1997 – GENNAIO

1. Mercoledì. Bella giornata, primaverile; temperature sempre in rialzo. Neve e temperature sotto zero al nord. La messa delle 10.00 al Carmine viene celebrata dall’arciprete. Avrebbe dovuto celebrarla don Rinuccio, ma pare che abbia avuto qualche contrattempo. Celebra la messa delle 11,30 a S. Pietro. Pochi fedeli. La predica di don Rinuccio è stata incentrata sul dovere di manifestare come comunità la propria fede. Giro per il paese della banda musicale. Proprio le cose in grande. Aria di festa. Peccato che i destinatari non siano tutti molto entusiasti e peccato che il paese sembra quasi assente. Poca gente in giro; poca gente con voglia di far festa. Belle iniziative, ammirevoli, rivolte a sollevare socialmente e a creare un cordiale clima di festa. Manca il carisma del ‘contagio’. Troppi malintesi. La messa vespertina la celebra il sac. Treffiletti (come ogni anno l’arciprete si ferma a casa per riposarsi); a Verzella va don Rinuccio; a Gravà c’è don Enzo Di Mura. Nella serata preparativi nella chiesa e piazza s. Antonio per il concerto. La piazza è illuminata con fiaccole; spot di luce bianca sul campanile. Sembra che il cap. Vinciguerra abbia molto insistito per la presenza dell’arciprete. Naturalmente l’arciprete ha trovato qualche scusa (non c’è, è a casa, non se la sente di ritornare nuovamente), ma qualcuno sarà portato a pensare ad altro. In cambio pare ci dovrebbe essere don Enzo Di Mura (così almeno dice l’assessore Raiti al sac. Treffiletti, chiamato in causa all’ultimo momento per cercare la chiave per permettere l’apertura del portone centrale della chiesa). Anche lui, in quest’occasione, viene invitato ad essere presente da parte dell’assessore. Naturalmente si sarà mostrato onorato e avrà assicurato che in qualche modo cercherà di essere presente. Sicuramente non andrà. Non è fatto per queste cerimonie pubbliche. Schivo, forse, ma anche ‘liscio’, senza entusiasmo, apatico. Un orso. E poi sa bene che è stata una pura e forzata formalità averglielo ricordato. E’ stato solo la ‘delicatezza’ del signor Maurizio Papotto a ricordare all’assessore l’invito. Il sacerdote stava cercando di aprire il catenaccio del portone e si è accorto che dietro di lui veniva dal presbiterio l’assessore, in abito da sera. E’ stato ignorato (forse non riconosciuto), neppure salutato. Dopo che era andato via, all’altezza del negozio del signor Pantano (Via Roma) si è sentito chiamare da Maurizio. “Per prima cosa tanti auguri. E poi … è ovvio che lei è invitato. Ci sarà anche don Enzo Di Mura. La prego, non manchi ...”. Lui a schernirsi, a  mostrarsi sorpreso di tanta attenzione. “Farò di tutto per esserci.”. Assiste al colloquio il ragioniere Giovanni Nicotra. Guarda un po’ perplesso. Ha capito benissimo che il sacerdote non verrà, non solo per il suo carattere molto riservato, ma, forse, anche per altri motivi di stile. Maurizio era venuto in chiesa alla fine della messa vespertina. Era preoccupato perché non sapeva come aprire il portone grande. “Verrà molta gente, c’è bisogno di spalancarlo”. “Come mai non ci avete pensato prima? Vedrò se c’è la chiave in canonica, altrimenti telefonerò all’arciprete”. “Ci farà un grande favore se la trova!”. In canonica non c’è nessuna chiave. Chiama l’arciprete. Per fortuna è a casa. Riceve le indicazioni su come trovare la chiave. Con una scusa fa uscire dalla chiesa Maurizio e altre persone presenti e finalmente trova la chiave. “Non sappiamo come ringraziarlo”. Maurizio si è finora dato e continua a darsi tanto da fare per far riuscire nel migliore dei modi tutti gli appuntamenti del programma. E’ entusiasta. Il signor Giuseppe Raiti, assessore al turismo e spettacolo, sarà anche una brava persona, molto impegnata, desiderosa di portare avanti il paese, ma qualche volta, forse, commette degli errori di forma. Non sarà un grande diplomatico. Si lascia troppo trascinare dall’entusiasmo, dalla presunzione, non coltivando nel giusto modo formali e corrette relazioni almeno con le persone che non può fare a meno di coinvolgere perché tutto riesca come programmato. Un po’ di umiltà e di buone maniera gli gioverebbero. Non solo a lui. Anche al sindaco, agli altri membri dell’amministrazione. Forse troppo giovani e dunque ancora ‘acerbi’, rustici.

2. Giovedì. Variabile; levante; coperto e umido nel pomeriggio.

3. Venerdì. Variabile; levante. Alle 11,50 il sac. Treffiletti consegna al ragioniere Platania nel suo ufficio comunale (di fronte al rag. Nicotra Giovanni) diversi appunti sulla Fedecommissaria Coniglio. Oltre ad una serie di appunti storici sui fidecommissari, consegna anche una memoria in nove punti dove prospetta una soluzione per l’attuale situazione dell’Orfanotrofio. In pratica non vede altra soluzione moralmente e legalmente accettabile se non lo scioglimento dell’attuale opera, essendo venute a mancare le condizioni che ne motivano la sua continuazione.

4. Sabato. Bella giornata; tramontana. Il dottore Vito Sardo riporta l’altro quadro della sacrestia con le due cornici. Nel gennaio del 1989 (il sei), aveva portato via i due quadri (arcipreti Sardo) per farli restaurare a Firenze.

5. Domenica. Bella giornata; tramontana. Pochi fedeli alla messa delle 11,30, celebrata dall’arciprete Cannavò. Alle 15,30 funerale del prof. Vincenzo Alceo Abbate, morto improvvisamente ieri a Catania. E’ presente il cognato, don Cesare Abbate (d. O.), accompagnato da due confratelli dell’Oratorio di Acireale. Padre Cesare è proprio ridotto in cattive condizione. Cammina a stento, sostenuto ai due lati. Patetica la scena della moglie del professore defunto e i due figli Ignazio ed Elio. Presiede la celebrazione don Canterella, d. O; concelebra don Achille Quatrocchi; assistono l’arciprete ed un altro sacerdote dell’Oratorio. Pochi i presenti. A Gravà va a dire la messa don Rinuccio Di Marco. Diversi turisti in giro. Qualcuno lamenta la chiusura delle chiese. Articolo di Camillo De Martino su ‘Prospettive’ (A. XIII / N. 1/5 Gennaio 1997, p. 12). Testo [su due colonne; in basso foto ‘Cannizzu’, probabilmente dal campo sportivo] IL «CANNIZZO» DI CASTIGLIONE. QUEL RESTAURO NON CONVINCE.  Dopo settecento anni il «Cannizzu», la torre di avvistamento normanno-sveva, uno dei monumenti simbolo di Castiglione di Sicilia, ha subito un primo e forte intervento di consolidamento statico. La torre, costruita a cavallo tra l’XI e il XII secolo da Ruggero II, e portata a termine dal nipote Federico II Hohenstaufen con manovalanza saracena, stava per crollare per vetustà, ovviamente, ma anche perchè spaccata in due. La Soprintendenza ai beni Culturali e ambientali di Catania con circa 50 milioni dell’assessorato regionale ai beni culturali ha ricostruito le parti di muratura mancante, muratura costituita da conci di pietra locale calcarea, con impasto «ciclopico», cioè di conglomerato cementizio e pietrame, e rivestita esternamente con uno strato di intonaco costituito da calce, azolo fine e polvere di conci di calcare trovati in sito. I lavori sono stati progettati e diretti dall’architetto Giuseppe Sciacca che ci ha dichiarato: «La cultura del restauro, oggi, impone di separare il ‘vecchio’ dal ‘nuovo’, cioè dal rifacimento. In caso contrario rischieremo di avere tantissimi monumenti ‘nuovi’ anche se costruiti secoli addietro». Il restauro del «Cannizzu», tuttavia, fa discutere e a molti non piace, perchè forse ci si aspetta ben altro e perchè la ricostruzione «stride» con l’originale del XII secolo. Forse, occorreva «consultare» i cittadini di Castiglione; due o tre architetti non possono sostituirsi ai castiglionesi. Auguriamoci, comunque, che in futuro ci sia maggiore intesa tra l’amministrazione del territorio e la Soprintendenza, e che questa faccia seguire i necessari restauri conservativi dell’interno, la recinzione dell’area, la costruzione dell’impalcatura di copertura, lo sterramento del terreno di fondo della torre e quindi la ricerca di un probabile collegamento con una sottostante grotta. Evidentemente questa torre che serviva a difendere la città non doveva essere l’unica. La sua altezza è di ben 13 metri e si presenta con una base circolare di 7 metri circa di diametro e una sezione sommitale di metri 5, con murature larghe 70 centimetri. CAMILLO DE MARTINO”.

6. Lunedì. Variabile. Pochi fedeli alla messa delle 11,30 celebrata dall’arciprete. La messa delle 10,00 al Carmine viene celebrata da don Rinuccio Di Marco. In serata musica per le strade.

7. Martedì. Variabile; nevischio nel pomeriggio. Sarà ripartito per Roma don Rinuccio Di Marco. La messa vespertina nella chiesa del Carmine viene concelebrata da don Enzo Di Mura. In serata si ferma dall’arciprete Cannavò a Passopisciaro.

8. Mercoledì. Variabile. Ricomincia la scuola. Su ‘La Sicilia’ di oggi articolo di Michele La Rosa sulle manifestazioni natalizie a Castiglione. Elogio per l’assessore Giuseppe Raiti e per lo scenografo Giuseppe Di Marco (cfr.!). Alle 16,00 riunione del Movimento della Speranza nella sacrestia della Chiesa del Carmine.

9. Giovedì. Variabile. Pochi fedeli alla messa vespertina. Disappunto dell’arciprete. Lamenta anche che ancora ‘quelli’ del Comune non gli hanno consegnato le chiavi di S. Giuseppe e degli altri locali concessi per le manifestazioni natalizie. Sabato sera ha un incontro con i giovani nei locali S. Giuseppe e non sa ancora se avrà la chiave. L’arciprete Savoca continua a stare a casa. E’ in condizioni di salute accettabili. Vorrebbe uscire e ogni giorno è una grande fatica il convincerlo a desistere. Per fortuna dimentica. La sorella, la signora Carmela, sembra in condizioni peggiori delle sue. Si muove a stento, si lamenta in continuazione, ha momenti di vuoto assoluto. La presenza della signora Linda, filippina, è oltremodo necessaria e dovrà avere molta pazienza ad accudire ora l’uno ora l’altro. I lavori del rifacimento della rete idrica interessano da martedì la via Regina Margherita a salire verso la piazza.

10. Venerdì. Variabile; levante. Alle 15,30 funerale del signor Leonello Gheghi, di anni 85. Non viene celebrata la messa al Carmine.

11. Sabato. Variabile; levante. Alle 15,30 riunione della Legio Mariae.

12. Domenica. Levante; pioggia. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. Pochi fedeli.

13. Lunedì. Variabile. Pioggia nella notte.

14. Martedì. Variabile; coperto. Alle 15,30 funerale della signora Carmela Cavallaro, di anni 75. Abitava con la figlia a Gaggi. Assente il marito, il signor Florio, per motivi di salute. Gaffe dell’arciprete all’omelia. Ha esordito ricordando la squisitezza del signor Florio, sempre attento e cortese con tutti e premuroso nei suoi riguardi ogni volta che lo incontrava. “Adesso la moglie si ricongiunge con il marito …”. Disappunto tra i presenti; l’arciprete non si è accorto di nulla. Alla fine della messa gli è stato fatto notare la gaffe e ha chiesto scusa alla figlia promettendo una visita a Gaggi. Inizia il triduo in onore di S. Antonio Abbate. Segnale con bombe (numerose!). Compleanno di mons. Alibrandi (82 anni).

15. Mercoledì. Bella giornata. Alle 16,00 riunione del Movimento della speranza nei locali della sacrestia della chiesa del Carmine.

16. Giovedì. Bella giornata, calma, assolata; tramontana.

17. Venerdì. Bella giornata. Sante messe nella chiesa di S. Antonio Abbate: ore 8,00 (sac. Treffiletti), ore 11,30 (mons. Alibrandi), ore 17,00 (arc. Cannavò). Molti fedeli, come al solito, alla messa vespertina. Distribuzione del pane benedetto. E’ strana questa consuetudine che si ripete anche per la festa di S. Lucia. A cosa è dovuta? E’ naturale per la festa di S. Antonio a giugno. Ma per questi santi? Alla fine della messa vespertina l’arciprete parla dei lavori in corso nella chiesa S. Marco. Annuncia che appena saranno finiti sarà celebrata una messa solenne.

18. Sabato. Bella giornata. Alle 15,00 prove di canto. Dirige l’arciprete. Sono presenti solo pochi ragazzi (Federica, Maria Barbagallo, Lucia Chisari, Giampiero Giannetto e qualche altra). Alle 15,30 riunione della Legione di Maria nella sacrestia. Consiglio Comunale sul piano regolatore.

19. Domenica. Bella giornata. La messa delle 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi. L’arciprete, finalmente, può ritornare a ‘gestire’ la liturgia secondo i suoi criteri, a cominciare soprattutto dai canti (scelta, esecuzione). Ripropone il repertorio classico, si suona con l’organo classico, i ‘cantori’ sono seduti insieme all’assemblea.

20. Lunedì. Bella giornata.

21. Martedì. Bella giornata.

22. Mercoledì. Variabile; levante; coperto. Alle 15,00 funerale della signora Del Popolo Angela, di anni 89, morta ieri a Messina, parrocchia S. Michele. Alla messa vespertina in Basilica XXV° di matrimonio LUPO GIACOMO – PAPA VINCENZA.

23. Giovedì. Variabile. Levante. Nel pomeriggio dalle 14,30 alle 19,00 consigli di classe scuola media, sezione A e B.

24. Venerdì. Levante; pioggia, leggera. E’ arrivata la notizia della morte in Venezuela del signor Salvatore Lomonaco di anni 73.

25. Sabato. Levante; pioggia, leggera. Alle 15,30 riunione della Legio Mariae nella sacrestia di S. Pietro.

26. Domenica. Levante; pioggia; leggera. Fa visita all’arciprete don Cucinotta, di Messina. ‘Lascia’ due copie dell’ultimo suo volume sulla Sicilia dopo il 1860. Si sofferma in modo particolare sulle leggi di soppressione. Cfr! Vi sono riportate notizie sul Monastero. La messa della 11,30 viene celebrata da mons. Alibrandi.

27. Lunedì. Levante; pioggia.

28. Martedì. Levante; pioggia. Dalle 14,30 alle 17,30 scrutini, sezione D, a Passopisciaro.

29. Mercoledì. Variabile; tramontana.

30. Giovedì. Variabile; levante. Nella notte muore a Verzella, dopo tante sofferenze per un male incurabile, la signora Rosa Vecchio di anni 50.

31. Venerdì. In mattinata gli alunni della scuola media con qualche classe delle elementari partecipano a Catania, al teatro ‘Angelo Musco’ alla rappresentazione ‘Tiratituf’ (?). Due pullman. Alle 14,30 funerale a Verzella della signora Rosa Vecchio, di anni 50. Molti parenti, amici.

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