Fonte: CLAE – “CONIGLIO Libro 2°”, [Excerpta Testamento Don Giuseppe Coniglio – 1666]

[Arciprete Calì]

“Nel testamento, e lista testamentaria del Sac.te D. Giuseppe Coniglio di Castiglione pubblicati pel Notar D. Marc’Antonio Leone nel giorno ultimo Ottobre Mille seicento sessantasei, tra gli altri Capitoli, leggonsi i seguenti –

‘E perchè il capo ed origine di qualsivoglia testamento è l’istituzione dell’Erede, pertanto esso testatore di Coniglio istituì, ed istituisce, ordinao ed ordina, fece, e fà sua erede universale la sopradetta Cappella sua de’ SS. Pietro, e Paolo esistente in detta Madrice Ecclesia con l’infrascritti legati, carichi, clausuli, cauteli, patti, e condizioni, e non altrimenti ;et per contemplazione, e decoro maggiore di detta cappella, lasciao, e lascia l’infrascritti beneficii e pii legati all’infrascritti personi con l’infrascritti carichi.

1. In primis lasciao e lascia due Messe il giorno celebrande in detta Cappella per l’anima di esso testatore, e discarico della sua coscienza, quale Messe volse e  vole, che li celebrino una il Rev. D. Nicolao di Carlo suo cuggino carnale, al quale titulo beneficii legao, et lega in soddisfazione la sua possessione consistente in Nocelliti castagneto et altri alberi con sua torre dentro, e chiesa di S. Lorenzo, e fontana d’acqua esistente in questo territorio in contrada S. Lorenzo confinante con lo Nocellito di Antonio Coniglio, Nocellito dell’Eredi del quondam Erasmo Sardo, vii pubblichi, ed altri confini tuta, et integra franca con aggravio solamente di celebrare due onze di Messe l’anno pell’anima del quondam Anselmo Coniglio, quale Messe si contenta esso Testatore, che li celebri esso D. Nicolao Beneficiale di quella Messa il giorno deve celebrare per esso testatore, che li celebri nell’Altare di S. Erasmo olim, al presente del SS.mo Crucifisso esistente in detta Madrice Ecclesia; et l’altra Messa celebranda in detta sua cappella vuole esso Testatore che la celebri quando sarrà Sacerdote D. Onofrio Coffo, al presente Clerico; vuole che si avesse ad ‘ordinare con l’infrascritto beneficio, quale ci lasciao titulo patrimonii, durante ejus vitae, però per sodisfazione di detta Messa suo tempore celebranda titulo Legati, e beneficii ci lasciao la sua possessione consistente in vigni, et altri alberi con sua casa dentro, e palmento di fuori una con le chiuse consitente in terre, Olivari, et altri alberi esistente in questo territorio et nella contrada dello Gaeto, confinante detta vigna con li terri di Vincenzo Guarino, vigni dell’Eredi di Vincenzo La Monica, vii pubblici, et altri confini, et le dette chiuse confinante con le terre di Leonardo Petroccitto, terre del Venerabile Convento di Santa Maria del Carmine fiume grande ed altri confini —

3. Item esso Testatore, e nomina in suoi fidecommessarj presenti e futuri il Rev. D. Cesare Gioeni Archiprete di questa Città, D. Nicolao e Vincenzo di Carlo fratelli cuggini carnali di esso testatore, e D. Giovanni Coniglio nepote di esso testatore quando si troverà in questa Città, quali suoi fidecommessarj abbiino ad amministrare fedelmente detta sua eredità, ed aver cura di detta sua Cappella di S. Pietro, e Paolo, e di eseguire quanto esso testatore li dirà.

Dippiù vuole esso Testatore, che in caso, che li detti D. Nicolao di Carlo, et Onofrio Coffo, o quelli suoi successori Beneficiali che pro tempore saranno 2.in perpetuum, et infinitum eletti, ed eligendi del modo si dirà non volessero le sopraddette possessioni di S. Laurenzo, e del Gaeto, e quelli volessero renunciare nell’Eredità all’infrascritti suoi fidecommissarj, e contentarsi     d’avere, et esiggere ogni anno sopra la sua eredità onze ventiquattro di denari per ognuno, che sii in loro elezione semper, et omni futuro tempore —

4. Item legao, e lega titulo patrimonii, et beneficii ad effetto di farsi parrini a D Giuliano, e Francesco Stagnitta fratelli figli di Egidio Stagnitta suo creato, a Gio:Battista Frisina figlio di Filippo Frisina pure suo creato, et ad ‘Antonino Coniglio figlio di Masi Coniglio della Città di Taormina onze dodici di danari per ognuno di essi di Stagnitta, Frisina, e Coniglio ogni anno titulo patrimonj come sopra quali onze dodici l’anno per ognuno di loro li abbiano da conseguire sopra la sua eredità statim che sarranno Sacerdoti con carrico di aver a celebrare una messa per ognuno di essi ogni giorno pro Deo, et ejus anima nella sua Cappella di S. Pietro e Paolo esistente in questa Madrice Chiesa di Castiglione, e che li detti suoi fidecommissarj ci l’abbiano da assignare delli suoi bulli, e renditi effettivi, et in defectu in tanti beni stabili tuti, e sicuri, quali abbiano da rendere detta somma franca ogni anno, e ci l’abbinao da difendere semper, et omni futuro tempore a spese di detta sua eredità delli piu pronti denari che aviranno con patto de non opponendo, et executionem faciendo || et in caso che li detti di Frisina, Stagnitta, e Coniglio non si facessero Sacerdoti, vuole esso testatore che detti bolli, e renditi si assignino alli Cappellani di detta Madrice Ecclesia, così ancora in caso di morte di uno, o piu di essi di Stagnitta, Frisina, e Coniglio col carrico di detta Messa il giorno per ognuno di essi, e che ritrovandosi Sacerdoti parenti parrini Cappellani e non Cappellani, che siano eletti e preferiti detti parenti di esso testatore preferendo sempre li più stretti in grado in perpetuum, et infinitum. —

5. Item lasciao e lascia esso testatore titulo legati pii annualmente in perpetuum et infinitum onze quarant’otto l’anno pagabili del modo infrascritto, cioè onze 24 l’anno ad ‘una parente di esso testatore più stretta in grado la più povera bella, e onesta, e pericolosa ad effetto di maritarsi, o monacarsi, e l’abbia da conseguire nel maritaggio, o monacato per una volta tantum. ||

6. Item vuole esso testatore ordina, e comanda che li detti suoi fidecommissarj presenti, e che pro tempore saranno abbiano da nominare et eligere ogni anno per … giorni innanzi la festa delli gloriosi S. Pietro, e Paolo due altre Orfane povere, belle, oneste, e più pericolose, o che avessero il padre miserabile, alle quali Orfane esso testatore ci lasciao, e lascia onze dodici di denari per ognuna di esse, quali denaro abbiano da conseguitare quando si mariteranno, e saranno dispenzati in faciem Ecclesiae in perpetuum et infinitum —

7. Item esso Testatore ordina e comanda a detti suoi fidecommissarj presenti, e futuri in perpetuum et infinitum che abbiano da spendere onze dodici l’anno nella festa delli Santi Pietro e Paolo nella sua Cappella per cera, polvere ed altro a loro ben visti ||

8. Dictus Testator voluit, et vult, quod ad suam intentionem capiantur anno quolibet duodecim bullae Cruciatae pro defunctis, et pro anima ipsius testatoris, et non aliter ||

9. Item vuole ordina e comanda che delli Sacerdoti cittadini oriundi di questa predetta Città abbia il Rev. Arciprete presente, e che pro tempore sarà di eliggere dodici Cappellani, li quali siano tenuti, e obbligati d’amministrare gratis li Santi Sagramenti della Confessione Eucaristia, et estrema unzione, così alli sani, come all’infermi esistenti tanto nell’Ospedale, quanto nelle proprie case, con obbligo ancora di accompagnare li cadaveri delli fedeli difonti gratis, e senza elemosina alcuna con le loro cotte, tanto se li defunti sono ricchi, quanto poveri … alli quali Rev. Arciprete, e Cappellani, e Sagristani vole detto Rev. di Coniglio che il Procuratore della Madrice Chiesa sopra li beni ereditarj di detto di Coniglio abbia di pagare ogni anno l’infrascritte somme cioè al Rev. Arciprete onze otto. ad ‘ognuno delli Cappellani onze quattro, al Sagristano della Madrice Chiesa onze otto, ed alli Sagristani delle altre due parrocchie onze quattro per ognuno annuali in perpetuum , et infinitum.

10. Item esso di Coniglio vuole, che caso che l’Università di questa predetta Città non potesse, o non volesse pagare l’elemosina per il quatragesimale al Padre Predicatore, possa il Rev. Arciprete procurare et eliggere a sua volontà, ed arbitrio ogni anno detto Predicatore, al quale facci dare dal Procuratore sopra li beni della sua eredità onze sedici l’anno, legni, carbone commodità di stanza ||

11. Item vuole esso di Coniglio, che il Procuratore eletto, seu eliggendo dal sudetto Arciprete presente, e che pro tempore sarà della Madrice Chiesa sua erede Universale li si abbiano dare ogni anno di salario onze sei per ragione di travaglio, che dovrà avere per l’amministrazione della sua eredità, perchè così vuole, e non altrimenti”

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