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Questo fiume, che è fra i più importanti della Sicilia
orientale, ha la sua scaturigine, secondo il Filoteo, « da un
« fonte detto il Saliciazzo diviso in due ruscelli, che ambe-

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« due, uno da destra e l’altro da sinistra, sorgono circa e
« miglia sopra Randazzo »; o dal monte Feliciano, secondo
l’avv. C. Grassi, poco lungi da Floresta a 1250 m. sul livello
del mare; o dal monte Musarra (1192 m.), secondo una carta
dello Stato Maggiore italiano, eseguita del 1899.
La sua denominazione incostante, talvolta incerta, pare
che ricordi alcunchè dell’idioma dei diverso popolo che ebbero
dominio nella vallata, Assinos (Assinos) fu detto dagli Elleni-
ci; e i Naxi (ellenici-calcidici) l’adorarono, sotto tal nome quale
divinità fluviale. Akesinhs (Akesines) fu detto da Ticudide;
Asines da Plinio; Asinius ed anche Taurominius da Vibio
Sequestre; An Nahr’ al Barid (?) dagli Arabi. Cantera, fu
primieramente detto in un Privilegio di Ruggiero, dell’anno
1117; flumen Cataris in un altro del re Federico II del 1302
ed in un terzo del re Martino (1407). Cantara lo appellarono
in seguito il Fazello, il Maurolico ed altri, col quale ultimo
nome è a noi pervenuto. Pare assodato, quindi, che né l’Ono-
bola di appiano, né l’Achate di Vibio Sequestre, ricordati dal
Filoteo, stando agli accertamenti positivi di storici moderni,
debbano identificarsi coll’odierno Alcantara (1)[1].
La sua maggiore importanza incomincia da Mojo; dove,
il volume delle sue acque viene notevolmente accresciuto
dalle numerose polle di Iannazzo e Acqua fredda.
La lava eruttata dal monte del Mojo nel 396 a. C. (la
più importante èer il ungo percorso e per l’area occupata,
di quante fanno funestato questo versante) formò il suo alveo
fino a Schisò, dove ha la foce.
Il suo non breve percorso serpeggia placidamente per la
più parte, nella meravigliosa omonima vallata, vera conca di
smeraldo.


[1] (1) Cfr. in proposito avv. C. GRASSI, Op. cit; Prof. Dott. Pietro RIZZO Naxos
Siceliota.

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Da S. Nicola in giù, per il succedersi di rumorose iri-
discenti cascate, per il tetro insenarsi in stretti e profondi
abissi formati da giganteschi banchi di lava, seguiti da co-
lossali colonnati di basalti prismatici, che s’allargano ad an-
fiteatro, assume un aspetto singolare, pittoresco.
L’Alcantara, che vide imporporare le sue acque del san-
gue glorioso dei Nassi e dei Trinacini; che assistè spettatore
allo sfacelo delle potenti e temute loro città e al sorgerne di
nuove; che vide scintillare il brando di greci condottieri e
di romani imperatori, e successivamente l’orrendo scempio
dell’arabo e il trionfale riscatto del duce normanno, e papi
portanti la parola di pace; che vide ancora l’insultante al-
bagia dei re spagnuoli e già giù dei castigliani, e degli au-
striaci, fino ai fausti giorni del glorioso risorgimento, siegue
il suo placido e monotono corso, vetusto superstite, testimone
beffardo della umana caducità!

Questo fiume è in parte limite naturale fra la provincia di
Catania e quella di Messina; benefico per la ricchezza che con
la irrigazione apporta alle campagne di Mojo, Castiglione,
Francavilla, Motta; e giù giù di Kaggi, Calatabiano e Giar-
dini; prezioso per la diversità di pesci che fornisce. La pesca

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vi è esercitata impunemente senza limite di termini, Ben è
vero che « i naturali di Castiglione hanno esercitato il dritto
« di poter pescare in questo fiume, fin da tempo immemora-
« bile, senza pagar cosa veruna; ma nelli mesi però, di feb-
« braio, marzo ed aprie la pesca era proibita (d’ordine delli
« Giurati) e con giusta ragione, giacchè in quel tempo si ge-
« nerano le trotticiuole.
« Le trotte non si ritrovano in tutto il corso del fiume,
« ma da dove incomincia infino sotto la terra della Motta
« Camastra e dopo le piene con preferenza; di là, insino al
« Casale di Castrorao si pescano anguille di poca quantità e
« piccole, ma sono di un singolare sapore; da Castro Rao in
« poi, si pescano alcuni pesci piccoli di diversi colori, chia-
« mati mazzoni; vicino poi, la foce del fiume si pescano
« muletti piccoli e di grato sapore e qualche raro sal-
« mone (1)[2] ».
La pesca esercitata impunemente in tutti i mesi dell’an-
no, con mezzi leciti ed illeciti, ha assottigliato sensibilmente
il numero dei muti abitatori delle acque di questo fiume.
Sarebbe opportuno, intanto, far capo alla legge applicandola
convenientemente, per far sì che rifiorisca questa non dispre-
gevole industria.
L’Alcantara, alimentato ordinariamente da numerose ed
importanti sorgenti o vene di acqua purissima (Iannazzo-
Acqua fredda-Cacapitrulli-Vena-Imperi ecc. tutte in questo
territorio) ha inoltre eventuali torrenti e fiumane di grande
portata, che ingrossati da subite ma torrenziali pioggie fan
capo ad esso, rigonfiandolo spaventosamente; ciò che d’ordi-
nario apporta non lievi danni.
Le acque di questo fiume, che fino adesso han sercito
solamente a feecondare i tereni con la irrigazione; ad ali-
mentare i numerosi mulini e le gualchiere; ed in tempi an-
dati anche di forza motrice ad una segheria di legname, lag-


[2] (1) D.r SARDO, ms. cit.

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giù a S. Nicola (1)[3], industrie non spregevoli certamente, …
dal progresso dell’elettricità applicata all’idraulica de…
ad un grande avvenire industriale.
Oltre la officina elettrica, (sorta nel 1901 vicino l’a…
ponte della Ciappa, alla riva opposta della borgatina di Gravà
che produce l’energia per la illuminazione, (nelle sole …
ore notturne) (2)[4] di Castiglione e di Francavilla, sono q…
ultimati i lavori per un grandioso stabilimento idroelettri-
co (3)[5], che sorge laggiù a Mitogio (4)[6]; che sarà, per impor-
tanza, fra i primi d’Italia e fra i primissimi di Sicilia.



[3] (1) FILOTEO – Op. ed. cit.
[4] (2) Il resto del giorno e della notte rimane inoperosa! L’Impresa non ha
creduto opportuno utilizzarla in opificii, per timore del Riscatto; dritto spet-
tante, per contratto ai due municipi di Castiglione e Francavilla, già in corso
di soluzione.
[5] (3) A cura della Società idro-elettricia della Sicilia orientale che produrrà
crica 12.000.000 annui di cavalli di forza.
Quale insperata fortuna per la Valle dell’Alcantara, per la nostra Casti-
glione! L’avvenire si presenta promettente. Sta a noi, adesso, rompere
il guscio dell’isolamento, trasformare le sorti della nostra languente agricol-
tura! La lodevole iniziativa sorta in Castiglione per la costituzione di un
consorzio fra i paesi interessati nella costruzione di un tronco ferroviario a
trazione elettrica, che da Giardini su per l’Alcantara s’interni nell’isola, è
stata accolta con entusiasmo. Perseveriamo e trionferemo! Il momento è più
che mai propizio! Che non prevalga la nostra ignazia abituale!
[6] (4) Territorio di Castiglione; nel quale sviluppa pure tutto intiero il per-
corso; dalle sorgenti Imperi a Ficarazzi, punto di presa, giù per Valanche,
Pantalemmi e Mitogio o Chiapparo, dove sorge l’officina.

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