e) [31 ottobre 1666]

Copia Listae Patris Spiritualis quondam Reverendi D. Joseph Coniglio”

[529r][75]

“Die ultimo Octobris quintae Indictionae Millesimo sexcentesimo
sexcentesimo sessagesimo sesto 1666. ||

Reverendus Sacerdos don Thomas de Jesi huius Civitatis Castrileonis
m. n. c. c. n. sponte consignavit mihi Notario Marco
Antonio Leone cum interventu et presentia U.J.D.
D. Vincentij Cucuzza Iudicis Curiae Capitanalis hujus
predictae Civitatis quatenus opus esset hanc sequentem listam
et notamentum asserens illam fecisse, et scripsisse
de voluntate et ordine quondam Sacerdotis D. Joseph Coniglio, et
pro exequtione, et observatione actus facti per dictum
Reverendum de Coniglio per acta mea Notarii infrascripti sub die
25. presentis mensis et hoc iuxta ordinem ipsi D. Thomae
datum a dicto Reverendo de Coniglio in ejus viventia ad
effectum quod uniatur et stet cum dicto originali Testamento
et Codicillis et tradatur copia petentibus Unde ||

Et sic iuravit etc.
Cujus listae et notamenti tenor est infrascriptus Videlicet ||
Jesus Maria. ||

Pia disposizione del molto Reverendo Sacerdote D. Gioseppe Coniglio
Vicario Foraneo di questa Città di Castiglione
scritta di suo ordine da me Sacerdote D. Tomaso di Jesi
suo Padre Spirituale da presentarsi al Notaro Marco
Antonio Leone per sapersi da ogn’uno e esse–
quirsi puntualmente la sua volontà per disca–
rico della sua conscienza per benefizio universali
del popolo di questa Città di Castiglione per
Amor di Dio, e remissione delli soi peccati
e beneficio dell’Anima sua. ||

[1]

[La Matrice Erede]
In primis vole ordina, e dispone il suddetto Rev.do di
Coniglio, che delli soi beni stabili, che al presente
si ritrovano overo di quelli da comprarsi
per il Procuratore della Matrice Ecclesia sotto

[529v]
titulo di S. Pietro Apostolo di questa Città di Castiglione
sua erede universale se ni habbia ad assignare tanta
parte che un’anno per un’altro possi rendere franche
onze cento cinquanta ad effetto di fundarsi un Moni–
sterio di Donne con quelle clausole, strettezze, e
preserve che al Dr. D. Cesare Gioeni Archiprete
di questa predetta Città li parirano necessarie per il mantenimento
di detto Monasterio con decoro, divozione e buona edifica–
zione, e conforme alli Capitoli che detto di Gioeni
farà al quale di Gioeni detto di Coniglio in virtù
della presente lista seu notamento dona ogni
potestà, e facultà necessaria e perche così vuole, e
non altrimenti.

[Erede Universale la Matrice]
[2]
E perche con il progresso del tempo possino
con maggior maturezza con maggior prudenza
considerarsi e avvertirsi le cose li dona
anco potestà di potere doppo fatti li primi
Capitoli poterne fare altri quante volte
sarà necessario agiungendo, levando, e dichia–
rando il senso delli primi caso che fosse neces–
sario con questo però che possino mutarsi, e
variarsi in meglio, ò almeno in equivalente
bontà, non essendo altro la intenzione di esso
di Coniglio che di mantenersi decorato et hono–
rato detto Monasterio nel quale quella Donna
che vorrà entrare per monacarsi sia tenuta
e obligata come anco siano tenuti, et obligati li
Padri, Madri, Fratelli, Tutori, Curatori, parenti di detta
monacanda, ò qualsivoglia altra persona che
vorrà dotare detta monacanda cedere tutte
attioni pretenzione, cause e domande che

[530r][76]
forse potessiro competere contra tutta, ò parte
delli soi beni hereditarij tanto alla persona
monacanda, quanto alli Padri, Madri, Fratelli,
Sorelli e Tutori, Curatori, parenti, e qualsivoglia
altra persona che constituirà dette doti e darli
in nome di dote, altrimente non possa detta monacanda
esser ricevuta perche così vuole, e non altramente. ||

[3]
E perchè è necessaria per alimentarsi, e provi–
dersi di vestimenti et altre cose necessarie rendita
tale, che possa modestamente e congruamente
sostentarsi vole, e dispone detto di Coniglio che
ogni monacanda habbij da pagare ogn’ anno
et per essa la persona dotante unzi otto di de-
nari con quelle obligazioni, cautele, clausole,
e condizioni che detto di Gioeni ordinirà per li Capi–
toli per esso da farsi quali unzi otto s’habbiano
da pagare d’anno in anno anticipatamente
sinu ad anni tre doppo che morirà la
persona monacata di modo che al Monaste–
rio non resti altro che onze ventiquattro da
pagarsi ad onzi otto l’anno ad effetto di farsi
tanti giugali per la Chiesa ò altra cosa per servizio*
del Monasterio ben vista alla Reverenda Batessa
e Arciprete che pro tempore saranno doppo
il quale tempo sia e s’intenda estinta detta rendita
e ritorni a quella persona che haverano li
dotanti disposto nel contratto della dotazione
e questo per mantenersi le famiglie di questa predetta Città
con quelle commodità conforme si ritrovano
per quanto sarà possibile con patto, e condizione
che la presente disposizione sia, e s’intenda

[530v]
solamente per le donne oriunde di questa predetta Città
et in caso volisse intrare per monacarsi qualche
donna forastiera detta rendita di unzi otto annuali
si habbia da chi spetta constituire detta dote ad assi–
gnare in perpetuum al detto Monasterio, e secondo li Capitoli
come sopra da farsi e non altrimenti, nè d’altro
modo. ||

[4]
Item vole detto di Coniglio che l’Arciprete habbia
da mettere due povere Donne nel Monasterio
da farsi gratis per una volta tantum, e che siano
dette Donne, quale io patre Spirituale di Jesi
di detto di Coniglio li assignirò, che così vole. ||

[5]
[Altri incarichi al Proc. della Chiesa Matrice istituita Erede universale]
Item vuole ordina, e comanda esso Reverendo Sacerdote di
Coniglio che il Procuratore della Matrice Chiesa
habbia e debbia assignare altre tanta parte
di beni stabili di quelli che al presente detto di Coniglio
possedi, ò di quelli da comprarsi secondo parirà
meglio al Signor Arcipreti che unita allo nocelleto
nominato di Casa bianca al presente dell’hospitale
edificando in questa predetta Città, che possi ascendere
detta rendita annuale alla somma di onze centocin–
quanta, e se ne fondi uno spitale per il quale
effetto oltre alli beni come sopra assignandi
elegga detto di Gioeni quelle cose del suddetto di Coni–
glio, che li parirano opportune a suo arbi–
trio, e elettione, con li quali rendite si habbiano
da sovenire le persone povere inferme commoranti
in questa predetta Città di tutti li medicamenti, e
cibi proporzionati alle infermità secondo il
parere delli Medici quale povertà, e infermità

[531r][77]
sia autenticata per fede del medico, e approbata
dal Reverendo Arciprete presente, e che pro tempore
sarà la conscienza delli quali il predetto di Coniglio
agrava, li quali infermi se vorranno gover–
narsi nelle proprie case li sia permeso doven–
dili somministrare l’Ospitale li medicamenti
cibbi, e medico come sopra per tutto il tempo che
durirà l’infermità, e sia tenuto il Reverendo Arciprete
che pro tempore sarà ogni mese almeno far
conto con lo Speziale e farlo sodisfare dal
procuratore seu Thesoriero del detto Spitale e se al Reverendo
Arciprete parirà di minore interesse del detto
Spitale concordarsi per il salario delli sudetti
Medico, e Speziale come si suol dire a danno lo
possi liberamente fare, ordinando di più
detto Reverendo di Coniglio che l’elettione delli Cappellani
Thesoreri, procuratori, serventi, Medici e
Speziali debbia spettare al Reverendo Arciprete che
pro tempore sarà per servizio così del suddetto Spitale
come anco del suddetto Monasterio purche li Cappellani
siano approbati alla confessione dall’ordinario
come anco spetti al medesmo Arciprete la desi–
gnazione del confessore straordinario al Mona–
sterio approbato come sopra e così vuole, e non
altrimente ne di altro modo, e come meglio per li
Capitoli da farsi per detto di Gioeni quali Capitoli
possi detto di Gioeni rinovare, e accommodare
conforme si e detto di sopra per li Capitoli del Mona–
sterio, ordinando ancora, che con li denari, che
si trovirano in detta sua heredità si habbiano
da reluire quelli bolli, che al presenti si pagano
sopra detto luogo di Casa bianca, perche così vole
e non altramente ||

[531v]
[Elettione di Capellani]
Item vole ordina, e comanda che delli Sacerdoti
Citatini oriundi di questa predetta Città habbia il Reverendo
Arciprete presente, e che pro tempore sarà da eligere
dodici Cappellani li quali siano tenuti, et obligati
di administrare gratis li santi Sacramenti della
confessione Eucaristia, et estrema unzione così
alli sani, come all’infermi essistenti tanto
nell’hospitale quanto nelle proprie case con
obligo ancora di acompagnare li cadaveri delli
fedeli defonti gratis, e senza elemosina alcuna
con le loro cotte tanto se li defonti son ricchi quanto
poveri, come anco il Reverendo Arciprete, che pro tem–
pore sarà e sachristani così della Matrice Chiesa
come anco delle due parrocchie non habbiano
da pigliarsi per ragione di funerale elemosina e
pagamento alcuno con questo però che la cera
con la quale sarà acompagnato il defonto e
quella si mettirà nella chiesa quando si cantirà
la messa et altri offizij per l’anima del defonto resti
alla chiesa conforme è stato solito per il passato
volendo esso di Coniglio che il Reverendo Arciprete
levasse et abolisse quello abuso solito osservarsi
per il passato cioè di pagare cera doppia quante
volte il cadavere di una parrocchia vuole
sepelirsi in un’altra parrocchia ma habbia
da restare solo quella cera con la quale si acom–
pagna, e mette intorno al cadavere; alli quali
Reverendi Arciprete, e Cappellani, e sacristani vole
detto Reverendo di Coniglio che il Procuratore della

[532r][78]
Matrice Chiesa sopra li beni hereditarij di detto
di Coniglio habbia di pagare ogn’anno l’infrascritte
somme cioè al Reverendo Arciprete onze otto, ad ogn’uno
delli Cappellani onze quattro, al sacristano della
Matrice Chiesa onze otto, et alli sachristani dell’altri
due parrocchie onze quattro per ogn’uno annual–
mente in perpetuum et infinitum con obligo, che tutti li
sudetti dodici Cappellani come sopra eligendi hab–
biano di assistere all’hore canoniche che
ogni festa soglino cantarsi nel coro della Matrice
Chiesa, e messe cantate ecetuati quelli che con
licenza del Reverendo Arciprete si troviranno occupati
nella amministrazione delli SS.mi Sacramenti ò altro
servigio delle chiese che non patisce dilazione
secondo il giudizio del Reverendo Arciprete, come anco
siano tenuti, e obbbligati assistere detti Cappel-
lani alli vesperi e messe cantate infrascritte cioè
nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria nelle feste del
SS.mo Rosario, et Assunzione della Beatissima
Vergine, nella Chiesa Parrocchiale di S. Marco inter-
venire alli Vespri processione e messa cantata
del medesimo glorioso Santo, nella Chiesa di S.
Giacomo Apostolo essiquiscano le medesmi funzioni,
nelle feste della SS.ma Ascensione di Nostro Signore Giesu
Christo del medesmo glorioso S. Giacomo nella festa
seu sollenità di Santa Maria della Cathina, nella chiesa
di Santo Antonio le feste del medesmo glorioso
Santo e della Madonna SS.ma della Gratia, e nella
Chiesa di S. Lunardo nella festa del Glorioso San
Gioseffo, et anco nella chiesa edificanda per
il Monasterio come sopra da fundarsi habbiano

[532v]
li Cappellani di assistere al vespro e messa
cantata nella festa del Santo ò Santa titolare di detta
Chiesa, et a chi mancherà in tutte le sudette
funzioni ò in parte sia obligato il Reverendo Arciprete
levarci quella parte delle sudette rendite secondo
il numero delle mancanze et sia in arbitrio
e potestàdi detto Reverendo Arciprete levare uno, ò più Cappellani
che li parirano, e sustituirne altri conforme è stato
solito da tutti l’Arcipreti passati, e presente senza
haverni a rendere ragione a persona alcuna perche
così vole e non altrimente. ||

[7]
E perche il suono delle campane nella morte
delli fedeli Christiani fu instituito per benefizio
spirituale cioè per svegliare l’animi dell’homini
alla considerazionedella morte rimedio efficace per
animarci al bene, retraherci dal male per fare
oratione per l’anima del defonto, et altre opere vir-
tuose per sollievo delle benedette anime del Santo
Purgatorio secondo la disposizione e carità di ciasche–
duno e non per pompa e vanità mundana, vole, ordina
e comanda esso di Coniglio che così per ricchi, come per
poveri, così per gentilhomini, come ministrali, e
contadini, tanto Cittadini, quanto forastieri, che
passeranno all’altra vita in questa predetta Città non
habbiano da sonare altre campane che quella
della propria Parrocchia, e quella della chiesa
dove andirà il cadavere à sepelirsi, e quella
della propria Confraternità alla quale siano
tenuti, et obligati l’heredi del defonto dare
la solita elemosina secondo il costume antico

[533r][79]

di questa predetta Città il quale suono di Campana
non habbia à passare lo spazio di due hore
e perche è pure indecenza grande il piangere
e strillare per la perdita delli congionti come
se l’anima delli Catholici cultori della vera legge
per la quale sola si acquista per misericordia di Dio
Benedetto l’eterna gloria del Paradiso dovendo
piu tosto sperare, e piamente credere, che con
l’agiuto delli infiniti meriti della passione, e morte
di N. S. Giesù Christo nostro Redentore sia
sicura piu tosto la salvazione, che la dannatio–
ne per il che dobbiamo piu tosto consolarci per l’aban–
dono delle molte miserie humane, facciamo
al contrario mostrando segni di tristizia tale
come se l’anima di quel Catholico redenta col
prezioso sangue di Giesù Redentore fosse una
di qualche gentile idolatra heretico infedele
quasiche la vedessimo profundare nel baratro
dello inferno pertanto dovendo ogni fedele dar
buono essempio di Christiana pietà, e modestia
vole detto di Coniglio che ogn’una persona non vadi
acompagnando alla Chiesa il cadavere dell’amico
e parente, nemeno si tenga pubblico lutto, e
visito nelle chiese, ò altri luoghi conforme
è stato abuso in questa predetta Città, ma si ritirino li
congiunti del morto ciascheduno in una delle
stanze delle proprie case, overo in casa di qualche
stretto amico, e parente dal quale può ricevere
qualche consolazione spirituale non ammettendo
visite di persone estranee, che molti lo
facino per semplice mundano complimento, et

[533v]

adulazione, ma piu tosto si retiri solo per mandar
prieghi à Dio con fervore, e devozione maggiore
per l’anima del defonto e se il popolo di Castiglione
non vorrà osservare le sudette ragionevoli
condizioni possa come in virtù della presente il suddetto di
Coniglio dona ogni potestà al suddetto di Gioeni cancel–
lare, e abolire tutte le sopradette disposizioni fatte
à favore et utilità di questo populo di Castiglione
e commutarle in altre opere al detto di Gioeni
benviste perche così il detto di Coniglio vole, ordina
e comanda, e non altrimente, ne d’altro modo
come ancora considerando il detto di Coniglio
non doversi honorare del medesmo modo il
Creatore conforme la creatura essendovi disugua–
glianza infinita vole ordina, e comanda
sotto le medesme pene che le campane per
il mortorio delle persone non sonino di quella
forma e maniera conforme è costume sonarsi
ogni venerdì per devozione nella Matrice Chiesa
di questa in memoria e ricordanza della salutifera
morte del benedetto Christo, ma per l’homini
habbiano da sonare un botto, e doppo tre conforme
si sogliono sonare per la morte delle persone ordi–
narie, e per le donne, primo un botto, e doppo
due, e questo si debbia osservare per ogni sorte di
persone di qualsivoglia grado e condizione che sia, e nonaltrimente e volendo qualche persona far cantare messa di
requie da detti Cappellani habbia da consignare al
Reverendo Cappellano edomadario tarì ventiquattro

[534r][80]

li quali sia tenuto il medesmo Cappellano finita
la messa distribuirli dell’infrascritto modo cioè al Reverendo
Arciprete tarì quattro, al Cappellano celebrante
tarì tre, alli due Cappellani assistenti tarì
uno e grana dieci per ogn’uno, all’altri novi Sacer–
doti che cantano nel coro tarì nove, cioè tari
uno per ogn’uno, al sacristano tarì due, et à
sei clerici che devino assistere alla messa
cantata tarì tre, cioè grana deci per ogn’uno
li quali tarì ventiquattro sia obligato de
proprio il medesmo Cappellano subbito doppo
la funzione caso, che non se li facesse dare
dalla persona che requiede la messa, et caso
che alcuno volesse che il resto del clero uni–
tamente con li medesmi Cappellani accompagnassi
alla Chiesa defunto alcuno, debbia il Cappellano
et il domodario farsi dare e consignare anti–
cipatamente tarì uno, e grana deci per ogni
Sacerdote, tarì uno per ogni diacono, grana quin-
dici per ogni subdiacono, e grana deci per ogni Clerico
li quali si devino distribuire statim finita la
funzione, nel quale numero non s’includano li Cap–
pellani, et Arciprete li quali devono fare detto
officio gratis come di sopra si è detto, e si vorrano
cantare la Messa sia obligato oltre li tarì venti–
quattro come sopra per l’Arciprete, celebranti, Cap–
pellani, sachristano, e sei clerici si dia per ele–
mosina all’altri Sacerdoti et Clerici, ad ogni
sacerdote tarì uno, ad ogni diacono e subdiacono
grana quindici e ad ogni clerico grana deci
per ognuno da distribuirsi come sopra volendo
di più che le messe cantate così di requie, come
festive sempre si habbiano da sollennizare

[534v]
con li assistenti, con quest’ordine cioè il Cappellano
edomodario canti la messa, il Cappellano che
soddisfece immediatamente la precedente edomoda e
quell’altro che immediatamente dovirà subintrare
alla seguente edomoda servano di assistenti
con questo che il più antico Sacerdote delli due assi–
stenti canti lo evangelio, et il più giovane
la Epistola, e così vadino sequitando in giro
tutti li dodici Cappellani, il quale offizio lo
habbiano da essequire da per loro stessi senza
potere sustituire nella funzione* ad un altro se non
in caso d’infermità come in un altra cosa simile
si è detto di sopra, e caso che li Cappellani
non volessiro puntualmente essequire tutto quello,
e quanto si ha ditto di sopra possa il detto di Gioeni
commutare detta opera in un’altra à lui benvista
perche così vuole e non altrimente non havendo di mira
ad altro detto di Coniglio per la disposizione di sopra fatta
che alla gloria di Dio decoro delle Chiese e publica
utilità. ||

[8]
Item vole ordina, e comanda detto di Coniglio che le vigne
lasciate al Clerico D. Honofrio Coffo suo Nepote ejus
vita durante doppo la morte di detto di Coffo l’habbia
d’havere il Monasterio edificando con obligo che il
Cappellano di detta Batia habbia d’aplicare il
sacrificio della Messa per l’anima del detto di Coniglio
con obligo ancora di somministrare il vino per tutte
le messe che celebrasse in detta Matrice Chiesa necnon
di lavare e pulire li purificatori cusire, e racamare
essendo riquesti dal Reverendo Arciprete, e servire in tutto
quello potranno detta Matrice Chiesa . ||

[535r][81]
[Si escludono D. Giovanni, Paolo, e Leonardo Coniglio Fratelli dall’amministrazione dell’eredità, e ci furono revocati tali disposizioni fatte in di loro favore nel Testamento e quello similmente a prò delli figli di Spucches]
[9]
Item vole ordina, e comanda detto di Coniglio
che lo legato fatto à favore delli figli del
D.r D. Antonino Spuches della Città di Tavormina
sia, e s’intenda casso, irrito, e nullo, come
se mai fosse stato fatto || come ancora ordina, e
comanda detto di Coniglio, che D. Giovanni;
Paolo; e Leonardo Coniglio fratelli non
possino, ne debbiano ingerirsi nella ammi–
nistrazione della sua heredità; anzi quel tanto
dispose nel suo Testamento à favore, beni–
ficio, overo onoranza di detti fratelli di Coni–
glio sia, e s’intenda casso irrito, e nullo
come se mai ni havessi fatta menzione
perche così vole e non altram.te ne d’altro modo. ||

[10]
[Elemosina al Padre Predicatore e supellettili]
Item vuole esso di Coniglio, che caso che l’univer–
sità di questa predetta Città non potesse, o non volesse paga–
re la elemosina per il quatragesimale al
patre predicatore possa il Reverendo Arciprete
procurare et eligere a sua volontà et ar-
bitrio ogn’anno detto predicatore al quale facci
dare dal procuratore sopra li beni della sua
heredità onze sedici l’anno legna, e carboni
commodità di stanza la quale habbia da fare
accommodare nelli casi quali il Rev.do Arciprete
doverà fare aconciare delle cose necessa-
rij et anco di supelletili di casa necessarie
al servimento di detto predicatore cioè di stigli
di cocina, tovagli, piatti, seggi, buffetti,
overo baulli, due letti furniti con linzola
e cuscini doppii due paviglioni d’inverno
coperte matarazze una tabarca una

[535v]

littera, et altri suppelletili benvisti al molto Rev.do Arciprete,
quale robba l’habbia da pigliare di quella che
al presente esso di Coniglio tieni nella sua Casa
con questo però che nella prima ventura qua-
tragesima non si possa avvalere il Rev.do Arciprete
della presente disposizione ma doppo che sarano
comprati in tutto, ò in parte li stabili con li denari
di detto che lascia detto di Coniglio secondo parirà al
detto Rev.do Arciprete con questo però, che detto padre predi–
catore habbia da celebrare se non sarà legi–
timamente impedito ogni giorno nella Chiesa
Matrice di questa durante il tempo della predicazione
per l’anima del detto di Coniglio, e non altrimente. ||

[11]
[Salario di onze 6. al Procuratore della Matrice Chiesa per li travagli dell’amministrazione dell’eredità – Erede la Chiesa]
Item vuole esso di Coniglio che al procuratore
eletto seu eligendo dal Reverendo Arciprete presente, che
pro tempore sarà della Matrice Chiesa sua herede
universale li si debbiano dare ogn’anno di salario onze
sei per ragione di travaglio che doverà havere per la
amministrazione della sua heredità perche così vole
e non altrimente. ||

[12]
Item dechiara detto di Coniglio che benche li paressi
di non haver agravato persona alcuna ne interessa–
tila ad ogni modo per saldo maggiore della propria conscienza
ha disposto che Io infrascritto* Sacerdote di Jesi havessi
a far sodisfare sopra la sua heredità tutte
quelle persone, che in conscienza mi costirà
esser stati agravati ò interessati come per atto in Notar
Marco Antoni Leone die quo || per tanto vole ordina, e
comanda, che tutti quelli personi li quali senza
andare a far capace a me infrascritto* di Jesi overo
venendo e non mi parendo li detti pretendenti

[536r][82]
haver ragione in conscienza e per tal causa
comparendo qualsivoglia delli detti pretendenti in
giudizioo per mover lite contro tutti, ò parte delli
soi beni mobili, e stabili ò altri beni, overo
occupassiro e ritenessiro potenzialmente detti
soi beni, che in tal caso detto comparente per
litigare ocupante, e ritenente detti beni come
sopra tanto detto pretendente quanto li soi
parenti congionti in consanguinità ò
affinità per insino al secondo grado de jure ca–
nonico inclusive non possino, nè debbiano
essere ricevuti nel Monasterio come sopra
edificando ne anco nelle loro infermità
esser suvvenuti dall’hospitali pure edifi–
cando come sopra, ma siano e s’intendano esclusi
da tutte quelle commodità et utilità che
dalli detti Monasterio, et hospitale et altri
si possino provenire et caso che a detti
pretendenti quanto altro parenti come sopra
detto di Coniglio nel suo Testamento e Codicilli
havessi lasciato uno, ò più legati vole, ordina,
e comanda che siano cassi, irriti, e nulli
come si mai fossiro stati fatti, perche così vole
e non altrimente, ne di altro modo. ||

[13]
[Si dona la facoltà al Procuratore della Matrice Chiesa di poter agire per gli occultanti dei beni del Testatore sì in vita, che dopo morte]
Item vole ordina, e comanda esso di Coniglio
al procuratore della Matrice Chiesa che ottenghi da Monsignore
Ill.mo o suo Rev.mo Vicario Generale uno monitorio di scomunica
contra quelle persone li quali havessiro occu–
pato ocultato così in vita di detto di Coniglio beni
mobili stabili, oro, argento, denari, scritture, libri
di conti polizze stigli, e arnesi di casa formento

[536v]
orgio, germana* vino musto, nocilla et altri
et essendovi riveli etiam di una persona sola
tutti tali occupanti e non revelanti con soi
parenti nel grado come sopra siano e s’intendino
esclusi di poter godere et havere quelli
commodità et utilità proveniendi dalli
detti Monasterio ed hospitale come sopra, et ha–
vendo da conseguire qualche legato per detto
di Coniglio fattoli non l’habiano da conse–
guire et havere ma sia, e s’intenda
casso irrito, e nullo, come se mai fosse stato
fatto, et in caso che detti uno o più legati si ritro–
vassiro esati essendo di beni mobili overo in
possesso di beni stabili sia ogn’uno di loro
tenuto, e obligato restituire ogni cosa integramente
et essendovi revelanti in numero e qualità tale che
possino detti ocupanti e retinenti giuridicamente
esser costretti in giud.o sia tenuto, e obligato il procuratore
della Matrice Chiesa comparire in qualsivoglia Corte, e
trib: rappresentando e facendo rappresentare le sue
raggioni insino a tanto che li Giudici, e Officiali
li farano restituire, come ancora vole detto di Coni–
glio che il procuratore faci il medesmo contra li com-
parenti in iudicio ocupanti, e retinenti e loro parenti
caso che havessiro ricevuto qualche legato per detto
di Coniglio fattoli volendo e comandando detto di Coniglio
che il Monitorio non s’intenda contra quelli per-
soni che sapessiro ò havessiro pigliato cosa
di prezzo onze due a basso perche così vole ordina
e comanda et non altrimente ne di altro modo. ||

[537r][83]
[14]
Item esso di Coniglio vole ordina, e comanda
che il Sacerdote D. Ignazio Vecchio beneficiale
eletto nominato per l’atti di Notar Marco Antonio Leone
habbia e debbia celebrare tutte le feste coman–
date nella Chiesa di Santa Catherina Vergine e
Martire alla quale chiesa vole che il
procuratore della Matrice Chiesa dia un Calice
il quale l’habbia da comprare con il piede
di ramo dorato. ||

[15]
Item esso di Coniglio vole he si habbiano da
assignare delle sue bolle onze tre di rendita
annuale alla Parrocchiale Ecclesia di Santa Maria
et onze sette per una volta tantum per Dio, e
l’anima sua. ||

[16]
Item vole che quando il priore della SS.ma
Anunziata fabricherà li si diano onze
quindici per una volta tantum per pagare li mastri
intagliatori, e muratori, e manuali. ||

[17]
Item detto di Coniglio vuole che il procuratore della Matrice
Chiesa dia per una volta tantum onze dieci
al Reverendo Sacerdote D. Antonio Gioeni ad effetto di
comprarni un Calice tutto di Argento
per servigio della Venerabile Chiesa di S. Giacomo
di questa Città.

[18]
Item detto di Coniglio vole che à Filippa Nunfro
nel suo maritagio li si diano onze cinque
per una volta tantum. ||

[19]
Item vuole che si diano ad Alessandro Gambacurta
onze tre per una volta tantum. ||

[20]
Item vole che si dia un visito à Paolo Coniglio
et un altro a Timodeo di Carlo suo Zio. ||

[537v]

[21]
Item vuole detto di Coniglio che la Chiesa del [cfr.]
S. Gioseppe habbia di havere e consequire quello
pezzo di terri che tiene allo Colla territorio di questa Città. ||

[22]
Item vole che non essendo trattata bene Maria sua
scava negra da Vincenzo di Carlo al quale detto di Coniglio
nelli soi la legò possa andare et ad habitare
con il Sacerdote D. Nicolao di Carlo al quale debbia
servire e caso che ne anco da detto D. Nicolao
fosse trattata bene habbia da intrare per ser-
vire il Monasterio di Donne edificando che
così vole e non altrimente. ||

[23]
Item vole detto di Coniglio che il suo Cembalo
sia di Giuseppe Carrozza.La quale disposizione vole, ordina, e comanda
esso di Coniglio che ad unquem si osservassi non
ostante che si trovasse nel testamento et codicilli altra
cosa in contrario ò che impedissi la presente disposizione
che così vole, e non altrimente ||Io Sacerdote d. Tomaso di Jesi di ordine del suddetto di Coniglio
Testes qui interfuerunt in consignatione* supradictae listae
sunt infrascripti videlicet:Sebastianus et U. I. D. Dr. Damianus Calabrisi, D. Joseph
Rocco, Joseph Finochio, et U.I.D. D. Antoninus Bonherba
Ego U. I. D. Damianus Calabrisi testis interfui, et me subscribo. ||
Ego Sebastianus Calabrisi testis interfui et me subscribo. ||
Ego Joseph Finocchio testis interfui, et me subscribo. ||
Ego U. I. D. D. Antoninus Bonherba testis interfui, et me subscribo. ||
Ego D. Joseph Rocco Testis interfui et me subscribo. ||

Ex Actis mei Notari Marci Antonij Leone
habitatoris Castrileonis
Collatione Salva

[A margine: timbro del Regno delle Due Sicilie e … del Circondario di Linguaglossa con la dicitura: “N.° 2299. / reg.to in Linguaglossa li ventinove Novembre 1825. lib. 1° vol. XV. Fol. 64. retro cas. 5ª – ricevuti gr. venti – Il ricevitore G Stagnitti – Visto Maugeri Paneb.co Giud.e”]

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