2000 Dicembre

1. Venerdì. Nel primo pomeriggio, contrariamente al previsto, l’arciprete è in Parrocchia. Novena nella Basilica.

2. Sabato. Variabile. Alle 14,30 con un pullman (autista il signor Marchitto) si parte per Acireale con un gruppo di giovani per partecipare al giubileo diocesano dei giovani. Il gruppo è stato organizzato dalla signora Clori Sgroi Valastro. L’arciprete avrebbe voluto esserci ma, per prudenza dopo l’intervento di cataratta, non va. Alla partenza rivolge un caldo saluto ai giovani.

3. Domenica. Variabile; levante; pioggia. La messa delle 10,00 al Carmine è celebrata dall’arciprete; il sac. Treffiletti celebra alle 11,00 a Malvagna (il parroco, don Albano, non sta bene). Dalle 15,00 alle 16,15 prove di canto nella chiesa S. Pietro. Pochi ragazzi. Qualche discussione, con l’intervento anche dell’arciprete.

4. Lunedì. Variabile; levante; pioggia per tutta la notte e nella mattinata. Cominciano a smontare l’organo a canne nella chiesa S. Pietro.

giuliano-colletti5. Martedì. Incontro nel seminario di Acireale del clero per gli anniversari. L’arciprete è impegnato in parrocchia per seguire gli operai che stanno smontando l’organo per portarlo in fabbrica per il restauro delle canne. Partecipa in seminario il sac. Treffiletti; riflessione dell’arcivescovo di Siracusa mons. Costanzo. Nella tarda serata finiscono di smontare l’organo; partono alle 22,05. Quale ditta? Sclafani … Dovrebbe essere (è) la Bottega Organaria di Giuliano Colletti. ***

6. Mercoledì. Bella giornata. Continua la raccolta delle olive. Quest’anno molto abbondanti; sarebbe dovuto essere l’anno di ‘non carica’. Ridotta però la resa.

7. Giovedì. Bella giornata. Sciopero generale nella scuola. Massiccia partecipazione degli insegnanti.

8. Venerdì. Immacolata. Variabile; scirocco; levante … Alla messa delle 09,30, nella chiesa S. Vincenzo sono presenti un gruppo di scouts di Catania, ospitati questa notte a Rovittello. Messe nella Basilica (11,30; 17,00). A Mitogio e a Verzella celebra il sac. Treffiletti. Cristian Scuderi accompagna i canti a Verzella ed ha ripreso la preparazione del coro per il Natale.

9. Sabato. Variabile. Dalle 16,00 alle 16,30 prove di canto nella chiesa S. Pietro. Pochi ragazzi …

10. Domenica. Variabile. La messa delle 11,30 nella chiesa S. Pietro celebrata dall’arciprete: battesimo del piccolo Giuseppe Ferrara. Dalle 15,00 alle 16,15 prove di canto. Pochissimi ragazzi, cinque o sei. Ragazzi dispersi. La signora Clori continua a mancare. La figlia dice che ha la febbre …

11. Lunedì. Bella giornata, assolata, calda. Alle 16,00, nella chiesa del Carmine, funerale della signora Carmela Tornatore, di anni 83. E’ morta a Roma. Il carro funebre sarebbe dovuto arrivare per le 15,00. Alle 14,45 telefonano prima di arrivare a Francavilla. Pare abbiano avuto un guasto. Va a prendere la cassa il signor Spataro con la sua macchina. Presiede padre Nino Imbiscuso; suona Franz Nastasi. Alle 16,00 riunione del Movimento della speranza in canonica. Oltre il signor Silvestro e la moglie sono presenti Nino Zumbo, la signora Scalzo, la signorina Angela Crò. Il signor Silvestro porta il quadro della Beata Madre Rosa Gattorno. Viene messo nel salotto della canonica. Vorrebbero che sia messo in qualche chiesa. L’arciprete dice: – Quando sarà santa …. Inizia il triduo in onore di santa Lucia nella chiesa di S. Maria.

12. Martedì. Bella giornata, calda, assolata. Dalle 18,00 alle 19,00 collegio dei docenti della scuola ‘comprensiva’. Dopo la riunione saluto a due bidelli (Parisi, Giuffrè) e una maestra.

13. Mercoledì. S. Lucia. Bella giornata. Messe nella chiesa di S. Maria: 08,00 (sac. Treffiletti); 11,00 (arciprete): 16,45 (arciprete). Molti fedeli alla messa vespertina.

14. Giovedì. Bella giornata; calda, assolata, quasi estiva. Nel pomeriggio il sac. Treffiletti accompagna mons. Alibrandi ad Acireale per partecipare in Cattedrale al XXX anniversario di ordinazione episcopale di mons. Ignazio Cannavò, vescovo emerito di Messina. La funzione sarebbe dovuta cominciare alle 18,00; comincia alle 18,30 per il ritardo, dovuto a traffico e blocchi a Catania, di mons. Costanzo arcivescovo di Siracusa. Presiede mons. Cannavò; omelia di mons. Costanzo. All’inizio pensiero augurale del vescovo mons. Gristina; al termine auguri da parte della presidente della FUCI. Si conclude alle 20, dopo un lungo intervento di ringraziamento di mons. Cannavò. Sono presenti il sindaco di Acireale Antonino Nicotra e il sindaco di Fiumefreddo la prof.ssa Marinella Fiume, accompagnata dal baby sindaco. In mattinata aveva telefonato all’arciprete mons. Gristina per ricordare che mons. Alibrandi avrebbe partecipato se accompagnato da qualcuno. L’arciprete è impegnalo per una riunione dell’Azione Cattolica.

15. Venerdì. Bella giornata, calda assolata, estiva. Alle 10,30, nella chiesa del Carmine, funerale della signora Maria Catena Lomonaco, vedova Di Marco, di anni 83. E’ morta a Ginevra, dove vive e lavora tutta la famiglia fin  dagli anni sessanta …

16. Sabato. Variabile; tramontana; si abbassa la temperatura. Alle 15,30, nella chiesa S. Pietro, funerale della signora Maria Ginardi, di anni 87. E’ la mamma del signor Salvatore Nicotra, pasticciere. L’arciprete pensa sia il caso di rimandare l’inizio della novena di Natale a lunedì 18. Alle 20,30, in via Umberto, inaugurazione del negozio ‘Diadema’ di Santina Sofia, laboratorio orafo. Avrebbero telefonato per la benedizione all’arciprete. Gli ha risposto che si trovava già a Passopisciaro. Chiamano il sac. Treffiletti. Quando arriva alle 20,30 c’è tanta gente ad aspettare impazientita e infreddolita. Era lì dalle 20,00. Taglia in nastro il sindaco Concetto Bellia.

17. Domenica. Bella giornata, calda, assolata. Dopo la parentesi di ieri si aspettava cattivo tempo. La messa delle 11,30 è celebrata dall’arciprete. Alle 15,30 prove di canto nella chiesa S. Pietro. Si dà molto da fare Pippo Laviano; la signora Clori è impegnata con ospiti. Pare sia iniziato il catechismo. Forse era a conoscenza solo l’arciprete e i bambini. Nessuna catechista. La messa a Mitogio è celebrata da padre Ponzio.

18. Lunedì. Novena alle 16,30 nella chiesa s. Pietro e alle 18,00 nella chiesa del Carmine.

19. Martedì. 20. Mercoledì.

21. Giovedì. Variabile; pioggia. Spettacolo al liceo: fiera del dolce. Alle 15,00, nella chiesa S. Pietro, funerale della signora Maria Catena Di Carlo, di anni 90. Alle 16,00 nel salone del Carmine spettacolo degli alunni delle elementari. Viene liberata totalmente la facciata della chiesa S. Antonio. I lavori dovrebbero essere quasi alla fine. Hanno rimesso le tele alle pareti.

22. Venerdì. Spettacolo alla scuola media; pochi alunni al magistrale. Alle 15,00, nella chiesa S. Pietro, funerale della signora Vincenzina Giannetto, di anni 86.

23. Sabato. Variabile. Inizio delle vacanze di Natale. Ultimo giorno della novena.

24. Domenica. Variabile. La messa delle 11,30, nella chiesa S. Pietro, è celebrata dall’arciprete. Alle 16,30 il sac. Treffiletti celebra nella chiesa di Mitogio; non ci sarà la messa della ‘mezzanotte’. Alle 21,00 messa a Verzella; cantano i ragazzi guidati da Cristian Scuderi. Rappresentazione della Natività, come ogni anno. Alle 23,30 inizio della veglia nella chiesa S. Pietro. Chiesa piena. Come sempre.

25. Lunedì. Alle 10,30 messa a Verzella; pochi fedeli (sarebbe il caso di non celebrarla dopo quella della notte). Alle 11,30 messa nella chiesa S. Pietro celebrata dall’arciprete. Nel pomeriggio, come ogni anno, l’arciprete è a casa; celebra il sac. Treffiletti.

26. Martedì. Variabile; tramontana. Questa notte dovrebbe essere arrivato da Roma padre Rinuccio; nel pomeriggio celebra nella chiesa del Carmine. Nella Chiesa S. Pietro battesimo del piccolo Manitta David, di Motta Camastra.

27. Mercoledì. Variabile; tramontana; coperto. Alla messa vespertina nella chiesa S. Pietro concelebra padre Rinuccio.

28. Giovedì. Variabile; tramontana; pioggia. Padre Rinuccio celebra nella chiesa del Carmine.

29. Venerdì. Variabile; tramontana; si abbassa la temperatura. La messa vespertina al Carmine è celebrata da don Rinuccio. Pare che in serata vi sia nella chiesa del Carmine un concerto offerto dalla Provincia.

30. Sabato. Variabile; tramontana. Spettacolo nella serata nel salone del Carmine. Padre Rinuccio celebra nella chiesa del Carmine. Due battesimi durante la messa vespertina nella chiesa S. Pietro: i piccoli Mercia Angela e Fabio Scalzo. Dopo la cerimonia l’arciprete va da mons. Alibrandi per la cresima di due giovani di Linguaglossa (Lo Giudice …).

31. Domenica. Variabile; bella giornata fino alle dieci circa; dopo nuvoloso con pioggia sparsa; tuoni nel pomeriggio con minaccia di temporali. La messa delle 10,00 al Carmine è celebrata da padre Rinuccio. Alla messa delle 11,30, nella chiesa S. Pietro, cantano i bambini delle elementari che hanno fatto lo spettacolo prima di Natale. Sono guidati dalle maestre Paola Giannetto e Rita Barbagallo.


***

L’organario siciliano dalle cui mani nasce summa di tutte le arti | La Sicilia

08/08/2016 – 16:53 di Daniele Ditta

Di organi a canne nell’Isola ce ne sono più di un migliaio pochissimi invece gli artigiani che li costruiscono e restaurano

giuliano-collettiDi organi a canne in Sicilia ce ne sono più di un migliaio; gli organari – artigiani specializzati nella costruzione e nel restauro di questi strumenti musicali – invece si contano sulle dita di una mano. Eredi nell’Isola di una tradizione secolare di grande rilievo a livello europeo: sia per l’enorme quantità di organi antichi realizzati tra il ‘500 e l’inizio del ‘900, sia per la loro fattura. I nomi degli artigiani siciliani che si sono distinti in questo campo sono rimasti scolpiti nella storia. A partire dalla famiglia La Valle, che ha attraversato quattro generazioni (Antonio, Raffaele, Antonino e Francesco). E ancora: Andronico, Lugaro, Polizzi, Giudici, Laudani, La Grassa. Fino ai giorni nostri con i Cimino ad Aragona, Oliveri ad Aci Sant’Antonio, Bovelacci a Ragusa e Colletti a Chiusa Sclafani. In quest’ultimo paese dei monti sicani – a metà strada tra Palermo e Agrigento, oggi poco meno di 3mila abitanti – attorno a chiese, monasteri e conventi si è sviluppato un “circuito” di artisti-artigiani che hanno lasciato il segno: scultori e intarsiatori del legno, stuccatori (su tutti quelli della scuola del Serpotta) e organari.

Giuliano Colletti, 42 anni, ha cominciato a mettere le mani tra canne, mantici, casse e tastiere quando ancora era adolescente. Nella bottega del padre Michele, diventato organario per caso. «Papà mio – racconta Giuliano – sapeva suonare l’organo e il violino. Durante la seconda guerra mondiale conobbe un ufficiale tedesco che lo volle accanto a sé per dei concerti. Questo ufficiale aveva in Germania una fabbrica di organi a canne. Cominciò così ad interessarsi anche della manutenzione di questi strumenti musicali. Finita la guerra, è stato un brevissimo periodo in Germania, poi è tornato a Chiusa Sclafani e negli anni ’50 ha aperto la sua bottega».

Di padre in figlio la bottega organaria è andata avanti e, negli anni ’90, si è ampliata. Rimanendo però sempre un’azienda a conduzione familiare.

«Oggi – prosegue Colletti, che dopo il diploma si è specializzato a Crema dove ha frequentato un corso di arte e cultura organaria – siamo in tre e lavoriamo in un capannone di 500 metri quadri alla periferia di Chiusa Sclafani. Oltre al restauro, ci occupiamo della costruzione di organi moderni».

Un mestiere antico, ma aperto all’innovazione. E allo stesso tempo un mestiere che racchiude tanti mestieri. «Sì, perché – spiega il 42enne artigiano – per fare l’organario si deve essere falegname, calzolaio, stagnino, saldatore, verniciatore, elettricista, disegnatore tecnico. Oggi, ad esempio, i progetti si fanno al pc con Autocad. L’organo, grande o piccolo che sia, è lo strumento musicale più complesso al mondo: viene costruito applicando i concetti di base della fisica, delle leve, dell’aria e del suono. Prima era esclusivamente meccanico, ora anche a trasmissione elettrica-elettronica».

Diventare mastro è un percorso che dura anni. «Non s’impara dall’oggi al domani: per mettere mano su un organo antico – sottolinea Colletti – ci vogliono almeno otto anni d’esperienza certificata. Gli organi dopo 50 anni passano sotto la tutela della sovrintendenza ai Beni culturali, che dà il nulla osta ai progetti di restauro».

Progetti che sino a qualche tempo fa venivano finanziati da una legge regionale, la numero 44 del 1985, con contributi pari al 70-80% della spesa. Da un paio d’anni, però, l’apposito capitolo non viene rimpinguato. L’assenza di fondi ha fatto calare le istanze di restauro presentate all’assessorato dei Beni culturali dai parroci, a cui restano i contributi della Cei (Conferenza episcopale italiana), oltre alle offerte dei fedeli.

Malgrado il venir meno dei fondi pubblici, l’artigianato collegato agli organi a canne continua a sopravvivere e si è ritagliato un mercato di nicchia fatto di studiosi, organisti e appassionati privati.

«Per quanto ci riguarda – riprende Colletti – cominciamo ad avere commesse pure dall’estero, momentaneamente dalla Francia. Inoltre realizziamo anche dei pezzi particolari che ci vengono richiesti da alcune fabbriche del Nord Italia».

Dalla valorizzazione dell’immenso patrimonio siciliano (circa 1.500 organi) passa la creazione di nuovi posti di lavoro. Magari con l’ausilio di sponsor privati, così come avviene sempre più frequentemente in ambito artistico. «Ci sono molti organi da restaurare, soprattutto nelle cattedrali – prosegue l’artigiano di Chiusa Sclafani -. Gli organi possono diventare un’attrattiva sia in chiave turistica che musicale, con i concerti. Sarebbe anche un’opportunità per quei giovani che si vogliono avvicinare a questo mestiere. Il lavoro c’è, ma occorre pazienza. L’apprendistato è lungo e richiede numerose competenze». Non meno lungo e faticoso è il lavoro in sé. Le fasi di lavorazione, a seconda della grandezza e della complessità del restauro o della realizzazione ex novo, possono richiedere pure un paio d’anni. Uno degli ultimi lavori di Colletti è stato il restauro dell’organo a canne della chiesa di San Sebastiano a Chiusa Sclafani, costruito nel 1637 da Antonino La Valle. Si tratta dell’organo più antico della diocesi di Monreale, anche se non il più antico in assoluto in Sicilia. Che si trova nella chiesa di San Francesco, a Castelbuono, ed è datato 1547.

Per portare all’antico splendore il La Valle di Chiusa Sclafani sono stati necessari più di due anni di lavoro (dalla metà del 2013 al settembre del 2015). Fra qualche giorno, il 20 agosto, nell’oratorio serpottiano di San Sebastiano si terrà l’inaugurazione dello storico organo, alla presenza di monsignor Giuseppe Liberto, direttore emerito della Cappella musicale pontificia Sistina in Roma. Un evento nell’evento. Il prelato di Chiusa Sclafani spiegherà la storia e il funzionamento dell’organo a canne restaurato; il maestro Franco Vito Gaiezza, docente all’Istituto superiore di studi musicali “Arturo Toscanini” di Ribera, eseguirà una serie di brani composti in un arco di tempo che va dal 1300 al 1800. Un vero e proprio viaggio temporale attraverso la letteratura organistica. «Una musica – dice – poco conosciuta al grande pubblico. Quest’occasione ci dà anche la possibilità di divulgare la tradizione organaria siciliana. Una storia secolare che ha esponenti eccellenti come i La Valle. Raffaele, ad esempio, fu invitato da Papa Paolo V a costruire un organo in Vaticano: impresa che però non portò a termine perché si ammalò. La Sicilia, tra gli altri, annovera un genio come Francesco La Grassa. Organario di Alcamo capace di costruire nel primo ‘800 strumenti giganteschi, avveniristici per l’epoca. L’unico rimasto in buone condizioni si trova nella chiesa di San Pietro a Trapani. Un organo monumentale con sette tastiere, canne con un design diverso da quello della tradizione italiana, tasti in avorio intarsiati. L’organaria – ricorda il maestro Gaiezza – è una summa di tutte le arti: dalla meccanica alla matematica, passando per la chimica e la fisica. Oggi c’è anche la componentistica elettrica».

Gaiezza, figlio d’arte (suo padre Ettore fu un rinomato pianista ed insegnante di canto tra gli altri di Giuni Russo), accanto all’attività musicale ha affiancato quella di studioso del patrimonio organario siciliano. È infatti uno dei più profondi conoscitori di questi strumenti musicali e degli artisti che li hanno realizzati. «Tra gli organi sparsi nella nostra Isola – riferisce Gaiezza – un posto di rilievo è occupato dagli strumenti presenti nel Ragusano, costruiti nell’800 dai maestri Polizzi e Giudici. Anche in questo caso si tratta di organi di grandi dimensioni, con una meccanica particolare. All’interno degli organi questi artisti hanno inserito tamburi, campanelli, piatti in modo tale da “arricchire” la musica. Va detto, a tal proposito, che in tutto l’800 l’organo assumeva le funzioni di un’intera orchestra».

Nell’immenso patrimonio siciliano ci sono anche organi abbandonati, esposti all’incuria: «Uno di questi, un Raffaele La Valle del 1615, si trova nella chiesa della Gancia a Palermo. Andrebbe restaurato – conclude il maestro Gaiezza – ma non ci sono fondi. Auspico che al più presto la legge regionale venga rifinanziata: bisogna sottrarre questi autentici gioielli al degrado».

Source: L’organario siciliano dalle cui mani nasce summa di tutte le arti | La Sicilia

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