Fonte: Manoscritto Prescimone. Castiglione di Sicilia, Biblioteca Villadicaniense.

[Rilegato. Carta pecora. Sul dorso la dicitura: “PRESCIMONE G. – MEMORIE STORICHE INTORNO ALLA CITTA’ DI CASTIGLIONE – MANOSCRITTO 1616“]

[1r]

Memorie storiche

intorno

Alla Città di Castiglione

di

Giuseppe Prescimone

– 1616 –

Biblioteca parrocchiale di Castiglione

[1v]

– Nota –
Vedi pag. 17 per il miracolo del sudore
della statua della V. SS. della Catena.

[2r]

[Appartiene alla libreria di S. Pietro]

Jesùs Mariae filius
1616

Dice il Proverbio che tutte
le cose nove piacino, per ciò ho
scritto  et annotato le sequente
cose et annotatione non poco,
ma molto necessarie et  utile:

Jo Gioseppe Preximone
figlio legitimo et naturale
dilli quondam Giovannello et
Brunda Preximone Giugali
di questa Città di Castiglione
del Regno di Sicilia ultra

[2v]

farum . Nell’anno del Signore
1616, regnando Papa Paulo
quinto, l’Imperator Matthia
et Re Filippo terczo, Re
di Hispagna et di questo
Regno di Sicilia; avertendo
a chi restira lo presente libro
di conservarlo, stante l’anno–
tatione che in esso sonno, co–
me è detto, sonno d’impor–
tancza et utile per insino
al giorno del Giudicio uni–
versale, nel quale Iddio dia re–
quie ad ogni fedel Cristiano. Amen |§|

[3r]

Jesùs Maria

Di la Città di Castiglione

1
Come Castiglione
era terra di
demanio seu di
lo Re
S’hà da sapere et annotare che questa Ci[ttà]
di Castiglione innante si chiamava Piciola Citta:
et era città seu terra di Demanio, cioè terra
del Re, et non era di Baronagio ne di Pren–
cipato, et questo appare per certi capituli et
privilegij concessi da Re Martino et R[egi–]
na Maria giugale, alli Citatini di detta Città
fatti seu dati in Palermo a 22 d’aprili nell’
anno del Signore 1392, quali capituli sù in
cancellaria;

2
Come ancora
era terra
del Re
Appare ancora che detta Città sia stata di
Demanio seu dello Re per certi capitu[li]

[3v]
et privilegij concessi a detti Citatini da la
maiestà di Re Martino, quando fù che detti
citatini ammaczaro l’officiali del Rè in
detta Città et dopo lo Re li indultau et
perdonao,  si come per capituli fatti fra di–
tto Re et detti Citatini in la Regia cance–
llaria nell’anno quarta Inditione 1396 a
foglij 27.3°.
Come questa
città di Casti-
glione sta in
pegno per
unczi ottocento
Che detta Città di Castiglione era terra
di Demanio seu terra di Re, appare
per un’atto di pignoratione fatto da la
felice Memoria Re Martino sotto li 20
di magio 7ª Inditione 1399, quali atto è in
Cancellaria nello libro dell’ottava Inditione
1399 a foglij 151 per lo quale atto di
[4r]
pignoratione.appare che detta terra fù pignorata
per tri milia firini [sic] a Pirrono di Gioeni et
dopò havendosi fatto parlamento generali per
ordine di detto Re comparse Bartolomeo di
Gioeni figlio di detto Pirrono, dicendo et su–
plicando a detto Rè che havia patito milli
firini d’interesse per non havere havuto li tri
milia firini che havia imprestato a Federico
Re predecessore di detto Martino; per la [qual]
cosa et interesse, domandao detto Bartolomeo a
detto Re Martino, che detta terra et Castelli
di Castiglione, pignorati come di sopra, voglia
essiri Baronia di detto Bartolomeo et suoi
heredi et successori in perpetuo, et cossì per
detto atto detto Re Martino s’obligao et
promise a detto Bartolomeo rendirci de[tti]
[4v]
firini tri milia per la pignoratione et altri
firini milli per l’interesse che havia patito
in tutto quattro milia firini, per tutto lo
misi di Marczo, et non ci li rendendo ci concesse
detto Re che detta terra sia di detto Barto–
lomeo; et passato ditto mese di Marczo, detto
Re Martino non rendio detti quattro milia firini
di dinari a detto Bartolomeo et cossì detta
terra restao in Baronia a detto Bartolomeo:
si come al presente è; Si bene tale atto non tene
stante che per li re predecessori et anco per
detto Re Martino erà stato concesso alli Citatini
di detta terra, di non potesse detta terra ne
dotare . pignorare . vendere, alienare . sugiugare
ne presentare, ma che ogni futuro tempore sia
et digia essiri di sua Maestà et dello Regio
[5r]
Demanio; et puo detta terra recattasse: che già
per li Citatini predetti, con li detti Baroni come
si dici et appare per scritturi in cancellaria ni
fù fatta liti per detto recattito, et per la ne–
gligancza non vinni ad effetto;4°
Appare per atto
esser terra de-
maniale
Oltre le predette Ragione: che detta terra
seu Città di Castiglione, sia terra di Demanio
seu terra spettante alla Camera dilla Regina
appare per certe allegatione fatte dall’Avo–
cato di li detti Citatini nell’anno 1507, si
come appare nella Regia Cancellaria in detto
anno nello libro delli Conti et Baronij
a foglij 717: per le quale allegatione fatte
sopra lo recattito di detta terra chiaramente
si costa et appare, che detta terra non
[5v]
si poteva per detti Re ne pignorare ne pre-
sentare ne concedere in Baronia, quali alli–
gationi foro fatte ad instanzia delli Sindici
di detta terra seu Città, stante la liti che si
facia di recattarse detta terra da detta Baro–
nia, quali liti non fù decisa.5
che vole dire
et significa-
re mero et
misto Impe-
rio

Mero et Misto Imperio

Havendo di scriviri di lo mero . et misto
Imperio. dirro che vole dire. et che significa
Mero.et misto Imperio: et dico, che mero.et misto
Imperio . altro non vole dire . che quella Potesta
cossì in Criminali . come in Civili.et anco di li ca–
usi fiscali . et spreti peni, che hà et tene . la
Catolica Maiestà del Rè, la vende . et concede
alli Patroni . seu Baroni dilli terri . contro li soi
vasalli, quali innanti erano suditi a sua Maiestà –

[6r]

6.
Mero et misto
imperio prima
venduto
Doi volti è stato venduto per li Re lo mero
et misto Imperio contro li vasalli di questa
Città di Castiglione
7
[la prima volta
che fù venduto
il mero et
misto Imperio]
La prima volta fù venduto dallo quondam Rè Al–
fonso felice memoria Re di questo Regno di
Sicilia ultra farum allo quondam don Bartolomeo
di Gioenim Barone di questa Città per preczo di
unczi cento cinquanta, si come appare in virtù di doi
privi legij l’uno dato in Castello novo di Napoli,
et l’altro in Cesarea Augusta lo primo sotto li 16 di
decembre 1423: et l’altro sotto li 15 di
Marczo 1425 executoriati in Regno a 9 di
magio 1425: et dopò detto don Bartolomeo non
hebbe possesso di detto mero et misto Imperio
per certa liti che ci’ fui et contestao lo Regio fisco
stante detta Città  (come e detto) era di Demanio;

[6v]

8
Mero et misto im–
perio venduto la
seconda volta
La seconda volta detto Mero et misto Imperio
fù venduto da don Giovanni Fernandez et Pa–
ceco vicere in questo Regno di Sicilia Per la
Catolica Maiestà di Re Filippo 3.° Rè di Hi–
spagna et di questo Regno di Sicilia allo quondam
don Tomaso di Gioeni primo Prencipe titulato
di questa Città di Castiglione, contro li vasalli
di detta Città et vasalli dilla terra dilla No–
ara et vasalli dilla terra di Aidone, con patto
che non si possa recattare l’una terra sencza l’al–
tra, per preczo di scuti deci milia et unczi cento
cinquanta, con lo patto di potersilo recattare quan–
documque: Si come appare per un’atto di detta ven–
ditione, nell’officio dillo Regio locotenenti
nell’officio di Protonotario di deetto (sic) Regno

[7r]
stipulato in Palermo per notar Giovan Luca
Dadone Palermitano sotto li 22 di Gennaro
ottava Inditione 1610:9
Procuratori man–
dati In palermo
per ottenere Lettere
di potersi congre–
gare conseglio
di detto recattito
Volendo li Citatini di questa predetta Città di
Castiglione essere suditi alla Catolica Maiestà sico–
me per lo passato et sempre erano stati, mandaro
in Palermo ad Anteo d’Amodeo all’hora Sindico
ordinario di detta Città et Angilo Lancza ad otte–
nere lettere (si come ottennero) da sua Eccellencza et
Regal Patrimonio di potere li citatini di detta
Città per nome et parte di Sua Maiestà recattare de–
tto mero et misto Imperio, quale fora date in Pale–
rmo a dì 27 di febraro ottava Inditione 1610 —
et ottenute dette lettere di poterse tenere Conse–
glio per detti Citatini sinni vennero et excute
dette lettere per l’officiali di detta Città si tenne
Conseglio per recattarse detto mero Imperio.
[7v]

10
Procura
Foro per li Giurati, sindico et Citatini di detta
Città eletti procuratori per attendere allo reca–
ttito di detto mero et misto Imperio il dottor
Marco Aurelio Guarino, Modesto Bonerba, don
Gioseppe di Napoli et don Filodelfo Petrocitto
Sacerdoti si come appare per procura nell’atti di
notar Giovan Matteo Badulato a dì 14 di fe–
braro 8ª Inditione 1610. |§|

11
Consiglio de-
tento di recattarsi
detto mero . et mi
sto Imperio
Lo conseglio detento in questa Città di recattarse
detto mero et misto Imperio fù detento a dì
14 di Marczo ottava Inditione 1610 per lo quale
parlamento foro eletti per sindici ad attendere a
detto recattito Jo infrascritto Gioseppe Prexi–
mone et Angilo Lancza et per deputati Vin–
cenczo Guarino, Anteo Amodeo, Marco Carciopilo, Giovan
Matteo Badulato, Bartolomeo Petrocitto, Gilormo D’Aiuto

[8r]
Vincenczo di Genua. il dottor in medicina Antoni
Coniglio, Gioseppe Guarino et Giovan Domenico Lancza,
et frà l’altri capituli in detto Parlamento ci è che
Sua Catolica Maiestà recattandosi hora (si come si reca–
ttao detto mero et misto Imperio) non possa più Sua
Maesta detto Imperio ne venderlo presentarlo pigno–
rarlo  ne altro, ma sempre habia di essere di Sua
Maiestà omni futuro tempore; quale conseglio fù per
Sua Eccellenczà et Regal Patrimonio confirmato
sotto li 24 di Marczo 8ª Inditione 1610, presentati et
registrati in l’officio di Giurati di questa Città a dì
9 d’aprile 8ª Inditione 1610. |§|12
Dinaro
preso a bolla;
Confirmato il detto Conseglio come di sopra detto
s’ha; Giovanmatteo Badulato, Giovandomenico
Lancza, Jo infrascritto Gioseppe Preximone quondam
Joannis et Gilormo d’Aiuto Giurati di detta
[8v]
città intrati nel primo di magio, stante che allo
primo  di magio si solevano mutare li Giurati con
l’intervento di detti Sindici et Deputati, piglia–
mo da Nicolao Mancuso dilla Città di Ta–
vormina, Barone di Carcaci scuti quattromilia
alla bolla a ragioni d’otto per cento, si come
appare per contratto fatto in l’atti di Notar
Vincenczo Caciola di detta Città di Tavormina
sotto li 22 di magio 8ª Inditione 1610, quali con–
tratto fù fatto qui in Castiglione et fù insinuato
all’officio di detti Giurati a 25 di detto mese di
magio; et frà l’altri patti detto Barone volse
che detto contratto fosse confirmato per Sua Eccellencza
et regal Patrimonio, per la qualcosa si tenne conse–
glio et si mandao et da Sua Eccellencza et Regal
Patrimonio fù detto contratto confirmato si come
[9r]
appare per lettere di conferma dati In Palermo
a 22 di Giugno 8ª Inditione 1610.13 .
Di li terri di
la Noara et
Aidone
Mentre per detti Giurati, Sindici et Deputati tutto
l’antedetto si stette facendo, si Giudicava che li terri
di la Noara et Aidone volessero attendere a detto
recattito stante che non si poteva recattare l’una terra
sencza l’altra di tutti tri, mà il contrario successe, stante
che a stimoli et a lettere di detti Giurati et Sindici
et deputati et con havere andato in detta terra di la
Noara incomenczaro alli otto misi da poi ad aiutare et
tennero Conseglio sopra tal recattito  et cussì detta terra
di la Noara incomenczao a pagare la parte dilli sa–
larij dill’avocati et procuratori et altri che attendia–
no apresso la Regia Corte seu Regal Patrimonio
per detto recattito, la terra d’Aidone non volse
agiutare a nente et cossì fù di bisogno che detta
[9v]
Città di Castiglione et detta terra di la Noara in–
seme tanto l’una quanto l’altra pagassero si come
pagaro tutto il denaro che foro scuti deci milia et
unczi cento cinquanta sopra per recattarsi stante
come è detto che non si poteva recattare l’una sen–
cza l’altra ;|§|­­­14 .
Di li onze 610
presi a bolla
Et per non havere voluto (come s’è detto) detta
terra d’Aidone attendere a recattarsi fù di biso–
gno di novo per fare l’integro deposito di li scuti
deci milia et [onze] 150 che si pigliassiro, si come si
pigliaro, per noi detti Giurati, Sindici et Depu–
tati da detto Nicolao Mancuso altri unczi seicento
cinquanta quali si presero a bolla ad otto per cento
come appare per contratto fatto in La Città di Tavor–
mina per l’atti di notar Agostino Ardiczone
di detta Città di Tavormina sotto li 5.° di decembre
[10r]
Xª Inditione 1611 confermato detto contratto di bolla
per Sua Eccellencza et Regal Patrimonio sico–
me per lettere di conferma dati in Palermo a
dì 19 di Gennaro Xª Inditione 1612 appare ; |§|15
Dinari deposi–
tati §
Foro per detto Nicolao Mancuso Barone girati
seu depositati a questa università di Castiglione
in la tavola di Palermo scuti cinque milia et
unczi 75 per farsi detto recattito quali dinaro
fù la mità di tutto l’integro preczo, stante l’
altra mità la depositao la detta terra dilla No–
ara, quali dinaro detta terra li prese a bolla
in Messina da Don Stefano Riitano di detta Città,
et questo appare per fede fatta dalli Governa–
tori di detta Tavola sotto li 12 di Giugnetto
8ª Inditione 1610, et un’altra gira alli 1612; |§|
[11r]

16 .
Offerta del
Prencipe d’
altri onze 800
Sapendo et costando al detto Illustre Prencipe don
Tòmaso di Gioeni et Cardona essere per detti
dui università, cioè di Castiglione et Noara
depositati tutti deci milia scuti et onze 150 in detta
tavola di Palermo per farsi detto recattito, di
novo per non perdere detto Prencipe detto mero
et misto Imperio et per callunniare et trava–
gliare detti doi università, offerse a Sua Ecce–
llencza et Regal Patrimonio altri unczi otto
cento, dummodo che per esso et un suo herede non po–
tesse Sua Maiestà recattarse detto mero et misto
Imperio, quale offerta non fù da Sua Eccellencza
ne dallo Regal Patrimonio accettata ma ci
decretaro Jam provisum est; et questo appare per
memoriale presentato a Sua Eccellencza per detto
Prencipe sotto li 24 di Marczo Xª Inditione 1612; |§|

[11r]

17
Dilla terra di
Aidone
|§|
Girati seu depositati che foro per detti doi uni–
versità Castiglione et Noara in detta tavola tutti
detti scuti deci milia et onze 150, non si poteva fare detto
recattito stante che li Citatini dilla terra d’Aido–
ne seu Dadone non s’haviano ingeruto ne ditto una
parola ne fatto nenti et era bisogno sapere la loro
volunta et cossì questa università di Castiglione
supplicao a Sua Eccellencza seu vicerè di questo re–
gno, dal quale vicerrè s’ottennero lettere dirette
alli Giurati di detta terra d’Aidone et dilla te–
rra di Chiusa, per li quali lettere s’ordinava a detti
Giurati d’Aidone che tenessero conseglio si si vole–
vano recattare detto Imperio o’ si o’ nò; quale lettere
li portaro in detta terra Il Sindico Ordinario An–
teo d’Amodeo, Jo infrascritto Gioseppi Prexi–
mone et Gilormo d’Aiuto deputato et foro
presentati a detti Giurati d’Aidone, dalli quali

[11v]
con gran forcza foro presentati et per il timore di
la pena che era in dette lettere, et cossì si tenne
conseglio et fù concluso che si volevano recattare
et si bene dissiro di sì non si sollicitaro a nente,
ma per detti Sindici et deputato fù portato nello
Regal Patrimonio detto Conseglio et ficiro
quello da Sua Eccellencza confermare solamente
per ligarli, et con tutta detta conferma a nente
attesero ne volsiro fare detti Citatini seu Giu–
rati di Dadone, sì bene si andava dicendo detti
Citatini haver promeso a detto Prencipe non vo–
lersi recattare detto mero et misto Imperio
et per tal causa a nente attendevano – ne
attendero ne innanti ne poi fatto detto recattito
per detti dui universita Castiglione- et Noara |§| —
[12r]

18
Recattito di
lo mero . et
misto Imperio
Vistà l’esperiencza di non voler attendere detti
Citatini d’Aidone a detto recattito, si resolvero
detti duoi università di Castiglione et Noara a
far detto recattito et cossì foro per li Giurati sindici
et deputati di questa Città di Castiglione
et Noara girati seu più presto presentati alla Sacra
et Catolica Maiestà Don Filippo d’Austria
Re di Spagna et di questo Regno di Sicilia
ultra farum et per esso a Don Petro Giron
Duque d’Ussona Vicere In questo detto
regno di Sicilia et allo suo Regal Patrimo–
nio, li scuti deci milia et onze 150 depositati come
di sopra ad effetto di recattarsi stante che
Sua Catolica Maiestà havia questo Ius et questa
ragione di recattarse detto mero et misto

[12v]
Imperio da detto Illustre Prencipe don Tomaso
di Gioeni et Cardona Primo prencipe di questa
Città et accettati da detto vicerè detti di–
nari presentati, si recattao a nome di Sua Ma–
iestà da detto Illustre Prencipe detto mero et
misto Imperio, con haver detto vicere et
Regal Patrimonio pagato a detto Prencipe
il preczo di detto recattito cioè scuti deci
milia et unczi cento cinquanta, come appare
per contratto fatto fra detto vicerè et Regal
Patrimonio, con detto Prencipe In Palermo nell’offi–
cio di Regio loco tenente nell’officio di Protono–
taro per notaro Antonino Curuna Palermita–
no sotto lì 12 di Magio Xª Inditione 1612,
copia dillo quale contratto è nell’officio di Giu–
rati di questa Città di Castiglione registrato
a dì 3 di Giugnetto 1612 del quale contratto io
di Preximone n’ho copia. |§|
[13r]

19
Atto fatto frà
il vicerrè
et università
di Castiglione
et Noara di li
dinari presentati
et recattito
Vero è, che inante che fosse stato fatto
per Sua Eccellencza detto recattito, fù fatto
atto frà Sua Catolica Maiestà Re Filippo
3°et per esso detto Don Petro Girone vicerè
di questo regno et il Regal Patrimonio
con detti doi università Castiglione et Noara
per il quale atto si presentaro a Sua Catolica
maestà onze 4150 per fare (sì come fece) detto
recattito da detto Illustre Prencipe, quale fù fatto
nell’officio di Protonotario per notar Antonino
Curuna Palermitano sotto li 12 di magio
Xª Inditione miliseicento et dudici 1612
copia dillo quali contratto è registrato in l’officio
dilli Giurati di questa Città sotto li 3 di lu–
glio Xª Inditione 1612 : del quale contratto io
di Preximone n’ho copia: |§| ————

[13v]

20
Lettere di lo
recattito di
detto mero . et
misto Imperio;
Fatti che foro detti atti frà detto don Petro
Giron vicerè .per la Catolica predetta Maiestà
in questo Regno di detto recattito con detti doi
università Castiglione et Noara et con detto
Illustre Prencipe, stante che innante detto recattito
la Giustizia l’amministrava in detti tri terri
detto Prencipe et soi officiali: et non la Re–
gia Corte, ad instancza di detti universita s’otte–
nnero lettere da Sua Eccellencza don Petro
Giron vicere et Suo Regio Patrimonio per le–
quale s’ordina a Giudici di la Gran Corte Regia
et Regal Patrimonio a detto Prencipe et suoi
officiali presenti et futuri, che osservino detti atti di
recattito sotto pena di onze 200 quale lettere foro dati
nel Regal Patrimonio a dì 18 di Giugno
Xª Inditione 1612 copia dilla quale n’ho io. |§|

[14r]

21

Come l’unive–
rsità di Casti–
glione et
Noara recatta-
ro per Aidone; §
Avertendo pero che per farsi detto recattito
tutto il denaro integro fù per detti doi univer–
sità Castiglione .et Noara presentato a detta
Catolica Maiestà seu a detto don Petro Giron
vicerè, et detti universita recataro et pagaro
per li Citatini d’Aidone seu Dadone sì come
per detti contratti appare; vero è che in detti con–
tratti di recattito per detto vicerè et Suo Re–
gal Patrimonio fù fatta cessione a detti doi uni–
versità di Castiglione et Noara di potersi
recuperare dalli Citatini di detta terra d’Ai–
done seu Dadone, la parte contingente et toccante di
pagare a detti Citatini d’Aidone cossì dillo Preczo
principale dilli onze 4150 come anco dilli spisi
salarij interessi et altri come meglio per
detto atto appare  |§|

[14v]

22
Patto frà Sua Ca–
tolica Maiestà . et
detti università di
non potersi piu ven–
dere detto mero . et
misto Imperio |§|
Tanto nelli Conseglij per detti doi universita
Castiglione et Noara per detto recattito detenti,
quanto ancora per li predetti atti fatti a 12 di ma–
gio 1612 frà detta Catolica et Regal Maiesta
don Filippo d’Austria 3° Rè d’Hispagna et
Sicilia et Indij et per Sua Catolica Maiestà
detto don Petro Giron Vicerè in questo Regno
et Suo Regal Patrimonio fù fatto patto et cossì
stipulato accettato et confirmato da detto vicerè
che detta Catolica Maiestà ne soi heredi et successori
in perpetuum et infinitum, ne soi vicere ne Re–
gij Corte et Patrimonio per qualsivoglia grave
urgente et urgentissima causa possano vendere ne con–
cedere ne presentare ne dotare ne pignora (sic) . detto
mero et misto Imperio ne a detto Prencipe ne a suoi
heredi et successori ne ad altra qualsivoglia
persona sotto qualsivoglia titulo. |§| —————

[15r]

23
Che il detto mero
et misto Imperio
sempre sia di Sua
Maiestà |§|
Non solamente come è detto nel precedente
Capitulo, fù fatto patto frà detta Catolica Ma–
iesta et detti università, che non possa vendere
più detto mero et misto Imperio (stante esser
stato doi volti venduto) mà che omni futuro
tempore in perpetuum detto mero et misto
Imperio habia di restare et s’habia ammi–
nistrare la Giustitia in detti tri terri re–
cattati Castiglione Noara et Aidone seu Da-
done, per detta Catolica Maiestà suoi heredi
et successori suoi vicerè Regia Corte et
Suo Regio Patrimonio, sì come più chia–
ramente et diffusamente nel terczo Capi–
tulo dillo contratto fatto frà detto Illustrissimo
et Eccellentissimo vicerè et detti universita
si contene dechiara et appare: §|

[15v]

24
Venuta del
Prencipe in Casti–
glione et Giurati
privati |§|
Detto Illustre Prencipe don Tomaso di Gioeni
havendo saputo et visto che li Citatini di Casti–
glione haviano depositato scuti 4000 per detto
recattito di mero et misto Imperio sencza l’altri
doi università Noara et Aidone haver fatto
nente, si partio di la terra sua di Chiusa et
con tutta la famiglia sinni venne in questa Città
et di subito il suo arrivo sotto colore di non
havere detti Giurati di Lancza Badulato Pre–
ximone et d’Aiuto conczato et accommodato
beni il Castello a detto Prencipe li carcerao
et livao di Giurati et fecini altri quattro
soi familiari et per tale carceratione fù
di bisogno, mandare alla Regia Corte et
cossì per ordine di la Regia corte foro
excarcerati; et per non essere più sugetti a detto
Prencipe come Giurati, non vossiro essere reintegrati
dalla Regia Corte, che già li reintegrava |§|

[16r]

25
Lettera ottenuta
di salvaguardia
Vedendosi per sindici et deputati di questa
Città che detto Prêncipe andava travagliando
a chi poteva per non farsi detto recattito di
detto Mero et misto Imperio, supplicaro
a Sua Eccellêncza seu vicerè, dal quale
fù cõncessa lettera di salvaguardia, cioè che
non poteva detto Prencipe conoscere ne in Cri–
minale ne in Civile a me infrascritto di Prexi–
mone et Angilo Lancza come Sindici eletti
per tale recattito, et oltre suplicaro in dette
lettere di salvaguardia detti Sindici al vicere
che volevano attendere oltre lo recattito di detta
Città di Castiglione pignorata all’Antecessori
di detto Prencipe per la felice memoria di
Re Martino quale lettere foro dati in la Regia
corte a dì 23 di novembre 1610 .|§|

[16v]

26
Lettere di potere
li Sindici ingiun-
gere alli Giu–
rati et altri
officiali |§|
Et perche per li Giurati fatti da detto Pren–
cipe non s’attendeva a farse detto recattito anczi di–
sturbavano et contrariavano di farsi, si suplicao allo
vicerè da detti Sindici et deputati dal quale
s’ottennero lettere diretti a detti Gioseppe Pre–
ximone et Angilo Lancza come Sindici che po–
cza fare iniuntione di scuti milli ogni volta chi
occorrera, a detti Giurati a farli obligare a qual–
sivoglia contratto a farci fare parlamenti, a farci
sottoscrivere mandati, a farci pagare et dare di–
nari et in quanto occorreva per detto recattito et
di più poczano detti Sindici ingiungere al mastro no–
tario di detti giurati quali pure era contrario
a farci fari qualsivoglia atto et scrittura, quale
lettere foro date in Palermo sotto li 26 di
Agosto . 9ª Inditione milli seicento et undici 1611; |§|

[17r]

27

In che gior–
no fù detto
recattito: |§|
Fatto con la gratia dell’Onnipotente et immor–
tale Iddio Nostro Signore et Sua Santissima
Matre nostra Signora et avocata, stante che
detto recattito fù fatto in giorno di Sabbato
a dì 12 di magio Xª Inditione 1612, nel quale
tempo et spatio, che si travagliava grandemente,
per detto recattito, stante havere a combattere
con Prencipe l’immagine di marmore detta
Nostra Donna della Catina intro l’ecclesia
di Santo Jacopo di questa Città, molte volte
sudao, del quale sudore sinni racolse una
carraffina et si conservao, del quale successo et
sudore sinni scrissi per l’Arciprete di questa
Città all’Illustrissimo et reverendissimo don Petro Ruiz
Arcivescovo di Messina dal quale fù ordinato
che si prendino informatione, et dall’hora in poi
detta immagine fù recevuta con gran devotione. |§|

[17v]

28
Conseglio . et
Lettere dilli
gabelli imposti
per detto reca–
ttito
Con d’Iddio immortale et Invisibile gratia
fatto detto recattito si tenne conseglio per li
citatini di questa Città sotto li 16 d’ottobre
Xª Inditione 1611, per lo quale conseglio s’im–
posero diversi gabelli ascendenti quasi alla
somma di onze 900 l’anno tanto per pagarsi
l’interosurij seu decursi a detto Nicolao Man–
cuso quanto per recattare lo Capitale di detti
dinari presi a bolla, et il denaro che soper–
chiava dilli interusurij si depositava in la
tavola di Messina, per il recattito del capitale
di detti doi bolli quale conseglio fù confirmato
per l’Illustrissimo et eccellentissimo vicerè et Regal Patri–
monio, come in virtù di lettere di conferma sotti
l’ultimo d’ottobre Xª Inditione 1611 dati in
Messina dove era all’hora Sua Eccellencza; |§|

[18r]

29
Bolla di onze 650
recattata da
Costancza Romeo
cessionaria da
Nicolao Mancuso
Depositati in la tavola di Messina per li gabelloti
di questa Città onze 200 circa, s’attese a recattarse
si come si recattao li onze 650 presi a bolla da detto
Nicolao Mancuso, quali di Mancuso tutti ditti dui
bolli li cessi ad Ottavio et Costancza Romeo
giugali dilla Città di Randaczo per lo preczo
dillo fego di Carcaci comprato come appare per
atto di cessioni in notar Agostino Ardiczone di la
Città di Tavormina sotto li 10 d’Aprile XI Inditione
1613, quali bolla una con tutto li decursi fù
recattata alli XI di settembre Xiiij Inditione
1615 come per fidi dilli Governatori di detta
tavola appare, quale recattito fù intimato a detta
Costancza vidua in Randaczo per ordine dell’ U. I. d.
Petro et Paulo di Messina Giudice di detta Città di
Randaczo, come appare per atto d’intima fatto a dì 16
di settembre 1615 in la corte capitaniale di
detta Città di Randaczo unde |§| .
Fine di detto recattito

[18v]

30
Dell’antiquità
di Castiglione

Dell’antiquità di questa Città
di Castiglione |§|

Come per Croniche appare, reservati la
Città di Messina, Siracusa, et Tavormina, questa
Città di Castiglione è una dilli antique città
di questo Regno et oltre dette Croniche
appare per l’edificij di li dui Castelli che
sonno in essa l’uno magiore et l’altro mi–
nore et anco secondo si lege di quando il
Delfino seu Rè di Francza venne in lo
Castello di detta Città et si pigliao seu ru–
bao una figlia del Barone di questa Città
predetta di Castiglione, nome Angelina et si
la portao in Francza et la si la sposao per
moglie come più largo in lo libro che di lo
sucesso di ditta Angelina si lege et appare. |§|

[19r]
Da chi .et quan-
do fù edificata
la magiore eclesia
di Castiglione |§|
Oltre le dette ragione che detta Città di Ca–
stiglione sia antiqua, appare che la magiore ecle–
sia di detta Città sotto titulo di Santo Petro Apo–
stolo fù edificata (come si legge) dal Conte Ru–
giero nell’anno mille et cinque quali abaco
è sculpito in petra nella porta magiore di detta
Eclesia alla parti di fora; et oltre s’ha pu–
blicamente et sempre detto da tutti l’antiqui
che innanti la magiore eclesia di detta Città era
l’eclesia di Santo Martino, dove al presente c’e edi–
ficato il Convento di Santa Maria dello Carmine
quale convento fù edificato nell’anno [spazio vuoto]
et oltre s’ha detto che il convento di Santo
Agostino quali innanti era verso la strata dell’eclesia
di Santo Laurenczo edificato, sonno più di anni
400 che fù edificato et per antiquita appare il vero |§|
[f. 19r: nel margine sinistro, a commento del testo sulla chiesa S. Pietro, è scritto da due distinte grafie (di cui la prima forse appartiene all’arc. Calì):
[1]”In tal tempo il
Conte Rogiero erat
in mente Dei
mentre dalli scritturi
si vede haver venuto
in Sicilia l’anno
del Signore 1081 e morì
l’anno 1101: a cui
successe il Re Rogiero
il quale finite le questi-
oni col Pontefice
si coronò in Palermo
l’anno 1129.
[2]L’abaco vera-
mente denotante
l’anno, in cui
fu forse ter-
minata la fabbrica
della Matrice di
S. Pietro è
l’anno 1105
e non 1005; on-
de ben potè prin=
cipiarsi per Rog=
giero”]
[19v]

31
Come l’Arcipre
te di Castiglio-
ne era Arciere-
te di più terre
Appare per Bolla di Sua Santita et altri atti
et Scritturi che l’Arciprete di questa Città
di Castiglione, era Arciprete ancora dilli terri
di Linguagrossa, Città di Mascali, terra di
la Motta, terra di Francaviglia et terra di la
Rocella et per lo tragresso del tempo s’ha
perso tal giuriditione, et per recuperare tale
dignità et Giuriditione nell’anno 1608 si ni
contestao lite per don Benedetto Rametta Arci–
prete di questa Città di Castiglione in la gran Corte
Arcivescovile di la Città di Messina, con l’Arciprete
di linguagrossa, Motta et Rocella, et si decise in
favore di detto di Rametta ad essere Arciprete di tutti
tri detti terri; dillaquale sentencza per l’Arcipreti di
detti terri, ni fù appellato alla Monarchia, et frattanto
detto di Rametta si morse et per non si c’havere atteso
niuno detti Arcipreti foro reintegrati pure chi vorra
porra di novo far tale lite et recuperare tal dignita §

[20r]
[Altra grafia]Copia d’una Carta volante
Nel mese di Gennnaio 1671. Per tutto la stagione
ci fù una mal’annata grandissima di fame
che il frumento valse la piu somma a onze 16:
la salma ed il pane a capo cento con gran mor=
talità di Persone, l’orio valse a tarì 9. il tumulo
la germana valse a tarì 12: il tumulo, le fave
valsero a tarì 10: il tumolo, le Donne vennero
tutte vacante, e ni morsero più di 550: persone
L’omini foro ——————— n 350:
Le femine morte foro ——— n 200:
Invenendo Giugno, e Luglio foro li gran morti
perchè si appanaro, e morsiro conforme Dio piace
di castigarni per li nostri peccati

Don Filippo Pagliaro

Nell’anno 1674: ci fù una guerra grandissima, che
si ritrovano li Francese nella Città di Messina con
gran sordatisca, e battaria, e revarono nelle Città di
Tavormina, e cominciarono a far sacco in detta Città, e molte
restaromo impoveriti d’essere spogliati, e si pigliarono la
Mola, e vicinatosi sino alla Motta Camastra, e ri=
varo nella terra di Bellovedere, e ci foro molta

[20v]
quantità di presi, e si li lìvarono in Francia.
Li 9: li 11: Gennaro ci fù un trimolizzo
grandissimo, che si diroccaro molte case, Castello
e Campanaro alla Chiesa di Santa Maria di questa
Città di Castiglioni.
[fr aggiunto dopo il 20v, grafia diversa]

Nel mese di Gennaro 1671 Per tutta la stagione
ci fu una malennata grandissima di fame che
il formento valse la piu somma a onze sidici la salma
e il pane a capo cento con gran mortalità di per-
sone, l’orio valse a tarì 9 il tumulo la germana val-
se a tarì 12 il tumulo le fave valsero a tarì 10 il tum-
mulo le donne vennero tutti vacante e ni mor-
sino piu di cinque cento cinquanta persone
lomini foro trecento cinquanta ——- n° 350
le femine morti foro duicento —— n° 200
Invenendo Giugno e luglio foro li gran morti perché
si appanaro e morsiro conforme Dio Piace di ca=
stigarni per le nostre peccate

D.Filippo Pagliaro

Nell’anno 1674 ci fu una guerra grandissima
che si retrovarono li Francese nella citta di Messina
con gran sordatisca e con battaria are-
varono nella citta di Tavormina e cominciaro
a far sacco in detta citta e molte restaro inpoveri-
ti di esser spogliate e si pigliarono la mola e vicinatosi
in sino a la motta camastra erevaro nella ter-
ra di Bellovedere e ci foro molta quan-
tita di presi e si li livarono in francia

[fv, altra grafia]
[Prima riga: ?]Rendo a Vostra Signoria le grazie delle bone feste fattami
natalizie Le quali radoppio a Vostra Signoria e Signori Coggini
centuplicate, e priego l’istesso Redento–
re nato Bambino accio gli li concedi
ripieni d’ogni bene unti col capo danno
con mille altri sequenti il che passerà
con tutti li parenti, et è quanto devo dirle con
che facendo l’istesso tutti di questa sua
casà … Linguagrossa lì 24 Decembre 1692″… Bonherba[Altra grafia, parte inferiore sn]li 9 li 11 Gennaro 1693
ci fu un trimolizzo gran-
dissimo che si sdirropa
ro molte case Castello
e campanaro alla chi-
sa di Santa Maria
di questa città di Castiglione”

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.