[221]

Oltre le suddescritte chiese, altre ne esistevano in que-
sta città, che il tempo ha distrutto, o reso inservibili; delle
quali diremo sommariamente.
1. La chiesa di S. Barbara esiste nel quartiere omonimo;
ma è stata abbandonata da un trentennio, perchè piccolis-
sima e insieme cadente.
L’incoronazione di S. Barbara per mani della Vergine
SS.ma che tiene in grembo il bambino, antica e non dispre-
gevole pittura, che si venerava in detta chiesa è stata da re-
cente rimossa e trasportata nella chiesa chiesa di S. Marco[1] (1). La
devozione a questa santa Vergine è antichissima in questa
città[2] (2).
2. S. Caterina. – L’Arciprete D. Giacomo Gioeni l’aveva
ampliata e in certo modo abbellita, per comodo dei fedeli di


[1] (1) Tale rimozione, operata a mia cura, ebbe di  mira la ristorazione del-
la tela.
[2] (2) Lo prova, la Cappelletta eretta in suo onore, forse nel VI secolo,
della quale esistono gli avanzi nel castello grande.

[222]

quel quartiere[3] (1). Ma da un pezzo subì la sorte della pre-
cedente, ed al presente è destinata a fienile!
L’origine della sua fondazione si perde nella notte dei
tempi. Si vuole, esistesse prima del dominio saracenico.
In questa chiesa, si trovava una pittura di S. Catarina
che ho inteso molto elogiare, (io non l’ho mai veduta); fu
portata via con la scusa di restaurarla, molti anni or sono,
e non si ebbe di essa più alcuna notizia.
3. A ridosso dell’esistente Ospedale esisteva un altra
chiesetta sotto il titolo di S. Zaccaria; di essa non rimane
che il solo nome. L’ospizio dei Cappuccini, che esisteva sotto
il Castelluzzo dal lato nord[4] (2), la chiesa di S. Filippo, che
fu nel castello grande, la chiesa di S. Sebastiano, che di-
cemmo essere stata al posto dove sorge l’attuale di S. Gia-
como, e la chiesa dell’Ascensione che fu nella piazza Lauria
sono tutte distrutte.
La chiesa di S. Maria della pietà, che trovavasi nel quar-
tiere di S. Maria, quella di S. Basilio, sotto il cui titolo ab-
biamo tutt’ora un quartiere in seno al quale furono le altre
due di S. Lucia (distrutta nel XVII secolo) e di S. Mara-
bino, comechè sparite da tempo e nessuna importanza eb-
bero nel passato, la sola denominazione è di esse arrivata
sino a noi[5] (3).
Altre chiese sorgevano pure nelle adiacenze circostanti
all’abitato[6] (4).
1. S. Lorenzo le di cui rovine furono da recente tra-
volte da una frana.
2. La Maddalena con annesso convento dei PP. Agosti-


[3]  (1) Una lunga epigrafe, che tutt’ora si legge sull’ingresso, ricorda i re-
stauri eseguiti per opera del Gioeni.
[4] (2) Al fabbricato, posseduto da privati, restò il nome di Ospizio, e così è
detto. – Fu soppresso al 1866.
[5] (3) V. Manoscr. SARDO cit.
[6] (4) V. Cap. IV pag. 22, parte prima, presente volume.

[223]

niani[7] (1). Sul finire del 1500 fu abbandonata perchè l’edifi-
cio pericolava, e i frati vennero ad abitare nel fabbricato
in seno al quale in seguito sorse l’ospedale; dove l’ordine si
estinse per difetto di mantenimento, nel 1652[8] (2).
3. S. Febronia e S. Costantino, che furono entrambi nella
via sotto il castello e di esse non ci rimane che la sola de-
nominazione[1] (3).
4. S. Giacomo. – Abbandonata, forse a causa dei danni
prodotti dalle frane, molto frequenti in quel sito eminente-
mente argilloso, intorno il 1740[2] (4).
Le sue rovine rivelano un misto di costruzione bizanti-
na, normanna, medioevale e del XVIII secolo[3] (5).
Le due nicchie tutt’ora esistenti, di varia dimensione,
fanno pensare che nella maggior parte di esse in cornu evan-
gelii, si conservasse il marmo della Vergine della Catena e
nell’altra, sita sul maggiore altare, la statua di S. Giacomo
titolare della chiesa.
5. La chiesa di S. Antonio Abate, che fu nel quartiere
tuttora esistente, venne travolta da una frana sul finire del
XVI secolo.
Sparse nei varii punti del territorio di Castiglione si tro-
vavano altre chiese al presente abbandonate. Nuove però, ne
van sorgendo in punti diversi di queste campagna; reclamate


[7] (1) Il b.ne D. Giulio Sardo assegnava a questo convento un’annua ren-
dita, come da suo testam. in N.r Alfonso Arnono in Castiglione a 9 gen-
naio 1560.
[8] (2) Per bolla di papa Innocenzo X ottobre 1652.
[1] (3) V. cap. IV pag. 22 parte prima, del presente volume.
[2] (4) Lo scudo araldico dell’Arcipr. D. Giacomo Gioeni, che si osserva but-
tato in un angolo della rovinata chiesa, ci fa apprendere, come anch’essa
sia stata ristaurata dal detto Arciprete e abbandonata dopo la di lui morte
(1732).
[3] (5) Le due cupole dell’abside sono bizantine e tutta hanno la rozzezza delle
chiese rusticane dei quei tempi. – Le finestre sono normanne, lo stile della co-
lonne ci indica il medioevo ed i restauri del Gioeni il 1700.

[224]

dall’accrescersi continuato della popolazione rurale che si
accentra in essi.
1. Castrorao, Mitogio, Gravà possedevano le loro chieset-
te. S. Maria della Vittoria che era in quest’ultima campagna,
è al presente divenuta proprietà privata, ma è chiusa da
tempo. Dato però, il numero degli abitanti di questa bor-
gata, denominata Gravà, una nuova chiesa sta sorgendo, che
sarà dedicata a santa Barbara.
2. Santa Maria dell’isola esistita sulla destra riva del-
l’Alcantara in vicinanza degli attuali mulini; non rimane di
essa rudero alcuno.
3. S. Luca e S. Francesco furono nelle campagne che
conservano questi nomi anche al presente; i minuti avanzi ri-
cordano gli edifizii distrutti da tempo.
4. S. Domenica, della quale dicemmo[4] (1), sorge nella
campagna omonima, ma è abbandonata e rovinata.
5. Santa Maria della Scala, lungi molto dall’abitato, nella
campagna omonima, sorgeva sul confine, fra il territorio di
Castiglione e quello di Francavilla.
In essa, l’ottava di Pasqua, ai tempi di Filoteo[5] (2), so-
lennizzavasi con molto concorso di castiglionesi la festa a
Maria SS. della Scala.
Nella benedizione delle campagne, sacerdoti e popolo
scioglievansi in questa chiesa, meta della processione[6] (3).
6. A breve distanza di essa sorgeva l’altra di san Biagio
come le precedenti, distrutta da tempo immemorabile[7] (4).
7. A Passopisciaro, borgata importantissima di Castiglio-
ne, sorse pochi anno sono, per opera del Can.co Pennissi Fa-
vazzi da Acireale[8] (5), una grande e bella chiesa che venne


[4] (1) V. Cap. IV pag. 35 parte prima; presente volume.
[5] (2) V. Descrizione della Sicilia dello stesso.
[6] (3) V. cap. IV parte prima del vol. presente pag. 27.
[7] (4) Manoscr. SARDO cit.
[8] (5) Ricco propr. Acese possessore di estesi vigneti a Passopisciaro.

[225]

dedicata a Maria SS. del Rosario[9] (1). Prima di essa esiste-
va un oratorio pubblico, nella proprietà Di Francesco so-
prannominato Proto, per nulla rispondente ai bisogni di
quella popolazione, considerevolmente accresciuta. Lodevole
fu quindi l’iniziativa del Pennisi per la erezione di un vasto
tempio.
8. Solicchiata, altra popolosa borgata di Castiglione, aveva
in tempi andati la piccola chiesetta di S. Giuseppe; ma da
recente è stata costrutta l’altra dedicata al S. Cuore di Gesù,
più vasta, più bella e più centrale.
9. Nel palazzo del defunto Arcipr. G. B. Calì a Rovit-
tello, poche centinaia di metri lungi da Solicchiata, esiste
tuttavia un oratorio pubblico, sotto il titolo di S. Michele. In
esso, vien celebrato il divin sacrifizio in tutte le domeniche,
e nelle feste, dell’anno, più importanti.
10. Più giù, scendendo per lo stradale nazionale, nella
pianura di Cerro, esistette un tempo una chiesetta dedicata
a S. Maria del Rosario. Nella medesima pianura di Cerro, in
base al Colle Portella, vi fu pure un’altra chiesetta dedicata
a S. Giorgio, ricordata da Filoteo.
11. Ricordiamo in ultimo, la chiesetta dell’Annunziata
dell’Alto Milio, sepolta fra le secolari quercie, nel bosco del
Mitogio, abbandonata nel 1648[1] (2).


[9] (1) A 6 settembre del 1905 fu consacrata da Mons. G. B. Arista di Acireale.
[1] (2) V. p. 188 di questo volume.



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