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Questa chiesetta, stando alle notizie che si attingono in
antiche scritture[1] (1), apparisce di vetusta origine. Dedicata
negli antichi tempi a S. Martino diede la denominazione al
quartiere finitimo, che la serba anche al presente.
Vuole la tradizione, che questa chiesa fosse stata la Ma-
drice della città di Castiglione, prima ancora dell’occupazione
dei Saraceni, precisamente all’epoca bizantina.
E in prova di ciò narra di una campana[2] (2) fatta all’uso
antico, rinvenuta in un campicello adiacente alla chiesa sud-
detta, dove si suppone essere stata sotterrata dai fedeli per
salvarla dalle mani dei Saraceni. La forma primitiva di que-
sta campana, e gli sgorbi che possono essere caratteri (in-
decifrabili per se stessi e per l’azione deleteria del tempo)
tutt’ora visibili nel giro di essa, depongono qualche cosa in
favore della sua vetustà.
Nel 1569 col sorgere del convento dei Carmelitani ap-
poggiato a questa chiesa, venne quest’ultima totalmente ri-
fatta e dedicata a Maria SS. del Carmelo. Gli affreschi della
volta, che raffigurano l’apoteosi della Vergine del Carmine e
allegoriche figure del Vecchio testamento, comechè di qual-
che pregio, possono avere attinenza con la scuola del XVI
secolo.
Vi si notano pure: il martirio di S. Andrea e Santa Ca-


[1]  (1) Manoscr. SARDO cit.
[2] (2) Questa campana esiste tuttavia, serba il nome primitivo di campana
mezzana, è del peso di circa quintali tre; e per il bel suono serve tuttavia
nella chiesa madre di S. Pietro, e vien detta la campana del fuoco.

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tarina, entrambi pregevoli pitture, attribuite a pennello della scuola
veneziana[3] (1). Nonchè una tela della Madonna di Mon-
serrato (poca cosa come arte) la quale ricorda la devozione
della milizia spagnuola, venuta a noi col dominio iberico in-
torno il 1600[4] (2).
Il convento fiorì fino alla soppressione delle corpora-
zioni religiose, dopochè si sciolse. Il fabbricato, dietro il ter-
remoto del dicembre 1908 è stato abbandonato, perchè mi-
naccia rovina.
Sorgerà in esso l’Ospizio di mendicità, del quale sono
di già iniziati i lavori.


[3] (1) Questi due quadri furono donati alla chiesa dal defunto N.r Filippo
Saglimbene.
[4]  (2) Fu una pia signora, tal Giovanna Arnono Pedivillano, che istituì la
devozione a Maria SS. di Monserrato con una messa quotidiana al suo altare
(1681); e nel quadro, fatto eseguire da lei espressamente, il pittore ve la ri-
trasse insieme alla figlia. (Manoscr. SARDO pag. 61).

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