Tobia, 2, 11-14:
“In quel tempo mia moglie Anna lavorava a domicilio, 12 tessendo la lana che rimandava poi ai padroni, ricevendone la paga. Ora nel settimo giorno del mese di Distro, quando tagliò il pezzo che aveva tessuto e lo mandò ai padroni, essi, oltre la mercede completa, le fecero dono di un capretto da mangiare. 13 Quando il capretto entrò in casa mia, si mise a belare. Chiamai allora mia moglie e le dissi: “Da dove viene questo capretto? Non sarà stato rubato? Restituiscilo ai padroni, poiché non abbiamo nessun diritto di mangiare una cosa rubata”. 14 Ella mi disse: “Mi è stato dato in più del salario”. Ma io non le credevo e le ripetevo di restituirlo ai padroni e per questo mi vergognavo di lei. Allora per tutta risposta mi disse: “Dove sono le tue elemosine? Dove sono le tue buone opere? Ecco, lo si vede bene da come sei ridotto!”.




Casualmente Google ti porta a scoprire quello che non cercavi e ti accorgi che esiste una pagina facebook con questo titolo: Fondazionereginamargherita:

mons-antonino-raspanti
mons-antonino-raspantimons-antonino-raspantimons-antonino-raspanti
“À propos
Suggérer des modifications
Information sur l’entreprise
Naissance en 1885
Mission
Attività di solidarietà sociale – Promozione di attività socio culturali
COORDONNÉES
Appeler 0942984907

Fondazionereginamargherita

Organisation à but non lucratif


***


Margherita-di-Savoia
Queen Margharitha di Savoia – Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

E dunque: la Fondazione “Orfanotrofio Regina Margherita” appare qui come la continuazione dell’Orfanotrofio “Regina Margherita” avendo  come ‘Mission’: “Attività di solidarietà sociale – Promozione di attività socio culturali” e come data di nascita “1885″. Proprio vero. Non un fotomontaggio. Stenti a crederci: è proprio così! Curiosa la storia …

Viene inserito un video con l’opera svolta dalle buone ‘Figlie di S. Anna’. Orfanotrofio, asilo, dote di matrimonio (vendita palazzo Berlino Avv. Paolo Zingali Tetto …).
Ottima presentazione. Da rabbrividire! Nessun disagio?
Si vedono allegre foto e si ha il pudore di ritrovarsi su quella scia? Il ‘sociale’ sta tanto a cuore al vescovo. Il sociale … E il reale?

Qui nasce la mistificazione.

Poteva star  bene ‘Fondazione Regina Margherita‘. Forse  il cartello affisso al cancello recita semplicemente così (cfr.: ci si potrebbe anche sbagliare. Del resto: dopo ‘Ostello della Gioventu’ Istituto Regina Margherita‘ o ‘OSTELLO REGINA MARGHERITA‘…’). In effetti recita così, ingentilito da fantasiose etichette colorate. Ti chiederai perchè ‘Regina Margherita‘? Cosa c’entra? Saranno nostalgici monarchici? Potevano chiamarla Fondazione “Don Giuseppe Coniglio”, Fondazione “Beata Rosa Gattorno”, Fondazione “Abbadessa di Castro” … Poi alzi lo sguardo, vedi il Monastero benedettino e ti chiedi: saranno sufficienti questi locali  perché questa Fondazione possa attuare la sua ‘mission’? Ti auguri che lo siano. C’è chi può … Magari penserai ad altri illustri Monasteri sedi prestigiose di grandi istituzioni (comuni, università …). E dunque la mistificazione: è salva la Regina, salvo l’Orfanotrofio. ARPA,  CEA Messina, NATURA 2000, Università di Catania, Corso di Laurea Magistrale in Scienze per la Tutela dell’Ambiente, Parco Fluviale dell’Alcantara, parco dell’Etna, Parco dei Nebrodi, Comune di Castiglione di Sicilia …

Perché aggiungere “Orfanotrofio”? Ma ci sono ancora gli orfanotrofi in Italia (chiusi a fine 2006, in base alla legge 149 del 2001)? Incredibile! Cosa significherà questa parola nella lingua italiana? TRECCANI:orfanotròfio (pop. orfanatròfio) s. m. [dal lat. tardo orphanotrophīum, gr. ὀρϕανοτροϕεον, comp. di ὀρϕανός «orfano» e tema di τρέϕω «nutrire, allevare»]. – Istituto pubblico o privato, strutturato e attrezzato per accogliere, nutrire ed educare fino a età adulta gli orfani privi di adeguata assistenza familiare.” Il filmato lo testimonia. E qui entra in gioco la solita furbizia clericale. Furbizia? Scaltrezza? Diciamo: arroganza, spregiudicatezza, spavalderia, temerarietà, forse superficialità, ostentazione.
Certo sarebbe meglio poter leggere per intero i 17 articoli del nuovo Statuto. Si potrà scoprire altro? Le parole hanno ancora un senso? Se dico ‘orfanotrofio’ intendo ciò che ho appena scoperto; se dico ‘umiltà’, ‘dolcezza’  (a meno che non le scrivo in latino) il loro significato è anche abbastanza evidente. Forse.
Ma: cosa c’entra “Orfanotrofio” con “Attività di solidarietà sociale – Promozione di attività socio culturali“? Sarò spiegato nel  nuovo Statuto. Un calderone. Un inganno creato ad arte. L’etichetta semplifica (e qui potrebbe essere veritiera); lo Statuto scrive: Fondazione “Orfanotrofio Regina Margherita”. L’etichetta all’entrata rende accettabile l’etichetta sottostante multicolore, di alto prestigio: la presenza del Comune  sorregge la ‘Fondazione’…


[Fondazione.

“[TRECCANI – … DIRITTO. Ente che un soggetto, denominato fondatore, mediante atto pubblico o testamento (art. 14 c.c.), istituisce per l’attuazione di uno scopo possibile e lecito di utilità generale attraverso il patrimonio assegnato dal fondatore stesso. Carattere essenziale della f. è la personalità giuridica, che la f. acquista (art. 1 d.p.r. 361/2000) mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture; tuttavia (art. 7), il riconoscimento delle f. che operano nelle materie attribuite alla competenza delle Regioni dall’art. 14 del d.p.r. 616/1977, e le cui finalità statutarie si esauriscono nell’ambito di una sola Regione, è determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la stessa Regione. Il fondatore può revocare l’atto di f. fino a che non sia intervenuto il riconoscimento ovvero fino a che non abbia fatto iniziare l’attività dell’opera da lui disposta. Alla gestione del patrimonio e all’attuazione dello scopo provvedono gli amministratori, i quali non hanno un organo consultivo o deliberativo interno cui rendere conto del loro operato, ma sono soggetti al controllo dell’autorità amministrativa (che può annullare le deliberazioni contrarie a norme imperative, all’atto di f., all’ordine pubblico o al buon costume e, nei casi più gravi, può sciogliere l’amministrazione e nominare un commissario straordinario: art. 25 c.c.) e sono responsabili verso la f. secondo le regole del mandato. La f. si estingue per le cause previste nell’atto costitutivo e nello statuto e quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile. Tuttavia, quando lo scopo è esaurito, è divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio è divenuto insufficiente, l’autorità governativa può dichiarare estinta la f. ovvero provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volontà del fondatore. La trasformazione non è ammessa qualora i fatti che vi darebbero luogo siano considerati nell’atto di f. come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone (art. 28 c.c.).”


Dunque: nel 2016 dai vita ad una fondazione e vi inserisci ancora la parola ‘Orfanotrofio’.  Solo questione di nomi? Certo lo si può mantenere per tenere vivo il ricordo di una grande istituzione. Ma: se togli “Orfanotrofio” cosa succede?

Cade l’Avvocato Paolo Zingali Tetto! (contrada Castellana, Lentini).

Ti pare poco?

Potrà mai il buon Vescovo capire esattamente di cosa si tratti? Ne avrà voglia? Ne sarà stato l’ispiratore? Avrà proposto qualche consulenza? …
Ma fin qui: è un banale problema di moralità (legalità?) che riguarda esclusivamente la coscienza di chi si presenta a nome di alti  ideali (parrocchia, diocesi, decreti …).

Il problema vero è altro: il MONASTERO!
Bisognerebbe suggerire ad altre associazione di tipo sociali, culturali di poterne usufruire … Bisognerebbe forse suggerire allo stesso Comune di poterne usufruire. Quale impedimento? Quali titoli autorizzano la ‘Fondazione’ a utilizzare l’immenso edificio, compresa la Chiesa, in modo esclusivo?
Chi ha la disponibilità dell’ex-Monastero Benedettino del “SS. Nome della B. V. M.”?
La curiosità di leggere il nuovo statuto è immensa! Dove trovarlo? Molto semplice: basta chiedere al Presidente, a qualche consigliere,  magari ai Fidecommissari (arciprete pro tempore, eredi Di Carlo). Di certo anche il nuovo Statuto (2016) della Fondazione “Orfanotrofio Regina Margherita” avrà indicato come sua sede la Via Abate Coniglio, 3 o 7. L’ha indicato solo come sede o forse anche come ‘suo’ patrimonio? Ne ha ricevuto la ‘disponibilità’ da qualcuno? Può esibire qualche delibera comunale? Tacito consenso? Semplice ignoranza, accondiscendenza? Usucapione? Cosa a che fare il Monastero con tale associazione ora privata (2006/2016)?

Esattamente nulla!!! E perché sta ancora in quei locali? Quale eredità?

Per favore: lasciate dormine in pace l’Abate Coniglio (+1666)! Soccorso in corsa dall’Avvocato Paolo Zingali Tetto? Il primo non ha mai lontanamente pensato all’Orfanotrofio (150 onze annuali al monastero edificando, cominciato a costruire sicuramente dopo il 1690 ca.); il secondo ha solo conosciuto l’Orfanotrofio ospitato nel Monastero  soppresso e passato nella disponibilità del Comune. E all’esistenza dell’Orfanotrofio ha destinato i suoi beni. Proprio quei bambini aveva sotto i suoi occhi (video!): per loro! Ha conosciuto l’azione delle Figlie di S. Anna: solo a loro! E quando l’Orfanotrofio non sarà più? … Bisogna poter leggere il capitolo del suo testamento … Lascito senza condizioni? Il buon senso. Lasci l’Orfanotrofio, lasci la Regina, diventi ‘fondazione’ e prendi insieme l’Avvocato e il Monastero? Il sociale, la cultura, la natura. Manca solo il patrocinio del Presidente. Ancora un po’ d’incenso, un grande polverone, un timbro e il cortile del Monastero può addirittura accogliere un vescovo sorridente, giustamente esaltato dalla abili capacità dei suoi figli …

Si domanda di nuovo: chi ha la disponibilità dell’ex-Monastero Benedettino del “SS. Nome della B. V. M.”?
A chi chiedere? Da chi avere lumi? Chiediamo ai Fidecommissari, magari al Vescovo? Magari al Sindaco?

Sarà così difficile chiedere all’Archivio Comunale? E’ così complicato capire l’inadeguatezza della struttura rispetto al finto nuovo Statuto truffaldino?

Se un Comune decide di privarsi di qualcosa che rientra nel suo legittimo patrimonio immobiliare fa omissione di atti di ufficio, è distratto, complice, sprovveduto? Se un Comune, per motivi contingenti, è costretto a trasferirsi altrove e sceglie la soluzione più comoda (andare all’Ospedale): lo fa perché non sa o perchè non vuole disturbare altri? Continuare a sentire l’odore dell’incenso o lo struscìo delle vesti talari in un ambiente completamente inutilizzato, senza alcun ritorno economico per la Comunità, può essere una scelta legittima quando è cosciente, ma fortemente offensiva e penalizzante per il senso civico di un popolo che ha visto nella difesa dei suoi diritti il minimo accettabile per la sua vita civile. Diritti: a conoscerli! Qualcuno sa? Bisogna chiedere a Papa Sergio (Mattarella) se è legittimato a stare dove sta; bisogna chiedere a tanti comuni (Linguaglossa, Randazzo …) perché sono ospitati dove attualmente si trovano; bisogna informarsi del perché immensi fabbricati conventuali ora sono sedi di prestigiose Università o altri enti …

La storia si può dimenticare così facilmente? E proprio la Chiesa, che da sempre si è dedicata all’istruzione per elevare le classi sociali più bisognose può essere complice ora, qui, della sua ‘ignoranza’? In buona fede? Si può provare a crederci? …

 

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