Seconda Visita pastorale di Sua Ecc. Mons. Giuseppe Malandrino (17-20 aprile 1997)

6 aprile. Domenica. Bella giornata. Inaugurazione della ‘visita pastorale’. Nella mattinata viene celebrata solo la messa delle 10,00 nella chiesa del Carmine (XXX Enrico Marchese). Il vescovo arriva alle 18,05 in piazza Lauria. Era atteso, secondo il programma, alle 18,30. Disappunto. Arciprete e clero lo trovano in piazza a parlare con la poca gente presente (sindaco, on. Ilario Floresta …). Richiamo e rimproveri (‘affettuosi’) del Vescovo. A qualcuno, pare, abbia anche tirato, in modo abbastanza evidente, le orecchie. Processione per la via S. Pietro e ingresso solenne. Sono presenti i parroci di Solicchiata (don Orazio Triolo, o.p.) e quello di Passopisciaro (salesiano), con rappresentanti delle parrocchie. Discorso di accoglienza, in chiesa, dell’arciprete Cannavò, del sindaco, del presidente dell’AC e risposta del Vescovo. Chiesa piena. Dopo la messa convenevoli in canonica. […]

10 aprile. Giovedì. Bella giornata, fresca; tramontana. Dopo l’adorazione nella chiesa S. Pietro riunione in Canonica dei membri del Consiglio pastorale per organizzare in dettaglio gli appuntamenti della visita pastorale.

11 aprile. Venerdì. Bella giornata; tramontana. Il vescovo dovrebbe essere in visita a Solicchiata. […]Sullo stesso numero [‘Gazzettino di Giarre’, N. 11] articolo a p. 4 sulla visita pastorale a Castiglione: “DOMENICA 6 APRILE 1997, PARROCCHIE IN FESTA A CASTIGLIONE DI SICILIA. Per la visita pastorale del Vescovo Mons. Malandrino. Domenica 6 aprile in piazza Lauria a Castiglione di Sicilia in un pomeriggio primaverile è stato accolto festosamente dai numerosi fedeli Sua Ecc. Mons. Giuseppe Malandrino, vescovo di Acireale, giunto nel paese per la sua seconda visita pastorale (la prima l’aveva fatta nel 1988). Le tre parrocchie del Comune (quelle di Solicchiata e Passopisciaro, oltre che di Castiglione) saranno visitate dal Vescovo dal 6 al 27 aprile. Numerosi saranno i momenti di incontro con i fedeli: anziani, giovani, gruppi religiosi, scuole, associazioni culturali, appuntamenti che, in un contatto diretto, avvicineranno il Pastore al suo gregge. Sua Eccellenza, dopo un breve incontro in piazza, ha percorso insieme ai fedeli un tratto di strada sino alla chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, sede dell’arcipretura, dove ha ricevuto i saluti delle massime autorità. Erano presenti a dargli il benvenuto, oltre all’arciprete del paese don Gaetano Cannavò, Sua Ecc. Mons. Gaetano Alibrandi, don Orazio Triolo, parroco di Solicchiata, don Enzo Di Mura, il salesiano don Luigi Costanzo, parroco di Passopisciaro, Don Salvatore Treffiletti. Il primo a porgere il doveroso saluto al Vescovo è stato l’arciprete Cannavò, che, con grande emozione e gioia, ha ritenuto la visita di Sua Eccellenza un «evento di Grazia» per tutta la comunità castiglionese, perché «in qualche modo riflette l’immagine di quella meravigliosa Venuta del Buon Pastore Cristo Gesù, che ha visitato e redento il suo popolo», secondo le parole dell’evangelista Luca. Ancora l’Arciprete ricorda che per i fedeli questo è un momento privilegiato di dialogo ecclesiale che deve portare ad inoltre un rinnovamento degli animi di tutti per far crescere la Chiesa in una maggiore unità spirituale. Il parroco ha fatto un breve excursus storico della parrocchia, che affonda le proprie radici nel Medioevo, citandone i momenti più significativi. Dopo i saluti, a nome di tutta la cittadinanza, del Sindaco ing. Concetto Bellia, il presidente dell’Azione Cattolica, il signor Gaetano Vinciguerra, in rappresentanza di tutti i gruppi cattolici parrocchiali, tra cui il Movimento della Speranza, la Legione di Maria, le Lampade Viventi, la Caritas, i Giovani del Gruppo Cantorum, l’associazione culturale Archeoclub, ha porto i saluti rivolgendosi a Sua Eccellenza con accorate parole. «Questa Sua visita – dice – ci ricorda, specie in questo periodo pasquale, la visita di Nostro Signore Gesù Cristo ai suoi apostoli. Che possa questa Sua venuta rafforzare lo spirito in ognuno di noi e tenderci verso Colui che si è sacrificato sulla croce per l’umanità intera. Speriamo tanto che Ella con la Sua presenza e con la Sua viva, vibrante, amorevole e calda voce ci sia di guida sicura per seguire la via giusta in questo mondo pieno di nefandezze, di frivolezze e di assenteismo dalla casa di Dio». Mons. Malandrino, durante la messa celebrata insieme a mons. Alibrandi e ai parroci, oltre ad esprimere la sua gioia nel trovarsi in una delle sue parrocchie più distanti da Acireale, non esita a ricordare a tutti i credenti che «bisogna condurre una vita nella più viva cristianità, senza trascurare i problemi sociali che ci circondano». La sua visita vuole essere un input ad una maggiore comunione con i fratelli, ad una evangelizzazione sempre più ampia e ad un incremento della preghiera e della carità verso gli altri. Ma soprattutto il suo pensiero va ai giovani, pilastri fondamentali del futuro, e li sprona a rafforzare i veri valori della vita, senza lasciarsi sviare dalle cose futili che lasciano solo vuoto e solitudine. La visita pastorale, che ha appena avuto inizio, si concluderà il 27 aprile con una solenne celebrazione Eucaristica nella Basilica della Madonna della Catena. Enza Conti”. […]

17 aprile. Giovedì. Alle 18,30, in s. Pietro, inizio della visita pastorale di mons. Malandrino. E’ accompagnato dal segretario, don Guglielmo Giombanco. Chiesa piena a metà (soprattutto donne associate ai vari gruppi). Dopo la messa adorazione eucaristica. Cerimonia un po’ lunga. Il vescovo va a dormire a Randazzo, presso le Suore Ancelle di Gesù Sacerdote.

18 aprile. Venerdì. Pioggia nel pomeriggio. In mattinata visita del Vescovo alle scuole (media, magistrale, elementari). Inutile attesa all’asilo. Lungo e sentito l’incontro con i ragazzi della scuola media. Lettera aperta di Elvira Purello (scritta presumibilmente dal padre …). Tono acido e atteggiamento irritato verso la Parrocchia. Troppo impegnato e ‘alto’ il discorso del Vescovo ai ragazzi. È stato obbligato dal tono della lettera e dalle poesie e domande preparate dai ragazzi. Esecuzione strumentale di alcuni motivi guidata dalla prof.ssa Strano. Dalle 12,15 alle 13,30 vista al Comune. Il pranzo è preparato in canonica da alcuni elementi dell’Azione Cattolica (signorina Flavietta, Franca Valastro, signora Pennisi-Taddone, Gabriella Consoli…). È stata preparata una stanza in canonica per il riposo pomeridiano. Alle 16,30 incontro nel salone del Carmine con i membri dell’AC. Pioggia. L’arciprete presenta un nuovo video proiettore appena acquistato, per il valore di oltre dieci milioni. Segue l’incontro con il Movimento della Speranza. Qualcuno fa notare che il signor Silvestro ha voluto fare una dimostrazione di forze facendo venire molte persone che forse non fanno parte stabile del gruppo. Viene riproposto durante l’incontro soprattutto il problema dell’assenza delle suore e di quello che si è fatto per evitare che andassero via. Dopo l’incontro pare ci sia stato uno scambio molto acceso e per qualcuno ‘scandaloso’ tra il Vescovo ed una signora (la signora Montalto?). Quest’ultima avrebbe fatto notare al Vescovo che le suore sono state quasi obbligate ad andare via anche per motivi di sussistenza. Chi le manteneva? Il Vescovo avrebbe risposto in un modo molto duro, rude, gridando, con tanta meraviglia e sorpresa da parte dei presenti. – Lo ricorda cosa ha fatto Francesco? Sarebbero dovute rimanere anche senza mutande! … – Dopo gli incontri messa nella chiesa del Carmine. Alle 20,00 incontro con le catechiste fino alle 21,15. Testo della lettera letta da E. P. nell’incontro con il Vescovo nel salone della scuola media: “Lettera aperta per sua Ecc. Mons. Giuseppe Malandrino. Reverendissimo Padre, Eccellentissimo Vescovo; (sic!) la sua visita pastorale a Castiglione, motivo di profonda gioia ed (sic!) di immensa speranza. La sua presenza qui, con noi, spinge noi giovani pieni di virtù sane, e di profonda fede religiosa, ad illustrarle alcuni problemi che con sommo nostro dispiacere, investono i giovani cattolici di Castiglione. A Castiglione la vita religiosa si è fermata solamente nell’esaurire la santificazione della festa, cioè nella celebrazione della messa domenicale. La mancata messa a disposizione di strutture, l’estraneità (sic!) di persone disposte a stare alla guida di noi giovani, non ci consente nessuna attrazione verso quei principi di cui la comunione cattolica è maestra. Qui non esiste una sede permanente a disposizione di noi cattolici, che rimanendo aperta tutti i giorni possa richiamare la nostra presenza per potere trascorrere il tempo libero uniti nella fede e dedicarci in opere di bene, accrescendo sempre più la nostra partecipazione per affermare l’opera della chiesa cattolica e nello stesso tempo approfondire le nostre conoscenze, consolidando la nostra fede in Dio. In questa epoca malvagia, piena di tentazioni, di vita scostumata che tendono a far vacillare sempre più i nostri principi sani, ogni giorno si sente necessario, per evitare sviamenti, operare per propagandare le virtù cristiane. Durante la sua permanenza a Castiglione avrà modo di vedere e constatare che noi giovani cattolici romani siamo in balia di noi stessi e ogni manifestazione viene fatta grazie al nostro zelo, perché lo sentiamo per la nostra fede. I locali che potrebbero ospitarci, di proprietà della chiesa, rimangono chiusi, diventando così inaccessibili. Ci riferiamo all’edificio e al campo adiacente alla chiesa del Carmine che sarebbe un buon locale per riunirci, parlare dei problemi della parrocchia e invitarci a praticare lo sport del tennis ed altri. Non esistendo un consiglio parrocchiale come in tutti gli altri paesi, le nostre chiese prive di sacristi, vivono in uno stato di abbandono, rimanendo sempre chiuse, tranne qualcuna nell’ora del culto e per l’occasione, non permettendo al cittadino, al viandante, al visitatore ed al turista di entrarvi o di sostarvi in preghiera. La preghiamo, eccellentissimo Padre, di voler personalmente prendere a cuore le nostre esigenze, facendo sì che, con il suo fattivo interessamento il coro della chiesa, in passato risonante e curato da una suora di S. Anna, ora in stato di abbandono, abbia da avere un suo coordinatore per riprendere il primitivo splendore; che i locali del Carmine vengano aperti e messi a disposizione dei giovani cattolici, curando il campo di giuoco che si presenta inagibile per le sporcizie; che la biblioteca, vanto di Castiglione, sia aperta regolarmente ogni giorno o per-lo-meno in giorni stabiliti, dando incarico ad un responsabile, perché ai giovani ai quali sono affidate le sorti del domani, non venga a cessare il fervore di adoperarsi per sempre crescere l’amore verso Dio ed operare secondo le virtù cristiane impartite dalla Santa Chiesa. Terminiamo chiedendo venia per averla tediata con questo sentito discorso e confidando nella sua reverendissima persona invochiamo la sua santa benedizione.”

19 aprile. Sabato. Variabile; tramontana. In mattinata il vescovo visita alcuni ammalati. Preparano il pranzo alcuni membri del Movimento della Speranza (la signora Silvestro, la signora Scalzo, la signora Rinaudo, la signora Montalto). Nel pomeriggio incontri con il Consiglio Parrocchiale e con il Consiglio per gli Affari Economici, con la Misericordia, con i giovani e le coppie di sposi, nel salone del Carmine (fino alle 21,30). Messa nella chiesa del Carmine.

20 aprile. Domenica. In mattinata visita alla chiesa s. Vincenzo dopo la celebrazione della Messa. Saluto estemporaneo della signora Enrichetta Palumberi. Canta al Vescovo una vecchia canzone dedicata al Buon Pastore. Commozione. Alle 11,30 Messa nel Cimitero. Pranzo preparato dai membri dell’Azione cattolica. Alle 17,00 visita alla chiesa di Gravà. Alle 18,30 visita alla chiesa di Verzella. Grandi preparativi a Verzella. Manifesti a stampa di accoglienza. Guida i canti Mariella Silvestro. Saluto iniziale del prof. Manitta. Alla fine della messa l’arciprete invita la comunità a essere più unita e in sintonia con il Parroco. Basta costruire ora bisogna formare … Come a Gravà accompagnano il Vescovo il cap. Vinciguerra e altri membri o dell’AC o del Movimento della Speranza. Fotocopia distribuita a Verzella: “Domenica 20 aprile 1997 2° visita pastorale di Sua Ecc. Mons. Giuseppe Malandrino nella comunità parrocchiale di Verzella. Domenica ore 18 Raduno dei fedeli davanti alla chiesa. Ore 18,30 Arrivo di Sua Ecc. Mons. Malandrino, primo incontro con i fedeli, soprattutto con i bambini che aspetteranno uniti l’arrivo del vescovo assieme ai rappresentanti del Movimento della Speranza e i chierichetti. Dopo l’ingresso in chiesa vi sarà la presentazione della comunità con eventuali problemi e lavori svolti durante gli ultimi anni. ore: 19,30 A conclusione della funzione liturgica il vescovo sarà invitato dai fedeli in sacrestia per un breve incontro. Programma lavori. Sabato ore: 14,30 hanno inizio i lavori di pulizia con l’uscita della vara e la preparazione dell’addobbo floreale. In serata prova di canto. Domenica ore: 9 dopo il raduno in chiesa sarà diviso il lavoro ai tre gruppi di cui il 1° sistemerà i manifesti e le bandiere per la via del paese, mentre gli altri due gruppi completeranno i lavori in chiesa e nella piazzetta.”.

27 aprile. Domenica. Variabile; scirocco. In mattinata viene celebrata solo la messa delle 10,00 nella chiesa del Carmine. Nel pomeriggio, alle 15,00, prove di canto in Basilica. Alle 19,00, in Basilica, chiusura della visita pastorale nel comune. Il Vescovo è accompagnato dal segretario don Guglielmo Giombanco. Sono presenti i parroci di Passopisciaro e di Solicchiata con rappresentanti delle comunità. Assenti le ‘autorità’. L’arciprete Cannavò e il cap. Vinciguerra porgono il saluto al Vescovo ma sembrano limitarsi alla sola parrocchia ‘Santi Pietro e Paolo’ di Castiglione, senza alcun accenno alle altre parrocchie. Sarebbe stato bene che anche i parroci e i rappresentanti delle altre Parrocchie intervenissero in maniera ufficiale.

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