1999 GENNAIO

1. Venerdì. Pioggia per tutta la giornata; levante; a tratti violenta. Le messe delle 10,00 al Carmine e quella di Verzella alle 17,00 vengono celebrate da don Rinuccio. La messa delle 11,30 è presieduta da mons. Alibrandi. Non molti fedeli (pochi?). Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, nessuna manifestazione pubblica. Qualche giorno fa si è presentato dall’arciprete il maestro Giovanni Di Dio per chiedere l’uso della chiesa S. Pietro o della Basilica per un concerto di musica sacra. Pare che l’arciprete abbia mostrato la disponibilità della chiesa S. Antonio, ma dopo la formale richiesta presentata alla Curia di Acireale. Finora nessun concerto. L’arciprete in ogni caso non sembra condividere molto l’uso della chiese per concerti, anche se di musica sacra. E’ certo che ormai la tendenza a livello nazionale è sempre più quella di eseguire grandi concerti nelle chiese di maggiore pregio artistico. Proprio la notte di Natale, prima della messa di mezzanotte, è stato trasmesso in televisione un concerto tenuto nella Basilica inferiore di Assisi, con la presenza in prima fila di diversi ecclesiastici. Nulla di male un concerto in chiesa, purché il repertorio sia di qualità. L’ospedale di Linguaglossa è ormai quasi sparito. Si stanno eseguendo lavori di rifacimento. Funziona la guardia medica e l’ambulatorio per alcune specialità (chirurgia, ortopedia …). Una situazione di desolazione. Ammirevole il Dott. Filogamo, chirurgo. Non è giusto far morire una struttura sanitaria che per tanti anni ha svolto un buon servizio per i paesi vicini.

2. Sabato. Pioggia per tutta la notte e la giornata; levante; nella tarda serata vento di tramontana. Nel pomeriggio ripartono per Ginevra alcuni emigrati rientrati per le festività natalizie. Lacrime dell’anziana madre. – Ogni volta che partono per me potrebbe essere l’ultima. In passato si parlava di emigrazione; oggi si preferisce forse parlare di ‘globalizzazione’. La messa vespertina nella chiesa S. Pietro viene concelebrata dall’arciprete e da don Rinuccio. Quest’ultimo, alla fine della messa, parlava con l’arciprete in sacrestia del coro e di qualcuno di Linguaglossa disposto a venire una volta la settimana per tenere prove di canto e insegnare qualche strumento musicale.

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3. Domenica. Variabile; pioggia e nevischio per tutta la giornata; tramontana. Alla messa delle 08,30 a S. Pietro sono presenti solo due fedeli; l’arciprete fa solo la comunione. Alla messa delle 09,00 nella chiesa S. Vincenzo ci sono solo due persone; pochi fedeli anche alla messa del Carmine. La messa delle 11,30 viene celebrata dall’arciprete. Pochi fedeli. Dopo l’omelia sopraggiunge don Rinuccio; serve all’altare e guida i canti. Alla fine della messa commenti con l’arciprete e il capitano Vinciguerra sulla poca partecipazione alla messa domenicale e sull’assenza pressoché totale di ragazzi e giovani. Don Rinuccio lamenta il disimpegno soprattutto del ‘viceparroco’ nel dedicarsi a qualche attività pastorale. Celebra la messa la mattina e poi scompare. Avvilito anche il capitano Gaetano Vinciguerra. L’arciprete cerca di spiegare la situazione con motivazioni legate ai nuovi tempi e alla difficoltà di avvicinare ragazzi e giovani. Ha tentato di tutto. La cosa che si può e si deve offrire è la preghiera; le altre attività lasciano il tempo che trovano.

4. Lunedì. Variabile; tramontana.

5. Martedì. In giornata parte con la macchina don Rinuccio per Roma. Questa mattina avrebbe dovuto dire la messa delle 07,30 nella chiesa S. Pietro insieme al sac. Treffiletti. Non viene.

6. Mercoledì. Bella giornata. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. Sono presenti alcune ragazze del ‘coro’ (Maria Camuglia, Maria Tornatore, Nadia Sanfilippo …). Forse avevano intenzione di animare la liturgia con i ‘loro’ canti. Dirige l’arciprete dall’ambone, indicando all’organista volta per volta i vari canti (‘Ti preghiamo con viva fede’). Dopo la messa avvicina Nadia e qualche altra. Ha intenzione di chiamare un sacerdote di Acireale per tenere una volta la settimana un incontro con un gruppo molto ristretto di ragazzi(e).

7. Giovedì. Bella giornata, calda, assolata. La mattinata e in serata il sac. Treffiletti continua a ‘sistemare’ l’organo nella chiesa S. Pietro. Incolla alcune parti dei cammini dell’aria dal mantice alle canne e controlla alcuni bassi. Nel pomeriggio ora di adorazione nella chiesa S. Pietro. L’arciprete la dedica al ricordo di alcune ‘signorine’ e ‘signore’ che nel passato hanno dedicato tutta la loro vita alla parrocchia ed erano molto vicine ai sacerdoti: la signorina Maria Vecchio, di cui ricorreva oggi l’anniversario della morte, la signorina Concetta Purello, la signorina Maria Sardo, la signorina Concetta Farfaglia, la signora Reggio …

8. Venerdì. Bella giornata, calda, assolata, primaverile. Ricomincia la scuola.

9. Sabato. Bella giornata.

10. Domenica. Bella giornata. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. L’arciprete ieri era passato per le scuole (elementari e medie) per distribuire una letterina a Gesù da portare per oggi in chiesa. Pochi ragazzi. Alla messa vespertina battesimo del piccolo Bruno

11. Lunedì. Bella giornata.

giovanni-bosco-castiglione-di-sicilia12. Martedì. Bella giornata. Incontro di clero del VI Vicariato a Randazzo. Non partecipa, come al solito, il sac. Treffiletti. Trova sempre qualche altra cosa da fare. Nel pomeriggio funerale della signor Grazia Camuglia, di anni 88. Muore a Fiumefreddo dove era ospite del figlio. Dopo il funerale riunione del Movimento della speranza nella canonica. Presiede l’arciprete; assiste il sac. Treffiletti. L’arciprete annuncia che il 21 febbraio la ‘peregrinatio crucis’ della Diocesi di Acireale farà tappa a Castiglione. Sta inoltre cercando di far ritrasmettere il segnalre di Telepace alla TVR di Randazzo. Il proprietario, il signor Gullotta, suo amico, si è dimostrato molto disponibile. Finora la Diocesi aveva tentato di utilizzare il segnale della RTA di Castiglione ma sena alcun risultato. Pare che il signor Bosco Giovanni*** rimandi sempre.

13. Mercoledì. Bella giornata. Dalle 17,15 alle 19,00 riunione dell’AC nei locali della canonica. Rientra da Genova il signor Previte.

14. Giovedì. Bella giornata. Inizia il triduo nella chiesa S. Antonio Abate. A Giarre  (Amari) riunione della quarta classe del Magistrale. Si discutono le prove del nuovo esame.

15. Venerdì. Bella giornata; tramontana. Pare che ieri sera l’arciprete si sia sentito male durante la messa. Per distribuire la comunione cercava il sac. Treffiletti (assente perché impegnato a Giarre all’Amari); ha poi incaricato la signorina Franca Valastro.

16. Sabato. Bella giornata. Nel pomeriggio nella chiesa S. Pietro prove di canto delle ‘voci bianche’. Presiede l’arciprete. Da Natale non si fa vedere la signora Clori. Offesa?

17. Domenica.  Bella giornata; gelata eccezionale. Le messe sono tutte nella chiesa S. Antonio: 08,30 (sac. Treffiletti), 10,00 (arciprete), 11,30 (mons. Alibrandi), 17,00 (arciprete). Alla messa delle 11,30 l’arciprete fa alzare alcuni fedeli dai primi banchi perché devono essere occupati dalle ‘voci bianche’.

18. Lunedì. Bella giornata; tramontana. Nel pomeriggio consigli di classe alla scuola media, sezione A.

19. Martedì. Bella giornata; variabile nel pomeriggio; levante; pioggia nella tarda serata. Riunione del Movimento della speranza nella canonica; assente il sac. Treffiletti. Aveva cercato nel primo pomeriggio di contattare il signor Silvestro per avvisarlo della sua assenza. A casa non rispondeva nessuno.

20. Mercoledì. Variabile; coperto; levante. I ragazzi del Magistrale sarebbero dovuti andare a Linguaglossa per assistere ad una rappresentazione teatrale preparata dal Liceo Scientifico. Il protagonista è ammalato. Si rimanda ad altra data. Dopo la messa vespertina riunione dell’AC nei locali della Canonica. Pare si discuta della prossima ‘Peregrinatio Crucis’ che vedrà interessate le parrocchie di Castiglione. Entro il 24 bisogna comunicare il programma in diocesi.

21. Giovedì. Bella giornata; tramontana. Alle 10,00 la prof.ssa Scaccianoce e il sac. Treffiletti si recano alla scuola media di Moio Alcantara per presentare agli alunni della terza il liceo Socio-Psico-Pedagogico. In mattinata viene a far visita all’arciprete Cannavò don Enzo Di Mura ed un altro sacerdote che ha dimorato per diversi anni a Creta e perciò era a conoscenza del nostro vescovo mons. Luigi Cannavò. Nel pomeriggio ora di adorazione nella chiesa S. Pietro.

22. Venerdì. Bella giornata; tramontana. L’arciprete riferisce che domani a mezzogiorno sarà annunziato ad Acireale il nuovo vescovo della diocesi. Mons. Mancini pensa si tratti dell’attuale ausiliare di Palermo, mons. Salvatore Gristina. Dalle notizie presenti sul calendario liturgico è nato a Sciara (PA) il 23/06/1946, ordinato sacerdote nel 1970 e consacrato vescovo nel 1992. E’ l’attuale segretario ed amministratore della CESI.

23. Sabato. Bella giornata. A mezzogiorno nella Cattedrale di Acireale viene dato l’annuncio ufficiale del nuovo Vescovo. E’ mons. Salvatore Gristina. Nel pomeriggio l’arciprete fa le prove di canto alle ‘voci bianche’. Verso le 23,00, in via S. Vincenzo, muore il signor Salvatore Rafaraci, di anni 97. Originario di Malvagna, viveva con la figlia, la signora Mimma, moglie del signor Fortunato Giuffrè. Un altro figlio sta in Australia. Verrà per il funerale.

24. Domenica. Bella giornata. Alla messa delle 11,30, presieduta da mons. Alibrandi, cresima del giovane Salvatore Russo, laureando in medicina, figlio del Dott. Russo di Randazzo.

25. Lunedì. Variabile; levante. In mattinata funerale del signor Salvatore Rafaraci a Malvagna. Il corteo si avvia dalla casa del signor Giuffrè intorno alle 11,00. Ieri è arrivato il figlio dall’Australia. Al Magistrale sabato scorso Eliana Disano è stata ‘picchiata’ da Francesca Valastro perché accusata di infastidire il suo fidanzato.

26. Martedì. Variabile; levante. Nel pomeriggio, nella chiesa S. Pietro, funerale del signor Vincenzo Sofia, di anni 78. E’ morto a Messina. Presiede don Antonino Imbiscuso, parroco di Passopisciaro; suona l’organo il sac. Treffiletti; assiste per qualche tempo l’arciprete Cannavò. Il signor Sofia abitava a Messina ma spesso, nel passato, stava da solo all’inizio di via Pagana. Era senza gambe, ma riusciva ad essere autonomo; la casa era stata arredata su misura. Una brava persona, cortese, disponibile. La figlia, ex miss Sicilia, è sposata con il sig. Piretti (ebreo), commerciante di tappeti.

27. Mercoledì. Variabile; tramontana; in serata il tempo peggiora; vento forte nella notte. Alle 15,30 riunione in canonica per stendere il programma della prossima ‘peregrinatio crucis’ dal 21 al 24 febbraio. Sono stati invitati i parroci di Solicchiata, di Passopisciaro e don Enzo Di Mura. Don Imbiscuso ha fatto sapere che non può venire. Padre Orazio non viene; don Enzo arriva alle 16,30. Sono presenti anche diversi membri dei vari gruppi: AC, Legio Mariae, Movimento della speranza e il sac. Treffiletti (a quale titolo?). Da quanto è dato vedere il programma pare sia stato già steso. Gabriella Consoli, man mano che l’arciprete parla, controlla sull’agenda quanto già precedentemente annotato, correggendolo se qualche appuntamento non corrisponde. Strano modo d’invitare per organizzare. Ritorna, come ossessione, il problema dei giovani. Su don Enzo l’arciprete conta per l’incontro con gli alunni delle scuole media e magistrale. E’ presente la signora Enza Conti, in rappresentanza di Verzella, ma forse anche come corrispondente dal ‘Gazzettino di Giarre’.

28. Giovedì. Nevischio e vento per tutta la giornata: si abbassa la temperatura; nella tarda serata i monti intorno sono pieni di neve. Alle 15,00, nella chiesa del Carmine, funerale del signor Vincenzo Papa, di anni 92. Presiede don Antonino Imbiscuso; assente il sac. Treffiletti; l’arciprete assiste all’inizio della messa, poi va via.

29. Venerdì. Nevischio; tramontana; temperatura molto bassa.

30. Sabato. Neve; comincia a nevicare dalle 07,30; abbondante; levante. Pochi alunni a scuola; chiuso il magistrale. Intorno alle undici tramontana e bel tempo; sparisce la neve. Alle 15,00, al Carmine, funerale del signor Salvatore Papa. Celebra l’arciprete; assiste don Antonio Imbiscuso; suona il sac. Treffiletti. Alle 16,30 funerale della signora Carmela Sgroi, di anni 75. E’ caduta ieri in bagno. L’hanno portata a Catania; nulla da fare.

31. Domenica. Variabile; gelo. Alla prima messa nella chiesa Pietro (08,30) sono presenti solo due fedeli; l’arciprete non celebra. La messa delle 10,00 al Carmine è presieduta dall’arciprete; suona il sac. Treffiletti. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi; pochi fedeli. Dopo la messa delle 17,00 a Verzella il sac. Treffiletti celebra alle 18,00 a Moio Alcantara (padre Albano è a Palermo). Alle 20,30 lentamente comincia a nevicare; levante. Nel giro di una mezz’ora è tutto imbiancato. Continua a nevicare per tutta la notte. Difficoltà nella notte del signor Camuglia Salvatore nella discesa S. Francesco. Era diretto a Messina per la consegna del formaggio. Tutto si risolve bene, con l’intervento del signor Nino Zumbo e di altri amici.


***

Castiglione di Sicilia: addio a Giovanni Bosco, pioniere dell’informazione televisiva nella Valle dell’Alcantara | gazzettinonline.it

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pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 17.28 Rodolfo Amodeo

Il vulcanico insegnante si è spento ieri all’età di 79 anni. Attraverso l’indimenticata emittente “R.T.A.”, di cui è stato l’anima, ha permesso ad un vasto territorio di “affacciarsi” per la prima volta dal piccolo schermo. Lontano da atteggiamenti divistici e smanie di protagonismo, ha consentito a tanti futuri operatori della comunicazione di farsi le ossa

Castiglione di Sicilia e l’intera Valle dell’Alcantara hanno perso ieri uno dei loro “personaggi”, ossia colui che si può senz’altro considerare il pioniere dell’informazione a livello locale. All’età di settantanove anni è infatti venuto a mancare Giovanni Bosco, insegnante elementare in pensione ed indimenticabile speaker televisivo, che tra gli Anni Ottanta e Novanta con la “sua” Radio Tele Alcantara ha dato voce e notorietà a politici, artisti e sportivi nonché a gente comune di un vasto bacino territoriale comprendente i centri pedemontani etnei (Linguaglossa, Piedimonte, Randazzo, ecc.) e quelli del versante valligiano messinese (Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Malvagna, Motta Camastra, Gaggi, ecc.).

Lo stile televisivo del professore Bosco era inconfondibile: si accostava in maniera estremamente affabile ai soggetti che amava intervistare (in particolare amministratori comunali, dirigenti sportivi ed uomini di chiesa) per poi elegantemente incalzarli con domande a volte anche scomode, ma che erano quelle atte a soddisfare la curiosità del telespettatore.

Giovanni Bosco, pertanto, è stato il primo a far approdare l’informazione dalla Valle dell’Alcantara all’affascinante ribalta televisiva, allora considerata “roba per pochi” perché solitamente appannaggio delle grandi città.

Radio Tele Alcantara (R.T.A.), di cui era socio insieme al compianto sindaco di Castiglione di Sicilia Enzo Grasso e ad altri concittadini appassionati di comunicazione e nuove tecnologie quali Pippo Savoca e Michele Tuccari, s’identificava col suo volto, ma ciò nonostante, non appena l’emittente cominciò ad affermarsi in termini di audience e di gradimento da parte della gente, Bosco, per nulla geloso della popolarità acquisita, preferì defilarsi per lasciare il posto a giovani “eredi”, che col tipico fiuto del talent scout si prodigava a scovare nei vari Comuni del comprensorio per poi proporre loro la collaborazione con Rta, che per tanti di noi futuri giornalisti, ma anche cameramen ed operatori vari, divenne un’autentica palestra professionale.

Potendo contare su un corposo “vivaio”, il professore Bosco smise i panni di anchorman per indossare quelli di autore e programmista, ideando, con l’apporto di noi giovani collaboratori, un ricco e variegato palinsesto articolato in tutta una serie di trasmissioni di genere diverso che andavano in onda durante la settimana sera per sera (i dibattiti sulle problematiche locali il lunedì ed il giovedì, lo sport il martedì, la rubrica religiosa il mercoledì, il talk-show tra informazione, cultura e spettacolo il venerdì, ecc.).

Ma a letteralmente spopolare, in occasione delle campagne elettorali amministrative, erano i “faccia a faccia” in diretta tra i candidati sindaci avversari dei vari Comuni, che Bosco andava personalmente a contattare per invitarli negli studi castiglionesi di Via Abate Coniglio. Tanto per rimanere alle memorie di chi scrive, un autentico “cult” televisivo locale fu, ad esempio, il confronto tra l’ingegnere Paolo Spatola ed il farmacista Giuseppe Bombara, candidati a sindaco di Francavilla di Sicilia nell’autunno del 1993: la sera in cui andò in onda, nel centro abitato francavillese sembrava essere calato il “coprifuoco”, con tutta la gente asserragliata in casa a seguire ed a videoregistrare quell’avvincente “duello massmediatico” tra i due aspiranti primi cittadini, quasi fosse una partita della Nazionale alla finalissima di un Mondiale di Calcio.

Sempre in quegli anni, che purtroppo non torneranno più, Giovanni Bosco affidò al sottoscritto ed al regista Pippo Marino la realizzazione del telegiornale quotidiano. E tanto fu il successo di quel notiziario che quando a noi conduttori capitava di andare in giro nei vari Comuni del vasto bacino d’utenza di Rta, ricevevamo addirittura richieste di autografi, soprattutto da parte di anziani e bambini; per costoro, infatti, non vi era differenza tra Rai, Mediaset, La7 e la piccola emittente di paese: bastava apparire sul teleschermo per essere “qualcuno”. E sino a qualche anno addietro tanta gente ci fermava in strada per chiederci che fine avessero fatto quel seguitissimo Tg locale e gli altri “format” ideati dal vulcanico Giovanni Bosco (in particolare “Martedì Sport” ed il talk-show “Gente dell’Alcantara”), “deceduti” a metà Anni Novanta insieme all’emittente che li irradiava, stritolata dagli oneri imposti all’emittenza locale dalle sempre più restrittive normative in materia televisiva.

Nel professore Bosco, tuttavia, la voglia di televisione non si è mai sopita: ultimamente, anche se di rado, ci capitava di incontrarlo, e lui, pur sotto il peso della sofferenza, accennava sempre con toni speranzosi ed appassionati alla possibilità di riattivare l’emittente attraverso questo o quell’altro “stratagemma” o coinvolgendo facoltosi imprenditori di sua conoscenza. Noi lo ascoltavamo piuttosto indifferenti, consapevoli che ormai le nuove forme di comunicazione via Web hanno decisamente soppiantato quelle tradizionali quali le tv (con Internet e con i social network ogni comune cittadino può “farsi in casa” la propria televisione). Pur tuttavia ammiravamo quel suo pervicace attaccamento ad un “sogno” destinato a rimanere utopia.

Così come tanti altri validissimi operatori dell’informazione di nostra conoscenza, probabilmente nemmeno il professore Bosco si è curato di avviare le pratiche per conseguire il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti, malgrado la sua frequentazione del mondo della comunicazione fosse iniziata negli anni giovanili con la carta stampata, ossia molto prima ancora dell’esperienza televisiva. Era in particolare fiero di aver fatto parte dell’eroico manipolo di intraprendenti corrispondenti reclutati dal compianto Pippo Fava per il nuovo quotidiano che il fondatore della coraggiosa rivista “I Siciliani” allora dirigeva a Catania e che si chiamava “Il Giornale del Sud”. «Seguivo soprattutto il Calcio locale – amava ricordare al riguardo Giovanni Bosco – ed in particolare la squadra di Francavilla di Sicilia, che allora furoreggiava. Il direttore Fava pretendeva le cronache delle varie partite domenicali entro pochi minuti dal fischio finale dell’arbitro. Pertanto, anziché perdere tempo per tornare a casa e mettermi davanti alla macchina da scrivere, non appena terminato l’incontro mi recavo in tutta fretta in una cabina telefonica del paese ed il pezzo glielo dettavo, come suol dirsi, “a braccio”».

Il professore Bosco, originario della piccola frazione castiglionese di Gravà, lascia di sé il ricordo di una persona dalla simpatia contagiosa ed in grado di infondere ottimismo e positività a chiunque avesse a che fare con lui.

L’ultima sua “diretta” avrà luogo domani pomeriggio, giovedì 12 ottobre, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Castiglione di Sicilia, dove alle ore 15,30 gli verrà rivolto l’estremo saluto.

In questi momenti di sconforto, la Redazione del “Gazzettino Online” vuol essere vicina alla vedova, ai figli ed ai familiari tutti di questo valorosissimo Maestro dell’informazione.

Rodolfo Amodeo

FOTO: Giovanni Bosco in giovane età ed in una delle sue ultime uscite a Castiglione di Sicilia


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