendenza per i BB.CC. e AA. di Catania ha rifatto il tetto. Sono stati anche rifatti l’impianto elettrico, la pittura al soffitto e alle pareti interne e sono stati installati due deumidificatori.
Mancano impianti antifurto e antincendio.
L’arredamento comprende: otto lunghe sezioni di scaffali in legno a muro lungo le pareti perimetrali (cfr. foto); quattro piccoli armadi in legno, di un certo valore artistico, addossati a due a due su una parete divisoria interna, due scaffali metallici a doppia faccia, per sette metrilineari ca.; uno schedario metallico (non utilizzato), due tavoli grandi ed uno piccolo per la lettura, venti sedie, una fotocopiatrice.

3. Fondo librario.
Il Catalogo stampato dall’arc. Calì nel 1852 conteneva 2836 volumi.
Purtroppo diversi di questi volumi sono spariti nel corso degli anni, soprattutto alcuni incunaboli e altri libri di storia locale.
La Biblioteca ha comunque avuto un notevole incremento, sia durante la vita del suo fondatore (fino al 1874) che negli anni successivi.
Attualmente essa conta oltre diecimila volumi. Secondo una ricognizione ormai completa del fondo esistente, i volumi in essa presenti, divisi per secoli, sono i seguenti:

1400

2

1500

169

1600

435

1700

2.665

1800

3.840

1900

2.882

s. d. (mancano dati bibliografici)

85

Totale

10.093

Si devono aggiungere
Miscellanee

30

Manoscritti

26

Riviste e Varie

187

titoli (Alcune raccolte quasi complete, altre: numeri sparsi).

Da un punto di vista descrittivo tale fondo librario comprende opere di cultura generale, ma soprattutto molte opere di Sacra Scrittura, teologia, omiletica, liturgia, spiritualità.
Molti sono i commenti ai testi biblici, soprattutto tra seicento e settecento, le opere di teologia dogmatica e morale, i testi omiletici, in particolare vari quaresimali, opere varie di spiritualità e di devozione. Di particolare importanza alcuni messali, pontificali e antifonari del 1600.
Vi si trova la monumentale opera dell’abate Migne (si conserva ancora così come uscita dalla tipografia!). Ci sono anche diversi volumi di medicina, letteratura, storia. Non poche le pubblicazioni in lingua francese, tra settecento e ottocento.
Diversi volumi trattano della storia della Sicilia. Poche sono invece le pubblicazioni riguardanti la storia locale: il manoscritto Prescimone del 1616, la biografia del sac. Onofrio Di Marco, manoscritta dal nipote sac. don Giuseppe Di Marco alla fine del settecento, opuscoli vari contenuti nelle miscellanee, una storia di Castiglione, di Vincenzo Sardo, edita a Palermo nel 1910.
Tra le riviste e le opere periodiche, meritano attenzione le raccolte “La Scienza e la Fede” dal 1841 al 1866, la “Civiltà Cattolica” dall’anno di fondazione (1850) e completa solo in parte, gli “Annali della Propagazione della fede”…
Negli anni cinquanta sono stati rilegati diversi volumi di cinquecentine (cfr. foto).

4. Catalogo
In fase di completamento il nuovo Catalogo dopo quello fatto stampare dal fondatore nel 1852, l’unico finora disponibile, ma praticamente inutilizzabile perché non corrisponde più alla sede originale.
Resta da finire la catalogazione dei libri del 1800, la parte più consistente del fondo.
Il catalogo, già stampato in ordine cronologico, escluso il 1800, e inserito in raccoglitori plastificati, è computerizzato con il programma Word 7 di Windows 95. Non è stato usato un programma specifico per Biblioteca ma è stato semplicemente memorizzato con files normali. Attualmente, oltre che su disco rigido, i volumi, divisi per secoli, sono copiati su dischetti da 3,5. Appena terminata la schedatura li si riporterà su un unico compact. Una volta completa se ne manderà copia alla Pontificia Commissione.
La stampa in ordine cronologico sicuramente non facilita la ricerca di un testo, ma è sempre possibile variarne la impostazione per autore o per soggetto.
La schedatura di ogni singolo volume comprende i seguenti dati (cfr. facsimile):
AUTORE,
Titolo completo (comprese le varie annotazioni: in pratica l’intero frontespizio),
LUOGO di edizione o di stampa,
Stampatore o Editore (annotazioni complete),
Anno di pubblicazione (in apice le successive edizioni o ristampe),
Pagine (compresa l’estensione in ‘quaderni’, quando esistente: “Registrum”),
Prezzo,
Posizione.
Per quanto riguarda la posizione dei volumi negli scaffali è stato usato il seguente criterio (tenuto conto però che, mancando ancora le etichette esterne, i volumi possono subire fortuiti cambiamenti rispetto a quelli già registrati!).
Per ogni volume, nella posizione viene indicato:
a) per gli scaffali grandi lungo le pareti perimetrali (8 sezioni):
il primo numero indica il numero dello scaffale,
la lettera indica la sezione verticale dello scaffale,
il numero che segue il piano orizzontale. Es.: (8a9).
b) per i quattro scaffali di legno (9 – 12):
è solo indicato il numero; la lettera che segue indica invece il ripiano. Es.: (12a).
c) per i due scaffali metallici (13 – 14) a doppia faccia:
il numero porta in apice una ‘m’ (per metallico), seguita da una ‘r’ se si tratta della facciata destra rispetto all’entrata o da una ‘v’ se si tratta invece della facciata sinistra,
la lettera indica la sezione verticale,
il numero il piano orizzontale. Es.: (14mra4).
Nella scheda mancano le dimensioni del libro.
Manca l’etichettatura secondo l’attuale catalogo. Quella attualmente visibile risale a precedenti tentativi mai portati a termine e usando etichette che facilmente con il tempo si sono staccate.

5. Attività
L’arciprete Calì aveva fondata la Biblioteca, come scrive nella dedica al card. Villadicani, “utilitati publicae comodoque perpetuo Ecclesiasticorum”.
Sarà stato così durante la sua gestione. Ma, pare, che così non è stato dopo la sua morte, tanto che nel 1910 Vincenzo SARDO, nella sua storia di Castiglione, dopo aver lodato l’iniziativa dell’arciprete Calì nel fondare una Biblioteca, considerato un fatto non comune per un centro come Castiglione, concludeva con amarezza: “Peccato che sia chiusa al pubblico e malissimamente tenuta” (b)
Oggi non è più così.
Già dal primo febbraio 1954 la Biblioteca è ufficialmente aperta al pubblico diversi giorni la settimana e la Parrocchia è sempre disponibile per permetterne la visita e la consultazione. E’ frequentata soprattutto da studenti medi e di scuola superiore e da universitari per le loro ricerche per le tesi di laurea. Sarebbe un’ottima fonte per le ricerche di studenti di teologia. Spesso è meta di visite per gli alunni delle scuole. Recentemente (maggio 1996) ha ospitato una conferenza con larga partecipazione di giovani. E’ questa, forse, un’attività che bisognerebbe incrementare e mantenere con una certa periodicità.
Negli anni cinquanta è stato fiorente un circolo culturale intitolato ad uno storico illustre castiglionese “Filoteo De Amodeo”. Sempre nello stesso periodo è stata in attività la Biblioteca circolante o Bibliobus, promossa e organizzata dall’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione.
Per coinvolgere le autorità comunali ed un più vasto pubblico, ancora negli anni cinquanta, è stato fatto un’accordo con il Comune “col quale la Parrocchia si impegnava a mettere a disposizione del pubblico Castiglionese la “Villadicanense”, mentre il Comune doveva elargire un assegno annuo a favore di essa e dei contributi saltuari per la rilegatura dei libri.” (Cfr. lettera del Direttore della Villadicanense del 13/11/1957). Tale accordo, se mai ha funzionato, ha avuto breve durata.
In questi ultimi anni la Biblioteca è stata costantemente aggiornata con l’acquisto annuale di diverse opere a carattere generale (enciclopedie, collane di storia, filosofia, classici…) destinate soprattutto alla consultazione degli studenti.
L’incremento del fondo librario è dovuto in parte a fondi propri della Parrocchia, in parte a contributi annui della Soprintendenza per i BB. CC. e AA. di Catania, in piccola parte anche a donazioni di privati, della Sovrintendenza stessa o dell’Assessorato Regionale ai BB. CC. e AA.
L’acquisto recente della Treccani (l’opera grande) ha costituito un impegno finanziario non indifferente per la gestione di una Biblioteca che conta quasi esclusivamente sui fondi della Parrocchia (che già ha un grande patrimonio immobiliare da gestire).
La Biblioteca non effettua prestito.

6. Proposte di lavori strutturali.
Perché la Biblioteca, che già ha notevolmente cambiato la sia fisionomia, grazie a tanti sacrifici ed impegni finanziari non sempre di fonte pubblica, possa acquisire un aspetto veramente dignitoso e funzionale necessita ancora almeno dei seguenti lavori strutturali:
a) rifacimento pavimento (ha ancora il pavimento originario degli anni trenta, di poco pregio e quasi consumato nella prima parte a causa dell’umidità!);
b) rifacimento intonaci interni alla scaffalatura in legno (in parte deteriorati dall’umidità);
c) incremento scaffalatura metallica, magari progettando un doppio piano, dato che l’altezza dell’edificio lo permetterebbe (diversi volumi sono collocati in doppia fila negli scaffali già esistenti);
d) installazione di un sistema di allarme (i ladri hanno già tentato di penetrarvi);
e) installazione di un sistema antincendio;
f) installazione dell’impianto di riscaldamento (durante il periodo invernale è quasi impossibile sostare in Biblioteca o solo dopo alcuni opportuni accorgimenti naturali! Si pensi ai libri!!!);
g) incremento posti di lettura con arredamento necessario per uno studio confortevole;
h) creazione di un ripostiglio e di armadi blindati per la custodia dei volumi più pregevoli;
i) acquisto di un sistema informatico da collegare anche in linea con le altre biblioteche e con Internet (l’attuale catalogo è stato fatto con mezzi non propri della Biblioteca).

7. Proposte per il fondo librario.
La Biblioteca possiede un patrimonio librario di grande valore.
Non è facile ed agevole garantirne la sua conservazione. Molti volumi del seicento e del settecento sono in carta pecora. Diversi volumi nel passato hanno subito danni non lievi a causa di diversi fattori, ambientali, di abbandono, di agenti atmosferici o altro.
Attualmente si richiederebbero almeno i seguenti interventi:
Restauro di diversi volumi di un certo valore;
Rilegatura di un buon numero di volumi (Migne, ma anche molti testi fino all’800);
Schedatura cartacea (vale la pena?) oltre quella già quasi ultimata su computer;
Etichettatura e stabile sistemazione dei volumi negli scaffali

Castiglione di Sicilia, 21/07/1997

IL DIRETTORE
Sac. GAETANO CANNAVÓ, Arciprete – Parroco.


Si allegano:

1. Foto della Biblioteca (Cartoline b/n, anni cinquanta; interni, esterno [rifacimento tetto: 1995])
2. Frontespizio del Catalogo del 1852 (GIAN BATTISTA CALI’, (Arc.), Catalogo della Biblioteca Villadicanense nella Chiesa Madre di Castiglione, ACI-REALE, TIPOGRAFIA di GIUSEPPE DONZUSO, 1852, pp. 110.)
3. Lettera di risposta del card. VILLADICANI alla lettera dedicatoria dell’arc. Calì
4. Facsimile del Catalogo in fieri.
Si è in attesa del completamento del Catalogo per inviarne copia computerizzata.


Note

(a) Castiglione apparteneva allora alla diocesi di Messina. La Diocesi di Acireale fu costituita dal papa GREGORIO XVI con le Lettere Apostoliche «Quodcumque ad Catholicae Religionis incrementum» del 27 giugno 1844, Lettere divenute esecutive solo il 3 giugno 1872. Il 29 luglio 1872 Pio IX nominava il primo Vescovo di Acireale, Mons. Gerlando Maria GENUARDI, consacrato l’11 agosto dello stesso anno a Roma.  Questo il testo della lettera dedicatoria al card. Villadicani:

EMINENTISSIMO
FRANCISCO DE PAULA VILLADICANI
ARCHIEPISCOPO MESSANENSI.
PRINCEPS EMINENTISSIME, PATER AMANTISSIME

Cum aptatam librorum collectionem, utilitati publicae comodoque perpetuo Ecclesiasticorum consulens, institutam voluerim, et perennitati suae providere anhelans, eam dominio tutelaeque Matris Ecclesiae sponsae dilectae meae tradendam censuerim, sacrum erga Te meae subjectionis munus, vel potius eximiae Tuae clementiae mihi jugiter ac large diffusae cordi fixa meo grata memoria imperat quam maximè, illam Tuo patrocinio dicare, ac Tuo augustissimo, mihique dulcissimo nomine decorare.
Si rationem habere velim Ecclesiae jam jam dominae constitutae, Tua est; si Ecclesiasticis, quorum literario progressui opus libenter fundavi, quos incessanter adigis et compellis ad optima quaeque studia prosequenda, ut possint in sana doctrina fideles exhortari, omnia urgent, Eminentissime, ut oblaitonem accipias, tua auctoritate illam tuearis, Tuo favore protegas, Tua benignitate fulcias. Et hoc oro, hocque expto.
Ipsam mei labores et expensae pruduxerunt, et ut ego ipse Eminentiae Tuae addictus semper fui, sic sortem meam, etiam ipsam sequi omnino oportet.
Maximo gaudio fruor ac afficior, quod celsitudini Tuae praebere possim, Eminentissime Princeps, meae perpetuae additionis, et grati animi cordisque semper Te obsequentis, hoc etsi exiguum, exile ac parvum testimonium.

Castroleone quarto idus Martii 1850
Ex aedibus Matris Ecclesiae
Humillimus famulus JOANNES BAPTISTA CALÎ  ARCHIPRESBYTER

Monsignor Arcivescovo ne accettò la dedica; e con sua lettera di riscontro del 18 Marzo 1850 manifestollo al medesimo Arciprete.
La lettera, lusingando di molto l’amor proprio del dedicante, si tralascia di qui trascriversi.” (Cfr. GIAN BATTISTA CALI’, (Arc.), Catalogo della Biblioteca Villadicanense nella Chiesa Madre di Castiglione, ACI-REALE, TIPOGRAFIA di GIUSEPPE DONZUSO, 1852, pp. 3-4.).

Con queste parole ne accettò la dedica il Card. Villadicani in data 18 marzo 1850:
“Rev.mo Signore, Con grati sensi ho accolto il di Lei pregiato foglio del 12. andante mese Marzo, con cui ha voluto a me intitolare la Biblioteca, che a di lei spese, ed erudite premure in cotesta maggiore Chiesa si è stabilita; le ne rendo perciò i miei ringraziamenti, e per più riguardi me le resto riconoscentissimo.
Ben mi ero avveduto, sin dacchè seggo in questa Cattedra, delle particolari qualità, che adornano la di Lei persona, nonchè della solerte sollecitudine da Lei tenuta nell’intiera cura di cotesta Arcipretura; perlocche continuate prove non equivoche ne ho sperimentate; e per cui nel congratularmi con Lei, mi compiaccio meco medesimo, per avere di sì riguardevolissimi Arcipreti nella mia Diocesi.
Colmo intanto della maggiore considerazione, e pronto sempre in cose di Lei servizio, e di cotesta Arcipretura, benedicendola nel Signore con affettuosa stima me le raffermo.

Messina lì 18. Marzo 1850.

Devotis:mo Obblig:mo Ser.e vero
di Paola Cardinal Villadicani
Arciv.o di Messina

(b) Cfr. VINCENZO SARDO SARDO, Castiglione città demaniale e città feudale. Sue vicende storiche attraverso i secoli, (Con Proemio di F. NICOTRA), PALERMO, Tipografia DOMENICO VENA, 1910, p. 192.

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