FONDAZIONE DI UN ORFANOTROFIO – 1848

Fascicolo rilegato con documenti di vario genere e documenti sciolti. Apparteneva ai documenti lasciati dal Sac. Antonino Calì Sardo.
Fonte: CLAE, Lettere dello Stato, 1.

 a) [Lettera del Consiglio Civico di Castiglione al Presidente della Camera dei Comuni di Palermo. La lettera è scritta dal Vice Presidente arc. Gian Battista Calì, essendo ammalato il Presidente. Castiglione 6 Novembre 1848]

[1r]                                                                            Castiglione il 6. Novembre 1848.
Consiglio Civico
di
Castiglione
N.° 30

All’Eccellentissimo Signor
Presidente nella Camera
dei
Comuni
Palermo

Eccellentissimo Signore
Questo Consiglio nella seduta del ven-
tinove or decorso richiamando a vita
un’anticha proposta della Comune,
temporeggiata sempre con degli andiri-
vieni dall’abolito Consiglio degli Ospi-
zj di Catania sino ad Aprile di que-
st’anno quando scrisse suo ultimo Uf-
fizio sul proposito; votò le Erezione
in questa di un Orfanotrofio di Donzel-
le Orfane e Projette co’ risparmii sopra-
vanzi e crediti tanto di quest’Ospeda-
le d’Infermi che de’ legati d’incerto
genere del Comune. Questa faccenda
era difinita nel passato sistema,
restandosi in pendente pella scelta ed
acquisto del locale. E all’uopo tutti
i vantaggi presentandosi dove all’Or-
fanotrofio si aggreghi questa picciola
Chiesa de’ Santi Leonardo e Giuseppe
deliberò il Consiglio porgersi priego
alle Auguste Camere Leggislative
onde largire l’autorizzazione supre-
ma a tale aggregazione.
Io mi onoro umiliare all’Eccellen-

[1v]
za vostra copia legale della delibera-
zione presa dal Consiglio sconciuran-
do la filantropia di Vostra Eccellenza
e della Camera voler far grazia di
un Decreto, che la supplica accolga,
al bene della pubblica onestà, e di una
classe di persone che reclama la
considerazione e deferenza della u-
manità intiera.
Pel Presidente ammalato
Il Vice Presidente
Arcip.e Gian Battista Calì”

b) [Verbale annesso alla precedente richiesta. 29 Ottobre 1848]
[2r]
Seduta straordinaria del Consiglio Civico di Castiglione il dì 29. Ott.e 1848.
Seconda Discussione
Visto
Arcip.e Gian Battista
Calì Vice Presidente
Fu avanzata al Consiglio una memoria, nella quale si enuncia
l’origine il progresso e lo stato attuale delle vive brame de’ Comu-
nisti, onde attivarsi in questa Comune un Orfanotrofio per le
Ragazze orfane e di projezione. Voto fervidamente promosso dal
Consiglio Civico nel 1813., che poi le sopra avvenute vicende ste-
lizzarono. Non si lasciò frattanto che venutone il destro nel 1819.
nel nuovo ordinamento di cose la Comune per organo dell’allora
Decurionato ne ripigliasse le dovute operazioni. E difatti la
Decuria sopra provvedimento dell’Intendenza deliberò, riattivan-
dosi l’antico desiderio de’ Comunisti, destinarvisi crediti di questo
Ospedale arretrati di cui l’opera non abbisognava ed unirvi-
si varie rendite annuali di legato d’incerto genere. Fu ap-
provata la deliberazione Decurionale dall’Intendente ordinan-
dosi conteporaneamente (sic) la pronta esazione de’ crediti.
Fu nel 1824. che il Consiglio degli Ospizii in conformità
della Decurionale del 1819. volle destinarsi ducati due mila
di crediti dell’Ospedale, e ducati duecento e rotti annuali de’
legati d’incerto genere, e quanti rispalmii (sic) potrebbero attener-
si dalle datte Opere al mantenimento e maritaggio dell’Orfa-
ne e Projette riservandosi l’organizzazione dopocchè dal Governo
ne fosse sancito il Proggetto; ed indi nel 1827. il Consiglio medesi-
mo sollecitava la Commissione amministrativa dell’Ospedale
proporre quanto era conveniente alla sollecitazione d’un opera
tanto interessante e di speciale considerazione del Governo.
Si attivò difatti la Commissione amministrativa e nel 1830.
fece il primo acquisto di fondo rustico per conto del nuovo
stabilimento. Da quale acquisto quale scintilla accesi mol-
ti cittadini volontaria soscrizione apersero colla quale e nu-
merario e fondi rustici e macchini si obbligarono contribui-
re, ed il Consiglio generale degli Ospizii onde ottenersi la
superiore approvazione del Governo, nello scadere del

[2v]
prossimo anno dimandò alla Commissione Comunale
alcuni schiarimenti per far distinto rapporto al Ministro
ed autorizzò intanto l’acquisto del locale ove piantarsi lo
stabilimento.
Tale lo stato delle cose opinava il proponente aggregarsi
all’Orfanotrofio in discorso la chiesa sotto titolo de’ Santi
Leonardo, e Giuseppe con tutte le rendite che essa possiede
e con termine alla medesima piantarsi il nuovo edificio.
Il Consiglio
Applaudisce al lodevole proggetto ad unanimità ed inca-
rica il Presidente avanzandone analogo rapporto al Parla-
mento implorane la sanzione
Siegono (sic) le firme
Per copia conforme
Il Vice – Segretario Giuseppe Tuccari Abbate
[Timbro con la scritta
“CONSIGLIO CIVICO
DI
CASTIGLIONE”]”

c) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. … 15 Agosto 1813. Interessante proposta per l’erezione di un Orfanotrofio. I due conventi del Carmine e dell’Annunziata sono riconosciuti ‘inutili’ e si pensa di convertirli per l’assistenza delle ragazze orfane e proiette e per la scuola pubblica. Il can.co Abbate Campolo è invece del parere di utilizzare il Monastero già esistente delle Benedettine per le orfane e i due conventi per la scuola degli uomini…Bisognerebbe sapere qualcosa sul funzionamento del ‘Consiglio Civico’.]

[3r]                                                                            Castiglione 15. Agosto 1813.
Volendo il Civico Consiglio provvedere alla
pubblica istituzione tanto necessaria a questa Comune,
e prevenire i disordini sperimentati troppo fatali nel
vedersi continuamente esposta a pericolo la pudicizia
delle Donzelle.
Conoscendo altresì l’inutilità de’ due Conventi, uno detto del Carmine
della Provincia di S. Alberto, e l’altro dell’Annunziata della Re-
gola di S. Agostino della Congregazione Centorbana: ha giudica-
to assai proficuo al Comune:
1°. Che si aboliscano entrambi i sudetti due Conventi.
2°. Che quello del Carmine si converta in un Conservatorio di zitelle orfane
che stiano sotto la immediata cura e vigilanza di Religiose, le quali
avessero l’obligo di ammaestrarle nelle arti donnesche e nel leggere
e scrivere.
3°. Che tali Religiose avessero anche l’obligo di ammaestrare nelle arti don-
nesche e nel leggere e scrivere tutte quelle ragazze che da ogni Pa-
dre di famiglia diariamente a tale oggetto vi si manderanno.
4°. Che le rendite del sudetto Convento ascendenti ad onze 140. circa annue
s’impiegassero per la riforma della fabrica, e quindi per supplimen-
to di alimenti alle Orfane, dedotta una competente assegnazione
per le Religiose e pel Cappellano; il quale avrà l’obligo di soddisfar
quelle Messe disposte da’ Testatori che han fatto de’ legati a favore del
Convento.
5°.Ch’essendovi in questo Comune varii legati d’incerto genere per maritag-

[3v]
gio di orfane, ed ascendenti alla somma di onze 60. circa annuali,
si assegnassero per maritaggio delle dette Orfane rinchiuse nel Conser-
vatorio, salva sempre l’elezione di quelle che dovranno conseguire
il legato a quelle persone che secondo la mente de’ Testatori ne hanno
avuto il diritto.
6°. Che il Convento dell’Annunziata con tutte le sue rendite superanti forse
la somma di onze 200. annue, aggregandovi il legato di onze 60 annue
disposto da Badalato col peso d’una messa quotidiana, per una
publica scuola, si destinasse per l’erezione di un Collegio di Scuole
normali e di belle lettere che formino un corso compito: dedotta l’e-
lemosina per soddisfare le messe disposte da’ Testatori che han fatto
de’ legati a favore di detto Convento.
Ha decretato perciò a maggioranza di voti che il Magistrato Municipale
colla maggior possibile sollecitudine ne faccia il corrispondente espo-
sto al Parlamento ed a S. A. R. , salvi i Regolamenti da farsi in det-
taglio dal Consiglio, e d’approvarsi da S. A. R.
Giuseppe Nicolò Camardi Cap.no Giustiz.a             Sac.te Vincenzo D.r Lamonaca

Sac. Giuseppe Savoca                                               Giuseppe Abbate e Campolo
Nicola Vin/zo Corvaja Cons.e                                 Stefano D.r Pastore votante
Michele D.r Felsina                                                   Sac.te Giardina
Francesco Lanza votante                                          Diacono Antonino Camardi
Baldassare Lanza votante                                        D. Giachino Platania
Giovanni Tuccari                                                       Vincenzo Abbate Imperi
Felice Stagnitti Cons.e                                              Cristoforo Lamonica
Santo D.r Camardi                                                     Gaetano lo Vecchio
Giovanni M.a Camardi
Vincenzo Sanginisi                                                    Salvatore Rizzo
M/ro Antonio Cavallaro

[4r]
Vocali che non votarono = D. Antonino Ab.e Pagliaro = D, Giuseppe
la Monica = D. Baldassare Lamonica = D. Mario Reggio = D. Giu-
seppe Sardo = D. Francesco Abbate = Antonino Zumbo ===
D. Concetto Saglimbene M.o Not.o
Sarei di parere che s’obblighi piuttosto il Monistero delle Donne pelle
Orfane, e per gli Uomini s’incarichino li rispettivi Capi delle due
Religioni a stabilire ne’ due Conventi persone da dar dello studio
per l’utile del Comune.
Can.co Abbate Campolo.
Copia
D. Concetto Saglimbene M.o Not.o
In vim (Suggello) Authenticae
Idem de Saglimbene M.r Notharius
Da servire pell’Amm.ne
Per copia conforme
sopra copia autentica esistente in Archivio
della Commessione Amm.va di Castiglione
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro con la scritta “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[4v]
15. Agosto 1813.
Proggetto del Consiglio Civico di Castig.e
per la erezione d’un Orfanotrofio
N.° 1.°”

d) [Sempre carta intestata della “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. Probabilmente sono solo fogli serviti per la copia dei documenti. 10/10/1819.

[5r]

Castiglione dieci Ottobre 1819
Si è riunito il Decurionato di questa Comune
nella Sala delle sue ordinarie sessioni in seguito dell’av-
viso del Sig. Sindaco Presid.e legalmente intimato, come co-
sta dalle relate del Serviente Com.le delle quali si è pre-
so conto, in seduta straordinaria.
Sono intervenuti i Sig.ri Decurioni D. Mario Reggio, D. Vincenzo Sanginisi
D. Carlo Salsedo, D. Luigi Stagnitti, D.r D. Giovanni Platania, D.r D.
Santo Camardi, D. Giovanni Tuccari Felsina, Lorenzo Mangiapane
ed Antonino Zumbo.
Il Presidente avendo trovato legale il numero, ha dichiarato aperta la
sessione. Indi Il Seg.rio del Decurionato ha per invito del Sig. Sindaco
fatta lettura dell’Ufficio del S.r Intendente de’ 24. dell’or caduto Setttem-
bre trattante di provvedersi per un Monte di Donzelle projette in
questo Comune per il tempo intermedio dagli anni sette al punto di
divenire Madri di famiglia.
Il Decurionato
Tenute presenti le sagge disposizioni del S.r Intendente contenute in detto Ufficio
Considerando che le Donzelle projette sompito il settennio restano in abbandono
prive di soccorso, di ammaestramento, ed in balia della sorte, causa
questa di molti disordini.
Inteso dal rapporto del Sindaco di non trovarsi ne’ Comuni provvedervi perché gravato di pe-
si che stentatamente può sostenere.

[5v]
E finalmente conoscendo che lo Spedale, Opera anche di pubblica beneficenza,
ha de’ Capitali e de’ crediti arretrati da esiggere, anteriormente al 1819.
che ammontano alla somma di onze mille circa, prodotto dagli eccessivi
prezzi delle derrate ne’ tempi passati; capitali e crediti questi non
necessarii al mantenimento dello Spedale, perché provisto di rendite suf-
ficienti al soddisfo de’ suoi pesi annuali.
Alla unanimità de’ voti ha deliberato e delibera quanto siegue:
Art. 1°. Che il Sindaco provochi per mezzo del S.r Intendente dalla Maestà del Re (D. G.)
le opportune provvidenze per convertire li sudetti capitali e crediti dell’
Ospedale in compra di tante rendite tute e sicure a benvista del Sindaco,
da servire queste di unita alle rendite de’ legati d’incerto genere, destina-
ti per maritaggio delle Orfane, ascendenti ad onze 60. annue, per man-
tenimento di una Casa di educazione ed ammaestramento pelle projette,
che uscite dall’infanzia arrivano a marito, di questo Comune solamen-
te, formandosi un particolare istituto giusta gli Stablimenti in vigore.
Art. 2°. Che l’impiego di tali capitali e crediti si facci in questo territorio sopra
cittadini benestanti di questo Comune.
Art. 3°. Che il Sindaco preghi per mezzo del S.r Intendente la M. S. di accordare la so-
spensione di tale stabilimento, fintantocchè colle rednite de’ legati sudet-
ti, delli loro arretrati, e dalle rendite che si ricaveranno dall’impie-
go di detti capitali, si fabbricherà il locale per l’abitazione delle sudet-
te Donzelle e Maestre necessarie per loro direttrici, vicino la Chiesa
dello Spedale medesimo.
Art. 4°. Considerando finalmente di essere necessaria la costituzione di una dote pelle
Donzelle che gradatamente anderanno a marito; così prieghi la M. S.
che delle onze 110. da ricavarsi come sopra se ne assegnino onze 90. per

[6r]
mantenimento delle Projette e Maestre necessarie, ed onze venti servis-
sero annualmente per maritaggio di due di esse donzelle, alla ragione
di onze dieci per ognuna, da servirle per dote.

Fatto e conchiuso oggi il dì mese ed anno di sopra.
Michele D.r Felsina Sindaco
Mario Reggio Decurione
Vincenzo Sanginisi Dec.ne
Carlo Salsedo Dec.ne
Luigi Stagnitti Dec.ne
Il Dec.ne Giovanni D.r Platania
Santo D.r Camardi Dec.ne
Giovanni Tuccari Felsina Dec.ne
Il Dec.ne Seg.rio Giovanni D.r Platania per parte del Dec.ne Anto-
nino Zumbo
Lorenzo Mangiapane.
Da servire per l’Inten-                        Il Dec.ne Seg.rio
denza di Catania                                Giovanni D.r Platania
Per copia conforme
Il Decurione Seg.rio
Giovanni D.r Platania


Da servire pell’Amm.ne                                                         Per copia conforme
Sopra copia legale esistente in Archivio della Com-
messione
Il Sc.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro: “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[6v]
10. Ott.e 1819.
Delib.ne della Decuria di Castiglione
per la erezione di un Orfanotrofio
N.° 2″

e) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. 28/10/1819. Documenti ricopiati con autentica. La grafia sembra (è) dell’arc. Calì.]

[7r]
Intendenza del Valle di Catania
1°. Uffizio = n.° 7684.
Catania 28. Ottobre 1819.
Signore
Farà Ella noto alla Deputazione di codesto Spedale il proggetto del Decu-
rionato relativo alla nuova istituzione di un monte di donzelle projette,
affin di sentirne l’opinione della medesima, e farmene distinto rap-
porto per mio governo.
Frattanto incarico Lei perché facendo uso delle sue facoltà, oblighi tutti i
debbitori dello Spedale sudetto a soddisfare le non indifferenti somme
degli arretrati, a quale oggetto dovrà essere assistita da’ Deputati; nel-
la intelligenza di non potersi usare de’ riguardi, e di non desistersi dalle
coazioni sino allo effettivo adempimento della somma in cassa che do-
vrà tenersi a disposizione di questa Intendenza. Di tutt’i crediti ar-
retrati sin oggi dovrà Ella a posta corrente rimettermene un nota-
mento distinto co’ nomi de’ debbitori, e poi di tempo in tempo, come
si affettuiranno i pagamenti, dovrà darmene conto per la mia
intelligenza.
Per l’Intendente = Il Sec.rio Gen.le = B/ne Majorana
Al Sindaco di Castiglione


Da servire pell’Ammm.ne                                          Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[8v]
28. Ottobre 1819.
Approva l’Intendente il voto Decuriona-
le pella erezione dell’Orfanotrofio
N.° 3″

f) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. 27 Dicembre 1827…]

[9r]
Consiglio Generale degli Ospizii del Valle di Catania
Car. 1°. N.° 2276.
Catania 27. Dicembre 1827.
Signore
Con piacere ha letto il Consiglio il di Lei Uff.o del dì 13 cadente mese n.o
2180 in ordine alla fondazione dell’Orfanotrofio; e nel restarne in-
teso le significa, che passi Ella a proporre quanto crede conveniente
alla sollecita erezione di un Opera tanto interessante, ed avuta in
speciale considerazione dalle benefiche mire del nostro Augusto pie-
tosissimo Sovrano.
Pell’Intend.e Presid.e Il Vicario Gen.le Vice Pres.te
Fortunato Vescovo d’Ortopia
Alla Commessione dello Spedale di Castiglione


Da servire pell’Ammm.ne                                          Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[10v]
27. Dic.e 1827.
Ufficio del Consiglio degli Ospizii
sollecitante la erezione dell’Orfanotrofio
N.° 4″

g) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”.20/09/1846… Viene ripreso il progetto dell’Orfanotrofio. Si presenta il possibile stato patrimoniale della fondazione, utilizzando capitali dell’Ospedale e dei legati d’incerto genere. Sono anche disponibili a prestare gratuitamente la loro opera un prete ed un medico chirurgo. S’individua la chiesa s. Giuseppe e le case attigue come luogo ideale per l’Orfanotrofio…]

[11r]
Castiglione 20. Settembre 1846.
Oggetto
Orfanotrofio

Al Consiglio Gen.le degli Ospizii in
Catania

Signore
Nella ugual data e pari corso in cui coll’Ufficio di
n.ro 28. rassegna alla superior saggezza del Consiglio
il proggetto del nuovo Stato Discusso per questo
Spedale, crede bene la Commessione richiamare
a vita un’antica preghiera che le circostanze
hanno amalgamato di troppo, a malgrado ch’es-
sa versisi su di un affare momentoso, pel bene
di una classe di persone che rivendica da per
tutto solerti cure ed amorevole premura.
Intendesi dell’erezione di un Orfanotrofio per donzelle nella Comune, chia-
mandovi a contributo le opere tutte di beneficenza della stessa, e precipua-
mente lo Spedale, Opera la più cospicua, che quindi maggiori presenta
mezzi per siffatta eccellente fondazione: ed ecco perché si giudica esser
questo il momento opportuno da discorrerne. Soffra intanto il Consiglio
nella sua filantropica longanimità lunghi dettagli sul proposito, per-
chè viemmeglio giudicar possa della ragionevolezza già riconosciuta
del proggetto che or si umilia.
Sin dagli albori del novello sistema amministrativo la saggezza del S.r Inten-
dente della Prov.a con provvedimento del 24. Sett.e 1819. prescrivea nel-
la Comune la erezione d’un Monte di donzelle orfane da’ sette anni al
maritaggio. In esecuzione di che questo Decurionato con sua deliberazio-
ne del 10. Ottobre di esso anno votò così: non poter contribuire la Co-
mune, ma bensì lo Spedale co’ capitali e crediti arretrati in onze

[11v]
mille di cui non abbisognava, e i legati d’incerto genere montanti ad
onze 60. annue di rendita. Così, diceva la Decuria, si avrebbe una
rendita di onze 110. annue, delle quali onze 90. potean destinarsi al man-
tenimento delle donzelle e lor Maestre, ed onze 20. per due doti di mari-
taggio in ogni anno.

A 28. di esso Ottobre 1819. con Uff.o di n.° 7684. rispondea il S.r Intendente noti-
ziarsi quanto di sopra alla Deputazione dello Spedale, stringersi la esa-
zione de’ crediti di questo, e mandarne nota all’Intendente co’ detta-
gli periodici della esazione.
La Deputazione dello Spedale dava a 4. Novembre susseguente il suo parere
inerendo al proggetto della Decuria; e proponea contribuir lo Spe-
dale all’Orfanotrofio erigendo onze 800. tra capitali e crediti di cui
inviò la nota.
In Aprile 1824.sorse il primo Stato Discusso formale dello Spedale: in dove la
saggezza del Consiglio conformandosi all’atto decurionale del 10. Ottobre 1819.,
opinava destinarsi D.ti due mille di crediti dell’Opera, gl’annui D.ri 200. e
più di legati d’incerto genere, e i risparmii su’ D.ri 201.68. fissati per
impreviste, al mantenimento e maritaggio delle orfane e projette del
Comune. Diceva inoltre destinarsi il dippiù degli arretrati in acquisto
di oggetti di prima istituzione nel Conservatorio, da erigersi sia nello
Spedale, sia in altro luogo di publica ragione da indicarsi dalla Com-
messione, o in casa particolare da locarsi. Riserbavasi da ultimo il
Consiglio organizzare il Conservatorio dopocchè S. E. il Luogotenente
Gen.le avrebbe applaudito al proggetto.
A 13. Dicembre 1827. la Commessione implorava dal Consiglio libertà nelle
operazioni e fretta, adducendo la opportunità del tempo e lo zelo de’
cittadini, che sarebbesi raffreddato nelle more della ritualità d’ogni

[12r]
incombenza. Il Consiglio in pronta risposta
con autorevol Foglio del 27. di esso mese di n.° 2276.
servivasi dir così: che restando di tutto inteso
con soddisfazione, autorizzava la proposta di
tutto il convenevole alla sollecitazione di un’O-
pera tanto interessante, ed avuta in ispecial
considerazione dalle benefiche mire del nostro
Augusto pietosissimo Sovrano.
In esecuzione di tutto il sopradetto, che volendo D. Gaetano Abbate pagare
il capitale ed arretrati di un annua rendita dovuta allo Spedale
colla vendita di un fondo in contrada Colle Ameno, tale acquisto
con atto del 10. Marzo 1830. si fece in nome e per conto dell’Orfa-
notrofio da erigersi, con atto pubblico presso questo Notaro D. Con-
cetto Saglimbene.
La fondazione di cui parlasi è intanto oggi divenuta lo ardente deside-
rio di tutt’i Comunisti, a vista del bisogno che ne ricorre e del
tant’utile che sen ritrae. Tutti sollecitanla e la incoraggiano
con delle oblazioni volontarie, ridotte già in iscritto, montanti
sino ad ora a D.ti 2000. con certa speranza di aumenti. Tra-
direbbe la Commessione lo scopo salutare di sua istituzione ove
sorda renderebbesi a tanto pii benefici impulsi che riceve. Il
perché, giustificata col sopradetto la utilità riconosciuta della fon-
dazione, passo ora a sommettere i mezzi che conterebbonsi plausibili,
perché senza disario (?) sensibile possa aversi con che fondare e mantene-
re l’Orfanotrofio, le recluse, le Maestre, e tutt’altro occorrente a

[12v]
a tal pretgeso oggetto.
Lo Spedale ha disponibili e senza sentirne alcuna pena:
Crediti arretrati                                                          D.ti      2118. 77. 8.
Contane in cassa                                                        D.ti      1725.  3.  1.
Oltre a del frumento
Il Legato di Sano: arretri                                                   D.ti        277. 66.  5.
contante in cassa                                                        D.ti        173. 77.  3.
Il Legato di lo Faro arretrati                                              D.        1693. 60.  8.
Il Legato di Coniglio idem                                                  D.        1278.   5.  7.
Il Legato dell’Ascensione idem                                          D.          377.  51. 6.
Il Legato di Syres idem                                                        D.          239.  58. 7.
Contante in cassa                                                                 D.          181.  48. 9.

Così un totale oltre al prezzo de’ Frumenti che ha
lo Spedale di                                                                          D.        8424. 50.  4.
contribuibili dalle Opere succennate che li hanno perfettamente di-
sponibili: a quale somma uniti i più che D.ri 2000. di contribu-
zioni pietose volontarie, e le offerte che si hanno di un Prete e
un Medico Chirurgo di servire durante la lor vita gratuitamente
lo Stabilimento, sia ha un fondo totale di circa D.ti undeci mille,
con che potrebbesi di legieri costruire il fabricato, ed arrendare
decentemente l’Opera di che trattasi.
Si arrogge (?) a tutto questo un’altra non leggiera facilitazione. Havvi
nella Comune, al principio meridionale dell’abitato, la picciola
Chiesa di S.Giuseppe, con una rendita propria che basta a man-
tenerla per tutt’i suoi bisogni. Questa sta attaccata a un
lungo corso di case solerate ad unico livello, e tutto fondo en-
fiteutico o soggiogatorio reddenti alla Chiesa succennata, opportu-

[13r]
nissime per farne un monastico corridojo; anzi ne’ tempi andati
insino al 1711. furono un Convento di PP. Filippini. Comprandosi
queste pell’Orfanotrofio, si avrebbe questo quasi bell’e fatto, sal-
ve delle non forti modificazioni, colla contiguità di una Chie-
sa arrendata, la quale potrebbesi ottenere dal Diocesano che sia
smembrata dalle sue giurisdizioni, ed addetta al Conservatorio
insieme alle sue rendite. Risparmierebbonsi così oltre a un mez-
zo migliaja di Ducati per costruzione di una Chiesa pello Stabili-
mento, e le spese di fornimenti e rendite, poicchè ha tutto la Chie-
sa di S. Giuseppe.
Perdonar voglia il Consiglio nella sua tanta bontà questi prolissi dettagli
creduti necessarii per meglio penetrarsi e giudicare della faccenda.
A questa arrider degnisi colla sua sì nota filantropia: che se
per meglio restare soddisfatto ami recarsi costà seriamente un
Membro della Commessione, non dovrà che darne l’ordine, poic-
chè tantosto questo si avrà a fortuna recarsi a servirlo di per-
sona, onde non ometter mezzi che condur possano al buon
esito di un affare rispettabile, e che da se stesso raccomandasi.
La Commessione Amm.va
Firmati = Salvatore Merlo Secondo Eletto funz.te = Arciprete
Gian Battista Calì = Giuseppe Felsina Calì = Antonino Plata-
nia Sardo =


Da servire pell’Amm.ne                                 Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[14v]
20. Sett.e 1846.
La Commes.e Amm.va riattiva il prog-
getto di fondaz.e dell’Orfanotrofio
N.° 5″

h) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. 14/01/1847. Il Consiglio generale degli Ospizi di Catania accetta il progetto di fondazione dell’Orfanotrofio e richiede quanto necessario per ottenere l’autorizzazione del Governo. Intanto chiederà al Cardinale di Messina il suo parere sulla cessione della chiesa s. Giuseppe.]

[15r]
Consiglio Gen.le degli Ospizii della Prov.a di Catania
Officio … Carico … n.° 6165.
Catania 14. Gennaro 1847.

Signore
Il Consiglio avendo letto il di Lei rapporto del 20. Settembre scorso anno
1846 n.° 31. non ha potuto che applaudire al di Lei utilissimo divi-
samento di realizzare lo antico proggetto di crearsi un Orfanotrofio
in codesta Comune, nella quale mancano de’ Stabilimenti di simile
natura, ed ha con sommo compiacimento ammirato la lodevolissi-
ma filantropia di varie persone, che mosse da patrio amore, e dal
desiderio di stabilire prontamente un’Opera pia di tanta utilità,
hanno offerto una significante volontaria contribuzione delle spese
all’oggetto occorrenti.
Dovendo però provocarsi la sovrana approvazione sul progetto suindicato,
è mestieri ch’Ella fornisca al Consiglio gl’infrascritti documenti, per
potersi inoltrare al R. Governo un rapporto distinto, diretto precisa-
mente a dimostrare che la esecuzione del proggetto non presenti o-
stacoli per deficienza di mezzi, i quali debbono esser pronti, almeno
per quanto riguarda la spesa di prima istituzione.
1°. Perizia del valore delle case contigue alla Chiea di S: Giuseppe che do-
vrebbero acquistarsi per istabilirvisi l’Orfanotrofio.
2.° Dichiarazione colla quale i possessori attuali di dette case annuiscono a
cederle, tostocchè il proggetto sarà approvato, pel prezzo risultante
dalla perizia succennata.

[15v]
3.° Perizia della spesa necessaria non solo per potersi le anzidette case adattare
all’uso dell’Orfanotrofio, ma eziandio per le forniture di prima messa.
Curerà Ella di adibire per la formazione di tal perizia un abile In-
gegniere, affinchè calcolando oggi le spese strettamente necessarie
per adattare il locale al menzionato uso, in proporzione delle risorse
attuali, e capace di collocarvisi un dato numero di donzelle che Ella
tenute presenti tali risorse potrà approssimativamente determinare;
non precluda la via di poter agevolmente ridurre in avvenire la
fabrica, sia per lo esterno disegno, che per la distribuzione delle par-
ti interne, tale quale si conviene ad uno Stabilimento publico, e
per la capacità in proporzione de’ bisogni del Comune.
4.° Copia dell’atto d’obligo delle persone che generosamente hanno offerto
di voler contribuire alla spesa.
5.° Infine uno stato de’ mezzi che si hanno distinto in due categorie, nella
prima delle quali si indicheranno le somme prontamente disponibili,
cioè quelle esistenti in cassa in numerario effettivo, e lo ammonta-
re delle contribuzioni sudette; nella seconda si noteranno i resti
ad esigersi. Ed in proposito giova avvertire che le somme esistenti
in cassa per conto delle varie amministrazioni di legati d’incerto
genere, possono proporsi come interamente disponibili; la som-
ma però che deve prendersi da’ fondi dello Spedale dovrà deter-
minarsi dalla di lei prudenza in una cifra, che non pregiudi-
chi lo andamento del servizio ordinario dello Spedale medesimo.
Giova avvertire ancora che le somme da comprendersi in detto stato
come esistenti in cassa in numerario effettivo, dovranno da ora
in poi, e sino alle diffinitive risoluzioni sul progetto di fondazione
dell’Orfanotrofio, serbarsi intangibili, senza mai invertirsi in al-
tro qualsiasi uso.

[16r]
Si augura il Consiglio che codesta Commessione, convinta del bisogno di
rassegnare al R. Governo gli enunciati documenti, raddoppierà il
suo zelo per procurar di ottenerli, ed inviarli al più presto che
sia possibile, mentre nell’aspettazione di essi, va egli a pre-
gare S. Em. il Card. Arcivescovo di Messina per manifestare
il suo parere circa alla cessione della Chiesa di S. Giuseppe.
Pell’Intend.e Pres.te Il Vicario Gen.le Vice Presid.e
Cantore Platania
Alla Commessione Comunale di Castiglione


Da servire pell’Amm.ne                                             Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[16v]
14. Gennaro 1847.
Il Consiglio degli Ospizî aderisce al prog-
getto di fondazione dell’Orfanotrofio, e
dà analoghe istruzioni.
N.° 6.”

i) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. 28/07/1847. Il Consiglio generale degli Ospizi di Catania trasmette alla Commissione Amministrativa il testo della risposta dell’arcivescovo di Messina con cui si nega la cessione della chiesa s. Giuseppe per l’Orfanotrofio.]

[17r]
Consiglio Gen.le degli Ospizii della Prov.a di Catania
Uff. 1. Car. 2. N.° 3343.
Catania 28. Luglio 1847.

Signore
S. Em. il Card. Arcivescovo di Messina ha scritto al Consiglio il seguente
Officio = Ecc/za = Porgendo riscontro a quanto ha richiesto co-
desto Consiglio pella cessione della Chiesa di S. Giuseppe di mia giuris-
dizione nel Comune di Castiglione onde aggregarsi all’Orfanotrofio
che si è in pensiero di erigere in detto Comune; vengo a far riflette-
re che pella esperienza avuta ho rilevato che sorgente spesso di qui-
stioni si è il cumolarsi in una Chiesa un doppio esercizio di culto, e
per il che mi sono data la premura per quanto più mi è stato pos-
sibile a togliere questa inconvenienza, nel che fare sono stato appro-
vato dal R. Governo. Così essendo mi vedo nella circostanza di non
potermi prestare alla richiesta del Consiglio sull’oggetto suindicato.”
Il Consiglio lo comunica a Lei per valerle di norma nello adempimento
dello incarico contenuto nella Officiale de’ 14. Gennaro andante anno

N.° 6165.

Alla Comm.ne Ammm.va                              Pell’Indend.e Pres.te Il Vic.o Gen.le Vice Presid.e
Com.le di Castiglione                                                            Cantore Platania


Da servire pell’Amm.ne                                             Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[18v]
28. Luglio 1847.
L’Arcivescovo di Messina  negasi a cedere
pell’Orfanotrofio la Chiesa di S: Giuseppe
N°. 7″

j) [Carta intestata “COMMESSIONE Amministrativa Comunale DI CASTIGLIONE”. 02/09/1847. Autorizzazione ad acquistare un terreno dal Barone Pennisi per l’edificio dell’Orfanotrofio. Quale? …]

[19r]
Consiglio Gen.le degli Ospizî della Prov.a di Catania
Off. 1. Car. 4. N.° 4359.
Catania 2. Settembre 1847.

Signore
In vista del di Lei rapporto de’ 30. Luglio ultimo N.° 50. il Consiglio l’
autorizza a trattare lo acquisto del locale di terra proprio del
B/ne Pennisi ch’Ella propone pello edifizio dell’Orfanotrofio
di donzelle in codesta Comune.
Pell’Intend.e Presid.e Il Vicario Gen.le Vice Pres.te
Cantore Platania

Alla Commessione Amministrativa Comunale di Castiglione


Da servire pell’Amm.ne                                             Per copia conforme
Il Sec.rio della Comm.ne
Carlo Abbate Felsina
[Timbro “COMMISSIONE AMMINISTRATIVA
DI
CASTIGLIONE”]

[20v]
2. Settembre 1847.
Il Consiglio degli Ospizî autorizza lo
acquisto di un locale pello edifizio del-
l’Orfanotrofio.
N.° 8.”

k) [Il Presidente del Consiglio Civico, G. Reggio inoltra al Presidente dell’Ufficio e sicurezza della Camera dei Comuni di Palermo un prospetto per la fondazione dell’Orfanotrofio. Segue la lettera cui si fa riscontro …]

[21r]
Consiglio civico del comune.                          Castiglione lì 8. Febraro 1849
di
Castiglione                                                                 Signore

Oggetto
Sulla proposta erez.e di un Orfanotrofio in
questa comune

Mi do l’onore riscontrare colla celerità che
maggior ho potuto il di lei venerevol foglio del
30. precorso n.° 16. su’ chiarimenti da lei ordina-
ti in ordine alla proposta erezione di un Or-
fanotrofio di donzelle in questa comune.
Ho creduto meglio servirla rediggendo l’annesso
prospetto categorico delle dimande, ed analoghe
risposte che ho trovato opportuno umiliarle.
All’uopo ho richiamato dalla Secreteria di questa
Commissione amministrativa gli espedienti ma-
teriali; pei quali, e pelle mie conoscenze di
luoghi e circostanze del paese, ho formolato il
piano che mi onoro rassegnarle.
Degnisi di grazia pel bene di una classe tanto
esigente della bisognosa umanità, e del publico
costume di di (?) lei favorevol voto all’augusta
Camera la fondazione che prega questa comune,
che l’ha piatita insin da sette lustri ___
Il Presidente
G. Reggio”

Al Sig.r Presidente dell’Ufficio del-
l’interno e sicurezza pp/ca nella came-
ra de’ comuni del Gener.l Parlamento
in
Palermo.

[22r]
Officio dell’Interno __
30 gennaro 1849

Si esiegua
Il Presid.e
La Rosa ||

Al Sig. Presid.e
del Civico Con-
glio di
Castiglione

Signore
Trasmesso dal Sig. Presidente di questa Camera
all’Ufficio dell’Interno per riferire alla Camera medesima la carta di Lei del dì
6. novembre ultimo di n.° 30., riguardante l’ere-
zione in cotesta comune di uno Stabilimento di
donzelle orfane e projette, l’Ufficio ha tro-
vato necessario pria di emettere il suo parere
ch’Ella risponda particolarmente alle doman-
de tutte contenute nella [canc.: ‘nella carta’, ‘nell’ufficio’] disposiz.e del Consiglio
degli Ospizî di Catania del dì 14. Gen.o 1847.
di n.° 6165., di cui ha trasmesso copia. Ed innol-
tre sarà sollecito avvisare se la chiesa de’ SS.
Leonardo e Giuseppe di cotesta comune sia di
padronato particolare, se Congregazioni in essa
vi siano, e quali funzioni vi esercitino, e se i Con-
gregati consentono alla destinazione della chiesa
per uso dello Stabilimento da alzarsi [canc.: ‘erigersi’]. Rappor-
terà egualmente quali rendite la chiesa si
abbia, e se destini differenti oltre al culto di-
vino siano a tali rendite annesse. Final-
mente metterà esame accuratissimo, con intelli-
genza e rapporto di architetto, se sia miglior
senno rinunciare all’idea dell’acquisto delle
case a detta chiesa contigue, sicchè [canc.: ‘miglior’] novel-

[22v]
la fabbrica imprendendosi in altro luogo, miglio-
re esposizione si ottenga, maggiori risparmi e solidità maggiore nel-
[canc.] la costruzione, di quanto ridu-
cendo delle fabbriche antiche ad usi cui non be-
ne per avventura adattar si potranno; e special-
mente per procurare uno spazio di terreno che
al fabbricato sia contiguo [canc.] che desse sollazzo
ed aria pura alle recluse.
L’Ufficio si attende dalla filantropia di Lei
e di tutti [canc.] i suoi ottimi concittadini riscontro
sollecito e distinto a quanto Le si chiede
sicchè risolver si possa la dimanda avanzata
[canc.: ‘che’]di cui tanto onore a Lei torna ed a cotesta
popolazione.

[23v]
Interno
si esegua

[Si trova nella stessa carpetta l’originale intestato “Camera dei Comuni el General Parlamento di Sicilia. Num. 16. Officio dell’Interno, e Sicurezza Pubblica”.]

[24r]

Risposte che sommettonsi al Dicastero dello Interno del Gen.l Parlamento di Sicilia
sulle dimande dallo stesso fatte al Presidente del Consiglio Civico di Castiglione in ordi-
ne alla proposta erezione di un’Orfanotrofio di donzelle in essa Comune ne’ senzi
del venerato Ufficio della lodata Sezione Parlamentaria del 30 Genn.o 49 n.° 166


Incarichi
1. Perizia delle case attigue
alla Chiesa di San Giuseppe de=
stinabili all’Orfanotrofio
2. Dichiarazione di adesione de’
proprietarî di dette case a ce=
derle sulla stima
3. Perizia di un Ingegniere del-
la spesa necessaria per adattar=
si esse case ad Orfanotrofio.
4. Avviso anche di Architetto se
torni meglio conto modificar
quelle case al detto uso, ovvero
costruire una nuova fabrica che
abbia i vantaggi di esposizione
solidità, e risparmio, e presenti u=
no spazio che dia solazzo ed aria
pura alle recluse.

Risposte
Al 1°. 2°. 3°. e 4°.
I primi tre processero dal soppresso Consiglio degli
Ospizî di Catania coll’Uff.o del 14. Gennaro 1847 di n.°
6165, cui colla lodata Officiale del 30 precorso fu ordi=
nato anche di rispondere; il quarto è una savissima
aggiunta della nobile Camera. Comecchè tutti e quat=
tro versan su d’unico oggetto = Case comprabili pella
nuova Opera proposta = non riuscirà inopportuno ri=
spondere a tutti in massa e complessivamente.
Per insistersi nel proposito di acquistare pell’Orfana=
trofio le case contigue alla Chiesa di San Giuseppe, e po=
scia destinarle alla riferita Opera novella, farebbe d’uo=
po definir prima se questa rientra negli oggetti di pu=
blica utilità pe’ quali l’Art. 470: delle Leggi Civili au=
torizza l’alienazione forzata delle proprietà particolari.
Ma ponendo mente si di ciò, che il disciolto Consiglio degli
Ospizî del Valle, ed oggi per rimando l’Augusta Camera
Legislativa, richieggono la espressa adesione a vendere da’
privati proprietari delle case di cui parlasi, pare che virtual-
mente resti deciso, che coazione a cedere di giusto prezzo con-
tro loro non possa usarsi.
In questa idea risulta evidentissimo, e senza opera di
Architetto, che torni miglior conto erigersi una fabrica del
tutto nuova, anzicchè adattare le attuali case succennate.
Avvegnacchè si vede bene che con tali case non può a=
versi un’ Orfanotrofio bell’e fatto: dovrebbero modellar=
si al nuovo uso; e siccome con esse si avrebbe poco, co=
sì di forza dovriano aggregarvisi fabriche novelle. In=
tanto quelle case essendo proprietàdi molti particolari
potrebbe avvenire di legieri che vedendo eglino pella

[24v]
Suprema Sanzione Parlamentare limitata di forza la erezione
dell’Orfanotrofio alle case loro, che così all’uopo diverrebbero
oggetto indispensabile e quasi condizione sine qua non alla no=
vella Opera, potrebbero affettare di non voler vendere, allo sco=
po di ottenerne un prezzo arduo, e triplo o quadruplo sul giusto.
Causar potrebbesi tal forte inconveniente e probabilissimo col
seguente mezzo che va ad umiliarsi.
La Chiesa di San Giuseppe, sita all’ingresso meridionale
del paese, giace sopra un punto eminente, e gode quindi di
un vasto orizzonte e maestoso. Dal suo lato settentrionale
confina colla fila di case solerate di cui sopra si è fatto cen=
no, le quali per lunghi anni furon ricetto di una Comunità
di Padri Filippini, sinchè questi ne sloggiarono ne’ primordi
del secolo decorso. Dagli altri tre lati è sgombra dapertutto,
poggiando a un masso intero e declive di pietra biancofor-
te, alto e largo al di là di sessanta palmi.
Su questo enorme masso, quasi una collina, ergendosi
una nuova fabrica pell’Orfanotrofio attaccata alla Chiesa
summentovata, si avrebbero i seguenti vantaggi
1°. Massima solidità nello edificio perché avrebbe
a base il letto intero di una rupe;
2°. Aria campestre pelle recluse libera e saluber-
rima, colla facilità di potersi aggregare quel
maggiore spiazzo che si voglia per dar solazzo
alle medesime;
3°. Abilitazione o potersi ingrandire viessempre
in prosieguo;
4°. Pietra abbondantissima, ed anzi può dirsi inesau=
ribile, per fabbriche ed aperture. Acqua poi inter=
minabile per la fabrica, essendocchè a pochi passi
scorre un torrente, che nello inverno, anzi per sei me=
si e più, presta acque abbondantissime. Alquanta
arena si ottiene insieme da’ frantumi e stritola=
mento della pietra per costruzione dalla rocca

[25r]
suddiscorsa. Infra a trenta passi si ha il pubblico fonte
perenne d’acque potabili detto del Carmine, ove il Reclusorio
può provvedersi comodamente, senza venire astretto alle
pronte spese di una cisterna.
5°. In appresso i proprietarî delle case summentovate,
persone per altro non aggiate, è ben facile che le offrano
spontaneamente al Reclusorio, o che le cedano, richiesti,
a giusto prezzo, poicchè non vedon l’Opera affogata per
acquistarle: così si avrebbero le dette fabbriche senza
jattura contigue alla novella costruzione che or fa=
rebbesi. Per altro aggregata all’Orfanotrofio la Chiesa
succennata, e quindi entrambi divenuti unica Opera,
diverrebbe questa creditrice de’ canoni annui che esi=
ge sopra tutte le case dinotate: così maggior facilita=
zione ad acquistarle con leggiera somma pe’ casi ov=
vii di riscatto forzato delle rendite pel non pagamento
in un biennio.
Se si fa grazia accogliere le sommesse idee, n’emergon
non necessarie le perizie richieste: anche al riflesso che
mancando nella Comune abili Ingegnieri od Architet=
ti, se ne dovrebbe, provvedere da Aci o da Catania. Da
ciò un’assai ardua spesa che non si saprebbe d’onde at=
tingerla, perocchè l’Orfanotrofio tuttora non decreta=
to non può quindi aver rendite con cui far fronte
a quella ingente spesa.

5: Mezzi che si hanno in
somma disponibili, obla=
zioni e crediti

5.
Le oblazioni giusta l’atto del dì____________________
esistente nello Archivio di questa Commessione Ammi=
nistrativa da cui si è richiamato offrono in risultato
le seguenti posizioni:

Soccorsi per la fabrica –    –    –   —         onze    142. 12,. ___
Detti per mobiglia e telai                        onze     22.  __   ___
Libere –     –    –     –                                    onze    214. __   ___
Per compra di stabili e rendite              onze    100  __   ___
Due rendite perpetue in onze quattro  onze    80    __   ___

[25v]
Un medico e un Sacerdote che servon
gratuitamente l’Orfanotrofio
Beni Stabili
Una chiusa di terre in territorio di Castiglione con=
trada Grotta delle Ciavole del valore di circa ad on=
ze duecento a conseguirsi in morte dell’oblatore:
durante la sua vita onze 3. all’anno
Una vigna in contrada Gaeto, e una chiusa di ter=
re in contrada Lorgale del valore di circa ad onze
cento da conseguirsi tosto attivato l’Orfanotrofio.
Il contante e crediti impiegabili sono dettagliati
nell’Ufficio al Consiglio degli Ospizî di questa
Commessione Amministrativa del 20 Settembre 1846:
n.° 31. di cui fu umiliata copia tra gli altri do=
cumenti da questo Consiglio Civico al Parlamento
Generale.
E’ certo che le somme astanti ivi descritte; par=
ticolarmente della Cassa dell’Ospedale restarono
esaurite dalle vicende politiche dell’anno scorso, e
dallo impiego fatto nel debbito pubblico Nazionale
dallo Spedale medesimo in Gennaro ultimo. Ma do=
ve le Auguste Camere faccian grazia decretarel’O=
pera di sui si supplicano; la capitalizzazione de’ so=
pravanzi di Amministrazione che d’oggi in poi pos=
sano ottenersi sullo Spedale ed altre pie Opere de=
scritte nel detto Officio di Settembre 1846; la loro
intangibilità per destinarsi man mano all’Orfanag=
gio; altrettanti anche pe’ crediti che a misura dello
addolcimento delle circostanze attuali, e dal ravvi=
vamento del traffico possan irsi esiggendo: si avreb=
be un fondo, che unito alle pie oblazioni volonta=
rie attuali, ed altre che può svegliarne il comincia=
mento della fabrica; darebbe i mezzi a porsi mano

[26r]
nel lavoro, per progredire bensì col tempo e coll’accor=
gimento di giudiziosa amministrazione. Così del resto
son cominciate le Opere che in atto vedonsi prosperose
ed anche colossali: sempre a deboli primordii, da scar=
si mezzi, da auspicii stentati. Tale fù la benefica isti
tuzione di questo Spedale, partita da un pio legato
di sole onze trecento; tale quella di tutte le Opere di
beneficenza publica di Aci=Reale, e di quasi tutte le
pie fondazioni che oggi godono ricchezze.

6°. Se la chiesa de’ San=
ti Leonardo e Giuseppe
sia di privato padronato

6.°
Chiesa ne Sacramentale, ne soggetta a padrona=
to particolare

7°. Se in essa sian Con-
fraternite, quali funzio=
ni vi esercitano, e se conse-
tano alla sua destinazio-
ne all’Orfanotrofio

7°.
Vi ha una Confraternita, la quale altre funzioni
non esercita che un corso di preci ed opere di pietà
ne’ soli giorni di Domenica, ed assiste alle processio=
ni che si fanno alla Madrice. I Confrati non hanno
amministrazione delle rendite della Chiesa, ma que-
sta gli spesa pel solo consumo della cera. Eglino
consentono a sloggiarne, come dimostra la loro espli=
cita deliberazione sul proposito del quattro di questo
mese, di cui qui in ventre và umiliato un doppio o=
riginale

8°. Quali rendite abbia
la detta Chiesa

8°.
Secondo l’attuale percezione: in beni stabili onze
diecisette _       __          __                     onze    17.
In cenzi bollali netti di retenzione onze
nove e tarì nove __      ___      __          onze     9. 9 –
Ha poi i suoi utensili sacri e vestimenta. Il valore
di questi, il capitale delle rendite sudette; e la fabrica
della Chiesa compiuta di tutto punto, presentano un
risparmio all’Orfanotrofio almeno di onze mille, quan-

[26v]
to colla massima parsimonia dovrebbe spendere per
ottenere tali oggetti indispensabili: Chiesa, arredi, e
reddito pel suo mantenimento. Ecco un nuovo impor=
tantissimo vantaggio di arrota a quelli umiliati al
n°. ___ di questo foglio.

9°. Quali pesi abbia la
Chiesa

9°.
Non altri che le spese del Culto, tarì dodici annua-
li all’Arcivescovo Diocesano per Cattedratico e Semi=
nario, e il fornimento di cera alla Congrega. Que=
sta ultima spesa, eriggendosi l’Orfanotrofio, verreb-
be ad essere tolta, ed indossata dalla Chiesa di Santa
Maria, giusta la dichiarazione di questo Arcipre-
te Parroco, da cui essa dipende, scritta in calce del-
la deliberazione de’ Confrati citata al n.ro 7= di questa
carta.

[Dichiarazione della confraternita di s. Giuseppe e dell’arciprete]

[28r]
M/ro Matteo Bruno Governatore
M/ro Salvatore Miceli primo assistente
M/ro Benedetto Alibrandi secondo assistente
M/ro Vincenzo Vecchio Tesoriere
M/ro Gaetano Magrì Detentore
D. Francesco La Monica
M/ro Vincenzo Bertone
M/ro Michele Piccione
M/ro Giuseppe Valenti
M/ro Antonino Schepisi
M/ro Girolamo Raciti
M/ro Michele Sant’Angelo
M/ro Salvatore Schepisi
M/roRosario Vecchio
M/ro Niccolò D’Amino
M/ro Rosario lo Monaco
M/ro Vincenzo li Guardi
M/ro Salvatore Vecchio
M/ro Gioachino Russotti
M/ro Rosario Alibrandi
M/ro Santo Cavallaro
M/ro Salvatore Raciti
M/ro Giuseppe di Bella
M/ro Rosario Scuderi
M/ro Giovanni Ponticello
M/ro Vincenzo Zumbo
M/ro Angelo Schepisi
M/ro Vincenzo Piccione
Confrati della Congregazione sotto titolo del Glo-
rioso Patriarca San Giuseppe nella Comune di Casti-
glione, venuti in cognizione che dal Consiglio Civico
di essa Comune fu inoltrata domanda al Parlamento
del Regno, onde che sia fondato, ed eretto in

[28v]
essa Comune un’ Orfanotrofio addiundosi ad esso la Chie=
sa de’ SS. Leonardo , e Giuseppe con le sue rendite, ove essi
Confrati han proprio un’Oratorio con sepoltura anche
propria, in cui esercitano gli esercizj di pietà giusta
i loro regolamentarj capitoli
Considerando essi Confrati quanto sia utile, e profi-
cua la ideata findazione _
Volendo dal canto loro concorrere al bene della stessa,
di unanime voto, e consenso hanno deliberato esser pronti,
ove voglia accettarsi questa di loro offerta a cedere per
addirsi all’Orfanotrofio erigendo; l’Oratorio antidet-
to ove per lo addietro hanno esercitati gli eserci-
zj di pietà, sotto le seguenti condizioni _
Primo che la presente cessione dovrà aver luogo, quan-
te volte avrà effetto, e compimento l’Orfanotrofio in
discorso _
Secondo che il S.r Arciprete Rettore delle Chiese
di Castiglione permetta che i Confrati pe’ loro pii eser-
cizj, ed altro possano radunarsi nella parrocchiale
Chiesa di Santa Maria Maggiore di questa Comune
Terzo che lo stesso S.r Arciprete permetta di costru-
irsi in essa chiesa un’altare con una nicchia onde po-
tervisi collocare trasportandovisi colà a statua
di San Giuseppe _
Quarto che il medesimo S.r Arciprete provveda
amche allo assegno delle spese a cui va attualmente
tenuta in loro favore la Chiesa di San Giuseppe _
Quinto infine che di tutto si formi atto autentico
per la pruova d’avvenire
[Firme autografe] Matteo Bruno Governatore
Vincenzo Bertone
Girolamo Raciti
Antonino Schepisi
Vincenzo Piccione
Benedetto Alibrandi
Michele Piccione

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