– 146 –

In ognii tempo Castiglione è stata culla di colti e illustri
uomini, che hanno primeggiato per zelo, pietà, dottrina, fi-
lantropia e patriottismo.
S. Cremete. Vissuto intorno il 1092, si vuole nativo di
Castiglione. A Placa (2)[1], dove menava vita di anacoreta, fondò
l’Abbazia dei Basiliani, sotto il titolo del SS. Salvatore, die-
tro la concessione di un vasto tenimento di terreni nudi e
boschivi, fattagli dal gran Conte Ruggero, che costituì la dote
di essa Abbazia.
La vita sua integerrima ed illibata, che visse in aspra e
continua penitenza, gli meritò gli onori degli altari.
Anton Giulio Filoteo de Amodeo. Questo illustre uomo,
addottorato in ambo i dritti, nacque in Castiglione intorno il
1515 (3)[2]. Qualcuno, dopo aver quistionato sulla patria sua,
dubitò anche della di lui esistenza.


[1] (2) Allora nel territorio di Castiglione, al presente in quello della vicina
Francavilla.
[2] (3) Secondo il Can.co DI MARZO. Nulla posso aggiungere di concreto sulla
sua nascita. Negli Archivi di Castiglione non esistono atti anteriori al 1600.

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Che sia nato in Castiglione, nessun dubbio deve esistere;
poiché, lui stesso chiaramente lo dice nei suoi scritti (1)[3]; a
più di un posto di essi chiama Castiglione patria sua, indi-
cando financo la casa che fu di sua abitazione.
Che Antonino e Giulio fossero l’identica persona, non è
nemmeno a dubitare. Firmavasi talvolta Anton Giulio, tal’al-
tra Giulio solamente (2)[4], forse, per abbreviare la lungaggine
del nome.
Fu di nobile famiglia (3)[5]; intimo della nobile casa Sar-
do, ed in ispecial modo del barone D. Giulio; al quale fu
anche compadre.
Devotissimo della casa Gioeni; fu di essa il legale con-
sultore e difensore nelle liti; dalla quale fu tenuto in gran-
dissima stima, e ne ebbe beneficii e concessioni.
Insegnò legge, e scrisse molto e su diversi argomenti.
L’importanza e la serietà dei soggetti delle sue opere (4)[6],


[3] (1) V.« Descrizione della Sicilia » tanto nella parte prima già pubbli-
cata, quanto nella seconda ancora inedita.
[4] (2) Nell’atto di concessione delle terre dello Schigliatore a lui fatta da
D. Giov. Tomaso Gioeni marchese di Castiglione nell’anno 1545 è nominato
Antonino Filoteo.
Di questa concessione esiste copia in questo municipio.
In una specie di certificato, costatante la infermità di D. Giovanni An-
tonio sardo (esiste nello Archivio SARDO, Vol. 16) cittadino Messinese, qui
degente nel 1567, figura con la carica di Capitano, e sotto firmato Julius De
Amodeo. Giulio de Amodeo vien nominato in una lettera del marchese Gioeni
nel 1585. In un brano della sua « Descriz. della Sicilia » riguardante la fa-
miglia Gioeni, identico a quella pubblicata dal DI MARZO, (esiste nello Archivio
SARDO) è firmato Julius de Amodeo.
[5] (3) De Amodeo e non degli Omodei come erroneamente è stato finìora
ritenuto.
Forse discendente da quel Ramondetto barone, che fu Governatore di
Randazzo all’epoca dei Vespri. La famiglia de Amodeo si estinse in Castiglione
nel secolo XVII.
[6] (4) Aetnae  topographia. Vita della B. Chiara di Montefalco. Della No-
tabile e famosa historia dei felici amori del Delfino di Francia ed Angelina
di Lauria, nobile Siciliana, ed altre.

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lo rivelano un  uomo di mente equilibrata e di studi pro-
fondi.
La più conosciuta e reputata delle opere sue è la « De-
scrizione della Sicilia nel XVI secolo » di cui solo la prima
parte è stata pubblicata (1)[7]. La seconda,  non meno impor-
tante della prima,di speciale interesse per la Vallata del-
l’Alcantara, è ancora inedita. Sarebbe dovere nostro di
pubblicarla e completare l’opera, onorando in tal guisa la
memoria di questo illustre concittadino, del quale tardi cono-
scemmo ed apprezzammo i meriti. Morì intorno il 1580.
Giuseppe Prescimone. Uno dei valorosi campioni del ri-
scatto del mero e misto impero, e insigne patriotta. Ci resta
di lui una breve cronaca manoscritta del suo secolo (2)[8].
Sac. Giuseppe Coniglio (3)[9]. Morto nell’anno 1666, vive e
vivrà nelle sue molteplici opere di beneficenza. Fu di animo
grande e di nobili e filantropiche iniziative. Modesto e scevro
da qualsiasi ofanità e personale ambizione di eccellere, de-
dicò tutto il suo patrimonio, che rappresentava una enorme
cifra, alla istituzione di legati e di benefizi ecclesiastici, alla
erezione del Monastero delle moniali benedettine, che cospi-
cuamente dotò, e infine alla costruzione dell’ospedale, ove
pur non essendo il fondatore, ne fu il maggiore beneffattore.
Dicono le maligne voci, che gl’immensi capitali accumu-
lati, fossero frutto di usura da lui per lungo tempo eserci-
tata. Pentito erogò, in riparazione dei furti consumati con
l’usura, tutto il suo in opere di pubblica utilità e beneficenza!
Sono le solite basse insinuazioni degli invidiosi e dei
maldicenti.


[7] (1) Andiamo debitori di questa pubblicazione alla infaticabile cura del pro-
fondo cultore di storia Siciliana Monsignor Gioacchino DI MARZO di Palermo.
Fa parte della collezione di storici siciliani da lui ordinata e pubblicata vo-
lume XXIV-VI della seconda serie.
[8] (2) Inedita. Conservasi nella Biblioteca della Chiesa Madre.
[9] (3) Fu economo e Vice curato sotto l’arcipr. Dott. Pietro Reganati e Vi-
cario foraneo col suo successore Dott. D. Cesare Gioeni.

– 149 –

Noi accettiamo il bene, ma rigettiamo le calunniose in-
sinuazioni; e chiunque dei castiglionesi deve benedirne la
memoria. Se ogni età e ongi sito avesse un uomo simile,
quanto diversamente procederebbe la società!
Sac. Michele Felsina. Sacerdote illustre per dottrina e
pietà. Nacque l’8 marzo del 1643. Attese aglu studii legali e
ne uscì dottore. Si consacrò in appresso agli studi ecclesia-
stici. Unto sacerdote fu canonico e arciprete di Troina, dove
pur solertemente attendendo alla cura delle anime, coltivò con
amore le lettere (1)[10]. ebbe diverse onorificenze dalla Santa
Sede.
Vien con onore ricordato dal mongitore nei suoi Uomini
illustri siciliani; e dal Melzi nel suo Dizionario Universale.
Melchiorre Sardo. Nacque nel 1688. Studiò legge e fu
giureconsulto di grido. La sua cultura non comune, lo rese
degno di essere prescelto dalla cittadinanza di Castiglione,
quale inviato alla Corte di Vittorio Amedeo di Savoia in Pa-
lermo.
Morì giovanissimo, forse spento violentemente da privata
vendetta, nel 1723.
D.r Giuseppe Luigi Sardo: figlio del precedente Dottor
Melchiorre, nacque nel 1710. Studiò in Palermo, dove si ad-
dottorava in giurisprudenza.
Tornato in patria, ebbe diversi onorifici incarichi, dal
governo spagnuolo.
Spiccò come giureconculto, e fece di tutto per far figu-
rare la patria sua, che fu Castiglione, di cui resse lungo tempo
le sorti.
Ci resta di lui un pregevolissimo manoscritto sulle me-
morie di castiglione (2)[11].
Morì in tarda età nel 1798.


[10] (1) Scrisse: Anagrammata et Epigrammata in laudem Innocenti XI. –
Anagrammata et Epigrammata in nuptiis Caroli II. e altre opere ancora.
[11] (2) Tutt’ora inedito.

– 150 –

Antonino Farfaglia. Nacque in Castiglione nel 1787, da
umili genitori. Analfabeta, fu valente e simpatico improvvi-
satore in vernacolo. Lionardo Vigo lo giudicò il più grande
poeta di Castiglione.
Restano di lui poche rime; perché nessuno mai curò
raccogliere i suoi versi, che con naturale spontaneità, versava
a torrenti (1)[12].
Sac. Antonino Calì Sardo; ebbe i suoi natali in Casti-
glione da D. Carlo Calì barone di S. Carlo e D.a Eufe-
mietta Sardo, nel 1792.
Si addisse alla carriera sacerdotale e fu uomo si santa vita.
Fu letterato geniale ed esimio scrittore. Ristaurò in Aci-
reale l’Accademia dei Zelanti (2)[13]; e in Castiglione  coadiuvò
il fratello suo D. Giovan Battista, Arciprete, a formare ed ar-
ricchire la Biblioteca della chiesa di S. Pietro.
Con l’opera sua evangelica illustrò la terra che lo vide
nascere, Castiglione; e la patria sua adottiva, Acireale.
Morì compianto da tutti nel 1870.
Giovan Battista Calì Sardo, fulgida figura di ardente pa-
triotta, fratello del precedente, nacque parimenti in Castiglio-
ne nel 1794. Fu anche lui chiamato al sacerdozio, e nel 1823
fu Arciprete di Castiglione.
Fu profondo amatore della patria sua, e studii serii ed
importanti fece sul folck-lore castiglionese. Generale è il ram-
narico in Castiglione, per non essere di lui rimasta memo-
ria veruna su detti studii.
Fondò la Biblioteca di S. Pietro, che arricchì di diverse
migliaia di volumi, dei quali alcuni di gran pregio e valore.


[12] (1) La favole del Gatto col Sorcio, in 34 ottave, l’unica che ci resta com-
pleta, pubblicata da VIGO nella sua Raccolta di Canti popolari siciliani, ba-
sta da sé, a dare il concetto della vena poetica del FARFAGLIA.


[13] (2) Nella maggiore sala della sede della Accademia, figura il di lui ri-
tratto ad olio.

– 151 –

Andiamo a lui debitori, di aver conosciuto il nostro con-
cittadino Anton Giulio Filoteo de Amodeo.
Morì in Castiglione, nel compianto universale, il 16 di-
cembre del 1874.
Sac. Emmanuele Lamonaca. Pio e colto sacerdote che si
dedicò con amore alla istruzione della gioventù.
Figlio benemerito di Castiglione, sfatò con un adotta e
documentata memoria (1)[14] le erronee asserzioni del Cordaro
Clarenza, che scrisse per contentare le idee di alcuni monaci
di Francavilla, sulla priorità di origne di Francavilla su Ca-
stiglione.
Resta di lui anche una importante studio sulle città di
Sicilia distrutte dai saraceni; e altri lavori di argomento ec-
clesiastico, e di ortaria sacra, mai fin adesso pubbicati.
Morì nel 1854.
Mons. Luigi Cannavò vescovo di Smirene. Quest’umile fi-
glio del popolo ebbei natali in Castiglione nel 1827, da bassa
ma onorata famiglia. Vestì giovanetto il sajo del fraticello di
Assisi, e fu missionario.
La sua eccelsa pietà, e lo spirito di abnegazione, del
quale era compreso nel convertire gl’infedeli alla religione
cristiana, gli meritarono gli onori della Prelatura; che molto
modestamente disimpegnò ed onorò nel contempo.
Apostolo di carità, nelle lontane contrade dell’oriente (2)[15],
dove esplicava l’opera sua evangelica, mai obliò la patria
sua diletta, Castiglione; ed in ogni contingenza, non tralasciò
di darle affettuosi contrassegni.
Castiglione che, nella persona di tanto figlio, anche in
lontana terra nobilmente rifulse, piange amaramente la di
lui improvvisa perdita (3)[16].


[14] (1) Memorie sulla origine di Castiglione e Francavilla.
[15] (2) La sua residenza fu Smirne, e reggeva la diocesi di essa.
[16] (3) Morì improvvisamente au 27 del luglio 1907 a bordo di un piroscafo, nella
traversata Smirne – Costantinopoli, dove recavasi, per affari della sua Diocesi.

– 152 –

Giuseppe Camardi Sardo nacque in Castiglione il 6 giu-
gno del 1808.
Gli studii seri, ai quali attese fin da giovinetto, insieme
alla intelligenza di cui natura gli era stata prodiga, forma-
rono di lui un uomo di un certo sapere. La sua naturale
modestia lo dannò all’oblio e restò oscuro, ma pur geniale
letterato.
Le chiose sapienti, delle quali era solito postillare i
vari autori, che leggeva con frequenza, e le molte poesie
inedite, italiane e siciliame, insieme alla spontaneità del poe-
tare, rivelano l’autocultura della quale si era saputo fregiare.
I di lui versi, di vario metro ed argomento, meriterebbero
in vero, l’onore delle stampe.
Morì in tarda età il 28 gennaio del 1887.

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