[214]

Sorsero insieme nel 1648, quando i monaci agostiniani
abbandonando il convento denominato dell’Alto Milio in con-
trada Mitogio[1] (2), che avevano fondato nel 1610, se ne ven-
nero in Castiglione.
Il M. R. P. Prov. Agostino Ciuppa, naturale di Casti-
glione, nel secolo seguente, ottenne molti privilegi per il
convento. Nel 1745 gli ottenne per speciale prerogativa il
grado di Magisterio ed altri, di dritto spettanti alle case
madri[2] (3).
Soppresso nel 1866, come tutti gli altri ordini monastici,
il municipio piantò in esso gli ufficii del comune.
La chiesa, proprietà demaniale, fino jeri molto frequen-
tata, dietro il terremoto del dicembre 1908, sognando ine-
sistenti pericoli, gli amministratori credettero opportuno chiu-
derla.
Il maggiore altare, lavorato a rilievo, con nel centro ri-
levato il mistero dell’Annunziazione, la balaustra che chiude


[1] (2) Territorio di Castiglione – Concessione di D. TOMASO GIOENI e CARDONA.
[2] (3) Manoscr. SARDO cit.

[215]

il coro[3] (1) e i due altari laterali, lavori del XVIII secolo,
che arieggiano la forma di uno scudo araldico, sono ricchi
di marmi di multiformi colori e pregevoli nel contempo.
Il pergamo in legno scolpito, che si attribuisce ad un
monaco, è di stile barocco castigato, di elegante struttura
e pregevolissimo[4] (2).
Di qualche rilievo è pure: un dipinto della volta raffi-
gurante la SS. Trinità, ben conservato.
Il tosellino per il quarant’ore di seta bianca, ricamato
in seta e oro, stile rinascimento, e la piccola urna[5] (3) rive-
stita di velluto scarlatto con grandi arabeschi d’oro, sono
due lavoretti anch’essi di qualche merito, del 1700.
In questa chiesa, come nelle altri conventuali di Casti-
glione, veniva all’epoca dei frati addobbato con molto gusto
il santo sepolcro del giovedì santo[6] (4).



[3] (1) Ai due lati di detta balaustrata si legge: Adm. Rev. P. exprov. LA-
GUZZA Anno Dm. 1777.
[4] (2) Alla sua base si legge la data 1763.
[5] (3) Serviva nelle funzioni della settimana santa.
[6] (4) Al giorno d’oggi, data la povertà delle chiese, molto hanno perduto
del loro primitivo splendore le sacre funzioni, e nulla si fa più di rilevante
in tale memoranda giornata. Solo è ancora in uso la caratteristica mostra dei
ricchi paramenti sacerdotali e dei sacri arredi, per ornamento del sepolcro.

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